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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione voto l'onorevole Innocenti. Ne ha facoltà.
RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, intervengo innanzitutto per manifestare l'apprezzamento per il lavoro svolto dai questori nel presentare in quest'aula i documenti di bilancio sottoposti alla nostra attenzione ed al nostro voto e sui quali preannuncio il voto favorevole dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo. Esprimo apprezzamento perché tali documenti riflettono la volontà di non interrompere un processo avviato già alcuni anni fa che proponeva e, come oggi ci è stato confermato, ripropone anche per gli anni futuri, alcuni obiettivi che consideriamo importanti. Mi riferisco all'obiettivo di un'equilibrata gestione finanziaria; prova ne è quanto i questori ci hanno detto per quanto riguarda la situazione del fondo quiescenza che, fino a qualche tempo fa, presentava squilibri di carattere preoccupante. Allo stesso modo obiettivo importante è, e rimane ancora oggi seppure in mutate condizioni, quello dei servizi di supporto ai parlamentari e di una maggiore efficacia dell'istituzione che si deve raccordare con i mutamenti in atto nella società e nella politica.
Si tratta - come qualcuno ha già affermato - di proseguire in tale direzione, rendendo complessivamente la macchina dell'amministrazione, le strutture operative ed i servizi più adeguati e sempre più capaci di rispondere alle esigenze dell'attività parlamentare che cambiano di periodo in periodo e, soprattutto, al ruolo ed alla funzione del ramo del Parlamento che rappresentiamo. Per fare ciò occorre una capacità di lettura, di interpretazione dei mutamenti in corso e, soprattutto, una grande capacità di programmazione.
Credo sia molto importante sottolineare un aspetto che, nel corso dell'illustrazione dei documenti di bilancio e nella discussione generale avvenuta ieri, ma anche nelle stesse repliche che i questori hanno fatto stamani, viene evidenziato. Dobbiamo cercare di «mantenere la barra dritta» rispetto alla logica di programmazione degli interventi. Sarebbe un errore sia quello di rincorrere le emergenze, sia quello di gestire al meglio l'ordinaria amministrazione.
Mi riferisco ad un tema importantissimo, quello relativo alla sicurezza di chi opera all'interno di questa istituzione, della sicurezza interna complessivamente parlando: non è un caso che sia stato uno dei temi maggiormente evidenziati. Si tratta non solo di rispettare alcune norme di legge e, quindi, di essere tra i primi - se non i primi in assoluto - a adeguare le nostre strutture alle normative in corso per la sicurezza, ma si tratta soprattutto di rendere sicuro in senso complessivo un luogo di lavoro che è un punto di riferimento importante per le istituzioni nel nostro paese. Ecco perché vi è il duplice aspetto della sicurezza e degli investimenti in sicurezza per prevenire situazioni di pericolo che possono nuocere all'incolumità dei singoli; emergerebbe altrimenti una difficoltà nel ruolo di riferimento dell'istituzione parlamentare. Ecco perché gli interventi in questa sede in ordine al più elevato standard di sicurezza raggiungibile come obiettivo primario per i prossimi tempi trovano d'accordo il nostro gruppo e credo trovino d'accordo tutti noi. È importante, per mettere tutti in condizioni migliori di lavoro, raggiungere tali standard e miglioramenti.
Credo si debbano svolgere alcune considerazioni in ordine alla necessità di accelerare i percorsi - lo dico soprattutto ai questori - per garantire l'idoneità di alcuni locali in cui vengono svolti i lavori delle Commissioni e per fornire idonee soluzioni ai problemi posti dai gruppi parlamentari. Credo che questo elemento sia il riflesso dei cambiamenti in corso. Il problema della sicurezza è importante, non solo per quanto riguarda l'aspetto della incolumità dei singoli, ma anche per la certezza del buon ordine dei lavori e della loro programmazione tenendo tali elementi come costanti riferimenti della nostra azione quotidiana.
Le caratteristiche dei mutamenti in corso, così come qualche collega sottolineava, dipendono da moltissimi fattori, relativi al nuovo ruolo che il parlamentare ha assunto con la modifica della legge elettorale e, quindi, ad un rapporto diverso, più stretto e collegato ai problemi del territorio senza che egli perda il riferimento di rappresentante di interessi generali della nostra società. Comunque, veniva giustamente sottolineata la necessità di nuovi supporti operativi per mantenere un collegamento in tempi reali con il proprio collegio, nel rapporto tra eletto ed elettore, uno dei punti su cui le mutazioni del ruolo e della funzione del parlamentare si esemplificano in modo maggiore.
Credo sussistano anche le questioni relative ai tempi sempre più accelerati della politica; ciò impone a tutti noi di velocizzare le necessarie misure anche nel campo della strumentazione operativa. È stata sollecitata una serie di strumenti nel campo del potenziamento dell'informatizzazione e del collegamento con la rete telematica - e mi fa piacere il giudizio espresso positivamente su alcuni suggerimenti contenuti in un ordine del giorno appena approvato - e ciò evidenzia come questo costituisca uno dei settori di potenziamento dell'attività. Ritengo questo sia un passo importante anche nel campo dell'informatizzazione, perché un altro dei mutamenti necessari consiste nell'avere sempre più coscienza che da parte dei cittadini, della società, dei singoli, delle associazioni si chiede leggere in tempi veloci il nostro lavoro e di riflettere su tutto ciò.
