Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 40 dell'8/10/2001
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La seduta, sospesa alle 18,15, è ripresa alle 19,35.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI

Informativa urgente del Governo sul tragico incidente avvenuto questa mattina all'aeroporto di Milano-Linate.

PRESIDENTE. Avrà ora luogo lo svolgimento di un'informativa urgente del Governo sul tragico incidente avvenuto questa mattina all'aeroporto di Milano-Linate. Invito i colleghi presenti ad alzarsi in piedi per un minuto di silenzio (Il Presidente si leva in piedi e con lui i deputati presenti ed i membri del Governo - L'Assemblea osserva un minuto di silenzio).
Ringrazio il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, onorevole Fini, ed i rappresentanti del Governo. Dopo l'intervento del sottosegretario per le infrastrutture ed i trasporti, onorevole Tassone, potrà intervenire un oratore per ciascun gruppo ed un oratore per ciascuna delle componenti del gruppo misto.
Ha facoltà di parlare il sottosegretario per le infrastrutture ed i trasporti, onorevole Mario Tassone.

MARIO TASSONE, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Signor Presidente, il Governo esprime grande dolore per le vittime, il cordoglio e la solidarietà alle famiglie per questa tragedia. Una tragedia che si è verificata alle ore 8,14 sulla pista di decollo dell'aeroporto di Linate, quando un aereo commerciale delle linee aeree scandinave Sas e un aereo da trasporto passeggeri sono entrati in collisione.
Il velivolo scandinavo McDonnell Douglas MD80 al momento dell'impatto era in fase di rullaggio per il decollo alla volta di Copenaghen, mentre il piccolo Cessna - come è noto sono due - era diretto in Francia all'aeroporto Lebrouget. A bordo del primo aereo MD80 vi erano centoquattro passeggeri e sei componenti dell'equipaggio; sul secondo si trovavano due passeggeri e due componenti dell'equipaggio.
Purtroppo, a seguito dell'impatto l'aereo di linea si è schiantato su un capannone adibito a smistamento bagagli. Le vittime accertate, sino a questo momento, sono centodiciotto: centodieci del primo aereo, quattro del secondo e quattro addetti allo smistamento bagagli. Sempre in questo momento, le vittime di nazionalità italiana accertate sono cinquantaquattro, di cui quarantotto imbarcate sul volo di linea, due imbarcate sul Cessna e quattro dipendenti della Sea.
Al momento dell'impatto le condizioni meteo riportavano nebbia, ma l'aeroporto era aperto al traffico. Sulle cause della sciagura sono state aperte tre inchieste: una della magistratura, una dell'agenzia per la sicurezza del volo e una del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. La commissione ministeriale è già al lavoro e dovrà rispondere immediatamente e, comunque, non oltre 30 giorni da oggi.
Ovviamente, bisogna accertare le cause, se gli strumenti hanno funzionato, se c'era il funzionamento del radar di terra, senza lasciare, dunque, nulla di intentato rispetto all'accertamento della verità su questa grande tragedia. Fino a quando le commissioni non avranno decifrato le scatole nere dei due aerei e la registrazione della torre di controllo, non possono essere avanzate ipotesi in qualche modo suffragate dai fatti.
È, invece, possibile escludere sin d'ora che le cause del disastro siano in qualche modo riconducibili al fenomeno del terrorismo. Il Governo seguirà l'evolversi dell'accertamento e terrà costantemente informato il Parlamento, anche per un confronto e un dialogo che dobbiamo mantenere con i colleghi parlamentari che hanno presentato delle interrogazioni o delle interpellanze, non soltanto per questa tragedia ma anche per vicende analoghe e per incidenti mancati che interessano l'area dei trasporti.
Signor Presidente, questa è l'informativa che il Governo rassegna in questo momento al Parlamento, ovviamente, dichiarando la propria disponibilità al confronto


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con i parlamentari anche per il seguito, quando avremo ulteriori elementi di approfondimento sulla base dei risultati degli accertamenti che ho qui richiamato.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Mascia. Ne ha facoltà.

