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PRESIDENTE. Passiamo alla discussione del seguente documento:
Relazione della Giunta per le autorizzazioni sulla applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del deputato Vittorio Sgarbi (Doc. IV-quater, n. 2).
La Giunta propone di dichiarare che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse dal deputato Sgarbi nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi del primo comma dell'articolo 68 della Costituzione.
Dichiaro aperta la discussione.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Cola.
SERGIO COLA, Relatore. Signor Presidente, contrariamente al caso che abbiamo discusso poco fa, quest'ultimo credo meriti particolare attenzione da parte dell'Assemblea, e non tanto perché la proposta è stata deliberata all'unanimità.
Ritengo che ci troviamo di fronte ad un caso quasi scolastico di applicazione dell'articolo 68 della Costituzione.
PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi!
SERGIO COLA, Relatore. I fatti traggono origine da una dichiarazione, riportata sul quotidiano La Stampa il 30 novembre del lontano 1994, attribuita all'onorevole Sgarbi e dal seguente letterale tenore (non la pronuncio tutta): «Di Pietro l'ha presa nel...». Tale dichiarazione risulta inserita nel contesto di un articolo di
Augusto Minzolini intitolato: «Esulta la maggioranza» «È cambiato il vento».
La Suprema Corte di cassazione, stabilendo che i giudici di Milano non erano più competenti relativamente ad un procedimento che riguardava Berlusconi, dichiarò la competenza di Brescia. In tale contesto, Domenico Contestabile - che era in compagnia di Anna Finocchiaro e Sgarbi - fu intervistato da Minzolini.
Domenico Contestabile in quella occasione affermava che il vento era cambiato, forse in coincidenza del risultato elettorale del 27 e del 28 marzo 1994. In questo contesto si inserì Vittorio Sgarbi che si lasciò sfuggire quella espressione.
Il fatto si verificò nel contesto del palazzo, precisamente al quarto piano: questa è un'altra delle ragioni - anche se solamente di carattere formale - che rafforza ancora di più la tesi - sostenuta dal relatore ed approvata all'unanimità come proposta - che il fatto rientri pienamente nella insindacabilità perché, di per sé, era all'ordine del giorno, essendo stato ampiamente discusso anche dai mass media. È un fatto che riguarda un'opinione di carattere politico e l'espressione usata nei confronti di Di Pietro non era assolutamente un'espressione offensiva, in modo allegorico, in quanto, voleva significare che Di Pietro in questa circostanza, a seguito della decisione della Corte di cassazione, c'era rimasto male.
L'onorevole Sgarbi ha usato un'espressione un po' pittoresca, ma certamente non offensiva sul piano personale. È per questa ragione che, all'unanimità, la Giunta per le autorizzazioni a procedere propone all'Assemblea la insindacabilità.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Fanfani. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE FANFANI. Signor Presidente, anche il gruppo della Margherita concorda con gli argomenti a sostegno dell'insindacabilità addotti dal relatore.
Si tratta certamente di un'espressione colorita, probabilmente non educata, ma che, se è sindacabile sotto il profilo della opportunità, certamente non lo è sotto il profilo della non corrispondenza alla funzione istituzionale propria del singolo deputato e al diritto di critica su tutta la vita politica della nazione di cui gode il singolo deputato. Quindi anche il gruppo della Margherita voterà per la insindacabilità.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Sgarbi. Ne ha facoltà.
VITTORIO SGARBI. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, volevo semplicemente ringraziare - se mi è consentito - il Presidente, il relatore e l'esponente della Margherita per aver ritenuto, per una volta, che uno sbotto di cattiva educazione - di cui mi scuso con l'onorevole Di Pietro per il dolore che gli può aver procurato, un dolore anche fisico - ed un'espressione di malumore o di disappunto siano cosa diversa dall'intendimento dell'offesa.
Voglio però ringraziare ancora il Presidente dell'Assemblea per aver sostenuto, legittimamente, che un parlamentare eletto abbia il diritto di parlare e che in nessun modo si configuri il conflitto di interessi con il Governo. In una legislatura nella quale forse non era presente il collega, i molti ministri inquisiti per i quali furono avanzate richieste di autorizzazioni a procedere parlarono per spiegare le loro ragioni. Mi riferisco all'onorevole Santuz, all'onorevole Misasi, al compianto onorevole Goria e a tanti che hanno respinto le accuse attraverso interventi che rientravano nella loro funzione di parlamentari.
Mi pare una grave minaccia per la democrazia pensare che, se una persona ricopre la carica di sottosegretario, essendo parlamentare, debba tacere su questioni che riguardano la libertà di parola e il diritto di critica. Ringrazio per questo anche l'onorevole Bielli a cui intendo dire che era una metafora la mia richiesta di processo per l'onorevole Melandri, dal momento che quel processo insiste sull'obbligatorietà dell'azione penale, in riferimento a taluni abusi compiuti nei centri storici come la villa comunale di Napoli. Per ciò che mi riguarda, non ho presentato la denuncia ma accolgo il suo invito a non
usare strumenti che, peraltro, sono semplicemente di puntualizzazione di fatti e misfatti relativamente alla tutela del patrimonio artistico.
Oltre alla questione che mi riguarda, desidero puntualizzare un fatto che non può non investire la politica. Che il dottor Caselli abbia, come il dottor Di Pietro, compiuto azione politica (Di Pietro è diventato parlamentare, ministro, rappresentante di un partito) lo dimostra il fatto che l'onorevole Miccichè ha ottenuto con il suo movimento politico un risultato assolutamente straordinario in Sicilia, 61 deputati a 0, grazie alla contrapposizione politica instaurata proprio con la procura di Palermo. I cittadini siciliani hanno dimostrato di ritenere politica l'attività di Caselli votando Miccichè.
PRESIDENTE. Senza entrare nell'analisi sociologica del voto fatta dall'onorevole Sgarbi, non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione.
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