Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 34 del 20/9/2001
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(Cambio di sede del vertice FAO - n. 2-00059)

PRESIDENTE. L'onorevole Burlando ha facoltà di illustrare l'interpellanza


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n. 2-00059 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 7), di cui è cofirmatario.

CLAUDIO BURLANDO. Signor Presidente, la nostra interpellanza riguarda il vertice FAO e, per essere precisi, la Conferenza ONU sulla fame nel mondo che avrebbe dovuto tenersi a Roma dal 5 al 9 novembre. Da notizie di stampa e senza alcun coinvolgimento del Parlamento, si è appreso che il Governo ha espresso un parere contrario all'ipotesi di Roma quale sede del vertice, esplorando diverse ipotesi.
Si è costituita anche una commissione mista FAO-Governo che - come si è appreso - avrebbe preso in esame le ipotesi di Rimini e di Chianciano.
Siccome i tempi per organizzare una conferenza di questo genere, che coinvolge 160 paesi, sono abbastanza lunghi e poiché si tratta di procedure abbastanza complesse dal punto di vista organizzativo e logistico, tenendo anche presente la situazione internazionale che si è creata con il terribile attentato dell'11 settembre, chiediamo di sapere se il Governo abbia espresso un orientamento definitivo al riguardo; in particolare, vorremmo sapere verso quale località sia indirizzato tale orientamento, se esso comporti un aumento dei costi e come si ritiene di farvi fronte, in modo tale che il Paese e soprattutto i paesi che devono partecipare alla conferenza abbiano il tempo di organizzarsi.
Inoltre, a latere della conferenza, sono previsti anche il forum dei parlamentari (il 7 novembre) ed il forum delle ONG: vorremmo, pertanto, sapere se tali forum si terranno a Roma o nella località in cui si svolgerà la conferenza. Tali scelte, infatti, oltre ai paesi, coinvolgono molti parlamentari e moltissime organizzazioni non governative.
Infine, crediamo sia utile anticipare al Parlamento quale posizione il Governo italiano intenda assumere nel merito delle proposte da avanzare. Vorremmo sapere, cioè, se si ritenga che questa conferenza possa costituire un'occasione per rilanciare il tema della cooperazione e dello sviluppo che ci sembra molto importante per cambiare il piano politico dello scenario apertosi con quell'attentato, ferma restando l'esigenza di una lotta senza tregua al terrorismo. Riteniamo, infatti, che, dopo gli sviluppi positivi della vicenda tra palestinesi e Stato di Israele, anche qualche risposta positiva sui grandi temi dello sviluppo potrebbe aiutare ad isolare politicamente il terrorismo.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, cercherò di fornire una risposta a tutti i punti di questa articolata interpellanza. La risposta sarà più succinta per quanto riguarda i contenuti che verranno discussi al vertice perché so che fra qualche giorno qui alla Camera si svolgerà un dibattito specifico sulle politiche da portare avanti, da parte dell'Italia, in quella sede.
Innanzitutto, il problema dello svolgimento e della sede: a tutt'oggi il vertice è confermato. Tuttavia, la situazione internazionale che si è creata ha determinato, ad esempio, la decisione di ieri dell'ONU di rinviare, a data da definire, la sessione ministeriale programmata per il 24 e 29 settembre (verranno stabiliti in seguito la nuova data ed il paese ospitante). Anche le sessioni autunnali del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, che avrebbero dovuto tenersi a Washington il 29 ed il 30 settembre, sono state rinviate sulla base di un comunicato congiunto emanato il 17 settembre. Dunque, è impossibile avere la sfera di cristallo: a tutt'oggi il vertice è confermato a meno che gli stessi paesi aderenti alla FAO, in seguito alla situazione internazionale, non abbiano ripensamenti ancora non prevedibili.
Per quanto riguarda sede e modalità, sapete anche voi - è stato ricordato dall'onorevole Burlando - che è stata istituita una commissione tecnica per definire i criteri in base ai quali stabilire quale località potesse avere le condizioni migliori