GRAZIELLA MASCIA. Il dolore espresso dal Presidente della Camera e ribadito questa sera è il dolore di tutti noi e del gruppo di Rifondazione comunista.
Oggi Milano è una città muta, sgomenta; in questo quadro internazionale di grande preoccupazione per una guerra in corso, la tragedia di oggi si aggiunge a questo sgomento.
Con l'onorevole Pisapia ho depositato anch'io, oggi, un'interrogazione per verificare le cause di quanto avvenuto. Naturalmente, seguiremo - come ha detto il sottosegretario - l'evolversi della situazione e anche le risposte che, di volta in volta, saremo in grado di ottenere per comprendere le ragioni di questo disastro.
Tuttavia, già da quanto si è visto oggi, da quanto è stato denunciato dalle organizzazioni sindacali, parrebbe che da questa ipotesi non possa essere escluso il mancato funzionamento di determinate strumentazioni, in particolare, di quella strumentazione denominata ASMI, che dovrebbe servire proprio per gestire i movimenti a terra degli aerei. In questo caso, se così fosse, il pilota avrebbe segnalato in modo errato la propria posizione, determinando questo incidente. Ciò non sarebbe avvenuto, in una situazione di nebbia, se le strumentazioni fossero state efficienti.
Spiace, in una situazione così tragica, dover ricordare battaglie precedenti, svolte in quest'aula, proprio dal gruppo di Rifondazione comunista. La società che gestisce il controllo dei voli, l'ENAV, dice di avere a disposizione 1.500 miliardi da spendere proprio per la sicurezza; è una società che, peraltro, abbiamo richiamato proprio la scorsa settimana, perché ha trovato modo, in quella settimana, di dar vita ad un'altra società, la Tecnosistemi, insieme a Paolo Berlusconi. Dunque, abbiamo posto questo problema proprio perché ci eravamo opposti alla costituzione della Spa ENAV, in primo luogo, perché vi era un monopolio naturale e non si capiva la necessità di addivenire a questa scelta, in secondo luogo, perché eravamo preoccupati che la scelta di determinare una Spa, con il conseguente percorso di mercato e di borsa, desse luogo a risparmi obbligati - essendo quella la logica di mercato - in particolare, sui sistemi di sicurezza, le cui conseguenze - come si vede - sono pagate dai cittadini e dai lavoratori.
In questo caso non si può tacere questa preoccupazione, non si può tacere perché - non è che noi siamo fissati - questa è la logica cui troppo spesso andiamo incontro.
Dunque, senza voler esprimere giudizi ultimativi, se queste determinazioni, se queste preoccupazioni che sono già emerse dalle stesse organizzazioni sindacali fossero confermate, le nostre interrogazioni sarebbero anche altre.
Noi, comunque, avevamo proposto - ripeto - la scorsa settimana, in un comunicato, annunciando determinate interrogazioni, di bloccare questi affari in corso perché, nel momento in cui è stata costituita questa società, era stato assunto l'impegno, in questo Parlamento, dell'unicità dell'azienda, dell'internalizzazione dei servizi e della tutela dei lavoratori. È una società che è stata oggetto di discussione proprio per la sua gestione degli appalti, per il suo sistema di assunzioni clientelari che non teneva conto della necessaria organizzazione del lavoro all'intero dell'azienda nonché per la lottizzazione e le modalità di gestione. Avevamo, perfino, chiesto le dimissioni del gruppo dirigente di questa azienda.
Non voglio ribadire, in questa sede e in una giornata come questa, le richieste di dimissioni; tuttavia, a maggior ragione, se questi dubbi, queste perplessità, fossero confermate quali cause di questa tragedia, credo che il Governo e il Parlamento dovrebbero rimettere in discussione una scelta che, come si vede, ha delle conseguenze


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così pesanti affinché, dopo una tragedia così grande, si possa evitare che ve siano delle altre.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pasetto. Ne ha facoltà.