Uno dei sistemi da attuare è quello di rendere più aperto e trasparente il nostro lavoro: ciò si realizza anche e non solo attraverso gli strumenti informatici.
Le cifre che il collega Ballaman ricordava - cioè 21 milioni di collegamenti mensili con il nostro sito Internet, sulla
base di una stima realizzata nei primi mesi del 2001, con un incremento addirittura del 70 per cento - sono indice di questa attenzione e del ruolo che dobbiamo svolgere.
Questo è il motivo per cui condividiamo molto gli sforzi che sono stati proposti in direzione di ulteriori investimenti e dell'acquisizione di strumenti utili per una specializzazione in questo campo.
Si tratta di una richiesta di conoscenza da parte dei cittadini ma anche, credo, di una sostanza importante nel rapporto di vicinanza tra l'istituzione parlamentare e la società e il cittadino; ciò rappresenta un elemento importante dal punto di vista, non solo della credibilità delle istituzioni, ma anche della partecipazione alla vita politica e alla democrazia nel nostro paese.
I riferimenti in ordine alle realizzazioni avvenute evidenziano questa volontà e questa capacità di adeguamento e di previsione dei mutamenti in atto e, quindi, gli argomenti che sono stati svolti nella relazione presentata ieri alla Camera da parte del Collegio dei questori in ordine al progetto di previsione per il futuro, ci trovano tutti d'accordo.
Emerge, questione anch'essa importante, la necessità di proseguire nel cammino stabilito nel marzo di quest'anno, con il programma di investimenti triennale (135 miliardi nei prossimi tre anni) perché lì si trovano le risorse e, soprattutto, gli obiettivi importanti per il potenziamento delle misure indicate, sulle linee direttrici che poc'anzi ricordavo.
Ciò è indispensabile perché si sono introdotti cambiamenti positivi nell'organizzazione e nel funzionamento della macchina amministrativa che, sappiamo, sorregge la funzione politico-legislativa. In questa direzione dobbiamo proseguire e, quindi, abbiamo appreso con favore le indicazioni di lavoro fornite dal Collegio dei questori e riconfermate anche stamani.
Ritengo - prima di concludere il mio intervento - di rivolgere un apprezzamento ed un ringraziamento anche per il lavoro che tutto il personale svolge. Abbiamo approvato ordini del giorno che riguardano anche materie specifiche, prevedendo la rimozione di alcune situazioni di disagio e di difficoltà che, nel campo del personale, sono state sottolineate da alcuni colleghi e ribadite questa mattina dagli onorevoli questori. Credo sia un punto importante cercare di dare esecuzione a quanto previsto nell'impegno contenuto nell'ordine del giorno. Questo è molto importante perché sappiamo che per la qualità del nostro lavoro è necessario anche rimuovere quelle cause di disagio e di difficoltà. Può essere una causa anche quella - che prima ricordava il questore Manzini, rispondendo ad un intervento dell'onorevole Acquarone - relativa all'eccessivo contenzioso in corso. Ritengo, quindi, che anche questo sia un terreno di impegno.
Vorrei fornire, tuttavia - anche questo è un elemento importante - un'indicazione di lavoro per cercare di leggere, ancora in modo migliore, i documenti di bilancio. Siamo abituati, per una serie di motivazioni, a discutere dei documenti di bilancio nell'ultima parte dell'anno di esercizio. È vero che nei documenti in nostro possesso ci sono tutti gli elementi per poter avere un aggiornamento in tempo reale; però, sarebbe opportuno, oltre a intervenire sui tempi, portando all'attenzione e sottoponendo alla votazione dell'Assemblea tali documenti il prima possibile, cercare di produrre una nota contabile relativa - quando si discute il progetto di previsione - ai fatti più rilevanti che si sono verificati nel tempo decorso fino a quel momento. Ciò consentirebbe una maggiore leggibilità e comprensione anche dei documenti di bilancio.
Dunque, nel sottolineare questi aspetti positivi e questi suggerimenti, riconfermo il voto favorevole da parte del nostro gruppo sul conto consuntivo per l'anno finanziario 2000 e sul progetto di bilancio per il 2001 (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi un po' di sintesi perché, dopo il voto finale, dovremo interrompere i nostri lavori per consentirne la ripresa alle 15.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boccia. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, siamo all'inizio della legislatura ed esaminiamo un bilancio a cavallo tra quello predisposto dai questori già nello scorso aprile e quello aggiornato, predisposto dai nostri colleghi questori oggi, anche alla luce dell'assestamento del bilancio dello Stato.
Come accade in queste circostanze, si fanno sempre anche considerazioni di ordine più generale; così mi sono ricordato di quando sono entrato alla Camera, cinque anni fa, come deputato, dopo la mia esperienza di presidente della regione Basilicata e dopo dieci anni di attività legislativa in una regione considerata un modello funzionante nel contesto delle regioni italiane.
