Allegato B
Seduta n. 54 del 26/10/2001


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AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO

Interrogazione a risposta orale:

MAZZONI. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. - Per sapere - premesso che:
in Campania lo smaltimento dei rifiuti versa in una situazione altamente drammatica, dovuta al ritardo nell'attuazione delle procedure per la cosiddetta «gestione integrata dei rifiuti» prevista dal decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e dal Piano regionale rifiuti, aggravata dalla chiusura delle discariche decretata nel mese di gennaio 2001 dal Commissario di Governo nonostante la mancanza di impianti alternativi di termodistruzione;
il decreto legislativo n. 22 del 1997 risulta, nel Mezzogiorno d'Italia ed in Campania in particolare, largamente inattuato in ogni sua parte;
tale situazione a giudizio dell'interrogante ha portato ad un abuso, da parte del Commissario di Governo, dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 22 del 1997 che, in situazioni di emergenza, autorizza depositi temporanei di rifiuti ovunque; ovvero al sovraccarico di determinate discariche scelte con criteri del tutto arbitrari, come quella di «Difesa Grande» nell'avellinese, costretta a sopperire alle esigenze, oltre che di quel territorio, del salernitano e del napoletano; o alla mancanza completa di siti in cui scaricare come nei mesi scorsi è capitato per la città di Benevento;
la soluzione alternativa a tali depositi temporanei individuata dal Commissariato, è stata quella dello smistamento dei rifiuti in altre regioni o paesi, con notevole aggravio di costi;


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l'articolo 22, comma 9 del decreto legislativo n. 22 del 1997 attribuisce al Ministro dell'ambiente, in caso di mancata realizzazione da parte delle autorità competenti degli interventi previsti dal Piano regionale nei termini e con le modalità stabiliti, la facoltà di esercitare poteri sostitutivi o di nominare a tal fine Commissari delegati;
tale situazione è stata prospettata con un ordine del giorno presentato in Assemblea in data 2 agosto 2001;
tale situazione è altamente nociva per gli abitanti della Campania e per la salubrità dei luoghi, a causa dell'alto tasso di inquinamento atmosferico e biologico prodotto da tali discariche improvvisate;
la malavita organizzata ha, come risultato da diverse indagini, messo in piedi un servizio di smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi alternativo a quello legale e fortemente redditizio -:
se non ritenga che vengano esercitati, al fine di porre rimedio a tale situazione, nel modo più tempestivo ed efficace possibile, i poteri sostitutivi di cui al citato articolo 22, comma 9 del decreto legislativo n. 22 del 1997.
(3-00369)

Interrogazione a risposta in Commissione:

PAPPATERRA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
nell'intesa istituzionale di programma tra il Governo e la regione Calabria (delibera CIPE del 29 settembre 1999) sono fissati i termini per l'ammodernamento delle infrastrutture viarie della Calabria e la strada statale 105 è inserita nella parte finale del programma;
da oltre venti anni, nella strada statale medesima non si procede ad alcun tipo di lavoro neanche di semplice manutenzione (taglio degli arbusti laterali) e, per il livello di traffico attuale, i pericoli sono notevolmente aumentati;
il giorno 23 maggio 2001, due ragazzi di diciotto anni, J.P. De Marco e G. Condorelli hanno perso la vita in seguito a un incidente stradale nei pressi delle «Gole del Galatro» del comune di Acquaformosa; l'incidente mortale è avvenuto in quanto in una scarpata con un dislivello di circa duecento metri non vi era nessuna protezione (muretto, guard-rail), per cui l'autovettura ed i corpi esanimi degli sfortunati ragazzi sono stati recuperati dopo impegnative operazioni di soccorso che si sono protratte per diverse ore. Gli incidenti della passata stagione hanno ulteriormente aumentato lo stato di pericolo, facendo venire meno anche le poche protezioni naturali (alberi, cespugli) a difesa dell'infernale scarpata :
se non ritenga opportuno un celere intervento che ristabilisca le normali condizioni di sicurezza per la statale sopra menzionata, sollecitando l'ANAS, titolare della tratta, ad intervenire urgentemente con lavori di pronta emergenza nei tratti compresi tra i comuni di Firmo ed Acquaformosa, anche in considerazione delle sfavorevoli condizioni che si creano nella stagione invernale. Il tutto in difesa dei tanti automobilisti che giornalmente percorrono la strada, ed in ricordo degli sfortunati ragazzi vittime di un incidente con conseguenze fatali che si sarebbero potute evitare.
(5-00334)