GIORGIO PASETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a fronte di 114 morti sentiamo, innanzitutto, il dovere, come ha fatto il Presidente della Camera, di esprimere il nostro cordoglio alle famiglie delle vittime ed alla città di Milano che è stata colpita da questo tragico evento; credo, però, che non faremmo giustizia se, anche a partire da questa sera, non ricercassimo le ragioni della verità: abbiamo l'esigenza di rispondere agli interrogativi che oggi si pongono nel paese. Quindi, con altrettanta fermezza, noi invochiamo, fin da questo momento, che sulla questione ci siano il massimo della trasparenza ed il massimo dell'informazione possibili; capisco l'imbarazzo del sottosegretario Tassone ma, veramente, sapremmo ben poco, se dovessimo attenerci alla comunicazione che ci ha reso. Mi rendo conto che non c'è una Commissione d'indagine che abbia già svolto il suo lavoro; tuttavia, già si registrano prese di posizione e notizie abbastanza precise, in ordine a questioni che attengono alla gestione degli aeroporti milanesi.
Noi siamo di fronte, cari colleghi, ad una situazione, di per sé grave del traffico aereo, a livello internazionale, quale si è determinata dopo l'11 settembre. Quanto è accaduto oggi mette in ginocchio il sistema aeroportuale in Italia, creando condizioni di grande insicurezza e di grande difficoltà: credo non possa essere questa la risposta. Noi abbiamo bisogno urgente di verità, di certezze e di garanzie.
Sottolineiamo la presenza del Vicepresidente del Consiglio e del ministro per l'attuazione del programma di governo, ma è grave, gravissimo che, in questo contesto, il ministro Lunardi non abbia ritenuto, nemmeno questa volta - nemmeno questa volta, lo ripeto -, fosse suo dovere confrontarsi in Parlamento. Quest'assenza è costante; credo che, se ci fosse stato un confronto in ordine alla questione, in qualche misura avremmo individuato meglio i problemi che attengono alla situazione e, soprattutto, di fronte alle difficoltà ed alle emergenze che ci sono, saremmo stati costruttivi: questa, infatti, è la natura del confronto, che è utile proprio perché incrementa la possibilità di conoscere le questioni e di affrontarle.
Se il ministro Lunardi fosse stato più attento, per esempio, avrebbe preso atto, sarebbe stato informato - spero che ciò si sia verificato - di quanto l'Agenzia per la sicurezza del volo, nella persona del suo presidente, dichiarava nella recente audizione in Commissione. Riporto soltanto quest'affermazione: in particolare, l'Agenzia continua a riscontrare carenze nel circuito della comunicazione degli eventi e dell'informazione relativa alla sicurezza del volo; al riguardo l'Agenzia si è più volte attivata per sensibilizzare i soggetti su cui incombe, per legge, l'obbligo di comunicazione di tali eventi, affinché le notizie sugli eventi stessi vengano portate a conoscenza dell'Agenzia con tempestività, in maniera sistematica e completa degli elementi necessari.
Vorrei sottolineare tale disattenzione, che assolutamente non intendo collegare a questo evento; anche da questo punto di vista, si richiede, forse, una maggiore attenzione sul problema dei trasporti, che è un sistema nevralgico per la vita del paese, non soltanto in questo momento, ed una minore attenzione - non perché essa non sia necessaria - ai problemi delle infrastrutture. Dobbiamo dirlo con grande chiarezza e il dolore e l'amarezza che proviamo non possono farci velo, impedendoci di affermare e di sottolineare questo problema: l'assenza del ministro, sulle questioni del trasporto. Per le condizioni e la situazione nella quale ci troviamo, credo che i nostri toni debbano essere di grande responsabilità; ma, forse, se il ministro fosse stato attento, avrebbe colto che il problema dei radar, evidenziato dal rappresentante dei piloti, era questione che le organizzazioni sindacali,


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tutte, non soltanto la triplice, avevano già sollevato, reclamando che si intervenisse, in qualche modo, sulla situazione.
Vorrei aggiungere un'ultima considerazione, già fatta in precedenza. Questa sera, più che la comunicazione ci è stata resa la notizia, ma quella la conoscevamo. Il Ministero dell'interno ha già decretato la conclusione dell'indagine: si è trattato di errore umano. Noi vorremmo invitare tutti a riflettere non solo sullo stato attuale, perché saremmo ingenerosi, ma anche sullo spreco e sulle insufficienze nella gestione degli aeroporti milanesi.
Detto questo, ripeto, sollecitiamo con urgenza la convocazione della Commissione trasporti perché ci sia un approfondimento su queste questioni perché, oltre al lutto, oltre al dolore, credo si debba reclamare la verità e vadano individuate le responsabilità (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo)

