Allegato B
Seduta n. 54 del 26/10/2001


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GIUSTIZIA

Interrogazioni a risposta in Commissione:

FINOCCHIARO, BONITO e LUCIDI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
nella scorsa legislatura è stata approvata la legge 8 marzo 2001, n. 40 concernente le detenute con figli minori;
ad oltre sei mesi dall'entrata in vigore della legge risulta pressoché inapplicata, mentre sale il numero dei bambini d'età inferiore ai tre anni detenuti in carcere insieme alle madri;
in particolare nel carcere di Rebibbia femminile, e cioè nel più grande istituto di detenzione femminile del Paese, la situazione di sovraffollamento appare particolarmente grave;
appare urgente un monitoraggio dell'applicazione della nuova disciplina, per comprendere quali siano le ragioni di tale difficoltà -:
quante siano nel Paese, per singolo istituto, le donne detenute insieme ai figli, e quale sia, complessivamente, il numero dei bambini in carcere;
quante siano, comunque, quelle con figli di età inferiore agli anni 10;
se esista un problema di eccessivo carico di lavoro nei Tribunali di sorveglianza;
se esista un problema di difetto complessivo di informazione in ordine alla possibilità di fare ricorso alla legge da parte delle detenute e dei loro difensori;
se esistano problemi relativi all'insufficienza di strutture utilizzabili per l'accoglienza all'esterno delle detenute con figli minori degli anni 10 che potrebbero accedere alle misure previste dalla legge n. 40 del 2001;
se esistano problemi applicativi della legge derivanti dalla sua formulazione o interpretazione;


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quali iniziative il Governo abbia già adottato o intenda adottare per ovviare alle difficoltà di applicazione della nuova disciplina.
(5-00330)

MAZZONI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
la legge 22 luglio 1997, n. 276 come modificata dal decreto-legge 21 settembre 1998, n. 328, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 novembre 1998, n. 398, all'articolo 8 comma 2, prevede che: «Ai giudici onorari aggregati è attribuita, al netto dei contributi previdenziali, una indennità di lire 20 milioni annui da corrispondere a rate mensili, oltre a lire 250.000 per ogni sentenza che definisce il processo ovvero per ogni verbale di conciliazione, da corrispondere ogni tre mesi»;
la legge 24 gennaio 2001, n. 4, di conversione del decreto-legge 24 novembre 2000, n. 341, all'articolo 24-bis, comma 2, prevede la corresponsione ai giudici di pace di un'indennità «di lire 110.000 per ogni processo assegnato e comunque definito o cancellato dal ruolo», includendo così nel concetto di definizione del processo anche i provvedimenti di cancellazione delle cause dal ruolo;
nell'individuare l'ambito di applicazione e le finalità della legge istitutiva dei giudici onorari aggregati (GOA), l'articolo 1 della legge n. 276 del 1997 espressamente prevede: «la presente legge ha per oggetto la definizione dei procedimenti civili pendenti»;
la previsione di cui al citato comma 2 dell'articolo 24-bis della legge n. 4 del 2001, nella parte in cui prevede il pagamento dell'indennità per ogni provvedimento di «definizione del processo», ivi compreso quello di cancellazione della causa dal ruolo, attesa l'identità di posizione in relazione ai processi, è perfettamente estensibile ai GOA;
il mancato riconoscimento di tale compenso anche ai GOA porrebbe in essere una evidente disparità di trattamento tra posizioni identiche -:
se non ritenga di fornire una interpretazione della disposizione di cui al comma 2, articolo 8 della legge 27 luglio 1997, n. 276 nel senso di considerare quale «sentenza che definisce il processo» anche ogni provvedimento di cancellazione della causa dal ruolo, in modo che possa essere corrisposto ai GOA il dovuto compenso per tali provvedimenti.
(5-00335)

Interrogazione a risposta scritta:

CIRIELLI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
da anni sono in crescita esponenziale le carenze organizzative e gestionali dell'amministrazione della giustizia nel Circondario di Salerno, come risulta da atti e documenti della sezione distrettuale dell'associazione magistrati, del sindacato provinciale avvocati, della camera civile, della camera penale, del consiglio dell'ordine degli avvocati e dell'associazione italiana giovani avvocati;
è in continuo aumento anche il contenzioso penale, il contenzioso civile ed, in particolare, le controversie previdenziali ed assistenziali, provocando rinvii di anni, tanto, per esempio, che dall'aprile del 1995 ancora non sono state assegnate dalla sezione stralcio cause iscritte a ruolo nel 1994;
attualmente, sono in corso, come risulta dalla cronaca locale, proteste per tali disservizi e soprattutto per la disorganizzazione degli uffici sia nella sede di Salerno sia nelle sezioni distaccate di Amalfi, Cava de' Tirreni, Eboli, Mercato San Severino e Montecorvino Rovella;
ripetutamente, vi sono state, per protesta, lunghe astensioni dalle udienze da parte degli avvocati e anche ripetute proteste del personale amministrativo, in particolare, per le antigieniche condizioni di lavoro, che hanno inciso sull'attività giudiziaria e sulla durata dei processi, con trattazioni utili, al massimo, di due udienze all'anno;


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ancora una volta, associazioni ed ordine forense minacciano astensione dall'udienza soprattutto per l'insostenibile e disordinata gestione organizzativa. Per esempio, da anni alla sezione lavoro sono assegnate di soltanto tre stanze per circa dodici cancellieri e circa otto giudici e frequentate, quotidianamente, da centinaia di avvocati per circa 30 mila cause, per questo, in dette stanza, sono collocati migliaia di fascicoli, perfino sui pavimenti, tanto da impedire la circolazione, sia agli addetti amministrativi che agli utenti, come risulta anche da denunce ai competenti enti per la sicurezza sul lavoro;
vi sono state ripetute ispezioni ministeriali che non hanno provocato alcuna eliminazione dei disservizi denunciati, in particolare, dell'inadeguatezza degli spazi, ma soltanto l'aggravarsi di tutte le problematiche e soprattutto relative all'edilizia giudiziaria, con promesse dell'amministrazione comunale di Salerno della cittadella giudiziaria -:
se e quali provvedimenti intenda adottare per porre fine a questa grave situazione e per accertare qualora vi fossero, eventuali responsabilità dei dirigenti preposti.
(4-01204)