Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 33 del 19/9/2001
Back Index Forward

Pag. 28


...
(Iniziative governative in relazione al nubifragio che ha colpito la città di Napoli - n. 3-00215)

PRESIDENTE. L'onorevole Gerardo Bianco ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00215 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6). Ricordo all'onorevole Bianco che ha a disposizione un minuto.

GERARDO BIANCO. Signor ministro, voglio sperare che il Governo sia pienamente consapevole della gravità del nubifragio che si è abbattuto su Napoli, una città fragile, già colpita da altri disastri, che richiede ovviamente interventi in profondità. Nelle prime ore, purtroppo, è mancato l'intervento da parte del Governo, anche per lo smantellamento della protezione civile, che non ha potuto integrare interventi tempestivi del comune e della regione.
Vorrei innanzitutto chiederle se il Governo intenda dichiarare lo stato di calamità naturale e quali somme intenda mettere a disposizione per la ricostruzione. Vorrei, inoltre, richiamare l'attenzione su un intervento che dovrebbe essere fatto in maniera adeguata per gli istituti di ricerca (alcuni storici, come quello di Buzzati Traverso) che sono stati distrutti. È stata vanificata, infatti, la ricerca compiuta per decenni che poneva Napoli come punto di riferimento della ricerca internazionale. Spero che lei, signor ministro, si faccia portavoce al Governo per interventi adeguati e massicci.

PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, professor Lunardi, ha facoltà di rispondere. Ricordo al ministro che ha a disposizione tre minuti.

PIETRO LUNARDI, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, onorevole Bianco, il violento nubifragio che ha colpito l'area della città di Napoli nei giorni 14 e 15 settembre scorsi può considerarsi senza dubbio un fenomeno straordinario e, pertanto, difficilmente prevedibile. Le previsioni del 13 e 14 settembre comunicavano un livello di precipitazioni pari a 10 millimetri, cioè un centimetro, sull'area in questione, mentre l'effettiva quantità di pioggia è stata di 160 millimetri in sole tre ore rispetto agli 80 millimetri che costituiscono lo standard medio delle precipitazioni che si verificano nell'intero mese di settembre a Napoli (questo per sottolineare la straordinarietà dell'evento).
In considerazione dell'eccezionalità e della gravità di quanto è avvenuto, il Governo intende decretare lo stato di emergenza, così come richiesto dalla giunta regionale campana, per i territori


Pag. 29

della provincia di Napoli e per alcuni comuni delle province di Salerno e di Avellino. La regione ha già predisposto lo stanziamento di 50 miliardi di lire, di cui 35 miliardi per la città di Napoli e 15 miliardi per i comuni ricompresi nella dichiarazione dello stato di emergenza. Proprio domani, 20 settembre, si terrà una riunione presso la regione Campania a cui parteciperanno i presidenti della regione e della provincia di Napoli, il sindaco di Napoli, il prefetto, il capo dipartimento della protezione civile, l'ispettore regionale dei vigili del fuoco ed i sindaci interessati. Oggetto della riunione è lo scenario in atto con l'esame delle esigenze e la disposizione di ulteriori sopralluoghi per la quantificazione dei danni, nonché la situazione idrogeologica della città di Napoli.
Per quanto riguarda i centri di ricerche a cui lei accennava, onorevole Gerardo Bianco, il Governo si impegna sicuramente a recuperare i contenuti delle esperienze passate e a rilanciare l'utilizzo di tali centri di ricerca che, certamente, sono di grande aiuto per la qualificazione e la valutazione dei danni sul nostro territorio e per i vantaggi che può trarne.

PRESIDENTE. L'onorevole Gerardo Bianco ha facoltà di replicare. Ricordo all'onorevole Bianco che ha a disposizione due minuti.

GERARDO BIANCO. Signor ministro, le do atto di avere esattamente inquadrato la straordinarietà del nubifragio che da oltre cento anni non si verificava sulla città di Napoli, se è vero che i meteorologi hanno riscontrato un tale episodio nel 1866.
Si tratta, quindi, di un evento veramente eccezionale e, naturalmente, da questa eccezionalità è necessario trarre alcune conseguenze, non solo di intervento immediato e in termini di cifre che dovranno essere stanziate - che, prevedibilmente, assumono livelli elevati, quantificati per il momento in oltre 300 miliardi di lire -, ma occorre anche impostare con lungimiranza un intervento strutturale per Napoli.
Voglio quindi sperare che lei, all'interno del Governo, si faccia portatore di tale esigenza perché la prossima finanziaria possa prevedere programmi a lunga scadenza, per intervenire nelle infrastrutture ed evitare che Napoli sorga su di una groviera.
Come è noto, a Napoli vi è una serie di grotte sulle quali nel passato si è costruito un po' insensatamente e, quindi, dovranno essere eseguiti interventi in profondità se si vuole appunto risanare la città. Spero che lei, esperto della materia, voglia adottare per Napoli e per l'intero paese un altro principio, cioè quello della manutenzione permanente; qualcosa che deve essere inserito nei progetti in modo tale da evitare che nel tempo le strutture diventino fatiscenti.
In questa sede, mi permetto anche di chiedere al Governo di dimostrare quella sensibilità che è mancata, per esempio, nella vicenda di Bagnoli, la somma di 150 miliardi stanziati per il suo risanamento, in una delle zone più colpite dal terremoto, credo per ragioni mediocremente politiche, viene negata a Napoli: si tratta di interventi che possono mantenere alta anche la possibilità dell'occupazione e della ripresa morale della suddetta città.
Chiediamo al Governo un'attenzione particolare, al di là del colore della giunta regionale e del comune, con quella imparzialità che il Governo ha premesso al momento del suo insediamento.

Back Index Forward