PRESIDENTE. Desidero comunicare all'Assemblea, anche in riferimento alle comunicazioni svolte dall'onorevole Pasetto nel suo intervento, che nella giornata odierna ci siamo messi in contatto, fin dal mattino, con il ministro Lunardi, il quale ci ha fatto sapere che era doverosamente impegnato nella città di Milano. Nonostante questo, noi, ed io personalmente, abbiamo voluto che alla Camera dei deputati si svolgesse questa informativa del Governo. Per questo, ho ringraziato il Vicepresidente del Consiglio, che è qui in aula con noi, la cui presenza sta a dimostrare l'attenzione che il Governo presta alla questione.
Ho ritenuto opportuno rendere questo chiarimento non perché ci sia bisogno di un avvocato difensore - e soprattutto il Presidente della Camera sarebbe molto improprio come avvocato difensore - ma perché era giusto chiarire questo aspetto, visto che il ministro Lunardi ha subito manifestato la sua preoccupazione per il fatto di non poter essere presente alla seduta odierna.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cè. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, anche noi ci uniamo al dolore delle famiglie ed esprimiamo il nostro cordoglio per questa tragedia che purtroppo si è consumata nella giornata odierna. Tuttavia, ringraziamo il sottosegretario Tassone per la tempestiva comunicazione e oltretutto condividiamo la sollecitudine con la quale è stata aperta, anche da parte del Ministero, un inchiesta su questo tragico episodio. Crediamo, tra l'altro, che sia abbastanza impropria la tenue polemica sollecitata dal centrosinistra, anche perché io personalmente, ma anche molti di voi, siamo frequentatori dell'aeroporto di Linate e, sinceramente, avendo frequentato anche molti altri aeroporti, credo che questa sia una delle stazioni aeroportuali dove, tutto sommato, il personale è molto attento e molto preciso nei controlli. Questo, purtroppo, senza cadere nello scetticismo, la dice lunga sulla fatalità e sul caso che alcune volte regolano l'esistenza umana.
Detto questo, aspettiamo logicamente i riscontri oggettivi: che venga valutata la scatola nera, che si veda realmente se vi sia una responsabilità umana o una inadeguatezza, una rottura di qualche apparecchiatura di controllo. Crediamo comunque che possa essere opportuno, anche da parte del Parlamento, se non istituire una Commissione di inchiesta - perché poi le Commissioni d'inchiesta indagano sul caso singolo -, attivare una indagine conoscitiva. Qui vedo in aula anche l'onorevole Pistone: ricordo che un mese fa la collega segnalò un rischio da lei corso in volo. Credo che episodi di questo genere effettivamente siano alla nostra attenzione da molto tempo.
È chiaro che la vita moderna ci porta a tempi, a modi di viaggiare forse anche esasperati, ma questi episodi effettivamente sono solo fino a un certo punto giustificabili. Noi come parlamentari abbiamo l'obbligo di verificare se veramente tutti quei sistemi di sicurezza previsti dalla legge, che magari non sono neanche sufficienti, debbano essere implementati o perlomeno rispettati oggi nel trasporto aereo.


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Mongiello. Ne ha facoltà.