Ebbene, io avevo in mente, come tutti gli italiani, uno stereotipo che, tra l'altro, si contribuisce a divulgare per indebolire o delegittimare le istituzioni: pensavo ad un apparato burocratico e centralista, piuttosto inefficiente ed incapace. Insomma, il carrozzone della Camera dei deputati, come era dipinto anche da alcuni colleghi leghisti in una fase della vita del nostro Parlamento, sembrava costituire uno spreco di risorse pubbliche, fatto a piene mani. Basti guardare al sollucchero con il quale alcuni giornali, piuttosto qualunquisti, gettavano e, qualche volta, gettano fango sull'istituto parlamentare, sulle indennità dei parlamentari, sugli stipendi dei dipendenti parlamentari, sempre con l'obiettivo, ovviamente, di delegittimare e destabilizzare il quadro istituzionale, per poter continuare a far pascere - diciamo - i propri padroni. In definitiva, il giudizio sul Palazzo era piuttosto negativo.
Dopo cinque anni di esperienza parlamentare alla Camera dei deputati, desidero testimoniare che mi sbagliavo. Sono convinto che tutti gli italiani cambierebbero opinione se potessero conoscere bene ed a fondo il lavoro svolto all'interno della Camera dei deputati e, presuppongo, anche al Senato. Mi sono, dunque, ricreduto, in questi cinque anni di esperienza, vissuta abbastanza intensamente un po' in tutte le parti del Palazzo.
L'efficienza e l'efficacia del sistema della Camera dei deputati sono formidabili. Noi usufruiamo, senza dubbio, di un servizio eccellente, svolto da risorse umane di prim'ordine: si tratta di un patrimonio impareggiabile, caratterizzato dall'alta qualità professionale dei nostri dipendenti, da una disponibilità che non conosce limiti di tempo e di cortesia, da uno stile e da un timbro che hanno radici non solo nella consapevolezza dell'assolvimento del proprio dovere, ma anche nello spirito pubblico di chi sa di servire le istituzioni democratiche e, dunque, attraverso di esse, il popolo italiano.
Desidero complimentarmi con quanti, negli anni, hanno saputo costruire questo bene ed esprimere un sentito apprezzamento a tutto il personale, dal Segretario generale all'ultimo dipendente della Camera dei deputati. Grazie. Grazie al loro impegno, noi riusciamo a fornire risposte alle domande che salgono dal paese.
La riforma dell'amministrazione, realizzata tra il 1999 ed il 2001, entra ora nella sua fase di piena esplicazione. Dunque, avremo effetti ancor più benefici sia sull'efficienza sia sulla efficacia dell'attività parlamentare. Il modello posto in essere consente di nutrire ottimismo sui risultati. È positiva, infatti, la scelta di mantenere il sistema verticale dove prevalgono le funzioni di gestione e di preferire il sistema orizzontale dove prevalgono le funzioni di coordinamento. Va bene il criterio della flessibilità che consente e prevede ogni utile accomodamento funzionale per garantire, da una parte, decisionismo e, dall'altra, collegialità, ferma l'assoluta chiarezza - e questo è un aspetto fondamentale - del ruolo del responsabile del procedimento. Vanno bene i criteri per adattare alle strutture i modelli organizzativi ed è andata bene anche la riallocazione degli incarichi.
Anzi, bisogna confermare l'orientamento favorevole alla rotazione degli incarichi. È necessario favorire sempre di più la premialità in ragione del risultato: la competizione nell'armonia è una buona
medicina, anche nel pubblico. È importante che la dirigenza rimanga sempre terza rispetto alle parti politiche, perché essa deve rappresentare il servizio pubblico permanente rispetto al transeunte dell'appartenenza politica. Ci sono tendenze da una parte e dall'altra che vanno sconfitte, come i tentativi di mettere etichette da parte dei soliti mestatori, che campano sul discredito delle istituzioni. Tuttavia, la dirigenza della Camera, salvo qualche marginalissima eccezione che si presta, mantiene ben saldo il suo positivo e disinteressato orientamento terzo. Complimenti anche per questo!
Darei qualche sommesso suggerimento al Segretario generale. Non capisco perché non si proceda alla nomina del quarto Vice segretario generale: la supplenza mi pare del tutto impropria, così come l'attribuzione agli altri tre di competenze non previste dal regolamento. Allo stesso modo, considero assolutamente debole l'attuale dotazione del servizio del bilancio. Questo è un servizio che ci viene invidiato in Europa e in Italia dalle autorità competenti: esso ha contribuito non poco a fare realizzare il risanamento dei conti pubblici. Ebbene, questo servizio ha solo tre unità operative: non voglio fare paragoni (anche perché vorrei andare prima a rendermi conto di persona), ma se al servizio biblioteca ce ne è una trentina, mi pare questa una spropositata dotazione di organico. Inoltre, trasformerei l'ufficio per i rapporti con le istituzioni delle autonomie regionali, che in maniera molto superficiale è incluso tra gli «altri incarichi». Le regioni entrano in una fase centrale nella vita del paese e hanno, dopo la riforma della Costituzione, pari dignità con lo Stato. Mettere tra gli «altri incarichi» una piccola forza che si occupa di questa materia mi pare veramente sbagliato: trasformerei almeno in ufficio questa struttura.
