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PRESIDENTE. L'onorevole Gambini ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00044 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 9).
SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, quando abbiamo presentato questa interpellanza il nostro intendimento era quello di segnalare al Governo l'urgenza dell'assunzione di provvedimenti contenuti nella legge di riforma del turismo approvata al termine della passata legislatura. Si trattava di spingere, di indicare le scadenze che si approssimavano e di invitare il Governo a varare questi provvedimenti che dovrebbero consentire al turismo italiano di recuperare una capacità competitiva in una fase, quella che a loro sembrava particolarmente favorevole per poter sviluppare le attività turistiche del nostro paese.
Come sappiamo bene, gli eventi di questi giorni - l'attacco terroristico agli Stati Uniti d'America - hanno prodotto un'ulteriore grave preoccupazione per quello che riguarda l'economia mondiale, nonché per ciò che concerne le attività turistiche. Tutti gli osservatori dell'economia internazionale, dei quali abbiamo letto alcune interviste nel corso di queste giornate sui maggiori quotidiani, hanno segnalato come il settore a maggior rischio sia senza dubbio quello turistico.
Pertanto, conoscendo quale sia l'importanza di tale settore nell'economia nazionale, - oltre 2 milioni di addetti, circa il 10 per cento del prodotto interno lordo, oltre 60 mila miliardi di valuta pregiata nelle casse italiane - credo sia ancora più urgente l'esigenza che il Governo presti una attenzione adeguata, attuando celermente la legislazione di riforma.
A cosa ci riferiamo? In primo luogo, al varo delle linee guida previste dall'articolo 2 della legge, con una prima osservazione: se non si adottano le linee guida, la precedente legge quadro del turismo, la n. 217 del 1983, non «va in pensione». Rimangono ancora vigenti quelle norme che hanno un'impronta fortemente centralistica e che, per molti versi, sono riconosciute assolutamente obsolete ed inadatte a sostenere la modernizzazione del turismo italiano. Condannate pertanto
il turismo italiano a «giocare» una partita di competizione internazionale con una palla al piede che è assolutamente penalizzante. Inoltre, non consentite alle regioni di riappropriarsi pienamente delle potestà legislative in materia turistica che vengono attribuite dalla legge di riforma.
La seconda questione entra maggiormente nel merito: infatti, tali linee guida contengono l'elencazione delle materie sulle quali è opportuno che vengano stabiliti degli standard unitari di qualità su scala nazionale per restituire quella competitività.
Siamo un paese che indossa un vestito di Arlecchino quando deve presentare la propria offerta turistica. Vi è una classificazione alberghiera diversificata per ogni regione italiana. Capite allora che il turista straniero che volesse fare il classico tour italiano - Venezia, Firenze e Roma - troverebbe un albergo a quattro stelle diverso in ciascuno di questi posti. In questo modo non è possibile competere.
Siamo un paese nel quale vi sono norme diverse per la costituzione di agenzie turistiche e, al riguardo, vi è stata anche una pronuncia della Corte costituzionale nel 1998 circa il diritto di stabilimento di impresa sull'insieme del territorio nazionale. Vi sono invece regioni che richiedono fideiussioni quattro volte superiori a quelle di altri e i requisiti per intraprendere tali attività sono diversi: ad esempio, per ciò che riguarda il direttore di agenzia turistica questi sono diversi da regione a regione.
L'aspetto che maggiormente viene avvertito è quello legato alla questione del riconoscimento di impresa turistica, che non può essere fissato per legge, come avveniva nel 1983, e che, invece, viene utilmente affidato ad un provvedimento delegificato, per l'appunto le linee guida, che consente una continua ricognizione delle tipologie di imprese turistiche. Queste ultime, fortunatamente, in tale settore dell'economia si producono continuamente, attraverso l'innovazione, trattandosi di un settore molto dinamico.
Vi sono altre questioni assai importanti: la carta dei diritti del turista; la definizione dei sistemi turistici locali e il fondo di cofinanziamento. Complessivamente, si tratta di 410 miliardi: quelli previsti all'interno della legge, articolati lungo le tre annualità, e 100 miliardi in più riservati nel fondo unico per le imprese. Si tratta di 510 miliardi.