GIOVANNI MONGIELLO. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, anche da parte nostra viene, in maniera viva e sentita, un profondo sentimento di cordoglio per le famiglie delle vittime. È evidente che questo incidente deve necessariamente trovare un accertamento urgente e profondo nell'era della tecnologia avanzata, della perfezione sempre più misurata di eventi scientifici. Risulta evidente che un evento simile pone molti interrogativi; quanto accaduto all'aeroporto di Linate mette in discussione il significato di una realtà, di una struttura, e pone la necessità di sottoporre a controllo le nostre strutture aeroportuali.
L'errore umano ci può essere ma risulta evidente che è necessario aiutare l'uomo a scongiurare questi eventi.
Il Governo ha fatto la sua parte: è venuto in Parlamento a riferirci l'accaduto e si è impegnato per la promozione di indagini ed inchieste. Il Parlamento, in questo caso la Camera dei deputati, ha la necessità di attendere l'esito di queste indagini e di queste inchieste. Se alcune strutture, alcune strumentazioni non hanno funzionato è evidente che ciò pone, anche per gli organi di controllo delle realtà aeroportuali, la necessità di far sì che nel futuro questi eventi non si verifichino più.
È vero, c'è la necessità del massimo della trasparenza ma c'è anche la necessità del massimo della comunicazione.
Credo che il Governo abbia già dato ampia dimostrazione del suo raccordo con il Parlamento e con il paese per tutti gli eventi che in questo momento ci appassionano e che sono davanti a noi.
Sono momenti che costringono il Governo, il Parlamento ed il paese ad interrogarsi se non sia il caso, per un evento come questo, di trovare un minimo di solidarietà, un modo per stare insieme e per trovare soluzioni atte a scongiurare eventi così luttuosi e tristi.
Per quanto ci riguarda, a nome del CCD-CDU, esprimo al Governo un sincero apprezzamento per tutto quanto ha posto in essere sia per le comunicazioni al Parlamento sia per l'impegno ad avviare immediatamente le dovute inchieste.
Per quanto riguarda il lavoro della Camera dei deputati, è evidente che l'Assemblea ed i gruppi parlamentari sapranno nel prossimo avvenire esprimersi in maniera più profonda e puntuale sulla valutazione dei fatti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, penso di avere poche parole da pronunciare, anche a nome dei comunisti italiani, che possano minimamente alleviare il dolore che oggi Milano e tutti i parenti delle 118 vittime hanno provato. Ritengo che un incidente di questa gravità lasci tutti quanti sgomenti.
Sento, a livello personale e di gruppo, che sarebbe quasi ingiusto pensare di imputare al Governo la responsabilità di un incidente del genere. Tuttavia, alcune cose vanno dette e sottolineate con grande forza, anche se questa sera tutti noi usiamo un tono sicuramente dimesso, considerata la situazione: in questo momento proviamo sentimenti di pietà e di dolore che, però, nello stesso tempo, per essere davvero sinceri, esigono giustizia per le vittime. Le 118 vittime hanno bisogno di una risposta che deve provenire da scelte precise che il Governo deve adottare (in primis il ministro Lunardi): dal suo Presidente del Consiglio ai ministri e ai sottosegretari. Lo dico perché - il collega Cè lo ricordava - un mese fa (circa il 3 settembre) ho avuto modo di assistere in diretta ad una mancata collisione; al riguardo ho presentato immediatamente un'interrogazione ed altresì una proposta di legge, non ho voluto, in quell'occasione, creare alcun allarmismo ma semplicemente compiere il mio dovere di parlamentare, poiché ritengo che il problema sicurezza sia divenuto (non da oggi!) un problema ineludibile, non più rinviabile.


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Sono tantissime le mancate collisioni in volo e a terra negli aeroporti italiani, e non solo, su cui bisogna far luce; il più delle volte non si conoscono i casi di queste mancate collisioni perché non c'è l'obbligo della comunicazione. Vi sono altre normative in Europa, per esempio in Francia ed in altri paesi, grazie alle quali, invece, quanto meno esiste un obbligo di comunicazione agli enti preposti. In Italia è stata istituita una agenzia nazionale per la sicurezza del volo; ritengo che questo organismo o qualsiasi altro - non è questo il problema - debba essere messo in condizione di funzionare (ne ho parlato direttamente con il presidente dell'agenzia, con il quale ho scambiato punti di vista).
Questa sera, nessuno vuole essere il più bravo o il primo della classe. Ci sono tanti morti; è una giornata di lutto, alla quale, in maniera molto consapevole ma anche molto determinata, noi parlamentari ed il Governo dobbiamo rispondere con grande tempestività, al di là delle inchieste che sono aperte (e che verranno chiuse in breve tempo) e che ci daranno certe risposte. Dobbiamo fare qualcosa! Non possiamo immaginare di allungare i tempi o fingere, tra una settimana, di essercene dimenticati. Pretenderò, come esponente del gruppo al quale appartengo, tutto ciò. Credo che questa richiesta dovrà provenire indistintamente da tutti i gruppi parlamentari, perché questo è il nostro dovere.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Muratori. Ne ha facoltà.

