Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 34 del 20/9/2001
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(Poteri delle regioni in relazione al nuovo sistema informativo sanitario nazionale - n. 2-00055)

PRESIDENTE. L'onorevole Cè ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00055 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 4).

ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, l'interpellanza da me presentata come rappresentante del gruppo della Lega nord Padania al ministro della sanità verte su un tema che per noi è assolutamente essenziale e prioritario.
La Casa delle libertà, l'attuale maggioranza, ha conseguito un importante successo elettorale sulla base di un programma che prevedeva e prevede al primo punto la devolution in materie di estrema importanza come la sanità, la pubblica istruzione e la polizia locale.
Si tratta di una devolution che dovrebbe attribuire competenza pressoché esclusiva alle regioni, con un intervento che delinei solo i principi e prefiguri un ruolo di indirizzo e di controllo da parte dell'attuale Ministero della sanità - ed in futuro eventualmente di un dipartimento sanitario - assegnando a tali enti territoriali tutte le altre competenze relative all'organizzazione, alla gestione della sanità. Questo è il presupposto politico sul quale si basa la mia interpellanza.
A fronte di tale impegno è chiaro che anche il disegno relativo ad un nuovo sistema informativo sanitario dovrebbe essere assolutamente improntato su caratteristiche che ne accentuino il disegno di tipo federalista.


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Nell'interpellanza da me presentata chiedo al Governo di fornire risposte sull'attuale situazione contraddistinta da un bando di gara già emanato per la progettazione e la gestione del comparto informativo del sistema sanitario che non considera adeguatamente tale premessa politica. Credo che un nuovo sistema informativo sanitario dovrebbe, in primo luogo, avere una caratterizzazione tale da affidare alle regioni la gestione anche dell'informatizzazione sanitaria.
Nel bando di gara emanato dal Ministero della sanità ciò non avviene: assistiamo ancora una volta ad un finanziamento del quale primo destinatario è il Ministero della sanità. Si tratta di un finanziamento assolutamente consistente poiché esso risulta essere almeno il 70 per cento delle risorse a disposizione (intorno a 200 miliardi). Pertanto, ancora una volta viene sminuito il ruolo delle regioni.
È chiaro che ciò contrasta con il programma presentato alle elezioni e, in particolar modo, con la linea politica che da sempre contraddistingue il movimento Lega nord Padania al quale appartengo. Vi sono, tuttavia, dati concreti per sostenere con forza la nostra impostazione.
Un sistema informatizzato che privilegia il centro, oltre ad essere anacronistico, non ci può fornire i parametri di valutazione concreti, che sono importanti in merito alla gestione della sanità a livello regionale. Che senso ha creare un forte apparato di tipo informatico a livello centrale se poi dalla periferia non giungono informazioni adeguate? Se gli operatori che si trovano a segnalare la situazione sanitaria, la situazione epidemiologica, lo stato di salute dei singoli pazienti, il ricorso a determinati interventi a livello ospedaliero, a livello territoriale, di medicina di base, di interventi nel settore residenziale non sono uniformati e puntuali, se non si trovano operatori con adeguata formazione, il risultato finale logicamente finisce per essere solo quello di disporre di una grossa macchina, di un forte potenziamento a livello centrale senza, tuttavia, la capacità di monitorare realmente la situazione sul territorio. Di conseguenza, non si potranno intraprendere anche quegli atti di indirizzo e di controllo, eventualmente anche di attivazione di poteri sostitutivi nel caso di incontrovertibile violazione dei principi costituzionali che sono alla base di una riforma complessiva del sistema sanitario.
Detto ciò, anche per fare un minimo di cronistoria di quanto è avvenuto, crediamo che sia importante, anche da parte del Ministero della sanità, del ministro Sirchia, autorevolmente rappresentato dal sottosegretario Cursi in questa sede, lanciare un messaggio che sia, oltre che coerente con tale programma politico, anche divergente rispetto alla programmazione che era stata iniziata in tale comparto anche dal Governo precedente.
Purtroppo, ci sembra che non si stia seguendo questa strada. Infatti, il progetto di riforma del settore informatico era già stato in parte avviato dal ministro Veronesi, con il passato Governo ed aveva, tra l'altro, ricevuto ben due pareri negativi da parte dell'Agenzia per l'informatizzazione nella pubblica amministrazione: proprio sulla base di tali pareri, tale procedimento si era in qualche modo rallentato.
In sede di Conferenza Stato-regioni si era ribadito che la progettazione del nuovo sistema informatico doveva vedere affiancati Stato e regione e che queste ultime avrebbero dovuto concordare le linee generali del nuovo progetto, attraverso l'istituzione e il funzionamento di una cabina di regia che, ad oggi, non ci sembra abbia seguito di pari passo tutte queste fasi.
Conseguentemente, noi ci attendevamo dal nuovo Governo, che sta effettivamente attuando interventi importanti di cambiamento di rotta nel comparto della sanità, una doverosa rivalutazione complessiva di tale progetto che comportasse un coinvolgimento più forte delle regioni, una progettazione complessiva dell'impianto del nuovo sistema informatico nazionale ed, eventualmente, una preliminare sperimentazione in alcuni contesti regionali o provinciali già particolarmente preparati nella sperimentazione sul territorio di questa nuova progettualità. Questo perché essi si