Il turismo, negli ultimi decenni, non ha mai avuto una disponibilità finanziaria così consistente. Essa è ancora limitata, ma il fatto che si possano attivare questi finanziamenti è di straordinaria importanza. Non si tratta di finanziamenti che verranno dispersi a pioggia, ma che verranno fortemente collegati ai sistemi turistici locali e, siccome sono in regime di cofinanziamento con le regioni, costituiscono una massa di risorse che supera i mille miliardi e che può essere una leva importante per rilanciare le attività turistiche, soprattutto in un momento come l'attuale. Se non si deciderà di attuare questa legge, si bloccheranno anche queste risorse.
So che tracciare le linee guida non è un'operazione semplice. Sappiamo che vi è anche perplessità da parte delle regioni che controbilancia la forte spinta che viene da parte delle associazioni di categoria (della parte datoriale e di quella dei lavoratori). Tuttavia, è un passo che va compiuto. Non chiediamo che venga convocata la conferenza nazionale; in questa fase, sentiamo soprattutto l'urgenza di «mandare in pensione» le vecchie norme, di darsi nuovi standard di qualità a livello nazionale, di sbloccare i finanziamenti, di elaborare una carta dei diritti del turista, di istituire criteri per la realizzazione dei sistemi turistici locali e quant'altro è contenuto nella legge. Tutto ciò dovrà avvenire attraverso la consultazione e la concertazione con le regioni, con gli enti locali e con le associazioni di categoria, facendo diventare protagonisti gli attori principali delle attività economiche del turismo nel nostro paese. Bisogna fare in fretta, perché ciò che si profila all'orizzonte per lo sviluppo delle attività turistiche a livello mondiale è segnato da una fortissima preoccupazione. È un orizzonte buio e, se vogliamo cercare di mantenerci dentro
questo orizzonte difficile con una capacità competitiva, sarà necessario modernizzare questa nostra fondamentale risorsa dell'economia italiana.
Per questo motivo, vorremmo comprendere quali iniziative il Governo intenda intraprendere.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le attività produttive, onorevole Dell'Elce, ha facoltà di GIOVANNI DELL'ELCE, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Signor Presidente, il settore turistico rappresenta un fattore di sviluppo economico e sociale molto importante per l'Italia, soprattutto per l'area meridionale del paese, a cui il Governo, fin dal suo insediamento, sta prestando grande attenzione. In questa ottica, l'attuazione della recente legge di riforma della legislazione nazionale del turismo, la legge n. 135, entrata in vigore il 5 maggio 2001, costituisce un importante impegno per questo Governo.
dichiarato -, comportano una attesa del lavoro da parte del Ministero. L'impegno del Governo non verrà meno: al tal riguardo intende intervenire sotto l'aspetto del sostegno al settore, uno degli elementi più importanti che questo Governo ha come obiettivo.
PRESIDENTE. L'onorevole Gambini ha facoltà di SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, vorrei ringraziare l'onorevole Dell'Elce per la sua risposta. Devo ammettere che si era a conoscenza di una parte delle informazioni fornite in maniera puntuale, considerato che gli incontri svoltisi nei mesi di agosto e settembre hanno visto la partecipazione delle associazioni di categoria, delle organizzazioni sindacali e dei rappresentanti delle regioni e degli enti locali. Tuttavia, nel corso di questi incontri, si è avuta la sensazione che non vi sia ancora, da parte del Governo e della direzione generale del turismo, un indirizzo preciso su come risolvere ed affrontare le molte questioni poste dalla legge.
A tal fine, il 3 agosto 2001 sono state convocate presso il Ministero delle attività produttive le regioni e le associazioni di categoria degli operatori turistici e dei consumatori per avviare il procedimento per la definizione della bozza di provvedimento recante le linee guida per la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico, come previsto dall'articolo 2 della legge in questione. A seguito di detta riunione, è stato formato un comitato di studio per l'approfondimento di specifiche problematiche. Sono stati, inoltre, istituiti sei tavoli tematici sui singoli argomenti e siamo in attesa della designazione da parte dell'associazione delle imprese turistiche e delle regioni dei propri rappresentanti. Sempre al fine di definire le linee guida, è stato calendarizzato un fitto programma di lavoro. È previsto che la redazione di una bozza di documento sulle linee guida - da adottarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, d'intesa con la Conferenza permanente Stato-regioni - debba concludersi entro la metà di ottobre.
All'interno del processo di definizione delle linee guida, di intesa con detta Conferenza permanente, potrà essere organizzata la conferenza nazionale del turismo che, come è noto, oltre ad esprimere orientamenti per gli aggiornamenti del documento contenente le linee guida, ha lo scopo di verificarne l'attuazione.
