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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le attività produttive ha facoltà di GIOVANNI DELL'ELCE, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. L'Enel, al fine di assicurare il rispetto di tutte le condizioni previste per l'esecuzione delle proprie opere richiede, per la partecipazione alle gare di appalto, la garanzia di un fatturato economico da parte delle ditte partecipanti commisurato al valore ed alla tipologia della commessa. Tale requisito è stato richiesto anche per la gara citata dall'onorevole interrogante, relativa alla fornitura di materiale infortunistico, bandita il 3 luglio del 2001. La società rileva infatti che il valore complessivo della commessa in questione ammonta a circa 7 miliardi di lire, ed ha richiesto quindi come condizione minima per la partecipazione alla gara un fatturato medio annuo complessivo nel 1998-2000 di circa cinque miliardi di lire. A garanzia della qualità della fornitura, nella tipologia specifica della fornitura di dispositivi di protezione individuale, ha inoltre richiesto un fatturato medio annuo complessivo nel periodo 1998-2000 di circa un miliardo e 700 milioni.
PRESIDENTE. L'onorevole Delmastro Delle Vedove, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.
SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, faccio molta fatica ad esprimere un giudizio positivo, tant'è che in effetti non lo esprimo.
La società precisa che le piccole e medie imprese operanti nello stesso settore possono concorrere alle gare di appalto anche in forma associata, associazione temporanea di impresa, per soddisfare i requisiti richiesti dai bandi di gara e competere con soggetti imprenditoriali di dimensioni maggiori.
Premesso quanto sopra, pur condividendo le preoccupazioni dell'onorevole Cola, si ritiene che il requisito della proporzionalità tra fatturato dell'impresa e valore della commessa, rappresenti un elemento di garanzia per l'esecuzione dei lavori per rispetto delle qualità e dei tempi per la realizzazione delle opere.
Onorevole sottosegretario, l'interrogazione proposta dall'onorevole Cola e dal sottoscritto non a caso ha messo in evidenza ciò che lei, a sua volta, ha riconfermato come fatto rassicurante. Sulla scorta dell'argomentazione secondo cui è bene che concorrano imprese in grado di reggere la concorrenza ed assicurare un certo livello qualitativo, non a caso si è indicata come condizione la dichiarazione relativa agli esercizi triennali, attestante l'importo globale del fatturato che, cumulativamente, dovrà essere maggiore o uguale a lire 15 miliardi.
Onorevole sottosegretario, all'Enel non può sfuggire che questo rappresenta uno dei parametri e a me poco importa che l'azienda dimostri che cumulativamente ha 15 miliardi di fatturato; a me interessa sapere, per esempio, che l'azienda non abbia insieme a 15 miliardi di fatturato 30 miliardi di debito. Infatti, nel momento in cui l'azienda stipula un contratto con me avendo 30 miliardi di debito, non so cosa può accadere. A me pare molto strano, tenuto conto del livello dell'Enel e della sua capacità di avere uffici legali estremamente attrezzati, che non si facciano indagini che tendono a dare una certa assicurazione circa la solidità dell'impresa.
Onorevole sottosegretario, in questo paese, in tutti i settori, siamo abituati ad avere industrie con nomi illustri, io vengo dal Piemonte; certo, quando si parla di Olivetti Spa si parla di un'azienda di grande prestigio. Probabilmente, se qualcuno vuole accertarsi delle condizioni della Olivetti in questo momento, si rende conto che il fatturato, l'elemento che dall'Enel è considerato centrale, in realtà così centrale non è.
A me pare strano - da parte del Governo - che alla fine della fiera, in tutta questa vicenda, si siano voluti indicare dei parametri idonei ad identificare un certo tipo di ditte - se non una ditta in particolare - e colpire piccole e medie imprese che certamente hanno delle difficoltà ad associarsi, e dunque a riservare ad una ristretta élite di imprese la possibilità di partecipare a queste gare.
Effettivamente ritengo - come l'onorevole Cola, primo firmatario di tale interrogazione - che l'Enel bene farebbe a fugare ogni sospetto, indicando, se proprio vale il ragionamento espresso oggi dall'onorevole sottosegretario, anche altri elementi che attestino la solidità dell'impresa; in questo paese - lo ripeto - troppo spesso è capitato di dover assistere a vicende che, poi, si arenano perché le imprese vincitrici, con fatturati anche molto più cospicui di quelli indicati in queste condizioni di partecipazione alla gara, poi vengono assunte dai curatori fallimentari o in sede di altre procedure concorsuali.
Per questa ragione dichiaro la mia insoddisfazione.