Ai questori suggerisco di raddoppiare le spese per l'aggiornamento professionale dei nostri dipendenti e di accollare al nostro bilancio le spese per le pubblicazioni, sempre ad altissimo livello, che i nostri funzionari realizzano, magari qualche volta a spese loro, e che noi, invece, riteniamo meritevoli, non solo di essere fatte, ma soprattutto di essere lette. È importante che per i funzionari si intensifichino sempre di più i rapporti di conoscenza da una parte con l'Europa e dall'altra con le regioni.
Per quanto riguarda le risorse strumentali, bisogna riconoscere che negli ultimi anni sono stati fatti notevoli passi in avanti. I questori, ma tutti i colleghi intervenuti, hanno ripreso i punti di forza del lavoro svolgo negli ultimi anni. Quelli della passata legislatura devono avere il nostro ringraziamento. Tuttavia, dalla relazione...
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, la prego di concludere.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, il mio tempo non è scaduto e sulla questione del bilancio della Camera non intendo cedere di un secondo!
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, io non la farò cedere, anche se il tempo è scaduto, perché può parlare finché vuole. Facevo appello alla sua cortesia, non al regolamento.
ANTONIO BOCCIA. No, Signor Presidente, il tempo non è scaduto.
Dalla relazione di accompagnamento vedo che si intende continuare su questa strada. Mi pare una buona strada e do atto al Collegio dei questori di aver affrontato con il passo e la qualità giusti le questioni che abbiamo davanti; per questo il gruppo della Margherita voterà a favore. Certo, tutto quello che si è fatto è stato elencato e sollevare qualche osservazione può sembrare ridurre il giudizio positivo, ma questa è l'unica occasione importante per la vita della Camera.
Intendo dare qualche suggerimento che non deve assolutamente ridurre il giudizio positivo che il gruppo della Margherita esprime sulla relazione del questore Colucci e sulla relazione predisposta dall'intero Collegio.
Nel nostro dibattito non vi è traccia della questione relativa al parcheggio che, invece, è una questione centrale; pregherei il Collegio dei questori ed il Presidente della Camera di farsene carico. Abbiamo abbellito la piazza, restituito al mondo una meravigliosa facciata, a fianco della quale c'è però un palazzo decadente che dà un'immagine assolutamente negativa di noi che ci troviamo nelle sue vicinanze. Dobbiamo porre mano alla questione che riguarda la ristrutturazione di quell'edificio o quanto meno il rifacimento della facciata. Se sarà necessario, chiederemo al comune di Roma di fare obbligo ai proprietari di provvedervi. Inoltre, dobbiamo risolvere il problema relativo ai parcheggi: non è possibile che non si riesca a trovare una soluzione per i parcheggi. Nel cortile della Camera, con non poche responsabilità del Presidente della Camera e dei questori, vi è un groviglio di fili al quale occorre assolutamente mettere mano.
Credo si debba porre la questione di rendere più trasparente il voto elettronico studiando una qualche innovazione tecnologica che ci consenta di far corrispondere al voto la volontà di un collega. Dobbiamo porci la questione della sicurezza, dei corsi di alfabetizzazione informatica per tutti i deputati, dobbiamo aumentare gli accessi all'opera De Agostini, soprattutto per la parte riguardante i codici e le leggi; ciò si potrebbe ottenere anche introducendo qualche ticket, affinché i colleghi non interessati vi rinunzino. Dobbiamo assolutamente stabilire - il compito in questo caso deve essere assolto dal Presidente della Camera - un collegamento con il sistema informatico del Ministero delle finanze che consenta di avere dati certi sulle entrate; non è possibile che la Commissione finanze e la Commissione bilancio, a tutt'oggi, non abbiano ancora questo collegamento. Noi non siamo in condizione di certificare una copertura perché non possiamo sapere l'entità esatta - ovviamente differenziata - delle entrate. Signori questori, vedo che vi è l'intenzione - la rafforzo - di risolvere il problema della pubblicità dei nostri lavori, soprattutto per ciò che concerne le Commissioni.
Dunque il mio è un giudizio positivo corredato da qualche indicazione. Lo strumento va bene, per i tempi - è la solita polemica - c'è l'impegno di portare il bilancio all'esame della Camera entro aprile. Mi auguro che il Presidente della Camera, attribuendo la giusta importanza al bilancio, lo metta nell'ordine del giorno ad aprile e non ad ottobre.
Vedo che lo strumento è più trasparente: cassa, competenza, lire, euro, annuale, triennale; il nuovo regolamento di amministrazione e contabilità, da questo punto di vista, ha risolto anche qualche dubbio, ma la relazione dei questori - se qualcuno se la leggesse - da un segnale molto forte. Onorevole Colucci, noi contiamo moltissimo su di lei per un bilancio sempre più trasparente.
La manovra finanziaria è lodevole...