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per farvi svolgere il vertice della FAO. Sono state svolte una serie di considerazioni che hanno coinvolto varie località: Rimini, Fiuggi, Chianciano, Brindisi, Montecatini ed anche strutture più vicine a Roma come la Scuola superiore dell'amministrazione dell'interno, ubicata in via Veientana, e l'Istituto per sovrintendenti e di perfezionamento per ispettori di polizia sito a Nettuno. La decisione finale, però, deve tenere conto di alcuni parametri di adeguatezza delle strutture per ospitare il congresso. Mi riferisco all'idoneità qualitativa e quantitativa delle strutture ricettive; alle caratteristiche strutturali dei collegamenti stradali e ferroviari con gli aeroporti; alla ricettività degli stessi aeroporti; ai profili di sicurezza degli edifici destinati ad ospitare i lavori; alla protezione delle personalità presenti in tutti gli spostamenti e gli alloggi; al supporto tecnico logistico per le forze di polizia ed i giornalisti; alla possibilità di costruire in loco strutture destinate all'attività di pianificazione, gestione e coordinamento dei servizi di ordine e sicurezza pubblici. Alla luce di tali parametri le località che oggi possono essere sede di questo vertice sono, nell'ordine, Montecatini e Rimini. Queste corrispondono sostanzialmente ai requisiti sopra citati, ma, per la scelta definitiva della località, sarà necessario anche il placet della FAO.
Vengo alle altre domande che sono state formulate che investono sia il punto di vista economico-finanziario sia ciò che si svolgerà in quelle località.
Partendo dal finanziamento, il ministero ha assicurato un considerevole sostegno per questo vertice di novembre, aumentando di 2 miliardi (da 16,5 a 18,5 miliardi) il contributo volontario annuale italiano alla FAO: per la precisione, 800 milioni vanno alle organizzazioni non governative e un miliardo e 200 milioni ai paesi più poveri per consentire la loro partecipazione al vertice. Inoltre, sono stati conferiti alla FAO ulteriori 4 miliardi e 500 milioni di contributo volontario da orientare tenendo conto anche delle proposte della cooperazione decentrata, attuata da regioni, province, comuni e dalla cooperazione italiana nel suo complesso espressione di queste realtà.
Per quanto concerne il luogo dove si terrà il vertice - in una delle due località - viene confermato quello della FAO nei giorni 5 e 9 novembre, mentre la conferenza preparatoria FAO - sostanzialmente un incontro dei funzionari - si terrà normalmente presso la sede della stessa a Roma dal 2 al 4 novembre e dal 9 al 13 novembre, cioè in un momento antecedente e successivo al vertice stesso, così come era già previsto. Nella sede in cui si terrà il vertice dal 5 al 9 novembre, ci saranno anche le strutture per ospitare il forum internazionale delle organizzazioni non governative e quello dei parlamentari - organizzato in collaborazione con l'IPALMO - che si svolgerà il 6 o il 7 novembre alla presenza anche dei Presidenti di Camera e Senato.
Per quanto concerne, succintamente, le proposte e la posizione del Governo italiano in quella sede, ci si atterrà alla millennium declaration, adottata su proposta di Kofi Annan nel settembre del 2000 all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, che ha ribadito l'obiettivo della riduzione del 50 per cento entro il 2015 delle persone che soffrono la fame, naturalmente tenendo conto anche delle proposte avanzate al G8 dalla Presidenza italiana per un'efficace strategia per lo sviluppo, con un approccio integrato fra salute, sicurezza alimentare e educazione, attirando, in particolare, l'attenzione sul prossimo vertice mondiale dell'alimentazione. Si attirerà, altresì, l'attenzione sulla perdurante grave situazione di malnutrizione delle popolazioni povere del mondo rurale - circa 800 milioni su 1,2 miliardi di persone con reddito inferiore a un dollaro al giorno - rimaste al margine dello sviluppo, in contraddizione con l'elevato livello di eccedenza alimentare oggi esistente nel mondo. È tuttora fondamentale la questione dell'accesso al cibo, quale parte di un diritto inalienabile delle popolazioni.
Per quanto riguarda il nuovo fondo per la sicurezza alimentare preannunciato dal segretario della FAO Diouf, trattasi di una


