Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 33 del 19/9/2001
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(Posizione del Governo in merito al programma di difesa antimissili balistici - n. 3-00212)

PRESIDENTE. L'onorevole Deiana ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00212 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 2). All'onorevole Deiana ricordo che ha un minuto a sua disposizione.

ELETTRA DEIANA. Signor Presidente, signor ministro, il 26 e 27 settembre si terrà a Napoli un vertice NATO durante il quale è previsto che venga preso in esame il programma di difesa antimissili balistici proposto dalla Governo statunitense, il cosiddetto scudo spaziale.
È noto che alcuni governi di importanti paesi europei, come la Germania e la Francia, hanno espresso contrarietà al programma. Le stesse perplessità e indisponibilità sono state manifestate dai Governi russo e cinese, per citare due paesi dotati di capacità missilistica balistica di tipo intercontinentale.
Inoltre, credo che i catastrofici e tragici attentati avvenuti nelle città di New York e Washington abbiano ampiamente dimostrato quanto la sicurezza o l'integrità degli Stati non possa dipendere da questo tipo di difesa.

PRESIDENTE. Onorevole Deiana, la invito a concludere.

ELETTRA DEIANA. Chiedo, quindi, quale sia la posizione del Governo italiano di fronte alla richiesta americana di adesione al progetto di difesa antimissili e se il Governo, aderendo a quanto già espresso ad altri paesi dell'Unione europea, non intenda esprimere il suo rifiuto al progetto americano.

PRESIDENTE. Il ministro della difesa, onorevole Martino, ha facoltà di rispondere. Al ministro ricordo che ha tre minuti a sua disposizione.

ANTONIO MARTINO, Ministro della difesa. Grazie, Presidente. Vorrei anzitutto precisare all'onorevole collega che l'incontro dei ministri della difesa della Nato del 26 e 27 settembre, cui parteciperà anche il ministro russo, Igor Sergheievich Ivanov, non sarà un vertice ma una riunione informale senza una specifica agenda, senza l'assunzione di decisioni e di accordi su temi particolari e senza un comunicato finale.
Per i ministri sarà l'occasione di un ampio e diversificato scambio di idee e di opinioni sui più importanti ed attuali problemi di difesa e di sicurezza e sulle conseguenze dei tragici eventi di martedì 11 settembre negli Stati Uniti, oltreché sui futuri contributi che la comunità internazionale potrà fornire al processo di stabilizzazione in Macedonia alla scadenza (26 settembre) dell'operazione «Essential Harvest», attualmente in corso.
Tra i vari temi potrebbe essere affrontato il progetto di difesa missilistica statunitense, ma senza alcuna richiesta di presa di posizione formale da parte dei paesi membri dell'Alleanza. Su questo tema, se sarà il caso, potrà essere ricercata la convergenza tra posizioni che non possono essere semplicemente schematizzate in termini di adesione o di rifiuto.
In realtà, si tratta di posizioni dialettiche evolutive rispetto ad un dibattito incentrato sul fatto che il progetto comporterebbe una modifica del trattato Abm, su cui si è finora basato l'equilibrio strategico tra le maggiori potenze. Più precisamente, il problema risiede nell'incompatibilità tra gli impegni previsti dal trattato Abm e la possibilità di effettuare gli esperimenti necessari alla realizzazione del progetto. D'altra parte, proprio gli eventi


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dell'11 settembre dimostrano che quell'equilibrio strategico è insufficiente, da solo, ad assicurare pace e stabilità al mondo.
Quanto alle implicazioni politiche del progetto, basti pensare alla valenza che una collaborazione in tale materia tra Stati Uniti e Russia avrebbe ai fini di una nuova architettura della sicurezza mondiale, mentre già ora possiamo apprezzare la propensione, da parte dei protagonisti del vecchio confronto est-ovest, ad andare anche oltre le attuali forme di partnership. E come il trattato Abm è figlio della guerra fredda, così un accordo su di un nuovo sistema capace di proiettare sicurezza sui paesi aderenti potrebbe essere la risposta strategica giusta ad una minaccia che si è radicalmente modificata. L'evidenza, nei recenti attentati, di come il terrorismo possa seminare distruzione e morte dall'interno stesso del paese vittima non esclude affatto minacce diverse e dimostra, semmai, come la nuova minaccia comporti anche il rischio di attacchi con missili tattici, con testate nucleari, chimiche o batteriologiche: per dirla con Henry Kissinger, il fatto che il vaccino antipolio non curi l'influenza non è una buona ragione per non farlo.
A questo riguardo, il progetto statunitense, con le sue caratteristiche di arma di contrasto ad attacchi limitati, risponde, paradossalmente, più che alle esigenze difensive degli Stati Uniti, a quelle di paesi che, come il nostro, a causa della contiguità geografica, sono più esposti a potenziali minacce da parte dei paesi inaffidabili, dei cosiddetti rogue states (stati canaglia).
In questo quadro, la posizione del Governo italiano resta chiara e coerente: guardiamo con interesse all'iniziativa statunitense e vogliamo avere un ruolo attivo nella ricerca di ogni possibile progresso delle consultazioni in atto; con l'auspicio che si pervenga, a tempo debito - poiché per la realizzazione del sistema antimissili occorreranno alcuni anni -, a scelte generalmente condivise sull'assunzione di misure idonee a fronteggiare le nuove forme di minaccia alla pace, alla stabilità, alla sicurezza.

PRESIDENTE. L'onorevole Deiana ha facoltà di replicare.

ELETTRA DEIANA. Prendo atto, signor ministro, del fatto che non ci sarà - come ha detto - una risoluzione formale, che non saranno prese decisioni definitive (d'altra parte, questo lo sapevo già). Il problema, però, permane: alcuni governi europei hanno dichiarato l'indisponibilità ad accettare che la discussione sulla sicurezza mondiale, sulla sicurezza dell'occidente, sia affidata al programma statunitense di difesa antimissili. Quindi, ribadisco la domanda, nel senso che non mi ritengo soddisfatta da una risposta che giudico evasiva: essa non nega, infatti, la possibilità che l'Italia aderisca in futuro, laddove si pervenga ad una chiarificazione del contesto generale anche alla luce di quanto è successo negli Stati Uniti.
Con riferimento alla sua risposta, vi è, poi, una considerazione di fondo che mi spinge a ribadire la mia insoddisfazione, e cioè il fatto che il nuovo sistema, la nuova situazione determinatasi in seguito all'attentato contro gli Stati Uniti richieda nuovi sistemi e nuove modalità di difesa, ma non escluda lo scudo spaziale. Contesto, inoltre, l'affermazione che lo scudo spaziale sarebbe più adatto a difendere i paesi dell'Europa: la ritengo rischiosa, soprattutto nel senso che affida la difesa dei paesi europei...

PRESIDENTE. Onorevole Deiana, la invito a concludere.

ELETTRA DEIANA. ...o dei paesi in qualche modo alleati con gli Stati Uniti ad un meccanismo di escalation militare, di occupazione dello spazio, che approfondirebbe i rischi di involuzione all'interno del sistema mondo.

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