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PRESIDENTE. L'onorevole Volontè ha facoltà di
LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, onorevoli ministri, onorevoli colleghi, talvolta in questo Parlamento capita di parlare di un tema così importante e, purtroppo, l'opinione pubblica si occupa solo dei grandi avvenimenti scioccanti. Così è stato il 26 agosto quando l'associazione «Telefono arcobaleno» denunciò un sito con 400 foto di bambini italiani violentati nella loro dignità ed anche nel loro fisico; così fu il 3 settembre davanti ad una denuncia sempre di «Telefono arcobaleno» in seguito alla quale si scoprirono nove siti con il nome Kinder, un prodotto molto usato dai bambini, che contenevano invece foto pedo-pornografiche.
PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, senatore Castelli, ha facoltà di ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. Signor Presidente, premettendo che rispondo anche sulla parte dell'interrogazione che riguarda il Ministero delle comunicazioni, faccio presente che la procura della Repubblica presso il tribunale di Siracusa, che è stata tempestivamente da noi interessata, ha comunicato che le denunce presentate dall'associazione «Telefono arcobaleno» sull'esistenza di siti Internet contenenti immagini pornografiche, in particolare riferibili al tema della pedofilia, sono in realtà in numero molto superiore alle nove indicate dall'onorevole parlamentare. In riferimento a tali denunce, sono state attivate le necessarie indagini, attualmente in corso. Presso l'ufficio è stato costituito un gruppo di lavoro che conta sulla disponibilità, anche nelle ore notturne, di alcuni magistrati, pronti ad intervenire tutte le volte che viene segnalato un nuovo sito pedofilo.
o di produrre materiale pornografico e la stessa pena per chi fa commercio del materiale pornografico suindicato.
PRESIDENTE. L'onorevole Volontè ha facoltà di LUCA VOLONTÈ. La ringrazio, eccellenza, per le indicazioni che ci ha dato. Vorrei, tra l'altro, sottolineare come l'articolo 14 della direttiva 9796/CE e l'articolo 13 della direttiva e 9546/CE consentano ai singoli membri di mantenere e bloccare la cancellazione dei tabulati di traffico dei log files. Si tratta di questioni tecniche (che il suo collega del Ministero delle comunicazioni certamente conoscerà) che consentono - uniche, oggi, per l'esperienza non solo di «Telefono arcobaleno» ma per l'esperienza di tutti coloro che all'FBI, in Italia e in Russia, si occupano di questi argomenti - di bloccare i reali sfruttatori dei minori in Italia e nel resto dell'Europa.
Noi riteniamo che questo Governo si debba caratterizzare anche per un intervento preciso in questa direzione. Abbiamo presentato questa interrogazione per sapere quali siano le linee guida del Ministero della giustizia e del Ministero delle comunicazioni su questo tragico fenomeno con cui conviviamo quotidianamente.
Sul fronte operativo, sono già state intraprese iniziative di rilievo anche a livello europeo ed internazionale. Il Ministero delle comunicazioni ci ha fatto presente di aver partecipato ad un gruppo di lavoro appositamente costituito dalla Commissione europea per la messa a punto di tutta una serie di strumenti, che dovranno essere adottati dai fornitori di informazioni, relativi ad attività di filtraggio del contenuto informativo.
Esiste poi un piano triennale di azione comunitaria per promuovere l'uso sicuro di Internet, articolato in tre diversi interventi, che prevedono la creazione di un ambiente sicuro sia attraverso una rete europea intesa a limitare la circolazione del materiale illegale sia attraverso la redazione di un codice etico di autoregolamentazione, lo sviluppo di sistemi di filtraggio, l'azione di sensibilizzazione degli utenti ad una serie di attività intese ad affrontare questioni giuridiche relative ad Internet e finalizzate all'armonizzazione del diritto comunitario con quello dei paesi extra europei.
Il Consiglio dell'Unione europea si sta anche occupando della gestione tecnica degli indirizzi e dei nomi dei domini utilizzati sulla rete Internet, mentre l'OCSE sta esaminando problemi di natura tecnica, giuridica e regolamentare allo scopo di adottare gli strumenti opportuni come, ad esempio, i codici di comportamento e di autoregolamentazione e una hot line mondiale utilizzata per segnalare la presenza in rete di informazioni dannose per i minori.
Per quel che riguarda, invece, il nostro Ministero della giustizia, sul fronte normativo ricordo che la legislazione penale in materia di reati sessuali in danno dei minori è stata recentemente modificata in senso particolarmente rigoristico con la recente legge n. 269 del 3 agosto 1998, con la quale sono stati introdotti nel codice penale gli articoli dal 600-bis al 600-septies.
Con particolare riferimento al contenuto dell'interrogazione in oggetto, vanno segnalate le disposizioni introdotte nell'articolo 600-ter, che prevede, ai commi 1 e 2, la pena della reclusione da 6 a 12 anni e la multa da 50 a 500 milioni per chi sfrutta minori al fine di realizzare esibizioni pornografiche
Apprezziamo quanto ci è stato detto e anche la memoria svolta su quanto si sta facendo a livello europeo e si è fatto nel corso della scorsa legislatura a livello di giurisdizione interna. Ci permetteremo, nei prossimi giorni, di sottoporre alla sua attenzione ed anche all'attenzione del ministro delle comunicazioni, una nota precisa con un invito pressante ad intervenire, per quanto possibile, per impedire questi crimini colpirne i reali esecutori e, allo stesso tempo, ad intervenire, come Governo, con un decreto che finalmente ponga una limitazione reale, ancor prima che venga presa una decisione a livello europeo. Questo sarà possibile, in Italia, se le vostre signorie saranno così cortesi da dare importanza a questo appuntamento e alle osservazioni che faremo.
La ringrazio e mi dichiaro soddisfatto del memorandum da lei svolto.