Interrogazioni a risposta scritta:

TAGLIALATELA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
in località Case Rosse, Roma, si trova una ex cava di tufo, vicino a delle cave antiche, con la presenza di una falda affiorante sul fondo;
tale sito è di proprietà della Società «Fratelli Piedimonte S.r.l.»;
il Consiglio del Municipio Roma V nella seduta del 13 luglio 2001 ha deliberato con 21 voti favorevoli su 21 presenti


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di chiedere al Prefetto di Roma di non concedere l'autorizzazione a realizzare nessun tipo di discarica nella località di via Case Rosse, 44 in considerazione dell'elevato pregio ambientale dei luoghi, della loro prossimità a centri abitati e della possibilità di renderli fruibili al pubblico grazie ad accordi praticabili con gli attuali proprietari;
la Società proprietaria del terreno, Fratelli Piedimonte S.r.l., ha in animo di promuovere un programma di recupero del sito di sua proprietà con un accordo di programma concordato con il Municipio Roma V che prevede investimenti, occupazione e ritorno economico ambientale;
tale programma di recupero mira a rendere la zona in questione una struttura polifunzionale al servizio dei cittadini con:
utilizzo delle grotte per la logistica delle colture biologiche;
utilizzo di fabbricati esistenti per valorizzare prodotti agricoli;
lago artificiale anche come ricreazione della fauna e della flora;
utilizzo di terreni per hobby agricoli e per svago dei ragazzi;
la Soc. Cave Casilina S.r.l. ha presentato un progetto per la realizzazione di una discarica per inerti localizzata nel settore est di Roma in prossimità dell'autostrada Roma-L'Aquila, in località Case Rosse;
l'accesso all'area avviene tramite una strada privata che si dirama da via di Case Rosse;
per tale progetto è stato dato parere favorevole da parte della Regione;
la Commissione tecnico-consultiva in materia ambientale del comune di Roma e la Sovrintendenza Archeologica di Roma hanno dato parere favorevole esprimendo però perplessità e richiedendo prescrizioni rigorose e severe in materia di tutela ambientale;
tali prescrizioni e vincoli sono tali da far ritenere che il progetto in esame difficilmente potrà essere attuato in sintonia con l'ambiente naturale;
il Dipartimento del comune di Roma per le politiche ambientali ed agricole, nell'ultima nota mandata alla regione (Prot. n. 12384), osserva che, in riferimento alla situazione geologica e idrogeologica dell'area oggetto di intervento, si osservano delle difformità tra quanto contenuto nella Relazione generale dello SIA e nell'Allegato B e rispetto a quanto rappresentato nell'Allegato A (risalente al 1995);
nell'ambito del SIA sono stati individuati i potenziali effetti negativi riscontrabili in tali tipi di impianto quali emissioni di polveri e rumori da scavi, movimenti di terra e rimodellamenti morfologici;
l'area è classificata come «tutela orientata di tipo b» ed il piano dà quale prescrizione specifica per l'area, come per altre situazioni caratterizzate dalla presenza di cave antiche o moderne, la riqualificazione complessiva e la trasformazione in parco pubblico attraverso la valorizzazione delle antiche latomie e il rimboschimento con specie autoctone. Per le cave moderne (qual è il caso in esame) si consentono inoltre interventi di rimodellamento morfologico;
nelle zone quali quella in esame la realizzazione degli interventi è subordinata all'ottenimento dello specifico nulla-osta da parte dell'Ufficio del Ministero per i beni culturali e ambientali competenti -:
se si intenda procedere ad una attenta analisi della questione valutando la possibilità di porre dei più rigidi vincoli ambientali per la località Case Rosse, evitando così la possibilità di andare incontro ad un grave danno per l'ambiente e per gli abitanti della zona, e permettendo inoltre la realizzazione del programma di recupero previsto, che consentirebbe una rivalorizzazione della zona nel rispetto dell'ecosistema.
(4-01177)