LUIGI MURATORI. Signor Presidente, vorrei iniziare il mio intervento esprimendo l'angoscia che tutto il gruppo di Forza Italia sta vivendo; in questo momento doloroso siamo vicini alle famiglia di tutte le persone che oggi sono decedute a causa dell'incidente, che, tra l'altro, avviene in un momento particolare in cui tutto il settore del trasporto aereo, per i noti fatti avvenuti negli Stati Uniti, sta vivendo un momento di grossa crisi e di grossa difficoltà.
Vorrei ringraziare il Presidente della Camera per la sua tempestività, ma soprattutto il Governo per la sua presenza. Il mio ringraziamento va anche al ministro Lunardi, il quale non è presente in questo momento, e preferisco che non lo sia, in quanto è ben rappresentato in quest'Aula. Sono contento di sapere che il ministro è a Milano, sul posto in cui è avvenuto l'incidente, a coordinare i diversi interventi necessari per l'accertamento della verità.
Credo che oggi il Governo abbia dato un esempio di efficienza, con la presenza del ministro, a poche ore dall'incidente, sul luogo. Nell'occasione egli ha inoltre nominato una commissione di inchiesta per far luce, ci auguriamo al più presto, sulla reale dinamica dei fatti.
Proprio per l'atteggiamento di rispetto nei confronti delle vittime e soprattutto delle famiglie, credo che oggi non sia soltanto Milano ad essere muta, ma anche l'intero paese per questo incidente, sicuramente uno dei più gravi avvenuti nell'ambito del trasporto aereo nel nostro paese.
Mi auguro che la falsa demagogia non diventi, a questo punto, battaglia di carattere politico sulla pelle delle vittime dell'incidente di Milano. Mi auguro che non inizi oggi la «caccia alle streghe», nell'ambito delle responsabilità, che porta poi alla non individuazione delle stesse, come più volte avviene nel nostro paese. Credo, infatti, che il nostro paese abbia più volte brillato nel mostrare un sistema in cui la responsabilità è, alla fine, di tutti e di nessuno.
Siamo certi che le responsabilità esistono e siamo grati al Governo di aver nominato una commissione d'inchiesta. Siamo grati alla magistratura che è intervenuta con altrettanta sollecitudine e che sta portando avanti, per quanto di sua competenza, le relative indagini.
Credo che debba esserci un sentimento di umiltà e di rispetto per le vittime, nell'attesa degli esiti delle analisi condotte dalla commissione d'inchiesta volte ad accertare la reale dinamica degli incidenti.
I dati certi indicano la presenza di nebbia: dalle registrazioni dei colloqui intercorsi fra la torre e l'aereo della aviazione


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generale, sembra che quest'ultimo avesse avuto istruzioni per l'autorizzazione al decollo sulla pista R-5 ed abbia in realtà imboccato la pista R-6.
Credo che prima di stabilire se vi sia la responsabilità del pilota, o degli addetti alla torre, o se si tratti di insufficienza tecnica, sia giusto aspettare gli esiti dei lavori della commissione. Tra l'altro, essendo stato presente stamattina nell'ambito dell'ENAC, ente competente per l'aviazione civile, vorrei ricordare alla collega Pistone che è pur vero che l'agenzia ha lamentato alcune carenze ma è anche vero che non questo Governo, bensì il precedente, ha istituito l'ente nazionale per l'aviazione civile, al quale ha attribuito alcune competenze inerenti la prevenzione. Successivamente, è stata istituita l'agenzia per la sicurezza al volo, che ha competenza per gli incidenti e non per la prevenzione. Vorrei pertanto evitare che, come al solito, nell'ambito dell'accertamento delle responsabilità italiane, vi sia una sovrapposizione di queste ultime, tale da determinare di fatto un'assenza di responsabilità, con delle vittime che chiedono giustizia (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Roberto Barbieri. Ne ha facoltà.

