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PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lusetti. Ne ha facoltà.
RENZO LUSETTI. Signor Presidente, ovviamente la notizia che ci è appena giunta, mentre il collega Muratori stava svolgendo la sua relazione, ci ha scosso un po' tutti in quest'aula. Naturalmente, siamo tutti molto preoccupati per quanto accaduto, perché comunque si tratta di un incidente aereo molto grave. Infatti, se non erro, vi sono centinaia di vittime e, se dovesse essere confermata la tesi del terrorismo internazionale (che è una dei motivi per cui oggi stiamo discutendo questo provvedimento importante, così come sottolineato dal relatore), ci sarebbero diversi elementi inquietanti che ci porterebbero a ulteriori riflessioni, anche in sede parlamentare, su quanto avvenuto, per garantire la sicurezza in tutto il mondo e, ovviamente anche per le ripercussioni che ne deriverebbero per il nostro paese.
Mi auguro che il Governo, che si è riservato di venire a riferire in Parlamento - magari oggi stesso -, possa dare notizie più precise, rispetto a quelle frammentarie che sono al momento in nostro possesso. Sicuramente si tratta di notizie inquietanti di cui non possiamo non tenere conto anche durante la discussione di questo provvedimento.
Ovviamente un pensiero, non formale e non di circostanza, va alle vittime di questo incidente aereo. Soprattutto, noi come legislatori, dobbiamo impegnarci forse di più per garantire la sicurezza del volo. Ricordo che le Commissioni trasporti riunite di Camera e Senato hanno avviato un'indagine conoscitiva nell'ambito della quale deve essere svolta una serie di audizioni per definire una proposta organica che ci consenta di comprendere quali siano i problemi e di orientarci verso una soluzione legislativa che, alla fine, ci permetta di riorganizzare tutto il settore del trasporto aereo, al fine di garantite le condizioni di sicurezza per il trasporto dei cittadini. Ed è in questo senso che oggi noi stiamo discutendo la conversione in legge del decreto-legge n.354 del 2001 sul trasporto aereo, proprio per effetto del gravissimo attentato avvenuto l'11 settembre e che tutti - purtroppo - ricordiamo.
Per quanto riguarda il comparto del trasporto aereo, in Europa e nel mondo, la
gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti. Ci sono gravi problemi occupazionali evidenziati durante la discussione in Commissione ed anche dal relatore, onorevole Muratori. In Commissione c'è stato un impegno abbastanza forte e si è svolta una discussione molto serena e pacata che ha condotto ad una sostanziale unità per ciò che concerne il provvedimento in esame. Vi sono ancora alcuni emendamenti che verranno discussi domani, ma si tratta di emendamenti - per certi versi - migliorativi, ed anche l'eventuale loro reiezione non comporterà sicuramente problemi. L'importante è che si proceda ad approvare questo «piccolo» provvedimento - come diceva il collega Muratori - che rappresenta sostanzialmente il primo di una serie di interventi che debbono essere fatti a sostegno delle compagnie aeree. L'aver introdotto in questo provvedimento - rispetto al testo che ci ha proposto il Governo - il riferimento alle imprese di gestione aeroportuale ha rappresentato un fatto positivo che mi premeva sottolineare. Infatti, quando si parla di trasporto aereo ci si riferisce un po' a tutto; dobbiamo consentire a tutti coloro che risentono della crisi drammatica che il trasporto aereo oggi sta vivendo di poter usufruire - anche solo in termini di copertura assicurativa, così come prima ha spiegato l'onorevole relatore - di queste garanzie e di questa possibilità per evitare ulteriori appesantimenti che costringano le compagnie aeree a chiudere o gli aeroporti a gestire con grande difficoltà la vita quotidiana.
Credo debba essere compiuto qualche passaggio ulteriore, attraverso interventi anche a sostegno della nostra compagnia di bandiera e, comunque, delle compagnie aeree, poiché gli esempi che abbiamo sotto mano in questi giorni non sono certamente rassicuranti; mi riferisco alla crisi della Sabena ed al tribunale di Bruxelles che ne ha - in qualche modo - dichiarato il fallimento. La Sabena è una compagnia aerea storica che, probabilmente, molti di noi hanno utilizzato.
Credo che ciò sia un fatto inquietante con gravi ripercussioni sul trasporto di passeggeri in tutta l'Europa.
