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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze urgenti.
PRESIDENTE. L'onorevole Pecoraro Scanio ha facoltà di ALFONSO PECORARO SCANIO. Signor Presidente, signor ministro, onorevoli colleghi, l'interpellanza fa riferimento ad una materia importante riguardante lo stato dei parchi nazionali italiani, con particolare riguardo alla ripartizione dei fondi - cui è legata la possibilità stessa di funzionamento di tali parchi -, tenendo conto che il Governo ha ritenuto di ritirare il decreto di riparto, già predisposto precedentemente e sul quale vi era già stato un primo esame parlamentare, per adottarne un altro, consegnato al Parlamento il 31 luglio. In tale lasso di tempo era obiettivamente difficile avere una rapida valutazione, tant'è che soltanto ieri la Commissione ambiente della Camera ha fornito un parere, peraltro prevedendo che nel decreto si introducesse una nuova voce «Trasferimento agli enti parco per azioni nazionali» di oltre 7 miliardi, attraverso una serie di detrazioni dalle precedenti attribuzioni ai vari parchi nazionali.
fare questo trasferimento previsto alla fine dell'anno (visto che mancano pochi mesi); quale risultato potranno avere le cosiddette «azioni straordinarie»? In particolare, per quanto riguarda i fondi previsti nell'anno 2000, vorremmo sapere se lo Stato abbia acquistato o meno, come era previsto, l'isola di Budelli, come indicato nel parere espresso sul decreto di ripartizione dei fondi per l'anno 2000. A questo proposito, bisogna ricordare che il parere della Commissione ambiente per l'anno 2000 è stato tempestivamente espresso il 23 febbraio 2000. Oggi assistiamo, invece, ad una situazione abbastanza delicata, in quanto il parere della Commissione ambiente sulla ripartizione dei fondi per il 2001 è stato espresso il 19 settembre di quest'anno. Quindi, sicuramente, se vi sono responsabilità nei ritardi, esse vanno attribuite alla struttura statale, visto che per il 2000 il parere della Commissione veniva espresso il 23 febbraio, mentre per il 2001 è stato espresso addirittura il 19 settembre. È necessario chiarire, pertanto, la questione relativa all'isola di Budelli.
e di attività occupazionale per tantissimi cittadini ed attività - come ad una grande importante e significativa occasione di sviluppo sostenibile ed economicamente compatibile.
PRESIDENTE. Il ministro dell'ambiente, onorevole Matteoli, ha facoltà di Parco nazionale dell'Alta Murgia: 700 milioni; Parco nazionale tosco-emiliano: 700 milioni; Parco nazionale del Gennargentu: 700 milioni. Ai sensi della vigente normativa, nelle more della definizione degli atti legati all'istituzione del Parco nazionale del Circeo, sarà assegnata al medesimo la somma di lire 2 miliardi e 500 milioni. Nello stanziamento di bilancio va considerata anche la gestione corrente delle riserve naturali dello Stato già istituite o in via di costituzione, che incide per 7.700 milioni, compreso un contributo di 1.000 milioni per la riserva presidenziale di Castelporziano.
PRESIDENTE. L'onorevole Pecoraro Scanio ha facoltà di replicare.
ALFONSO PECORARO SCANIO. Signor Presidente, non posso dichiararmi soddisfatto. Ringrazio vivamente il ministro per i chiarimenti, ma mi sembra che le spiegazioni non possano essere soddisfacenti. Infatti, il fatto di accantonare fondi - per fare un esempio - per avviare alcuni nuovi parchi, cosa di per sé meritevole ovviamente, lascia però un sospetto: si riuscirà, visto che oggi è il 20 settembre, ad utilizzare questi fondi sottratti ai parchi esistenti per avviare i nuovi da qui a dicembre? Da parte mia attendo gennaio per valutare se questi soldi saranno stati spesi o saranno diventati un residuo passivo del Ministero invece che dei parchi. Infatti, alla fine del 2001 togliamo fondi a parchi funzionanti, tra l'altro, destinati agli investimenti, mentre, in realtà, i soldi per le attività burocratiche devono essere spesi per forza, visto che si tratta di soldi del personale. Quindi, tutti i soldi che togliamo oggi ai parchi nazionali esistenti sono fondi che togliamo alle possibilità di investimento.
