Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 47 del 17/10/2001
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(Presenza nel territorio italiano di elementi della rete terroristica islamica - n. 3-00323)

PRESIDENTE. L'onorevole Fontanini ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00323 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 7).

PIETRO FONTANINI. Signor Presidente, signor ministro, in relazione alla drammatica situazione internazionale ed al pericolo rappresentato dalle frange estremiste del terrorismo islamico, alle dichiarazioni del dipartimento del tesoro degli Stati Uniti, che indicano nel nostro paese, in particolare a Milano, uno dei potenziali centri terroristici in Europa, agli articoli apparsi in questi giorni sui giornali riguardanti dichiarazioni di importanti esponenti del mondo islamico italiano, in particolare le dichiarazione dell'Imam di Torino a sostegno e a difesa di Osama Bin Laden, le chiediamo quali informazioni, desunte dal lavoro dei nostri servizi segreti, può rendere pubbliche circa la possibile presenza sul nostro territorio di elementi collegati ai settori dell'estremismo armato islamico.

PRESIDENTE. Il ministro per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza ha facoltà di rispondere.

FRANCO FRATTINI, Ministro per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza. Signor Presidente, l'Italia registra una costante presenza di persone di fede islamica - presenza che è in aumento - alle quali, in piena parità con i cittadini italiani, sono garantite tutte le libertà previste dalla Costituzione. Cosa ovviamente del tutto diversa è la posizione di quelle persone per le quali la confessione religiosa è solo lo strumento per tradurre in atto progetti e strategie di stampo eversivo. Prima e, soprattutto, dopo l'11 settembre l'attività della nostra intelligence ha rafforzato gli scambi con i servizi collegati sia del circuito


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NATO, sia con i paesi della sponda meridionale del Mediterraneo: questo alla luce della capillarità della estensione del reticolo di formazioni radicali, della estrema mobilità dei militanti e del carattere, ormai sovranazionale, della pianificazione di attentati.
La mappatura delle nostre intelligence ci dice oggi che gli epicentri del radicalismo sono le città di Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli, e, come principali formazioni, quelle nordafricane, a vari livelli, aderenti al progetto ormai universalista perseguito dalla rete internazionale collegata ad Al Qaeda. Di queste, particolare rilievo hanno le articolazioni tunisine, il gruppo combattente tunisino, con cellule che operano ed hanno operato tra Varese e Milano, con addentellati in Germania ed in Belgio. Tutti sanno che è stato arrestato in Italia il responsabile di quel gruppo, appartenente o indicato come tale, ad una cellula di Osama Bin Laden. Inoltre, ci sono formazioni algerine, formazioni integraliste sunnite di altro tipo, formazioni marocchine presenti soprattutto nell'area piemontese e organizzazioni terroristiche egiziane.
In generale il complesso di queste acquisizioni informative disegna un quadro in cui tra le varie formazioni sfuma una distinzione perché, progressivamente, esse aderiscono ad un'unica strategia internazionalista omogenea a quella di Osama Bin Laden.
In Italia abbiamo anche conferma del ruolo attivo di soggetti che si sono proposti come guide spirituali e che in alcuni centri stanno operando, usando espressioni - pericolose ed inaccettabili - di sintonia con il terrorismo a cui il Governo indubbiamente non farà mancare la sua risposta.
Il Governo, fermo il rispetto per la pluralità di religioni praticate e per i credenti islamici, prosegue e rafforza ogni giorno le proprie azioni preventive di intelligence e repressive nei confronti degli estremisti ed oggi è in grado di assicurare un adeguato livello di protezione di tutti i possibili obiettivi a rischio per la sicurezza dei cittadini.

PRESIDENTE. L'onorevole Fontanini ha facoltà di replicare per due minuti.

PIETRO FONTANINI. Signor ministro, la ringrazio per la risposta puntuale e precisa e la solidarietà del gruppo della Lega nord Padania va ai servizi segreti impegnati in questo difficile lavoro.
Tuttavia l'opinione pubblica è allarmata e difficilmente comprende fatti come quelli pubblicati oggi da un quotidiano dove si legge che in conseguenza di una sentenza della Cassazione ben tredici terroristi islamici - che erano stati arrestati a Milano - sono stati scarcerati a causa di vizi relativi alle procedure espletate dal pubblico ministero.
Questa è una cosa che ci lascia molto perplessi: in pratica, l'atto di accusa non è stato tradotto in arabo e di conseguenza quelle tredici persone particolarmente pericolose sono tornate in circolazione sul nostro territorio.
Signor ministro, grazie per il lavoro che sta portando avanti l'intelligence e per la risposta che ci ha fornito.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Le rogatorie!

ROSY BINDI. Le rogatorie!

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