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PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Sergio Rossi.
SERGIO ROSSI, Relatore. Signor Presidente, mi riservo di replicare punto per punto in sede di esame degli emendamenti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.
MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche il Governo replicherà diffusamente in sede di esame dei singoli emendamenti; tuttavia, dopo aver ascoltato le dichiarazioni fatte oggi nella discussione generale, si rendono necessarie talune precisazioni, non solo perché sollecitate (premetto che il Governo non si sottrae affatto dal fornire spiegazioni), ma anche per correggere errori palesi riguardanti la valutazione del provvedimento e le competenze di enti anche territoriali.
Si dice, modificando lievemente quello che è avvenuto in Commissione, che nell'ambito dell'attività posta in essere dal Governo con questo decreto, non si può più affermare che i soggetti, che sono gli arranger di questa prima fase di cessione e che non sono società o banche, abbiano o abbiano avuto - siamo abituati a sentirlo dire, molto meno a sentirlo provare - interessi con il Presidente del Consiglio, perché è noto e trasparente che siano gli enti. È stato fatto un comunicato stampa il 15 ottobre dal ministero; è bene dirlo nuovamente ed è bene che sia scritto, proprio per togliere equivoci, ma anche per capire perché poi l'onorevole Nicola Rossi oggi inverta completamente i termini della questione rispetto a quanto già sostenuto in Commissione. Allora, per la prima operazione di cartolarizzazione - come vi è noto - vi è un consorzio, che è composto da IMI Spa, Banca Intesa, Banca commerciale, Leman Brothers e Deutsche Bank. Relativamente a questi soggetti nulla può essere insinuato. Ho sentito nell'esordio dell'intervento dell'onorevole Nicola Rossi che oggi la posizione della sua parte politica vorrebbe invece tutelare la trasparenza di accesso di tutti quei soggetti, che potrebbero in astratto essere discriminati, oggi e per il futuro, perché semplicemente si dice che abbiano avuto rapporti in qualche modo con il Presidente del Consiglio. Questa premessa è doverosa perché il Governo contesta fermamente il fatto che non voglia fornire informazioni o accettare proposte migliorative. Noi dobbiamo essere onesti nell'approccio a questa materia. Allora, proverò a dare un'impressione diversa, per poi scendere all'esame. Non è forse che l'attuale Governo si sia trovato in un'altra situazione? Non intendo entrare nel merito dell'importo del buco, del disavanzo.
Intendo riferirmi solo ed esclusivamente, in relazione al provvedimento al nostro esame, agli 8 mila miliardi di dismissione di patrimonio degli enti previdenziali, che venivano indicati nella finanziaria fatta dal Governo che ci ha preceduto. E intendo essere particolarmente generosa ipotizzando che, ad oggi, le dismissioni siano avvenute per mille miliardi. In modo ancor più generoso - e con questo contestando le affermazioni dell'onorevole Benvenuto con le quali, imputet sibi, dice al Governo «il fatto di aver bloccato le dismissioni è un atto» - mi vedo costretta a ricordare all'onorevole Benvenuto che domani, 23 ottobre, ci sarà un'asta e, generosamente, voglio ipotizzare che vi saranno altri mille miliardi di dismissioni. Tuttavia troviamo 6 mila miliardi in meno di dismissioni! E allora dobbiamo essere molto chiari. Abbiamo detto, in modo molto chiaro, di non voler fare ulteriori manovre finanziarie; di non voler aumentare le tasse e, colleghi dell'opposizione, non vogliamo, neppure, aumentare la benzina, provvedimento che consentirebbe, ampiamente, di colmare
questa cifra, che non abbiamo scritto noi, l'avete scritta voi! I numeri sono numeri. Dismissioni: 8 mila miliardi. Le dismissioni, ad oggi, ammontano a 1000 miliardi. Vedremo, domani, a quanto arriveremo. Lo sapremo presto.