ROBERTO BARBIERI. Signor Presidente, vorrei in primo luogo esprimere, a nome del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, il cordoglio ai parenti delle vittime, alla città di Milano, nonché alle istituzioni milanesi, in particolare al sindaco Albertini. Cordoglio che è da intendersi rivolto, in maniera particolare, a passeggeri che stamani cominciavano un viaggio, ma soprattutto anche a lavoratori che svolgevano le proprie normali attività di lavoro e che si sono trovati vittime di questa tragedia. Segnaliamo inoltre la morte di un noto esponente di una importante famiglia imprenditoriale italiana che ha determinato il successo del settore alimentare di questo paese.
Ho apprezzato la scarna ed austera ricostruzione del sottosegretario, che per stile si è distinto dalle dichiarazioni del ministro Lunardi, secondo me gravi, e anche delle autorità preposte all'ENAC. Infatti, sono state diffuse immediatamente notizie di agenzie di stampa che attribuivano la causa dell'incidente ad un errore umano. È stato, invece, molto più prudente ciò che ha dichiarato il sottosegretario: occorre aspettare l'esito di un'inchiesta tecnica e di un'inchiesta giuridica della magistratura per capire le effettive cause dell'incidente. Però qualcosa lo ha detto: in un aeroporto moderno di una città moderna d'Europa, come l'aeroporto di Milano, incidenti come questo non devono avvenire. Gli investimenti in sistemi di sicurezza servono proprio per prevenire l'errore umano.
Non ci troviamo di fronte ad un caso molto complesso: si tratta di un aeroporto la cui struttura logistica è abbastanza semplice; l'incrocio fra le due piste principali e quella per gli aerei più piccoli è un incrocio prevedibile e facilmente monitorabile. Quindi, bisognerà accertare che cosa non ha funzionato. Il radar di terra? Il rapporto fra la torre di controllo e gli aeromobili?
Però una cosa va detta ed è importante dirla: è ora che si passi ad una razionalizzazione del sistema aeroportuale lombardo. In questi ultimi anni, abbiamo assistito ad uno sviluppo disordinato degli aeroporti milanesi, non correlato ad un piano regionale aeroportuale lombardo. Credo che sia ora di passare ad una gestione diversa della società che gestisce gli aeroporti di Milano. Non è la prima volta che sorgono problemi. Ricorderete sicuramente i gravissimi casi di inefficienza gestionale di qualche tempo fa, legati ad una contingenza atmosferica, che portarono grandissimi disagi ed esposero al ridicolo uno scalo importantissimo come Malpensa, davanti a tutto il mondo e a milioni di viaggiatori. Probabilmente, è ora di passare ad una gestione diversa: forse non è più il posto per ex presidenti di Confindustria o per imprenditori di scarso successo nei propri settori. Mettiamolo sul mercato questo aeroporto! Credo che sia uno degli ultimi casi in cui un


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comune è azionista di maggioranza. In altri aeroporti sono stati fatti grossi salti di qualità sul piano operativo e della sicurezza, dandone la gestione a chi, per mestiere, fa questo.
Quindi, noi speriamo che la commissione d'inchiesta dia tutti gli elementi per accertare le responsabilità, poiché gli errori umani possono essere prevenuti attraverso le tecniche di sicurezza e poniamo con forza il problema del sistema aeroportuale lombardo, della sua proprietà e della sua gestione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bocchino. Ne ha facoltà.