nazionale d'Abruzzo. Continuo a sentire parlare (anche l'anno scorso quando si parlò della conferma del presidente) di regolarità o non regolarità sui fondi e sui conti; io credo che, se si tratta di irregolarità formali, il Ministero abbia il dovere di intervenire per consentire di aiutare; se invece si tratta di irregolarità gravi, credo che il dovere del Ministero sia quello di fare una denuncia alla procura della Repubblica. Quello che non è consentito è che ci sia un'attività velata, diffamatoria, denigratoria nei confronti di uno dei parchi più funzionanti in Italia - dal punto di vista dei consumatori, dei cittadini e degli utenti - e si lasci spazio ad un fenomeno tipicamente italiano, dell'Italietta deteriore: sparlare senza avere il coraggio di affrontare le problematiche con dignità istituzionale. Io ho una cultura legalitaria e non ho dimenticato di averla nemmeno quando sono stato al Governo, perché le posizioni di legalità si dovrebbero avere sia quando si è all'opposizione sia quando si è al Governo. La serietà vuole che, nel caso in cui si tratti di irregolarità formali, esse vengano risolte, se si tratta, invece, di gravi situazioni, esse vengano affrontate. Nel frattempo, non si cerchi, con decurtazione di fondi, di danneggiare l'attività di un ente, cosa diversa dalle singole contestazioni che devono essere portate avanti sempre con grande rigore istituzionale.
ALTERO MATTEOLI, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALTERO MATTEOLI, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. Riprendo la parola perché credo ci debba essere chiarezza, poi le valutazioni e giudizi politici - per carità, sono troppo vecchio della politica per non ....
PRESIDENTE. Signor ministro le chiedo scusa. Le ho dato la parola pensando che si trattasse solo di una breve precisazione. Un ulteriore intervento non sarebbe consentito dal regolamento.
ALBERTA DE SIMONE. Signor Presidente, non è previsto dal regolamento!
PRESIDENTE. Appunto, è proprio quello che sto precisando.
ALTERO MATTEOLI, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. Allora mi rivolgerò direttamente al collega Pecoraro Scanio.
PRESIDENTE. La ringrazio.
Peraltro, ciò è in contrasto con quanto proposto dallo stesso Parlamento precedentemente, soprattutto rispetto a singole voci e situazioni, in tal modo provocando difficoltà per numerosi parchi nazionali - stiamo parlando di un'attribuzione di fondi per il 2001 e siamo pressoché alla fine dell'anno - che si sono visti detrarre fondi che, in un primo tempo, erano stati attribuiti dalla proposta avanzata prima dagli uffici e poi dal Governo, con una conseguente certa difficoltà nell'attività di gestione.
Su alcuni singoli parchi si è in contrasto rispetto anche ad alcuni ordini del giorno accolti dal Governo; pensiamo, ad esempio, ad un parco importante, quello d'Abruzzo, l'unico che, principalmente, riesce a gestirsi tramite autofinanziamento.
Il 23 marzo 2001, con due ordini del giorno presentati in aula - e peraltro accolti dal Governo - un deputato di Alleanza nazionale e uno del Partito popolare avevano chiesto uno stanziamento di sostegno di 3 miliardi aggiuntivi per questo parco, in considerazione degli ampliamenti territoriali e dell'apertura dei centri visitatori e delle strutture didattiche nei comuni laziali e molisani, incluse le aree protette. Nonostante questi ordini del giorno bipartisan (come si dice con gergo abbastanza frequente) del 23 marzo 2001, non solo non vennero erogati i 3 miliardi previsti, ma vi fu una detrazione di un miliardo e 300 milioni rispetto alla prima attribuzione al Parco nazionale d'Abruzzo.
È evidente che tutti i parchi debbano ricevere il massimo sostegno e la massima attenzione. Abbiamo sentito più che altro voci su questo o quel parco nazionale, ma è certo che siamo di fronte ad una vera e propria economia crescente grazie ai parchi nazionali di molte zone; tra l'altro, quello d'Abruzzo - al di là di alcune attività che io definirei di denigrazione di questo parco - in particolare l'anno scorso ha avuto un avanzo di gestione minimo, quindi è un parco che non registra residui passivi, che riesce ad attuare una autofinanziamento notevole e che, tra l'altro, ha una grande storia e grandi tradizioni.