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delle principali iniziative che il vertice dovrà valutare, anche sotto il profilo degli impegni finanziari, nel quadro generale della strategia che il vertice stesso dovrà far emergere. Comunque, per questa parte rimando al dibattito che si terrà in sede parlamentare e alle comunicazioni che fornirà il ministro degli esteri che - immagino - parteciperà a questo dibattito.
In riferimento all'ultimo punto dell'interpellanza l'ultima cosa che mi rimane da dire riguarda, invece, l'aspetto della libertà di manifestazione in occasione di questi vertici. Ribadisco ancora una volta, fuori dagli equivoci che sono nati e rispetto alle dichiarazioni del Governo che sono state sempre univoche, che il nostro interesse è coniugare la sicurezza di questi vertici, la possibilità che si svolgano in maniera pacifica, garantendo anche la sicurezza dei partecipanti (e le ultime vicende internazionali purtroppo stanno a testimoniare come i pericoli per le persone e per le cose derivanti dal terrorismo siano assolutamente reali), con la libertà di manifestare.
Il Governo si era appellato anche alle opposizioni, al fine di trovare insieme modalità tali da garantire la sicurezza, la salvaguardia dei nostri beni architettonici e culturali e anche la libertà di manifestare, orientandosi verso tempi e modi delle manifestazioni di piazza - che nessuno contesta - tali da non porre queste manifestazioni a rischio di avvenimenti come quelli che hanno funestato il vertice del G8 a Genova.
Ciò costituisce, quindi, la riconferma della piena volontà di garantire ambedue gli aspetti, naturalmente con criteri di prudenza che faranno premio anche sulla situazione locale e sulle modalità con le quali potrà essere assicurato questo doppio diritto: di manifestare, ma anche di veder garantita la sicurezza e la tranquillità dello svolgimento di questo vertice.

PRESIDENTE. L'onorevole Burlando ha facoltà di replicare.

CLAUDIO BURLANDO. Io distinguerei tra la questione legata alla sicurezza in seguito al recente attentato e le altre questioni. Ovviamente, se per valutazioni dell'ONU, si decidesse di rinviare, per un certo periodo, le riunioni, i convegni, le conferenze, noi prenderemo atto di questo orientamento.
Qui, tuttavia, la questione è un'altra, e a tal proposito non siamo affatto soddisfatti. La questione riguarda come si vuole attrezzare il paese nell'ipotesi in cui venga confermato questo vertice, che aveva già una sede, che era questa città, dove, del resto, vi è la sede della FAO.
Francamente, mi sfugge la motivazione per la quale si debba cambiare sede; tra l'altro, questo vertice ha scopi positivi rispetto ai problemi di cui discutono i movimenti in tutto il mondo. Non credo siano contestati il ruolo e la funzione della FAO né quelli dell'ONU, ma qualora si dovesse decidere - per motivi che mi paiono abbastanza incomprensibili - di cambiare sede, credo che il Governo italiano, a sei settimane dal vertice, abbia il dovere di indicare in modo definitivo la nuova sede. Altro è se poi l'ONU dovesse decidere di non svolgere più questo vertice, di differirlo; noi dobbiamo essere, comunque, pronti ad organizzarlo.
Francamente, mi pare che, a così poca distanza dal vertice, dovendo ricevere le delegazioni di 160 paesi - cosa che comporta questioni logistiche molto complesse, problemi di ricettività, di spostamenti e così via -, la cosa sia molto preoccupante.
Ci dichiariamo, dunque, non soddisfatti e invitiamo il Governo a sciogliere molto rapidamente questo nodo d'intesa con la FAO. Va da sé che se poi, per altre considerazioni, l'ONU o la FAO dovessero decidere di differire questo appuntamento, si tratterebbe di un'altra questione che attiene a vicende che comprendiamo molto bene.
L'importante è che il paese sia pronto ad ospitare questo vertice, nel caso in cui lo stesso dovesse svolgersi.

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