Vi è poi il problema della Swissair che rischia la stessa sorte; gran parte del personale di tali compagnie rischia il licenziamento; abbiamo, quindi, anche un dovere di carattere sociale di incentivare il settore, ovviamente sostenendone l'efficienza, tenendo conto - anche in questa fase di crisi - che vi sono tanti lavoratori che si sono spesi per tanti anni in queste compagnie aeree. Credo, quindi, che si debba andare oltre; successivamente vi sarà anche la replica del Governo in merito a questo specifico argomento. Attendiamo, comunque, un provvedimento finalizzato a sostenere la compagnia di bandiera italiana, nonché i tour operator, gli operatori turistici lievemente penalizzati dalla crisi che stiamo vivendo.
Ovviamente il drammatico fatto accaduto qualche minuto fa, oltre ad inquietarci tutti, sicuramente non aiuta in ordine al tema della sicurezza e ci impone un impegno ulteriore rispetto alle garanzie che noi possano offrire, affinché la gente possa volare tranquilla e sicura e vi sia la possibilità che queste compagnie continuino ad operare.
Il gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo, che rappresento, sostiene la conversione del decreto-legge n. 354 e condivide sostanzialmente la relazione del relatore poiché si è fatto carico di tutti problemi sollevati in Commissione. Sono stati, comunque, presentati alcuni emendamenti che servono a completare il provvedimento così inviato in Assemblea dalla Commissione che lo ha esaminato in sede referente; ci auguriamo che i medesimi vengano accolti, in uno spirito di collaborazione e di sostegno alle compagnie aeree, che hanno bisogno, soprattutto in questa fase di grande drammaticità - anche dopo questo ultimo episodio di cui, in questi minuti, siamo venuti drammaticamente a conoscenza - di essere assicurate in modo tale che possano far fronte alla grave crisi che stanno vivendo.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Gibelli. Ne ha facoltà.
ANDREA GIBELLI. Signor Presidente, anch'io come i colleghi che mi hanno preceduto, mi associo alla richiesta avanzata al Governo di fornirci, al più presto possibile, notizie sull'evoluzione di questa tragica vicenda che sta coinvolgendo, ancora una volta, la città di New York e che drammaticamente ed imprevedibilmente quest'Assemblea si trova ad affrontare in maniera emotiva, proprio oggi che la discussione verte su un tema legato a questa vicenda.
Mi associo con chi mi ha preceduto nel cordoglio per le vittime di tale sciagura che oggi, nella società dell'informazione, non siamo ancora in grado di capire; non sappiamo se si tratti di un incidente o, purtroppo, dell'ennesimo atto terroristico. Attendiamo, quindi, con tutti gli altri, l'evoluzione di questa drammatica vicenda, indipendentemente dall'esito e dall'origine che avrà.
Il provvedimento in esame, recante disposizioni urgenti per il trasporto aereo, si colloca all'interno di un pacchetto di misure di carattere straordinario, a seguito degli attentati terroristici dell'11 di settembre 2001 e speriamo di non aggiungere un'altra data.
Valutata la straordinarietà e la necessità di riconoscere, a favore delle imprese di trasporto aeree, non solo una adeguata garanzia finanziaria, rimane aperta la questione relativa al rapporto tra lo Stato e le compagnie assicurative. Oggi ci troviamo di fronte ad un fatto di carattere eccezionale - mi riferivo all'11 settembre quando ho scritto queste mie note e non ad oggi - in cui la funzione dello Stato è importante come elemento di garanzia pubblica, nei confronti dell'esercizio di pubblica utilità svolto dalle compagnie aeree. Ciò non toglie che, soprattutto a livello europeo, il nostro paese si debba far promotore di iniziative che permettano di regolamentare i rapporti con le compagnie assicurative che, oggi, hanno modificato le ordinarie condizioni di mercato praticate alle compagnie aeree per la copertura assicurativa dei rischi derivanti da guerre o da atti terroristici, prevedendo addirittura la disdetta di tutti i contratti in essere, offrendo nuovi contratti a premi più elevati e riducendo i risarcimenti.