Noi deputati dei Verdi pensiamo che questa nuova ripartizione, che prevede un trasferimento agli enti parco, per azioni nazionali con questo nuovo fondo di 7 miliardi, rischi di essere poco efficace se il fondo è appostato alla fine dell'anno. Inoltre, tutti questi ritardi sono da attribuirsi al ministero (non mi riferisco al singolo ministro, perché è la struttura in quanto tale che, probabilmente, ne è responsabile). È stato ridotto ulteriormente anche lo stanziamento relativo al Parco del Gran paradiso, che aveva ricevuto fondi per i grandi danni alluvionali dell'anno 2000 e che poi, invece, si è visto ridurre ulteriormente i contributi.
Vorremmo, pertanto, conoscere le ragioni per le quali sono state effettuate queste scelte e, soprattutto, che fine potrà
Il ministro sa bene che proprio ieri il WWF ha svolto un'analisi della situazione di molti parchi nazionali italiani, da cui emerge un giudizio piuttosto preoccupato sulle condizioni di molti parchi e sulla difficoltà di assicurarne una gestione serena. Abbiamo avuto casi contestati di commissariamenti assolutamente illegittimi; abbiamo avuto casi - come il Parco nazionale del Cilento - per il quale addirittura con degli strafalcioni dal punto di vista amministrativo (indegni di una macchina amministrativa degna di questo nome), si è pensato, senza motivazioni valide, di prevedere un commissariamento, eppure si trattava di un presidente voluto dalla regione e dal Governo, ma, soprattutto, che proveniva dal territorio; peraltro, tutte le forze politiche del centrosinistra e del centrodestra hanno spesso detto che bisogna rivalorizzare i dati territoriali.
Abbiamo avuto casi di proposte che non fanno riferimento a competenze specifiche ed importanti in materia ambientale, le quali, invece, devono essere sempre tenute presenti, al di là della collocazione politica. Vi sono sicuramente personalità di grande valore nel settore ambientale che possono simpatizzare per il centrodestra o per il centrosinistra, ciò non è assolutamente strano, anzi, è normale. Quello che non è consentito e non dovrebbe neppure essere pensato in uno spirito serio di rispetto delle istituzioni è che persone senza alcuna competenza o tradizione nella gestione di parchi nazionali vengano, per soli motivi politici, nominate presidenti dei parchi o proposte come tali. Questo è stato un errore se, in passato, qualche volta è stato commesso dal centrosinistra; noi del gruppo dei Verdi abbiamo vigilato affinché ciò non avvenisse e riteniamo grave che accada con il Governo del centrodestra. Ritengo che il valore del merito e la qualità delle competenze in materie così delicate debbano essere tenute al di sopra di quelle che possano essere le mutate condizioni politiche. Sono preoccupazioni che riteniamo di rappresentare, condivise dalle associazioni ambientaliste, manifestate, non solo al ministro, anche dalla Legambiente - nel corso della festa nazionale tenuta in Toscana - e da altre associazioni ambientaliste. Sono preoccupazioni forti che arrivano anche dalle regioni e dagli enti locali.
Per quanto riguarda il Parco nazionale d'Abruzzo, ho avuto un incontro con sindaci di centro sinistra e di centrodestra della comunità del parco, quindi non sindaci schierati politicamente da una parte soltanto. Essi manifestavano la preoccupazione della difficoltà di affrontare diverse spese: pensiamo ai danni subiti dagli agricoltori e che devono essere risarciti ed alle varie iniziative che devono avere la possibilità di un riscontro. Su questo si nota una difficoltà che, ripeto, non coinvolge solo il ministro, almeno per quanto riguarda tutta una serie di ritardi, ma concerne la struttura stessa sulla quale chiediamo una attenzione particolare e una risposta affinché queste sofferenze e queste difficoltà finiscano e vi sia la capacità del nostro paese di guardare al sistema dei parchi - una grande realtà di difesa dell'ambiente e di sviluppo sostenibile
Su questo le chiediamo, signor ministro, una risposta.