Questa premessa credo sia doverosa perché il provvedimento al nostro esame si colloca in questa situazione in cui, voi, avevate la possibilità, e, anzi, avevate assunto l'onere di dismettere 8 mila miliardi. Noi non abbiamo bloccato nulla e neanche bloccheremo nulla per il futuro, tant'è che, relativamente proprio a quelle affermazioni da me svolte in Commissione finanze e che non intendo smentire (sebbene la mia sia ben poca voce, una voce che non intende smentire il Governo) noi non modificheremo nulla di quanto è in atto. Ciò che faremo, ve lo anticipo, supera tutti i rilievi e le osservazioni svolte, non credo sempre in buona fede (perché quel termine del 31 ottobre è stato molto utilizzato per gettare nel panico alcuni soggetti - noi riceviamo tantissime telefonate di inquilini che ci chiedono se a novembre sarà ancora possibile acquistare), e sgombererà il campo da quanto vi è di pretestuoso e di falso in queste affermazioni. Il campo si sgombera con l'emendamento, da me anticipato in Commissione finanze, grazie al quale tutte le unità definitivamente offerte in opzione entro il 26 settembre 2001, saranno vendute, anche successivamente al 31 ottobre 2001, al prezzo ed alle altre condizioni indicate nell'offerta. Non poniamo un termine (ottobre, novembre, dicembre, gennaio, febbraio o marzo); quello è il prezzo e non si modifica; quelle sono le condizioni e non si modificano. Cominciamo a toglierci di torno un'ansia che noi sentiamo forte; infatti è falsa e pretestuosa la vostra affermazione secondo la quale questo Governo sarebbe insensibile nei confronti delle fasce deboli. Ma vediamo quali siano le fasce deboli da tutelare e dove invece questo provvedimento vada ad innovare - vogliamo dirlo chiaro e forte al popolo italiano - laddove, invece, il vostro provvedimento consentiva azioni che lecite non erano e che non erano di tutela delle esigenze dei conduttori. Il discorso è chiaro: parliamo delle cooperative, quelle cooperative alle quali voi consentivate di acquisire, nel preteso interesse dei conduttori, non solo gli immobili di quei conduttori o da quei conduttori occupati, ma anche gli immobili liberi.
Cerchiamo allora di conciliare gli interessi, e cerchiamo di dire chiaramente - e di ciò dobbiamo parlare - che, innanzitutto, gli enti previdenziali non sono gli IACP e che tali enti devono assicurare la previdenza anche attraverso una gestione efficiente del proprio patrimonio. Inoltre, diciamo che tutto ciò deve essere conciliato con l'esigenza sentita dal Governo e dalla maggioranza. Apprezzo l'opinione - che non condivido - e l'onestà intellettuale dell'onorevole Pistone, la quale dice di appartenere ad una parte politica che non vuole, o non ritiene giusto, che sia estesa ulteriormente la presenza di proprietari di case individuali in questo paese e che altre politiche dovrebbero essere sostenute. Non condivido tale posizione e, anzi, la contesto politicamente, ma almeno la collega Pistone dice chiaramente quale sia il suo intendimento. Non riesco ad esprimere uguale apprezzamento nei confronti di coloro che millantano, attraverso altre finalità, un qualcosa che forse è ciò che sostiene la collega Pistone (senza però dirlo in modo chiaro ed esplicito), o che forse, per l'appunto, nascondono la volontà di costruire quel meccanismo - da voi voluto - per il quale le cooperative, che possono effettivamente anche ingenerare un vantaggio per il conduttore, consentono l'acquisto con un ribasso ulteriore del 15 per cento sul prezzo di mercato (giungendo così ad un ribasso complessivo del 45 per cento) però anche sugli immobili liberi. Nell'interesse di quale occupante ciò verrebbe consentito? Anche a tal riguardo intendo smentire quanto è stato detto circa l'assenza di sensibilità del Governo: l'esecutivo, infatti, consentirà comunque a quei conduttori che hanno tali iniziative in atto, sia attraverso cooperative sia attraverso la nomina di un rappresentante collettivo, di procedere all'acquisizione perché, partiamo dall'inizio, avevano
avuto l'opzione. Ciò è possibile a due condizioni: aumentando fino all'80 per cento il loro numero e non comprando il libero. Per portare chiarezza ai termini della discussione, aggiungo inoltre che agli enti previdenziali non viene sottratto alcunché, perché questo denaro è, e resta, degli enti previdenziali. Questo pone i termini di fronte ai quali le nostre coscienze, le nostre formazioni politiche, sicuramente diverse, si devono confrontare.
Si dice che il Governo non consente agli enti locali di acquistare patrimonio immobiliare residenziale. A ciò rispondiamo ricordando che l'intenzione è quella di privatizzare, e che, inoltre, la volontà è quella di gestire, e di veder gestito, in modo più efficiente il patrimonio pubblico. Credo non si possa non riconoscere che tutto ciò viene meglio garantito da un ente non pubblico.
Inoltre, a quale finalità istituzionale di un comune, di una provincia, di una regione risponderebbe il possedere patrimonio immobiliare residenziale? Se vi sono, ad esempio, problemi di ordine abitativo, credo che a questi si possa far fronte con politiche di sostegno alle locazioni, nei confronti delle categorie meritevoli di tutela. Anche su questo si impongono linee di demarcazione precise sulle quali abbiamo visioni molto diverse. Il relatore ha annunciato che proporrà un emendamento al disegno di legge per far sì che, a determinate condizioni, possano concorrere gli enti locali; il limite resta comunque quello dell'osservanza delle loro finalità istituzionali.