Nell'imprevedibilità di una situazione internazionale profondamente cambiata e destinata, purtroppo, a registrare diverse ed imprevedibili situazioni di crisi - l'ho scritto ieri e non potevo immaginare ciò di cui oggi siamo a conoscenza - si rende necessario puntare i riflettori - per così dire - verso le compagnie assicurative e il loro rapporto di garanzia sociale nei confronti dei terzi, per evitare che il carattere di eccezionalità, che oggi con questo provvedimento è garantito, diventi in futuro un elemento di incertezza finanziaria, chiedendo quindi alle compagnie assicurative di tornare a condizioni di mercato più accettabili.
Inoltre, come ho già avuto modo di segnalare in Commissione, si rende necessario inserire una soglia minimale per chiarire fino a che punto dovrebbe rispondere la compagnia di trasporto aereo, mediante la polizza assicurativa, e dove debba invece intervenire lo Stato (faccio riferimento all'attuale formulazione del comma 2 dell'articolo 1). Anche in merito all'allargamento della disciplina alle società di gestione aeroportuale, queste ultime sono sì in una situazione di crisi, ma in maniera diversa e differenziata rispetto alle necessità, in senso stretto, delle compagnie aeree interessate.
In conclusione, è importante rilevare che, ai fini del superamento del carattere di transitorietà del provvedimento, si rende necessario in futuro regolamentare tutte le materie, a fronte della considerazione prima avanzata, ed intervenire in un settore già delicato, in piena ristrutturazione, e spesso troppo esposto a incertezze di mercato; occorre tuttavia farlo nel pieno rispetto delle regole della concorrenza.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Tidei. Ne ha facoltà.
PIETRO TIDEI. Signor Presidente, onorevole colleghi, i provvedimenti urgenti
adottati dal Governo in materia di trasporto aereo costituiscono da una parte una «boccata d'ossigeno» per le compagnie aeree in un momento così drammatico (non faccio riferimento solo a ieri, ma anche ad oggi, pur non conoscendo ancora l'entità, né esattamente ciò che è avvenuto qualche minuto fa); tuttavia, se al di là dell'incidente, si dovesse ancora una volta trattare dell'ennesimo attentato, è certo che dovremmo, anche in termini di sicurezza, non soltanto rivedere il contenuto di questo dibattito, ma sicuramente il Governo e i governi mondiali dovrebbero cominciare ad attrezzare ed attrezzarsi in misura sicuramente diversa per affrontare le questioni della sicurezza in volo ed a terra.
Ricordavo che, a seguito dei noti avvenimenti dell'11 settembre, questo provvedimento, da un lato, rappresenta giustamente - su questo aspetto concordo con il relatore - una boccata d'ossigeno; d'altra parte, rappresenta un minus, ovvero un topolino partorito da questo Governo.
Vorrei evitare di fare facile polemica e tuttavia evidenziare come un provvedimento del genere non affronti alla radice i nodi strutturali della crisi che si è drammaticamente aggravata dopo l'attentato alle Twin Towers di New York. La gravità della situazione è stata rilevata sia nel corso del dibattito al Senato sia in Commissione (al riguardo basta citare i dati forniti dalle compagnie aeree per comprendere la dimensione della crisi): il calo dei profitti previsto, entro il 31 dicembre 2001, dalle compagnie aeree, ammonta a 3,7 miliardi di euro; stimate in 2, 5 miliardi di euro le perdite complessive entro lo stesso periodo; infine, i costi addizionali per polizze assicurative sono pari a 160 milioni di euro. Si parla addirittura di 140 mila posti di lavoro a rischio, con 140 mila licenziamenti a breve nel settore del trasporto aereo nel mondo occidentale
Andiamo per ordine. Il consiglio informale dei ministri finanziari dell'Unione europea (Ecofin), riunitosi il 22 settembre 2001, dopo avere esaminato le misure da adottare a seguito degli attentati terroristici dell'11 settembre, relative alla situazione di crisi determinatasi nel frattempo nel mercato del trasporto aereo, ha deciso, come tutti sanno, di consentire agli Stati membri di intervenire con finanziamenti a sostegno delle imprese di trasporto aereo, subordinatamente, ovviamente, al rispetto di alcune ben precise condizioni. In particolare, lo Stato con propri fondi interviene a garanzia, come è stato detto, per il risarcimento dei danni subiti da terzi, in conseguenza di atti di guerra o di terrorismo, nell'esercizio del servizio da parte delle compagnie di navigazione aerea. La garanzia è prestata, per il trasporto aereo di passeggeri e merci a titolo oneroso, in favore delle imprese nazionali di trasporto aereo che sono munite di valida licenza rilasciata ai sensi del regolamento CEE.