Per quanto concerne l'interpellanza n. 2-00056, il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio ha trasmesso il 31 luglio scorso al Presidente della Camera dei deputati e a quello del Senato della Repubblica il decreto di riparto del contributo ordinario per enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi: ICRAM, riserve naturali dello Stato, organismi internazionali.
Il decreto medesimo è stato frutto di un attento studio mirato soprattutto all'individuazione di criteri oggettivi che permettessero, da un lato, di verificare la capacità di spesa degli enti parco e, dall'altro, di accertare la qualità della spesa effettuata dagli stessi nel corso dell'esercizio finanziario precedente.
Così come concepito nella prima stesura, il decreto aveva ottenuto il parere favorevole della Commissione ambiente della Camera dei deputati, ma non di quella del Senato della Repubblica. Considerato che l'iter procedurale del decreto di riparto era carente - in tal senso il citato parere del Senato della Repubblica - e che, nel frattempo, erano pervenuti i bilanci consuntivi degli enti relativi all'anno 2000, si è ritenuto opportuno procedere ad un'analisi più penetrante delle spese, per cui si è resa necessaria l'adozione del provvedimento attualmente oggetto di esame da parte delle Commissioni ambiente della Camera e del Senato, che ieri, come l'onorevole Pecoraro Scanio ha ben detto, hanno espresso parere favorevole.
Nel confermare i criteri già adottati in occasione della stesura del precedente provvedimento, l'amministrazione ha valutato l'opportunità di ampliare la disponibilità finanziaria legata agli interventi di natura straordinaria che avessero una valenza nazionale assegnando una risorsa finanziaria di lire 7.035.146.100. In particolare, è da evidenziare che, a regime, lo stanziamento necessario al funzionamento degli enti dovrà essere non inferiore a 150 miliardi di lire, in quanto sia il miglioramento della qualità della spesa che l'abbattimento degli elevati residui passivi - che oggi gravano pesantemente sul sistema delle tesorerie dello Stato e che, tuttavia, hanno garantito, per l'esercizio finanziario in corso, una ridotta assegnazione di fondi - potranno determinare una minore disponibilità di risorse finanziarie per azioni di investimento sul territorio e per lo sviluppo economico delle aree protette.
Com'è precisato nella relazione allegata alla bozza di decreto di riparto, si è provveduto ad articolare il contributo finanziario in due diverse componenti: una fissa, relativa ai costi di funzionamento, ed un'altra variabile, relativa alla capacità di spesa degli enti con specifico riferimento alla qualità delle spese medesime; è stato previsto, inoltre, l'accantonamento dei fondi di seguito specificati per l'istituzione ed il primo avviamento dei seguenti enti: Parco nazionale della Val d'Agri: 700 milioni; Parco naturale della Sila: 700 milioni;
È da precisare altresì che, nelle more del perfezionamento dell'iter procedurale del citato decreto di riparto dei fondi per gli enti parco, in conformità alla normativa vigente in materia, il ministero ha provveduto a trasferire tre rate di finanziamento fino a concorrenza dell'80 per cento del contributo ordinario assegnato nel precedente esercizio finanziario. Si precisa, inoltre, che le maggiori necessità finanziarie degli enti parco riguardano, attualmente, la gestione di parte corrente, in quanto, in termini di conto capitale, l'attività di promozione, sviluppo e rilancio del territorio soffre di carenza di progettualità e di iniziativa.
Vista l'assegnazione delle risorse finanziarie legate agli investimenti di cui alla legge finanziaria n. 388 del 2000, con lettera circolare del 10 agosto scorso l'amministrazione ha formalmente richiesto agli enti parco nazionali di presentare progetti da finanziare secondo le prescrizioni indicate nella medesima circolare. Al fine, poi, di accelerare sia la redazione dei progetti sostenibili che le attività di sviluppo economico delle aree interessate, si è provveduto ad organizzare incontri con i vertici degli enti.