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sono già strutturati in maniera autonoma e perché gli operatori presenti sono già stati coinvolti in processi di formazione attraverso i quali hanno acquisito conoscenze che non sono unitariamente diffuse sul territorio nazionale. Soltanto in una fase successiva, si potranno realmente indire le gare d'appalto, dopo aver ben concordato le strategie con le regioni, prevedendo anche che a queste ultime vadano la maggior parte dei finanziamenti, dal momento che è anche chiaro - l'ho già detto all'inizio - che potenziare soltanto il centro non avrebbe alcun risultato positivo.
Infatti, l'impostazione alquanto anacronistica di una visione informatica del settore sanitario dovrebbe far posto ad una visione di tipo telematico, dove tutti i dati vengono inseriti in rete, utilizzabili da tutti gli operatori, in modo particolare, per lo svolgimento di un'opera di monitoraggio che si traduce poi in un'opera di indirizzo e di controllo da parte del ministero.
Vorrei ricevere, oggi, risposte chiare in ordine a tali punti, dal momento che non deve esserci il dubbio che il Governo e la maggioranza che lo sostiene non vogliano tenere fede agli impegni presi nel corso della campagna elettorale e per i quali hanno ricevuto un ampio consenso da parte dei cittadini.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la salute, professor Cesare Cursi, ha facoltà di rispondere.

CESARE CURSI, Sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, ritengo che le osservazioni formulate a corredo della interpellanza da parte dell'onorevole Cè meritino qualche valutazione da parte del Governo, in ordine soprattutto a temi cari a tutti: devolution e federalismo.
Mi sembra che le prime iniziative adottate dal Ministero della salute - così il Parlamento ha deciso che si chiami l'ex Ministero della sanità - vadano nella direzione indicata dall'onorevole Cè.
L'ultima in ordine di tempo è l'accordo dell'8 agosto: la Conferenza Stato-regioni ha registrato sostanzialmente l'accordo sulle modalità di finanziamento del fondo sanitario. Gli accenti positivi espressi in quella sede hanno trovato poi conferma nella adozione, da parte del penultimo Consiglio dei ministri, del relativo decreto-legge. È un accordo che punta a dare al federalismo e alla devolution - al di là delle considerazioni di carattere generale - risposte concrete che vadano in quella direzione.
Mi sembra anche che i successivi incontri avvenuti e le dichiarazioni fatte dal ministro Sirchia su questo tema confermino la volontà, espressa anche attraverso comportamenti concreti, di affidare alle regioni la gestione complessiva della sanità. Come emerge dai nuovi indirizzi che abbiamo dato nei giorni scorsi, anche ieri, sul tema della sanità, per quanto riguarda il rapporto con il mondo professionale medico e con il mondo infermieristico, le funzioni di indirizzo e di controllo - come affermava, giustamente, l'onorevole Cè - che il Ministero della salute si vuol dare, ad esempio nei confronti degli attuali direttori generali delle ASL, vanno in questa direzione: vi è il riconoscimento totale, complessivo delle funzioni che le regioni svolgono e, quindi, ciò risponde a quell'impegno assunto in campagna elettorale, come ricordava l'onorevole Cè, che mi sembra trovi riscontro nei comportamenti concreti da noi tenuti.
Sul tema specifico oggetto dell'interpellanza, vorrei dare alcune indicazioni alla luce dell'accordo del 22 febbraio scorso, che è appunto l'accordo-quadro tra il Ministero della sanità, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano per lo sviluppo del nuovo sistema informativo sanitario nazionale, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo n. 281 del 1997. Anche in riferimento a quanto accennava l'onorevole Cè a proposito dell'AIPA (l'autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione), in data 15 febbraio 2001 il ministero ha presentato richiesta di parere all'autorità sui documenti di gara relativi allo sviluppo e alla gestione del sistema. Fra i documenti, oltre allo studio di fattibilità e ai relativi allegati e contratti, vi erano anche le bozze dei