E qui vorrei affrontare una prima questione. Il periodo a cui si riferisce il decreto-legge in esame è di un mese. Il Senato ha esteso il periodo di copertura assicurativa da uno a due mesi, mentre alla Camera la Commissione di merito ha esteso la possibilità di copertura assicurativa sino al 31 dicembre 2001, accogliendo in tal senso uno o più emendamenti proposti dai parlamentari dell'opposizione. Vogliamo, quindi, augurarci che l'Assemblea, approvando tali emendamenti, estenda fino al 31 dicembre tale possibilità di copertura assicurativa che, tuttavia, viene limitata agli importi per i quali le imprese di trasporto aereo sono nell'impossibilità di ottenere una copertura assicurativa oppure si vedono costrette ad accettare premi eccessivamente onerosi rispetto alle ordinarie condizioni di mercato praticate fino all'11 settembre 2001, data degli attentati terroristici. La certezza dell'intervento dello Stato sino al 31 dicembre permetterebbe, quindi, alle compagnie aeree di affrontare questo scorcio di fine anno in condizioni di maggiore certezza e minore drammaticità, sia operative che finanziarie, potendo contare su un massimale di 2,2 miliardi di euro per ciascuna compagnia aerea e per singolo sinistro, visto, tra l'altro, che il comma 3 dell'articolo
1 esclude ogni azione di rivalsa dello Stato nei loro confronti, fatti salvi i casi di dolo e di colpa grave.
Ma la crisi purtroppo - questa è la seconda questione - non ha coinvolto soltanto le compagnie di bandiera e le altre società di trasporto aereo. Sappiamo - ed è stato, peraltro, giustamente sottolineato anche in questa sede - che le società di gestione aeroportuale hanno subìto danni ingenti a seguito dei fatti dell'11 settembre, anche se, ovviamente, in misura diversa. Per questa ragione, abbiamo proposto di estendere i benefici di cui trattasi anche alle società di gestione aeroportuale, con la convinzione che, seppure non risolutive, queste misure riusciranno tuttavia a fornire una boccata di ossigeno a queste società, anch'esse colpite duramente da una crisi senza precedenti. Ed è per questo che, in tal senso, abbiamo presentato un emendamento.
Signor Presidente, onorevoli sottosegretari, il provvedimento in esame - che, se verranno approvati gli emendamenti accolti in Commissione, avrà il voto favorevole del nostro gruppo - non può che costituire soltanto una parziale, ancorché positiva risposta alle grandi difficoltà che oggi affliggono il settore del trasporto aereo e, probabilmente, se le notizie che avremo saranno così drammatiche, come speriamo che non siano, la situazione diventerà sicuramente ancora più grave.
Molti Governi - non solo quello americano, ma anche alcuni europei - hanno attivato misure di sostegno ben più consistenti di quelle contenute nel presente provvedimento. Basti dire che, lo scorso 1o ottobre, il Congresso americano ha accolto le richieste avanzate dalle compagnie aeree per complessivi 24 miliardi di dollari, contravvenendo ai principi della libera concorrenza e sostenendo strenuamente e con forza l'economia nazionale. La Commissione europea, attraverso la sua vicepresidente Loyola de Palacio, pur dichiarandosi disponibile a consentire agli Stati membri interventi straordinari urgenti e limitati nel tempo a sostegno delle singole compagnie di bandiera, non sembra altrettanto disponibile ad ulteriori aiuti o misure di sostegno che alterino la regole del mercato e i principi della concorrenza. Ciò stante, riteniamo non possa essere fatto diversamente e non sia pensabile né ulteriormente tollerabile una politica di attesa ed apparente indifferenza di fronte ad una situazione di estrema crisi.