Poiché l'onorevole Pecoraro Scanio ha fatto riferimento ad un provvedimento di nomina di un commissario - non di un presidente - che ho ritenuto di dover adottare, voglio precisare, a tale riguardo, che il ministro ha ritenuto illegittimi alcuni atti posti in essere dal presidente in carica. Trattandosi di commissariamento - e il commissariamento è sempre dovuto ad un'emergenza -, le valutazioni fatte dal ministro allorquando lo ha disposto, le quali attengono, ovviamente, alla responsabilità del ministro, possono anche non essere condivise dall'onorevole Pecoraro Scanio; ma - ripeto - a monte del provvedimento c'erano atti ed atteggiamenti che il ministro ha ritenuto illegittimi e che, quindi, richiedevano un intervento; il fatto poi che il ministro abbia deciso per un commissariamento e non per la nomina di un nuovo presidente dimostra di per sé che si versava in uno stato di emergenza.
Credo che sarà il caso quindi di fare una verifica. Le annuncio che il gruppo parlamentare dei Verdi ha deciso di avviare nel prossimo mese un osservatorio specifico sulle spese che il Ministero destina ai parchi, proprio per andare incontro anche a quelle perplessità di cui ho sentito parlare. Per esempio, lei faceva un riferimento più o meno palese al Parco
Per quanto riguarda questa attribuzione di fondi - sono convinto, tra l'altro, ministro, della sua buona volontà di affrontare le problematiche dei parchi - non ho motivo per difendere tutto l'operato del Governo di cui personalmente ho fatto parte (infatti, credo che di ogni Governo ci siano sicuramente atti che si possono condividere o meno); quindi, non siamo qui a fare una difesa ad oltranza. Quello che è certo è che, anche se sono stati fatti errori precedentemente, questo non è un buon motivo perché il nuovo Governo sbagli.
Quindi, correttezza vuole che ci sia la massima attenzione sul fatto che dobbiamo rispettare lo Stato di diritto e la legalità. Credo sia necessario lavorare su molti parchi per aiutare a risolvere, ad esempio, il problema dei residui passivi e per cercare di spendere meglio il denaro. C'è sicuramente una difficoltà che riguarda tutti i parchi italiani ed è che le spese burocratiche e di gestione sono eccessive rispetto ad altre situazioni europee ed anche rispetto alla spesa per gli investimenti. Su questo punto credo dovremo fare un lavoro serio.
Un'ultima notazione, visto che lei, correttamente, ha voluto rispondermi, con riferimento al Parco nazionale del Cilento. Quanto alla scelta di nominare un commissario, io ritengo francamente - ovviamente distinguendo dal giudizio politico - che si debba tener conto delle competenze ambientali o almeno di gestione di un parco, se questo è il fine per cui lo si nomina. Dico questo perché, con tutto il rispetto, essendo stato ministro, ho evitato di nominare commissari che fossero ex parlamentari evitando quello che, umanamente, tra noi politici viene visto come un «utile utilizzo» di persone che hanno svolto una buona attività, magari in Parlamento, ma che possono non avere mai gestito un parco! Credo che una valutazione più attenta avrebbe potuto portare ad una scelta diversa anche da questo punto di vista.
È certamente rilevante il fatto che l'iter di quella nomina fosse perfetto e soprattutto - questo è molto importante - che la procedura seguita, con la notifica di un avvio di procedimento di decadenza successivamente al decreto di decadenza, da un punto di vista amministrativo - lo hanno scritto tutti i giornali nazionali - fosse una attività non attribuibile alla persona del ministro. Certamente, chi ha gestito in questo modo le procedure non ha fatto un favore nemmeno al ministro. Quanto alla valutazione politica, trovo assolutamente ovvio che vi sia un margine di discrezionalità, ma la differenza tra il governare e il comandare, signor ministro, è che governare prevede che, nello Stato di diritto - e addirittura bisogna richiamare l'habeas corpus - anche il Governo, ma perfino i sovrani, siano sottoposti alle legge, mentre il comandare prevede che uno comandi fregandosene delle leggi.
Noi siamo, fortunatamente, in uno Stato di diritto e quindi anche il Governo e tutte le istituzioni devono rispettare leggi. Se le leggi non vanno bene, ci sono le procedure costituzionali per cambiarle ma, sicuramente, le forzature non appartengono a ciò che noi, in questo Parlamento, vogliamo creare, e cioè un sistema sempre più rigoroso nel rispetto di quello Stato di diritto cui tutti dobbiamo fare riferimento.