PRESIDENTE. Scusi onorevole Boccia, capisco che forse lei oggi è irritato, l'ho fatta parlare cinque minuti in più dei dieci che aveva a disposizione perché siamo in sede di dichiarazione di voto.
Tra l'altro, per l'importanza delle cose che sta affermando, che comunque andavano dette ieri in sede di discussione sulle linee generali, la faccio concludere...
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente...
PRESIDENTE. Non voglio essere formale perché stiamo parlando in ordine al bilancio della Camera. La invitavo ad essere il più sintetico possibile, poiché, come lei sa, essendo lei uno stretto assertore del regolamento, avrebbe dovuto già concludere il suo intervento.
Le chiedo scusa per l'interruzione.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, la ringrazio ma c'è un equivoco che vorrei lei mi chiarisse, dopo di che posso anche terminare il mio intervento. Poiché vi sono tempi contingentati anche per le dichiarazioni di voto, ero convinto di averli rispettati. Se, invece, fa riferimento alla norma generale...
PRESIDENTE. Sono sempre dieci minuti; non voglio dar spazio a una questione
formale e aprire una disputa in merito a ciò.
ANTONIO BOCCIA. Se non mi fa parlare, allora non parlo.
PRESIDENTE. No, mi scusi, sono io che, a questo punto, la sollecito a terminare.
Se è possibile, però, le chiedo di ridurre i tempi del suo intervento.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, dicevo, dunque, che non vi sono dubbi in ordine al tema della trasparenza.
La manovra va anche bene, e cosa hanno fatto i nostri questori? I colleghi lo devono sapere: i nostri questori, lodevolmente, hanno consentito, con una manovra impropriamente chiamata finanziaria, con l'assestamento del bilancio, di ottenere una dotazione che ha consentito di arrivare alla fine dell'anno e che ci consente oggi di svolgere questi ragionamenti sui programmi per il futuro. Se non avessimo 50 miliardi in più nel 2002 e 50 miliardi in più nel 2003, non potremo parlare proprio di niente.
Pertanto, è giusto che i colleghi sappiano fino in fondo che, tutti insieme, stiamo sostenendo un Presidente della Camera, un Ufficio di Presidenza ed un Collegio dei questori che, ricorrendo a questo aumento di dotazione attraverso la forma del fondo di riserva, hanno risolto un problema importante.
Ciò non toglie che qualche osservazione vada fatta, in quanto dobbiamo impegnarci a ridurre le nostre spese.
Sulla ristorazione c'è un disavanzo di 3 miliardi e mezzo, purtroppo crescente. Per le locazioni vi sono 60 miliardi, più 31 per i servizi accessori. È un po' troppo, quindi dovremo porci il problema dell'acquisto: mi auguro che il Presidente della Camera, oltre al Collegio dei questori, il giorno dopo la scadenza dei due anni, come prevede il contratto, attivi l'iniziativa per l'acquisto di palazzo Marini, perché solo in tale modo ridurremo le spese, capitalizzeremo e accresceremo il nostro patrimonio.
Dieci miliardi per le spese telefoniche sono un po' troppi e, signor Presidente della Camera, sono soprattutto troppi cinque miliardi per consulenza ed assistenza legale, quando disponiamo di un ufficio legale che, in base alle leggi generali dello Stato, dovrebbe assumere la difesa degli interessi della Camera.
In un piccolo comune, come in una regione, ma anche per un ministro, per poter fare una consulenza esterna è necessario che chi scrive la determinazione nella motivazione affermi di non avere a disposizione personale competente. Non credo che si possa dire di non avere personale competente presso il nostro ufficio legale. Dunque, si diano gli incarichi al nostro ufficio!
Anche sul fronte delle entrate, gli interessi bancari si trovano alle migliori condizioni di mercato, onorevole Colucci? Gli accantonamenti dei versamenti per i vitalizi hanno fruttato notevolmente. Perché non accresciamo questa disponibilità?
Credo che ieri, sia il collega Acquarone sia il collega Bianco abbiamo messo in evidenza che il bilancio della Camera non è secondario; lo hanno fatto i questori e tutti gli intervenuti.
Il bilancio della Camera non è secondario affinché l'istituto della Camera dei deputati ed i singoli parlamentari siano messi in condizione di disporre di quell'autonomia capace di far rappresentare degnamente gli interesse del paese.
Considerato lo sforzo dei questori esprimeremo, pertanto, un voto favorevole (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato, che sarà veramente sintetico. Ne ha facoltà.
MARCO BOATO. Signor Presidente, sarò breve. Il lavoro che hanno svolto i colleghi questori, Colucci, Manzini e Ballaman è positivo e va elogiato, così come va espresso elogio nei confronti degli uffici che con loro hanno collaborato.
Ho letto la relazione del questore Colucci, nel corso del dibattito di ieri sulle linee generali, e ho ascoltato oggi le repliche dei questori Manzini e Ballaman. Devo dire che l'impianto che essi hanno proposto, sia nel corso della seduta di ieri sia nelle repliche di oggi, è largamente condivisibile.
