Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 33 del 19/9/2001
Back Index Forward

Pag. 26


...
(Potenziamento dell'approvvigionamento idrico nel Mezzogiorno - n. 3-00217)

PRESIDENTE. L'onorevole Antonio Leone ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00217 (vedi l'allegato A - Interrogazione a risposta immediata sezione 5).


Pag. 27

ANTONIO LEONE. Signor ministro, gli «ingredienti» sono a lei ben noti: mi riferisco all'emergenza idrica nel Mezzogiorno, che ha colpito pesantemente la Puglia ed in particolar modo la Capitanata (parte di quella regione); all'acquedotto pugliese, uno dei più grandi acquedotti d'Europa, la cui struttura è fatiscente; alla privatizzazione e all'assetto proprietario dello stesso acquedotto; alla correlazione tra lo stato dell'arte ed il programma del Governo, in particolare quello del suo Ministero in ordine alle infrastrutture, la cui esistenza è legata naturalmente alla sussistenza del comparto agricolo, dei cittadini stessi, dell'industrializzazione esistente e a divenire (per esempio i contratti d'area ed il porto industriale di Manfredonia).
Questi sono gli «ingredienti» che le sottopongo al fine di chiederle quale sia la posizione del Governo in ordine all'assetto proprietario dell'acquedotto pugliese ed al potenziamento delle strutture.

PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, professor Lunardi, ha facoltà di rispondere. Ricordo al ministro Lunardi che ha tre minuti di tempo a disposizione.

PIETRO LUNARDI, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, onorevole Leone, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 marzo 2000 ha definito i criteri di privatizzazione e le modalità di dismissione dell'Acquedotto Pugliese Spa, prevedendo che si provvedesse alla cessione mediante trattativa diretta con l'ENEL, previa determinazione del prezzo di vendita. A tale determinazione si è provveduto mediante la nomina di un collegio di tre valutatori indipendenti.
A seguito anche dei ricorsi amministrativi promossi dalla regione Puglia, tuttora pendenti, il Ministero dell'economia e delle finanze ha istituito un tavolo tecnico per valutare ed approfondire gli aspetti giuridici ed economici della cessione, sempre nell'ottica di garantire gli interessi e le prerogative attribuite dalla legge alle regioni interessate.
Posso aggiungere a ciò che ultimamente, in occasione della fiera del Levante di Bari, ho avuto un incontro con il presidente della regione, Fitto, il quale mi ha riferito, a proposito della cessione o meno dell'acquedotto pugliese, che erano intercorsi e stanno intercorrendo contatti con lo stesso Presidente del Consiglio per la definitiva determinazione della proprietà dell'acquedotto pugliese: si sta valutando se mantenere la proprietà delle infrastrutture e cedere quella delle risorse o se adottare altre soluzioni, ma al riguardo non è ancora stato deciso nulla.
Invece, relativamente alla crisi idrica che investe la regione Puglia, si ricorda che è vigente l'accordo di programma tra le regioni Puglia e Basilicata ed il Ministero dei lavori pubblici sottoscritto il 5 agosto 1999.
Inoltre, per fronteggiare la carenza dell'approvvigionamento idrico, in particolare della zona della Capitanata, sono stati promossi incontri istituzionali fra le regioni Puglia e Molise per la definizione di un accordo di programma con l'utilizzo delle acque dello schema Biferno. Proprio nello scorso mese di agosto, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri si è tenuto un ultimo incontro del Governo con le regioni interessate.
All'interno del programma operativo regionale della Puglia sono previste rilevanti risorse - che sono indicate, anche dal punto di vista dell'entità, nel programma di Governo - da destinare al miglioramento delle reti con il relativo recupero delle perdite, nuove reti di distribuzione ed altre soluzioni tecniche atte a favorire il migliore utilizzo delle risorse disponibili.
È, infine, intenzione del Governo mettere a disposizione nella prossima legge finanziaria, compatibilmente con le esigenze di bilancio, ulteriori risorse per le grandi opere, in funzione delle intese tra Stato e regioni per l'utilizzo delle risorse già disponibili dal punto di vista finanziario sia nazionali sia comunitarie.

PRESIDENTE. L'onorevole Antonio Leone ha facoltà di replicare. Ricordo


Pag. 28

all'onorevole Leone che ha due minuti di tempo a disposizione.

ANTONIO LEONE. Signor Presidente, ringrazio il signor ministro non solo per la completezza della risposta, ma anche per la coerenza della stessa rispetto alle linee programmatiche del Governo e del suo Ministero.
È sotto gli occhi di tutti la necessità di intervenire in misura adeguata nei confronti del Mezzogiorno e di ciò che in quel territorio è sempre mancato: le infrastrutture. Mi riferisco a tutti i progetti avviati e forse mai giunti a compimento per l'insipienza, l'inefficienza e l'incapacità delle amministrazioni locali, che non hanno saputo guardare lontano ma hanno pensato soltanto a tenere «l'orticello», realizzando solo piccoli interventi.
Evidentemente con questa linea programmatica e con questo Governo si vuole debellare quel tipo di comportamento politico e amministrativo per rispondere definitivamente alla necessità della nostra Italia che non è legata sic et simpliciter all'ingresso in Europa: nel momento in cui si è inteso che l'Italia potrà entrare in Europa soltanto quando il Mezzogiorno entrerà in Italia, evidentemente l'azione governativa deve essere supportata, così come riteniamo di fare, così come stiamo facendo e faremo in futuro. La ringrazio, signor ministro (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

Back Index Forward