Collega Pistone, credo che non sia corretto dire che con la normativa in esame si tolgono agli enti locali gli immobili ubicati all'interno del loro territorio, dando loro il 5 o il 10 per cento del valore relativo alla vendita effettuata (mi pare che sia stato detto ciò) e che l'ente locale nulla potrà fare sulla modifica della destinazione dell'immobile. Mi risulta, infatti, che spetti ai comuni apportare modifiche ai piani regolatori. Anche questo è un altro argomento di valutazione.
Siamo certi di non arrecare il benché minimo pregiudizio alle categorie di inquilini e alle fasce sociali meritevoli di tutela.
Si è detto che non abbiamo considerato gli immobili dei centri storici. Potrei oppormi a tale affermazione ricordando che voi, con circolari successive, avete vanificato la portata del nostro originario provvedimento che prevedeva - attenzione - il contemperamento degli interessi fra colui che casualmente si è trovato ad essere conduttore di un immobile e la generalità di tutti gli altri soggetti - di numero assai prevalente - che hanno interesse alla tutela di un loro fine, che, nel caso degli immobili previdenziali, è la tutela della loro previdenza.
Allora, vi chiedo di riflettere su un altro dato, sul quale porteremo a discutere l'Assemblea e l'opinione pubblica: siamo proprio certi che, oltre a concedere a queste categorie il diritto di prelazione - diritto che manteniamo - dobbiamo dar loro anche la possibilità di un abbattimento del prezzo del 30 o del 45 per cento?
GIORGIO BENVENUTO. Non conosce le case!
MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Onorevole Benvenuto, credo che entrambi conosciamo Torino e Roma in modo analogo, lei per il fatto di essere stato eletto in Piemonte e di vivere a Roma ed io per essere stata anch'io eletta in Piemonte, dove trascorro parte della settimana. Non è vero che non conosciamo le case né il significato dei centri storici. Possiamo avere opinioni diverse e considerare situazioni differenti, ma ciò non può valere per Fontana di Trevi né per tanti immobili di cui tutti siamo a conoscenza...
GIORGIO BENVENUTO. Ho indicato via Flavia!
MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze.
Stiamo predisponendo una normativa generale ed astratta che non si riferisce al caso concreto.
Vorrei dirvi di più sugli enti locali, proprio perché non vi è alcuna norma non trasparente.
Onorevole Nicola Rossi, l'ho già detto in Commissione e non devo spiegarlo a lei (poi svolgerò alcune considerazioni su cose che, spero, siano state dette con grande ironia, mi riferisco alla cessione del Colosseo): non intendiamo utilizzare la leva fiscale.
Se consentissi oggi, se noi consentissimo oggi che gli immobili degli enti previdenziali, anziché dallo Stato, fossero posseduti dai comuni, cosa avremmo risolto? State facendo una battaglia che si ammanta di tante e particolari connotazioni verbali, ma poi mira a dire «fai sì che i comuni - magari il comune di Roma - comprino immobili residenziali abitativi». Approfondiremo questo aspetto nella giornata di domani.
Concludo con un'ulteriore osservazione che, però, non credo di dover spiegare. Questa è una procedura che, forse, non è venuta in mente a voi, ma che voi avete utilizzato in altre operazioni. Noi non abbiamo inventato l'acqua calda, abbiamo guardato come vi siete mossi in altre operazioni. Lo avete fatto sicuramente con la cartolarizzazione di INAIL, lo avete fatto sicuramente con il provvedimento INPS 2...
NICOLA ROSSI. Non così!
MARIA TERESA ARMOSINO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Mi pare che INPS 1 sia configurato in un modo diverso.
State omettendo un particolare: per noi le banche sono i soggetti che mettono i titoli sul mercato. La società veicolo non ha un valore aggiunto. Noi non teniamo rapporti con coloro con i quali le banche terranno rapporti, il ministero non interviene in questa parte. Anche su questo, quindi, dobbiamo essere molto chiari, altrimenti proprio il fondamento di questa operazione non si è capito. Capisco che oggi, a carte scoperte, non si possa più sostenere assertivamente e pretestuosamente che questa è un'altra operazione fatta per il Presidente del Consiglio dei ministri o per i suoi amici.
Ho sicuramente dimenticato mille aspetti: domani nell'esame degli emendamenti li affronteremo tutti. Ribadisco la volontà ferma di ascoltare tutti con soverchia attenzione ed una volontà altrettanto ferma di smentire pubblicamente quanto di non rispondente a questo decreto-legge viene detto anche in quest'aula.
PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
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