ITALO BOCCHINO. Signor Presidente, onorevole Vicepresidente del Consiglio, colleghi rappresentanti del Governo, desidero prima di tutto esprimere il cordoglio dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale per le 118 vittime dell'incidente accaduto questa mattina all'aeroporto di Milano, incidente avvenuto nel nostro paese in un momento molto particolare in cui i cittadini già sono preoccupati per gli spostamenti, per la loro libertà di movimento in Italia, in Europa e in tutto il mondo, a causa di questioni internazionali che sicuramente in questi giorni ed in queste ore tengono tutti tesi. Il nostro cordoglio va, ovviamente, anche alla città di Milano, alla regione Lombardia e, soprattutto, a tutte le famiglie per il lutto che le ha colpite.
Tuttavia, prendiamo anche atto del funzionamento dei soccorsi. Abbiamo notato, infatti, che fin da questa mattina la macchina dei soccorsi si è messa in moto velocemente e le autorità competenti hanno cercato di diramare quante più informazioni possibili, nel minor tempo possibile. Prendiamo atto della presenza operosa del Governo, oggi, in aula. C'erano poche notizie da dare, il sottosegretario Tassone ha potuto darci poche informazioni, per prudenza, ma dobbiamo prendere atto che il Governo è venuto immediatamente a riferire al Parlamento e il ministro Lunardi è andato immediatamente a prendere conoscenza della situazione, per quanto tragica.
Un Governo, di fronte ad incidenti del genere, non può che agire in questo modo e noi dobbiamo prenderne atto positivamente. E rattrista - lo dico ad alcuni colleghi dell'opposizione - che in momenti così tristi e così difficili per la vita del paese, di fronte a queste vittime, alcune molto giovani, stroncate in modo così duro, ci sia il tentativo di buttarla in politica.
Non si può buttare in politica un incidente in cui hanno perso la vita 118 persone. Non si può buttarlo in politica perché, in questo caso, dovremmo discutere su chi ha deciso la frammentazione delle competenze nel settore aeronautico in questo paese, su chi ha fatto le scelte in merito ai vertici competenti, in questo paese, nel settore aeronautico. Non vogliamo, dunque, gettarlo in politica.
Oggi, da una parte c'è il cordoglio e dall'altra la presa d'atto che il Governo è stato immediato nel rispondere e che i soccorsi sono stati immediati nell'intervenire. Vogliamo che si accertino le cause. È questo, oltre al cordoglio, ciò che pretendiamo! E per accertare le cause anche noi ci rendiamo conto che esiste una frammentazione.
Abbiamo appena appreso dal sottosegretario Tassone che sono state aperte tre inchieste, due delle quali non appartengono alla sfera di competenza del Governo, ma sono state avviate dalla magistratura e dall'Agenzia per la sicurezza del volo che, come sapete, è un'authority terza. Sappiamo con certezza che queste due inchieste saranno lente e che saranno secretati gli atti per l'inchiesta della magistratura; quindi, l'Agenzia per la sicurezza del volo avrà difficoltà a procedere con la propria inchiesta. Le uniche notizie che riceveremo fra trenta giorni - come ci ha comunicato il sottosegretario Tassone - saranno quelle della commissione che il Ministero per le infrastrutture ha istituito. Anche di questo vogliamo dare atto al Governo.
Sicuramente si è trattato - questo emergerà - di un errore umano. Ma l'errore umano andava comunque corretto. Bisogna verificare se ci sia stata


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qualche distonia. Bisogna chiarire la questione del radar di terra, nonché le eventuali responsabilità anche, e soprattutto, per quegli enti di emanazione governativa nella partecipazione dell'assetto azionario e nelle nomine, affinché il Parlamento possa sapere nei confronti di chi esercitare il proprio potere di sindacato ispettivo.
Al di là dei documenti di sindacato ispettivo che tutti noi, oggi, abbiamo presentato, sull'onda dell'accaduto, vogliamo che si accertino le cause. Oggi, con certezza, sappiamo solo che fra trenta giorni il Ministero per le infrastrutture concluderà i propri lavori. Non possiamo saper nulla - perché, ovviamente non è di competenza né del Governo né del Parlamento, attraverso lo strumento del sindacato ispettivo - sull'inchiesta della magistratura e su quella dell'Agenzia per la sicurezza del volo, che è terza. Per questo motivo, ribadendo il nostro cordoglio e il nostro dolore in un momento così difficile, chiediamo - così come il Governo è intervenuto immediatamente e operosamente - a tutto il Parlamento di essere unito per dare un segnale positivo alla città di Milano e anche ai soggetti aeroportuali di Milano.
Chi conosce un po' il settore dei trasporti sa che tutti possono avere responsabilità in questa vicenda tranne il gestore aeroportuale. Di ciò dobbiamo dare atto, anche perché si tratta di soggetti che operano sul mercato e che ogni giorno gestiscono la mobilità e la libertà di movimento, costituzionalmente riconosciuta, di milioni e milioni di cittadini italiani (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. È così esaurita l'informativa urgente.

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