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CARLUCCI. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che:
la legge 179/1997, che ha modificato la legge 28 dicembre 1993 n. 549, ha introdotto lo stesso divieto di impiego nel settore antincendio, a partire dal 31 dicembre 2008, sia per gli idroclorofluorocarburi (HCFC), che per i perfluorocarburi (PFC), e gli idrofluorocarburi (HCFC);
il divieto degli HCFC, secondo quanto stabilito dal Protocollo di Montreal per la protezione della fascia di ozono e dal Regolamento europeo 3093/1994/CE, era stato introdotto a causa della pericolosità di queste sostanze per la fascia di ozono;
il divieto di PFC e HFC era stato invece introdotto in considerazione del potere di riscaldamento globale di queste sostanze, come misura cautelativa in attesa delle decisioni della III Conferenza delle parti firmatarie della Convenzione sui cambiamenti climatici, convocata a Kyoto per il novembre 1997;
gli accordi e le norme internazionali in materia di protezione della fascia di ozono e di prevenzione dei cambiamenti climatici, successivi alla legge 197/1997, hanno modificato il quadro di riferimento della stessa legge;
il Regolamento europeo 2037/2000/CE ha confermato il divieto d'uso degli HCFC, con deroghe. E, pertanto, la legge n. 179/1997 deve essere adeguata con l'indicazione delle deroghe previste dal Regolamento europeo;
il Protocollo di Kyoto, che l'Italia si appresta a ratificare, ha stabilito l'obiettivo del controllo delle emissioni di PFC e HFC, ma non ha introdotto limitazioni o divieti d'uso. Di conseguenza, le misure di riduzione delle emissioni dovranno essere inserite nella legge di ratifica del Protocollo di Kyoto, mentre deve essere abolito il divieto stabilito dalla legge 197/1997;
le modifiche alla legge n. 179/1997, sopra indicate, si rendono necessarie per:
adeguare la normativa nazionale alle norme europee ed agli accordi internazionali;
evitare che limitazioni o divieti, introdotti dalla normativa nazionale ma non previsti dalle norme europee, si traducono in un danno per le nostre imprese: infatti, in base al Trattato di Amsterdam, i divieti sarebbero efficaci solo per le imprese italiane, ma non sarebbero invece applicabili ai prodotti importati da altri paesi europei -:
quali siano gli orientamenti operativi del Governo in ordine ai problemi prospettati in premessa.
(4-01178)

CARDIELLO. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. - Per sapere - premesso che:
nel cuore della Piana del Sele, in particolare nel territorio di Battipaglia (Salerno), al confine con il comune di Eboli, è stata individuata un'area che dovrebbe ospitare l'impianto di compostaggio dei rifiuti (CDR);
nella zona sorgono complessi industriali e di trasformazione;
il progetto andrebbe a compromettere l'economia della Valle del Sele, considerato l'elevato numero di mezzi pesanti carichi di immondizie che quotidianamente affollerebbero le arterie di collegamento all'impianto;
sono numerose le aziende che attualmente operano nella Piana e che hanno minacciato il trasferimento;
l'area è anche interessata da un progetto di costruzione di un Polo agroalimentare, che mal si concilierebbe con la presenza del compostaggio dei rifiuti;
le popolazioni della Piana del Sele vivono uno stato di legittima preoccupazione per il danno ambientale, che deriverebbe dalla realizzazione dell'impianto, e per le sorti dell'economia locale dei luoghi interessati;