Ma veniamo alle questioni concrete. Che cosa vogliamo - di là di questo provvedimento - che il Governo metta in moto? L'Alitalia, la compagnia di bandiera italiana, già in condizioni di endemica difficoltà dopo i fatti dell'11 settembre, vede improvvisamente acuirsi i propri problemi. La società presenta un piano di emergenze, il contingency plan, che il Governo giudica, addirittura, insufficiente. A seguito della perdita di quasi il 20 per cento del traffico aereo, la società di bandiera si vede costretta a tagliare 34 rotte, tra intercontinentali, internazionali e nazionali, e soprattutto a rinunciare agli investimenti programmati. Sono 2.500 gli esuberi, ma il Governo si affretta subito a raddoppiare la previsione; a suo tempo, il ministro interpellato ritenne che 2.500 esuberi fossero pochi; pensava, addirittura, che fossero almeno il doppio. Inoltre, agli addetti ai servizi del trasporto aereo non sono applicabili i benefici previsti della legge n. 223 del 1991, quindi, il personale dipendente è senza cassa integrazione, senza contratti di solidarietà e senza ammortizzatori sociali. È evidente che, di fronte ad una simile situazione, il rischio reale è il ridimensionamento radicale della compagnia di bandiera a danno dei dipendenti e dell'occupazione; un ridimensionamento ed un conseguente declassamento a compagnia regionale, più leggera, con cinquemila dipendenti in meno, da mettere sul mercato, svendendola a qualche speculatore di turno, magari amico degli amici, e il gioco è fatto. Basti pensare che le azioni, da un valore originario di seimila lire, oggi sono valutate sotto le duemila lire; è evidente che si tratterebbe di una svendita che non potrebbe essere consentita a nessuno.
Se vogliamo che questa supposizione non diventi realtà, onorevole rappresentante del Governo, è necessario, secondo la
nostra opinione, che l'esecutivo appronti, in tempi brevi, misure urgenti, più consistenti di quelle sin qui proposte e, soprattutto, che elabori un piano strategico che affronti globalmente ed in maniera sistematica le questioni relative al trasporto aereo, a partire dalla sicurezza che, dopo i fatti di Linate e dell'11 settembre - ahimè, speriamo di non aggiungere, come diceva l'onorevole Gibelli, un'altra data, quella di oggi - si è dimostrata, purtroppo, abbastanza carente ed inadeguata.
Occorrono provvedimenti urgenti che non si limitino soltanto alla copertura assicurativa per le parti non garantite o non garantibili dalle singole compagnie aeree. Le cito soltanto alcuni degli interventi che riterremmo di dover inserire in un provvedimento organico e sistematico.
Il primo riguarda, sicuramente, l'esenzione dal pagamento dell'IVA sulla biglietteria aerea (a tal riguardo, vi fu un pavido tentativo ed una iniziale rassicurazione del Governo, ma ancora non abbiamo trovato traccia di questo impegno). Chiediamo l'estensione dei benefici previsti dalla legge n. 223 del 1991 all'intero comparto aereo che si trova, proprio in questi giorni, nella peggiore situazione: parliamo di cassa integrazione, di contratti di solidarietà, di ammortizzatori sociali, ma pensiamo anche a tutti i dipendenti delle compagnie aeree straniere che chiudono la loro rappresentanza a Roma e in Italia e che, quindi, stanno per essere i licenziati in tronco, senza alcun paracadute e ammortizzatore sociale. Chiediamo, inoltre, il riequilibrio tra gli aeroporti hub di Malpensa e Fiumicino, eliminando sprechi e, soprattutto, disagi all'utenza con conseguente perdita di quote sempre più consistenti di mercato. Non voglio introdurre un elemento dirompente nell'equilibrio raggiunto tra Malpensa e Fiumicino. Certo è che, oggi, sicuramente l'Alitalia dovrà rivedere alcuni equilibri, anche perché riteniamo che, a seguito dello spostamento di molti voli su Malpensa, si stiano creando grossissimi disagi all'utenza, perdendo, sicuramente, quote consistenti di mercato, cosa che, in questo momento, non fa bene all'Alitalia. Inoltre, reclamiamo interventi urgenti volti a riorganizzare l'interno comparto della vigilanza e della sicurezza; abbiamo visto, infatti, che, oltre a Linate, su 40 aeroporti in Italia, solo uno e mezzo avevano sistemi di radar a terra, e probabilmente, anzi sicuramente, il resto nulla.
Vogliamo anche che in quei provvedimenti venga affrontato il problema della ricapitalizzazione della compagnia di bandiera. Dei 3 mila miliardi di cui ho detto, tutti sanno che ne furono utilizzati 2.250. Inoltre, i 750 miliardi bloccati, in quanto non utilizzati, sono stati recentemente sbloccati dalla Commissione europea, dal commissario Loyola de Palacio, sebbene ancora non se ne veda traccia nella finanziaria; ma poiché il disegno di legge finanziaria è stato approntato prima di avere questa disponibilita, mi auguro che, con qualche emendamento, si possa cogliere l'opportunità di inserire in un capitolo apposito tale nuova disponibilità di 750 miliardi. La ricapitalizzazione, tuttavia, non basta; bisogna che vengano individuati anche misure di sostegno e finanziamenti bancari adeguati, capaci di risanare e rilanciare l'azienda sul piano economico.
