Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 61 del 13/11/2001
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Svolgimento di interpellanze e di interrogazioni (ore 9,36).

(Interventi a favore dei malati affetti da morbo di Hansen - n. 2-00048)

PRESIDENTE. L'onorevole Gallo ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00048 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 1).

GIUSEPPE GALLO. Signor Presidente, utilizzerò parte del tempo concessomi, in quanto l'interpellanza presentata il 2 agosto scorso necessita di alcuni aggiornamenti in merito alle condizioni di coloro che sono stati colpiti dal terribile morbo individuato dal norvegese Hansen, dal quale gli ammalati di lebbra hanno preso il nome.
Per quanto riguarda la situazione attuale in Italia, circa la diffusione del morbo di Hansen, essa sta subendo evidenti cambiamenti. Mentre, infatti, fino alla fine degli anni '70 la lebbra in Italia era limitata, per la maggior parte dei casi, ai focolai autoctoni delle Liguria occidentale e della Calabria, Sicilia e Sardegna, negli anni '80 si sono progressivamente estinti quelli autoctoni ma l'incidenza stimata della malattia è progressivamente aumentata per la comparsa di nuovi casi tra gli immigrati provenienti da aree endemiche. Ecco alcuni dati: nel periodo 1980-1990 sono stati riscontrati 76 nuovi casi; nel periodo 1990-2000, 119 nuovi casi, il 69 per cento dei quali in soggetti provenienti da tali aree.
Si stima che l'aumento di incidenza registrato nell'ultimo periodo sia destinato, purtroppo, a proseguire nel prossimo futuro a causa di diversi fattori, fra i quali il lungo periodo di incubazione della malattia, l'afflusso di immigrati da zone ad alto rischio lebbroso, i ricongiungimenti familiari con i lavoratori stranieri presenti in Italia e le adozioni di bambini provenienti da paesi dell'area tropicale.
D'altra parte, però, anche la storia clinica della malattia si è modificata. Mentre, infatti, fino a qualche tempo fa il morbo di Hansen era una malattia inguaribile, e pertanto evocatrice di paura e disagio sociale, al momento, vista la possibilità


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di usufruire di una terapia efficace, può realmente essere considerata alla stregua di qualsiasi altra malattia infettiva. Sulla base di dati forniti dal dipartimento prevenzione delle Ministero della salute, ufficio malattie infettive e osservatorio epidemiologico nazionale, posso affermare che, attualmente, nel nostro paese, esistono quattro centri di riferimento nazionale per il morbo di Hansen in grado di curare e controllare, sia dal punto di vista clinico che batteriologico, i pazienti ed i contatti: vi è una sola colonia per hanseniani, a Gioia del Colle e tre ospedali, Genova e Messina per il ricovero e la cura dei casi acuti, Cagliari per il ricovero e la cura dei casi cronici. Nell'interpellanza che ho presentato su indicazione dei cittadini che popolano la colonia hanseniana di Gioia del Colle ho sollevato la questione della misura del reddito spettante ai malati affetti dal morbo di Hansen. Nel corso di quest'anno, infatti, si è provveduto ad un aumento del sussidio nella misura di diecimila lire giornaliere, contro le 29 mila promesse, ma non del reddito netto garantito.
In particolare, ad integrazione di quanto riportato all'interpellanza, devo ricordare che il decreto del ministro della sanità del 14 marzo 2001 ha ridefinito la misura del sussidio spettante ai cittadini italiani affetti dal morbo di Hansen nel modo seguente: i cittadini assistiti in luogo di cura hanno diritto al sussidio nella misura di 45 mila lire giornaliere; i cittadini assistiti a domicilio hanno diritto al sussidio nella misura di 55 mila lire giornaliere; il sussidio integrato ammonta a lire 10 mila lire giornaliere per ogni familiare a carico e per i figli non ha carico fino al compimento del trentunesimo anno di età se conviventi e non titolari di reddito proprio.
Le stime ufficiali relative alle regioni con maggiore incidenza della malattia circa il calcolo complessivo degli oneri finanziari per lo Stato sono le seguenti: per la Liguria, con 47 assistiti, 1 miliardo 44 milioni circa; per la Campania, con 18 assistiti, 478 milioni; per la Puglia, con 86 assistiti, 1 miliardo 781 milioni; per la Calabria, con 55 assistiti, 1 miliardo 365 milioni; per la Sicilia, con 45 assistiti, 646 milioni.
Ebbene, attualmente il reddito annuo netto garantito rimane stabilito nella misura di 18 milioni 400 mila lire; nell'interpellanza in questione si chiede se non sia possibile, o, meglio se non sia il caso di aumentare tale limite fino alla congrua misura di 40 milioni; se tale valore non potrà essere assicurato, ritengo comunque opportuno innalzare la soglia attualmente prevista quanto meno fino a 30 milioni.

