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La seduta comincia alle 9,45.
VITTORIO TARDITI, Segretario, legge il processo verbale della seduta di ieri.
(È approvato).
PRESIDENTE (Si leva in piedi e con lui l'Assemblea). Informo che è deceduto, oggi, a Roma, nella sua abitazione, il senatore Giovanni Leone, senatore a vita dal 1978.
Sospendo la seduta in segno di lutto fino alle ore 10.
La seduta, sospesa alle 9,55, è ripresa alle 10,15.
PRESIDENTE (Restando in piedi). Cari colleghi, è mancato questa notte il senatore a vita Giovanni Leone.
Egli è stato uno dei Padri della nostra Repubblica, componente dell'Assemblea Costituente, deputato dal 1948.
Ha ricoperto con grande autorevolezza l'incarico di Presidente della Camera dei deputati negli anni dal 1955 al 1963. Di lui tutti ricordano la grande umanità, la capacità di comprendere le ragioni di ogni parte politica, di tenere conto, in ogni decisione, delle esigenze dei vari Gruppi.
Il suo rigore nell'applicazione del regolamento non si è mai separato da intelligenza e buon senso. Nei momenti importanti sapeva interpretare la solennità della funzione, perseguendo però sempre la comprensione e l'accordo.
Nel 1963 fu chiamato a presiedere il primo dei suoi due Governi.
Eletto Presidente della Repubblica nel dicembre del 1971, si dimise nel giugno del 1978, travolto da accuse poi non confermate, e riprese il suo seggio al Senato della Repubblica, continuando il suo impegno parlamentare con grande dignità e misura.
La politica, a volte, sa provocare amarezze ingiuste, come ebbero del resto a riconoscere molti di quelli che allora lo accusarono.
Tra i fondatori della Democrazia Cristiana, egli ha dato un contributo importante alla storia del suo partito, anche se la sua esperienza politica si è sempre indirizzata verso incarichi e responsabilità che esaltassero il suo alto profilo istituzionale.
Di lui non possiamo non ricordare l'opera di docente e di studioso del diritto. Quanti di noi si sono formati sul suo manuale di procedura penale! Né possiamo dimenticare la misura e la serenità con cui ha vissuto gli anni della sua vecchiaia e del suo ritiro dalla politica attiva.
La Camera dei deputati ricorderà con più solennità la sua figura e la sua opera di Presidente della Camera e di uomo di Stato. Oggi tutta l'Assemblea si stringe intorno alla signora Vittoria, ai figli Mauro, Paolo e Giancarlo e ricorda questo grande italiano con rispetto e rimpianto.
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