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i comuni di Eboli e Battipaglia ospitano una discarica, in località Castelluccio-Grataglie, dismessa dal 1995, in attesa di bonifica;
i residenti della Piana del Sele annunciano azioni di protesta, anche clamorose, per scongiurare la costruzione del compostaggio dei rifiuti, memori dei disagi patiti nel periodo in cui era attivo lo sversatoio -:
quali utili interventi il Ministro intenda adottare, anche tramite l'osservatorio nazionale dei rifiuti, per verificare se il sito abbia i requisiti di idoneità per la realizzazione dell'impianto di compostaggio;
se il Governo voglia accelerare l'opera di bonifica della discarica esposta in premessa.
(4-01192)

VENDOLA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. - Per sapere - premesso che:
all'inizio del mese di agosto 2001 il Ministro dell'ambiente e tutela del territorio decideva il commissariamento dell'Agenzia nazionale per l'ambiente (ANPA);
alla direzione dell'ANPA veniva nominato il dottor Giorgio Cesari, membro a tutt'oggi del Consiglio di amministrazione dell'Enea;
il dottor Cesari oltre ad essere direttore dell'ANPA è a tutt'oggi membro del Cda (Consiglio di Amministrazione) dell'ENEA e Dirigente preposto dell'Acquedotto Pugliese;
alla Presidenza dell'ANPA veniva nominato il dottor Angelo Ricci, fisico noto per le posizioni nucleariste;
in data 14 settembre veniva radicalmente rivoluzionato, dal Ministro, il Comitato Scientifico dell'ANPA. I nuovi componenti del Comitato erano il dottor Francesco Battaglia, il dottor Paolo Sequi, il dottor Umberto Tirelli, il dottor Giorgio Trenta, il dottor Argeo Benco, di EURATOM;
i succitati scienziati a tutt'oggi risultano essere soci del Cidis (Centro Internazionale per la Documentazione e l'Informazione Scientifica), un'associazione che ha fatto della lotta «scientifica» contro le tematiche ambientaliste la propria ragione di vita;
tra il 1998 ed il 2000 in una rivista, legata al Cidis, dal nome «21o secolo. Scienza e tecnologia» si potevano leggere articoli la cui natura «scientifica» è ben riassunta già nei titoli. Ad esempio: «Ozono a terra: il problema sono gli alberi»; «Ma quale scioglimento dei ghiacci?»; «La favola del riscaldamento del Pianeta»; «Cancro e ambiente: una invenzione politica»; «Con l'abolizione del ddt si condannano i poveri»; eccetera;
negli ultimi tempi gli articoli di «21o secolo» sono stati immessi in rete da due gruppi on line: la «Newsletter» e la «Greenwatch» che vengono utilizzati dal Cidis come mezzi di divulgazione rapida;
il notiziario on line «Greenwatch» nel marzo di quest'anno in merito alla vicenda dell'inquinamento elettromagnetico causato dai ripetitori di Radio Vaticana così intitolava l'articolo del notiziario: «La persecuzione dei talebani verdi contro Radio Vaticana»;
i soci del Cidis risultavano nel marzo di quest'anno tra i primi firmatari dell'appello sull'elettrosmog promosso dall'allora Ministro della Sanità in difesa di Radio Vaticana;
a giudizio dell'interrogante il sodalizio politico-intellettuale che guida attualmente, per scelta del Ministro, l'ANPA, ha tutte le caratteristiche di una vera e propria lobby anti-ambientale, le cui dottrine sono palesemente infarcite di superstizioni scientiste e di una neanche troppo dissimulata forma di fanatismo ideologico -:
se non si ritenga opportuno e doveroso procedere all'azzeramento dell'attuale struttura di direzione dell'ANPA, per la sussistenza di profili di straordinaria incompatibilità tra le finalità istituzionali dell'Agenzia, che sono legate alla difesa e


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alla valorizzazione dell'ambiente, e il percorso che all'interrogante appare palesemente anti-ecologista di quanti sono stati chiamati incautamente a gestirne le attività.
(4-01206)