PRESIDENTE. Il sottosegretario per la salute, senatore Cesare Cursi, ha facoltà di rispondere.

CESARE CURSI, Sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, rispondo all'interrogante, onorevole Gallo, confermando la situazione così come è stata da lui delineata; si tratta di una realtà veramente preoccupante, con modificazioni anche nelle previsioni di guarigione alla luce di nuove terapie. Debbo dire, anche se il numero dei casi può essere considerato in qualche modo limitato, che la situazione è tale da generare preoccupazione, in quanto vi è un rischio di aumento dei casi stessi.
L'interrogante, nella sua esposizione, ha ricordato i quattro centri presenti nel territorio nazionale, da noi monitorati e seguiti costantemente; ebbene, la loro presenza conferma l'impegno del Governo nel combattere questa terribile malattia.
Per ciò che riguarda il sussidio spettante alle persone affette dal morbo di Hansen, lo stesso interrogante, correttamente, ha ricordato le norme previste dall'articolo 97 della legge 23 dicembre 2000 n. 388, che precisa quali siano le classi e le categorie cui spettano i sussidi e che fissa anche una soglia di reddito annuo netto pari a 18 milioni 400 mila lire. L'entità del sussidio è diversificata in ragione delle differenti classi: la classe «A» riguarda i cittadini assistiti in luogo di cura, i quali hanno diritto ad un sussidio nella misura di 45 mila lire giornaliere; gli assistiti a domicilio hanno


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diritto ad un sussidio di 55 mila lire giornaliere; è poi prevista un'integrazione di 10 mila lire giornaliere per ogni familiare a carico.
Il problema serio è ora vedere in quale modo poter assistere coloro che sono afflitti da tale malattia in quanto, in effetti, il livello di reddito contemplato dalla legge è abbastanza contenuto, basso. Circa la richiesta formulata dall'onorevole interrogante di innalzare tale limite a 40 o quanto meno a 30 milioni, devo dire che l'articolo 97 della legge citata non contempla questo tipo di possibilità; sarebbe quindi necessaria una modifica della normativa in vigore. Siccome in questo periodo è in discussione il disegno di legge finanziaria, attualmente all'esame del Senato e che arriverà all'esame della Camera quanto prima possibile, l'impegno che posso assumermi è quello di verificare con i competenti uffici se presso il Ministero del tesoro vi sia questo tipo di disponibilità, lasciando poi ulteriori determinazioni alle considerazioni che potranno essere svolte in sede di dibattito sulla stessa legge finanziaria in aula.

PRESIDENTE. L'onorevole Gallo ha facoltà di replicare.

GIUSEPPE GALLO. Signor Presidente, mi ritengo soddisfatto della risposta fornita dal sottosegretario Cursi. Voglio ulteriormente precisare che comprendo benissimo le problematiche riguardanti la legge finanziaria e le risorse finanziarie disponibili; credo però di conoscere anche il dramma di queste persone, dramma che affligge non solo i diretti interessati ma anche i congiunti. Ritengo che tale realtà sia meritevole della dovuta attenzione da parte del Governo, il quale dovrebbe assicurare quanto meno un livello di reddito superiore agli attuali 18 milioni 400 mila lire; ciò per dare una risposta non solo alle persone colpite in prima persona dal morbo di Hansen, ma anche - in termini di vera solidarietà - a chi in questo momento sta soffrendo.

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