Per quanto riguarda la carta dei diritti del turista, è stato costituito un apposito gruppo di lavoro che sta procedendo allo studio della normativa vigente in materia. Inoltre, la direzione generale per il turismo, presso il Ministero delle attività produttive, ha già provveduto all'acquisizione della documentazione esistente sulle varie tipologie delle carte del turista adottate dalle associazioni dei consumatori. Successivamente, si avvieranno le consultazioni con le organizzazioni imprenditoriali e sindacali del settore turistico nonché con associazioni nazionali di tutela dei consumatori. Terminato tale procedimento istruttorio si provvederà, come previsto dalla legge, alla redazione della carta dei diritti del turista.
Per quanto riguarda il fondo di cofinanziamento dell'offerta turistica, si stanno concordando con le regioni i meccanismi di riparto, mentre sono state raggiunte le necessarie intese con il Ministero dell'economia e delle finanze per il perfezionamento delle procedure contabili. È, infatti, in corso di registrazione il relativo capitolo di bilancio sul quale sono già disponibili 350 miliardi.
Per l'istruzione e la gestione del fondo di rotazione per il prestito del risparmio turistico - che comporta la necessità di creare un sistema complessivo di supporto al turismo sociale e alla domanda turistica - è stata avviata una serie di incontri informativi con gli organismi esteri che già gestiscono con successo sistemi similari e sono state convocate le associazioni di categoria dei consumatori.
Da quanto sopra illustrato, emerge chiara la volontà del Governo di attivare in tempi rapidi tutte le potenzialità offerte dalla legge di riforma del settore.
Si vuole solo aggiungere che i tristi avvenimenti degli ultimi giorni, portatori di inaspettati elementi di criticità all'intero comparto - come anche l'interpellante ha
Prendiamo atto che viene indicata la data di metà ottobre per l'emanazione delle linee guida. Ci auguriamo sinceramente che questa data venga rispettata per ciò che riguarda sia le linee guida sia altri provvedimenti posti in essere dalla legge stessa.
Sono contento che il Governo abbia presente e ribadisca l'importanza del settore turistico; d'altra parte, in occasione di un'audizione presso la X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo), anche il ministro Marzano ne aveva sottolineata l'importanza con particolare insistenza.
Tuttavia, proprio perché il settore turistico è costretto ad affrontare una prova molto delicata, com'è quella indotta dalle vicende internazionali più recenti, vorrei esprimere un po' di scetticismo: intanto, per come viene gestita l'attuazione della legge; e poi perché sappiamo che ancora non è stato preso alcun provvedimento in favore degli operatori del settore turistico, fortemente penalizzati in questo momento. C'è un fondo di garanzia che deve essere attivato, ci sono ancora cittadini italiani negli Stati Uniti d'America, ci sono agenzie di viaggi che hanno sostenuto spese molto cospicue: chi farà fronte a questa situazione? E per quanto riguarda lo scenario futuro? È stato calcolato ieri che in questo mese abbiamo già perso 100 miliardi e che entro la fine dell'anno il mancato introito del settore turistico ammonterà a migliaia di miliardi (non si tratta di fonti dell'opposizione, ma dell'ENIT e delle principali associazioni di categoria del settore).
Orbene, l'unica cosa certa è che con la legge Tremonti avete cancellato gli articoli 11 e 14 della legge finanziaria del 1998, i quali contenevano i provvedimenti in grado di qualificare il settore turistico. Il passo che avete mosso, come Governo e come maggioranza, nei confronti di tale settore, ha causato un'incertezza nell'attuazione della legge di riforma e, per altro verso, la cancellazione delle uniche conquiste - modeste, non importantissime, ma pur sempre tali - che da esso erano state conseguite nel corso degli anni passati: i provvedimenti utili alla qualificazione dell'offerta alberghiera, come la cosiddetta «rottamazione commercio e turismo» (articolo 11) e come la riduzione da 15 a 3 anni del periodo di ammortamento degli investimenti immobiliari, decisivi per un settore come quello turistico.
Per questo siamo un po' scettici; eppure, avremmo voluto dichiararci soddisfatti della sua risposta. Speriamo di poterlo fare in futuro: vi attendiamo alla prova dei fatti, a metà ottobre, quando verificheremo se le linee guida saranno state emanate. Attendiamo anche che venga attuata la legge e che, finalmente, venga mantenuta fede all'impegno di considerare il settore molto importante per l'economia nazionale, soprattutto nel difficile momento che esso attraversa.