Inoltre, proponiamo incentivi fiscali che aiutino le aziende del settore (e non solo l'Alitalia) a sostenere meglio il costo di una così pesante crisi. Infine, allo scopo di aiutare le aziende ad uscire dalla crisi, occorre perseguire una politica di alleanze con altri vettori internazionali ed attivare tutti i tavoli di concertazione tra parti sociali e Governo.
Onorevole Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, vorremmo che il Governo cominciasse a valutare seriamente - a cominciare dalla finanziaria attualmente in discussione - la possibilità di avviare una chiara e concreta politica di risanamento e rilancio del trasporto aereo anche perché a questo è strettamente legato l'altro settore, altrettanto importante, del turismo - che non è limitato alle agenzie di viaggio -, un settore che pure sta subendo danni incalcolabili. Desidero ricordare che, nel corso del dibattito svoltosi in Senato, è stato
giustamente sottolineato che, complessivamente, il turismo produce, in Italia, entrate valutarie per 60 mila miliardi, con un saldo attivo della bilancia turistica di circa 25 mila miliardi. Il Governo, quindi, non può non considerare il duro colpo che l'intero settore del turismo ha subito dopo i fatti dell'11 settembre.
È per questo che occorre un'azione non episodica e parziale del Governo, ma un complesso di iniziative organiche, strutturali che ridiano linfa e slancio all'intero settore del turismo e del trasporto aereo, rifuggendo - questo sì che tengo a sottolinearlo - tentazioni speculative che, approfittando di questa particolare situazione di crisi, potrebbero rischiare di dilapidare un consistente e qualificato patrimonio pubblico, qual è quello rappresentato, appunto, dalla nostra compagnia di bandiera (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Luigi Martini. Ne ha facoltà.
LUIGI MARTINI. Signor Presidente, mi ricollego brevemente a quanto hanno detto i miei colleghi in ordine alla sicurezza del volo. La storia del trasporto aereo nel mondo ci insegna che le compagnie aeree, quando hanno grandi problemi economici, quando i loro conti sono drammaticamente in «rosso», prima riducono il personale e poi, dopo un certo tempo, fanno una cosa ancora più pericolosa: tagliano i costi significativi che, nel caso delle compagnie aeree, sono principalmente tre: l'addestramento del personale navigante (dei piloti e degli assistenti di volo), la manutenzione degli aerei ed il reperimento, l'acquisto dei pezzi di ricambio necessari a mantenere in perfetta efficienza le macchine.
Questo riduce drammaticamente il livello di sicurezza del volo. Ecco perché concordo pienamente con i miei colleghi quando sostengono che i provvedimenti che tutti insieme in Parlamento dovremo approfondire in un prossimo futuro sono quelli del supporto economico alle compagnie italiane tutte. Questo perché i cittadini italiani hanno il diritto di volare in condizioni di sicurezza.
Ciò precisato, signor Presidente, chiedo l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna di considerazioni integrative del mio intervento.
PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
LUIGI MURATORI, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. A che titolo, onorevole Muratori?
LUIGI MURATORI, Relatore. Intervengo, a titolo personale, sulla notizia che abbiamo ricevuto, in quanto intendo svolgere, anche in qualità di relatore e a nome del gruppo che rappresento, una riflessione.
Mentre ascoltavo gli interventi dei colleghi sul provvedimento che stiamo discutendo, valutavo la responsabilità in genere del relatore di fronte ad un provvedimento legislativo, a maggior ragione quando, come in questo caso, si tratta di un provvedimento legislativo esaminato in un momento in cui si deve far fronte al terrorismo (questo è il motivo per il quale è stato proposto) e quando, nel corso della discussione, si riceve la notizia di un ulteriore incidente. Ebbene, io credo che sia una riflessione che tutti quanti noi dobbiamo fare.
Ciò premesso, desidero inviare il mio cordoglio ai parenti delle vittime di questo nuovo incidente, sperando che di questo si tratti e non di un ulteriore atto terroristico.
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
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