Allo stesso modo, abbiamo approvato all'unanimità, con il consenso dei deputati questori e con qualche riformulazione, gli ordini del giorno che i colleghi, trasversalmente rispetto agli schieramenti politici, hanno presentato, uno dei quali era stato da me sottoscritto.
I colleghi deputati e i colleghi questori sanno quali siano le complessità cui deve far fronte il gruppo Misto che, non a caso, nell'ambito del capo III del nostro regolamento, occupa un certo spazio anche dal punto di vista delle previsioni normative: il comma 5 dell'articolo 14, il comma 3 dell'articolo 15, l'intero articolo 15-bis.
Per quanto riguarda i problemi che in questa sede ci occupano, va ricordato il comma 3 dell'articolo 15, secondo periodo. Devo dare atto ai colleghi questori di avere in qualche modo valutato attentamente e seguito con rigore, nonché con comprensione, la complessità dei problemi e delle esigenze riguardanti il gruppo Misto, che comprende ben cinque componenti riconosciute, nonché altri sei singoli deputati che, a pieno titolo, ne fanno parte.
Vorrei chiedere ai colleghi questori non di intervenire per cambiare qualcosa al riguardo, bensì di mantenere l'attenzione già avuta nei primi mesi. Infatti, questo gruppo, fra tutti i gruppi della Camera - ne fa fede il regolamento e gli articoli da me citati -, ha esigenze, complessità e problemi che altri non possono avere.
In qualità di presidente del gruppo Misto, devo avere un ruolo di garanzia dell'efficienza, dell'efficacia delle strutture e del personale di tutte le componenti del gruppo Misto, a prescindere dalla loro appartenenza politica. Ripeto, quindi, che il lavoro di collaborazione con i questori è stato assolutamente positivo, per cui gliene do atto e li ringrazio.
Credo che, più in generale - e ciò interessa tutti i deputati - sia giusto rafforzare i servizi logistici, quelli in termini di risorse umane e quelli informatici, di cui, da ultimo, ha relazionato il questore Ballaman, per valorizzare l'attività della Camera nel suo insieme, di tutti gruppi, ma anche di tutti i deputati. Infatti, ogni deputato in questa sede appartiene ad un gruppo, ad una componente del gruppo Misto. Ma credo anche che non vada cancellata l'individualità di ciascuno di noi.
Tanto più, come ricordato giustamente dal collega Innocenti, nel momento in cui il nuovo sistema politico-elettorale tende a privilegiare un rapporto più stretto fra deputato e collegio; ciò vale anche per i deputati eletti nelle liste proporzionale, nel rapporto fra il deputato e la più ampia circoscrizione elettorale. Questo rapporto è sempre più importante e viene sempre più valorizzato anche dai cittadini. È quindi giusto il lavoro che ci è stato prospettato e che è diretto al potenziamento di tutto ciò che può valorizzare questo lavoro.
Qualcuno, a voce bassa, mi ricorda anche di affrontare non soltanto il problema del rapporto fra il deputato ed il Collegio, ma anche quello dell'accesso alla Camera, sotto il profilo dei parcheggi: questione che mi si dice essere un problema di particolare difficoltà e delicatezza. Lo dico en passant: so che i questori possono prestare attenzione anche a questo.
Per concludere, è giusto valorizzare la Camera, nel suo insieme, ed il ruolo del Parlamento complessivamente; nel fare questo, ha ricordato ieri l'onorevole Gerardo Bianco con un intervento costruttivo che condivido, occorre realizzare un corretto rapporto fra il Parlamento e il Governo, ma anche un corretto rapporto di confronto e dialogo fra la maggioranza e l'opposizione. Sotto questo profilo, il lavoro che si sta svolgendo predispone le strutture, i servizi, anche di carattere informatico; per tutto il resto, mentre l'onorevole Gerardo Bianco lamentava ieri una carenza sotto il profilo della qualità nel
confronto e nel dialogo parlamentare, personalmente credo che non devono provvedervi i questori, bensì noi, con la volontà politica di farlo.
PRESIDENTE. Ringrazio l'onorevole Dario Galli, che mi ha preannunciato l'intenzione di consegnare il testo della sua dichiarazione di voto affinché venga pubblicata in calce al resoconto stenografico della seduta odierna.
Sono così esaurite le dichiarazioni di voto.
Prima di procedere alla votazione finale, non posso esimermi, in qualità di Presidente della Camera, dallo svolgere, come è consuetudine, alcune considerazioni riepilogative che, tuttavia, non supereranno la durata di cinque minuti.
Anche se sono trascorsi soltanto cinque mesi dall'inizio della legislatura, e dalla mia elezione a Presidente della Camera, è possibile tracciare un primo bilancio sull'attività finora svolta. Credo tutti riconoscano che, in questo periodo, la Camera ha lavorato molto e bene, svolgendo appieno tutti i suoi compiti, sia sul versante legislativo sia sugli altri piani di attività.
E mi piace sottolineare come questo risultato sia stato ottenuto con il concorso tanto della maggioranza quanto dell'opposizione.