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capitolati di appalto. A fronte di un autorevole richiesta di parere sui bandi di gara - vorrei sottolineare anche questo rapporto con l'autorità - l'accordo ha recepito integralmente le indicazioni espresse dall'autorità sulle modalità di espletamento delle procedure concorsuali. Prima dell'invio dei medesimi capitolati alle ditte prequalificate, è stato acquisito parere favorevole - e questo è un fatto nuovo, abbastanza recente - dall'autorità sulla stesura finale dei capitolati. Quindi, l'autorità per l'informatica, che aveva espresso dubbi e perplessità e aveva dato indicazioni, ha espresso parere favorevole. Lo studio di fattibilità, i documenti allegati allo studio, le modalità di espletamento delle gare e la proposta di un accordo quadro, approvata all'unanimità in sede tecnica prima della proposizione alla Conferenza Stato-regioni, sono i risultati del lavoro congiunto del ministero e delle regioni: un comitato, previsto dall'accordo quadro di febbraio, prevedeva di mettere intorno ad un tavolo i rappresentanti delle regioni, i rappresentanti del Ministero della sanità ed altri rappresentanti, per arrivare all'unanimità a questa conclusione e per portarla, quindi, all'approvazione della Conferenza Stato-regioni. Come indicato nell'accordo quadro - e l'onorevole Cè lo ha richiamato -, recepito nell'architettura tecnologica, nonché nel modello gestionale, il nuovo sistema informativo sanitario è il sistema informativo del servizio sanitario nazionale ovvero un sistema informativo cooperativo che supera il modello centralistico, perché è funzionale rispetto alle esigenze del Governo, ma che tiene conto delle realtà esistenti a livello regionale e provinciale (ed anche, ovviamente, delle province autonome).
Infine, un'ultima questione a mio avviso importante è quella della cabina di regia. L'accordo quadro - e fa bene l'onorevole Cè a ricordarcelo - al punto 6, «Funzione di indirizzo, coordinamento e controllo», afferma che la cabina di regia sarà composta da un numero paritetico di rappresentanti del ministero e delle regioni che, d'intesa fra loro, eleggeranno un presidente (vi è anche la dotazione di un fondo per il funzionamento di questa cabina di regia). Il controllo del Governo sul nuovo sistema informativo nazionale è svolto dalla cabina di regia - confermiamo questo accordo e non pensiamo di andare oltre -, presidio permanente composto in numero paritetico dalle amministrazioni centrali e regionali, istituzionalmente definito nell'ambito di questo accordo quadro.
Tale organo, quindi, sarà costituito nel momento stesso in cui arriveranno le designazioni e sarà data alla cabina di regia la possibilità di svolgere le giuste funzioni d'indirizzo, di coordinamento e di controllo. Tale cabina di regia risponde, in maniera particolare, al dato fondamentale, ossia il riconoscimento del ruolo insostituibile e fondamentale delle regioni.
Mi avvio alla conclusione affermando che il massimale del costo complessivo per i diritti di opzione delle regioni previsto nei bandi gara è quello indicato all'AIPA e recepito dall'amministrazione.

PRESIDENTE. L'onorevole Cè ha facoltà di replicare.

ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, mi dichiaro parzialmente soddisfatto. Credo che il Governo si stia muovendo abbastanza bene, ma non posso esimermi dal lanciare un messaggio politico forte che stimoli il Governo a procedere ulteriormente nella direzione di una visione complessiva che coinvolga maggiormente le regioni e che destini alle stesse una maggiore percentuale di risorse rispetto a quelle attualmente previste. Nessun nuovo sistema informatico, infatti, potrà conseguire risultati migliori rispetto a quelli attuali se non vi sarà una progettualità complessiva e un potenziamento sia delle strutture di tipo informatico sia delle capacità professionali degli operatori che consenta realmente - una volta fissati gli standard, i criteri, i requisiti e tutte le indicazioni - di creare una rete telematica adeguata in modo da monitorare la salute e la situazione epidemiologica dei cittadini italiani. Una volta fatto questo, logicamente,


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riusciremo a creare un sistema che abbia quelle caratteristiche in grado di rendere il sistema stesso funzionale, di far crescere la sanità italiana nella direzione giusta e, allo stesso modo, di razionalizzare il sistema, di riuscire a congiungere buona qualità di erogazione di servizi con contenimento dei costi.
Invito il Governo a riconsiderare, all'interno nel percorso già intrapreso, una progettualità che sia maggiormente comprensiva di tutte le cose che ho cercato di esprimere in questa interpellanza e, allo stesso modo, di destinare, lo ripeto, maggiori risorse alle regioni.

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