L'onorevole Gerardo Bianco ha svolto ieri un bell'intervento dedicato al rapporto tra maggioranza e minoranza, affrontando la questione in termini politico-istituzionali, ma direi anche filosofici. Non entro ovviamente nel merito di questo rapporto né sulla qualità degli atteggiamenti che, dall'una e dall'altra parte, lo sostanziano. Certo, come Presidente della Camera non posso che privilegiare le ragioni del dialogo e della comprensione rispetto a quelle dell'asprezza polemica e dello scontro.
Comunque, anche se le esigenze della maggioranza e dell'opposizione sono, il più delle volte, necessariamente contrapposte, entrambe credo abbiano sinora trovato adeguata soddisfazione. In questi mesi, sin dal mio insediamento, ho sempre sottolineato il diritto della maggioranza a governare, così come quello dell'opposizione a controllare. Ebbene, voglio citare alcuni dati che appaiono emblematici a questo riguardo.
Per il primo aspetto, il tasso di attuazione del calendario dei nostri lavori è stato pari, al mese di ottobre 2001, al cento per cento; ciò significa che sono stati rispettati i tempi prefigurati per l'attuazione del programma legislativo dell'esecutivo.
D'altra parte, a titolo di esempio, va ricordato il numero assai elevato delle informative urgenti del Governo, su fatti della più diversa natura. Da luglio ad ottobre, su richiesta dell'opposizione, nove sedute sono state dedicate a questo fine: si pensi a quelle concernenti gli incidenti avvenuti a Genova in occasione del G8, gli attentati terroristici negli Stati Uniti d'America, l'evoluzione della situazione internazionale dopo l'11 settembre.
Ciò dimostra l'attenzione e la disponibilità del Governo, in un contesto di rapporti tra esecutivo e Parlamento improntati a correttezza, e di cui voglio dare volentieri atto ai rappresentanti del Governo.
Se intensa è stata l'attività dell'Assemblea (in 60 sedute per un totale di 295 ore, sono stati deliberati 40 progetti di legge ed è stato svolto più di un terzo degli atti ispettivi presentati), rilevante è stato anche il lavoro delle Commissioni permanenti, di cui desidero dare atto ai presidenti e ai rispettivi uffici di presidenza. Oltre all'attività legislativa, è stato dato notevole impulso agli strumenti di informazione, con l'avvio di nove indagini conoscitive e sono stati affrontati, con particolare impegno, i temi legati all'attualità nel contesto comunitario ed internazionale.
Particolarmente significativo è stato il lavoro delle Commissioni riunite III e XIV della Camera con i corrispondenti organi del Senato, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul futuro dell'Unione europea, anche in vista della predisposizione di una relazione all'Assemblea sulle tematiche oggetto del Consiglio europeo di Laeken del 14 e 15 dicembre prossimo. Ricordo, a questo proposito, il Forum Per l'avvenire dell'Europa, che le Presidenze delle Camere
hanno organizzato per il 30 novembre 2001, e che si svolgerà qui a Montecitorio, alla presenza del Capo dello Stato e delle più alte autorità nazionali ed europee e che consentirà di fare il punto sulle iniziative già intraprese e su quelle future.
Sul piano più strettamente istituzionale, voglio ricordare che, in sede di Giunta per il regolamento sono stati affrontati temi di grande rilevanza, tra cui quelli relativi alla formazione dei gruppi parlamentari, al procedimento di esame dei disegni di legge di conversione dei decreti-legge, al riconoscimento parlamentare delle coalizioni elettorali.
La Giunta è inoltre intervenuta, con grande tempestività, sulle complesse e importantissime questioni connesse con l'entrata in vigore della legge di modifica del titolo V della parte seconda della Costituzione; in tale quadro è stato definito uno schema sperimentale per dare maggior peso al parere della Commissione affari costituzionali circa la compatibilità dei progetti di legge con la nuova ripartizione di competenze legislative tra Stato e regioni. D'intesa con il Senato è stato inoltre costituito un Comitato paritetico, formato da rappresentanti delle due Giunte per il regolamento, al fine di procedere ad una istruttoria congiunta sulle diverse questioni legate al nuovo assetto costituzionale.
In tale ambito, sono stati presi, inoltre, contatti con il Governo, per segnalare l'opportunità che, in questa fase transitoria, le scelte siano operate su una base il più possibile condivisa e che a questo fine, Parlamento e Governo debbano procedere in modo coordinato per sviluppare i rispettivi raccordi con l'intero sistema delle autonomie territoriali. La Presidenza della Camera ha già avuto, su loro richiesta, primi incontri con rappresentanze della Conferenza dei presidenti delle regioni e della Conferenza dei presidenti delle assemblee regionali che hanno manifestato analoghi intendimenti.
Come si vede, questi primi mesi non sono rimasti inoperosi. Vi sono, tuttavia, diverse questioni ancora da affrontare per migliorare l'organizzazione e la funzionalità complessiva dei nostri lavori. Mi riferisco, ad esempio, alla ricerca di un più equilibrato rapporto, nei tempi di lavoro, tra Assemblea e Commissioni, all'esigenza di attribuire maggiore spazio all'iniziativa legislativa parlamentare, a fronte del numero di decreti-legge che la Camera si è trovata ad esaminare in questo periodo, terreno su cui la Presidenza della Camera ha già richiamato, in più sedi, l'attenzione e la responsabilità del Governo. Mi riferisco, ancora, all'attuazione della legge costituzionale sopra ricordata, specie per quel che riguarda la nuova composizione e le nuove funzioni previste per la Commissione parlamentare per le questioni regionali.
Su tutte queste tematiche è stata già avviata, anche con l'apporto del Governo, una prima riflessione presso gli organi competenti, la Conferenza dei presidenti di gruppo e la Giunta per il regolamento. Ed è mia intenzione intensificare tale riflessione nelle prossime settimane, così da pervenire quanto prima a soluzioni che - mi auguro - possano risultare il più possibile condivise.
Vorrei dire una cosa che mi sta particolarmente a cuore. La Camera costituisce il punto di riferimento di una molteplicità di iniziative che vanno anche al di là dell'ambito parlamentare con una portata ed un impatto sull'intero sistema paese specie nella sua dimensione internazionale. Per questo, abbiamo nuovamente costituito - ciò si fece anche nella passata legislatura - il comitato cosiddetto della diplomazia parlamentare che coinvolge istituzionalmente una pluralità di organi della Camera: Commissioni Esteri, Difesa, Politiche dell'Unione europea, Assemblea del Consiglio d'Europa, Nato, UEO, OSCE, INCE, Unione interparlamentare.
Sempre nell'ambito dell'Ufficio di Presidenza, si è proceduto alla ricostituzione di importanti comitati presieduti dai Vicepresidenti della Camera.
Anche l'Ufficio di Presidenza ha svolto una rilevante attività operando collegialmente con il fattivo contributo di tutti i
suoi membri che, in questa sede, desidero ringraziare. Voglio rivolgere un particolare ringraziamento anche ai colleghi questori che hanno, in modo encomiabile, seguito anche questo dibattito.
Mi avvio alla conclusione ponendo l'accento su due punti fondamentali. Ricordo che, nella scorsa legislatura - vi richiamo all'attenzione su questo problema -, sono stati ottenuti notevoli risultati relativamente al miglioramento degli spazi e dei servizi offerti ai deputati. Molti sono stati, inoltre, i progetti avviati nella XIV legislatura, alcuni dei quali di prossima realizzazione. Per quanto riguarda, in particolare, il tema degli spazi - di cui la Camera ha acquisito la disponibilità negli anni passati -, sottolineo che nella presente legislatura gli organi competenti hanno inteso muoversi secondo un principio di continuità istituzionale. Certamente, si pone un problema di adeguata tutela degli interessi della Camera, come sottolineato ieri anche dai colleghi questori alle cui considerazioni mi richiamo per quanto attiene al quadro delle iniziative già adottate a questo fine. Voglio, comunque, assicurare che la Presidenza della Camera, assieme al Collegio dei questori ed all'Amministrazione, segue gli approfondimenti in corso e che ogni eventuale iniziativa sarà sottoposta all'Ufficio di Presidenza. Credo, da ultimo, che vada sottolineata positivamente la linea d'azione perseguita mirante a finalizzare, in modo esclusivo, le spese a tutti quegli interventi direttamente ed effettivamente volti a creare condizioni sempre migliori per l'esercizio dei compiti delle istituzioni, evitando ogni superfluo.
Con riferimento all'Amministrazione della Camera, in questi mesi ho potuto conoscere da vicino l'apparato che supporta i nostri lavori e si distingue per senso dello Stato, lealtà istituzionale, competenza e autorevolezza professionale. Voglio manifestare il mio sincero apprezzamento per la serietà ed il rigore con cui, quotidianamente, tutto il personale affronta l'imponente mole di lavoro ed i problemi connessi all'attività parlamentare e al complesso funzionamento della macchina amministrativa.
Vi sono, ovviamente, settori nei quali possono essere apportati miglioramenti, ma debbo dire che il nostro apparato costituisce un modello molto apprezzato anche all'estero.
Anche l'Amministrazione della Camera opera sulla base del principio di continuità istituzionale ed in questo quadro l'autonomia e l'imparzialità sono e debbono rimanere i suoi valori fondanti, il parametro di riferimento d'ogni attività, nell'interesse di tutte le forze politiche e del Parlamento nel suo complesso.
In questo contesto, il Segretario generale, dottor Zampetti - che ringrazio -, rappresenta il punto di raccordo tra l'Amministrazione e la Presidenza della Camera, nei cui confronti deve garantire che le scelte amministrative siano improntate esclusivamente a criteri di professionalità e di impermeabilità rispetto a spinte o pressioni di parte; e quando tra il Presidente della Camera ed il Segretario generale vi è un rapporto di piena fiducia, come nel nostro caso, allora vi sono tutte le condizioni per un corretto e responsabile funzionamento dell'Amministrazione, nel senso che ho appena indicato.
In conclusione, grazie ai parlamentari, a tutti voi, che oggi avete animato questo dibattito e che siete presenti, per lo spirito di lealtà istituzionale, per la correttezza e assiduità con cui seguite l'attività comune della Camera dei deputati. Grazie (Generali applausi).
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