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PRESIDENTE. L'onorevole Catanoso ha facoltà di BASILIO CATANOSO. Signor Presidente, onorevoli ministri, onorevoli colleghi, il gruppo di Alleanza nazionale ha voluto presentare questa interrogazione sia per conoscere lo stato dell'arte per quello che riguarda l'emergenza Etna, sia per poter tranquillizzare quella parte di popolazione etnea che insiste nei comuni di stretta pertinenza del territorio oggetto dell'emergenza.
PRESIDENTE. Il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio onorevole Altero Matteoli, ha facoltà di ALTERO MATTEOLI, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. Signor Presidente, l'interrogazione presentata dall'onorevole Alfano e quella presentata dall'onorevole Catanoso e dal gruppo di Alleanza nazionale si integrano per vari aspetti. Pertanto, alle cose che ho già avuto modo di dire, in risposta all'interrogazione dell'onorevole Alfano, desidero aggiungere che la situazione è abbastanza tranquillizzante dal punto di vista dell'inquinamento delle matrici ambientali terreno ed acque.
favore di privati e delle attività produttive danneggiate, il ricorso alle procedure ed a benefici recentemente attivati, proprio a seguito degli ultimi eventi alluvionali dello scorso anno, ovviamente con i correttivi ed i miglioramenti derivanti dalla specificità del caso. Tali procedure, che hanno dato e stanno dando frutti positivi, consentiranno alla regione ed ai comuni interessati di ottimizzare l'efficienza e la rapidità di censimento dei danni e delle erogazioni dei contributi agli aventi diritto.
PRESIDENTE. L'onorevole Catanoso ha facoltà di BASILIO CATANOSO. Signor Presidente, sono soddisfatto della risposta fornita dal ministro, onorevole Matteoli, di quella precedente ed anche, perché l'argomento era simile, della risposta del ministro Scajola.
Tutta l'Italia in queste ore è in apprensione per l'evoluzione della situazione. Il nostro obiettivo è quello di comprendere se si è davanti ad un caso di pericolo per i centri abitati sia dal punto di vista della colata in senso stretto sia per ciò che concerne le altre attività come la caduta di ceneri e lapilli che in questi giorni ha - come si diceva prima - bloccato l'attività dell'aerostazione Filippo Eredia di Catania Fontanarossa.
Siamo consapevoli dell'impossibilità di evitare l'accadere di eventi naturali come l'eruzione ma siamo altrettanto convinti del dovere del Governo di rispondere alle esigenze di organizzazione di tutte le attività, le cosiddette attività di protezione civile, atte a prevenire e a controllare i pericoli e gli eventuali danni per la popolazione. Questo è il motivo per cui chiediamo al Governo, in collaborazione con il governo della regione siciliana, quali sono gli atti che ha messo in opera e quelli che metterà in opera nelle prossime ore, nei prossimi giorni.
Il terreno interessato degli effetti dell'evento in questione già presenta naturalmente le medesime caratteristiche del materiale lapideo depositato. Più precisamente, dal punto di vista chimico-fisico, il fondo naturale possiede le stesse caratteristiche delle ceneri, in quanto si tratta di terreni storicamente interessati da tale tipo di fenomeno.
Sempre dal punto di vista ambientale, vi è il problema dei rifiuti prodotti dallo spazzamento delle aree urbane e aeroportuali che dovranno essere gestiti secondo il regime proprio di tali tipologie di rifiuti. Naturalmente il Ministero dell'ambiente seguirà con attenzione le problematiche che sorgeranno a seguito di tale evento, non mancando di adottare i provvedimenti di competenza che si renderanno necessari.
In analogia con quanto fatto in passato, in circostanze paragonabili per la gravità dei fenomeni e dei danni, il Governo ha, con decreto del 23 luglio 2001, dichiarato lo stato di emergenza del territorio della provincia di Catania. Contestualmente, è in via di definizione l'ordinanza che dispone due tipologie di intervento, separando la fase acuta dell'emergenza da quella del ristoro dei danni e, più in generale, di superamento dell'emergenza e di ricostruzione.
Secondo un modello di intervento già applicato in via sostanzialmente omogenea, in occasione degli ultimi eventi calamitosi verificatisi sul territorio nazionale, di intesa con la regione siciliana e con la provincia regionale di Catania si ritiene di proporre, per quanto riguarda le misure a
Il Governo ha dimostrato, in questa emergenza, la disponibilità piena a risolvere la prima fase della questione Etna e ciò bisogna riconoscerlo. Anche il sopralluogo che oggi il Vicepresidente del Consiglio di ministri, onorevole Fini, ha fatto sulla colata, sul territorio dell'Etna, in qualche modo ci tranquillizza perché è il segno di una particolare attenzione nei confronti di un evento che è disastroso per parte della popolazione italiana.
Poiché speriamo tutti di uscire da questa emergenza il più presto possibile, in queste ore, è necessario che il Governo punti la propria attenzione sulle zone colpite per alleviare, con tempi brevi di intervento, i danni diretti (come ad esempio le interruzioni di strade, la copertura di terreni) e quelli indiretti (come la caduta di sabbia e lapilli) che provocano danni all'agricoltura e ad altre attività di carattere economico, ma anche danni ai comuni, che non riescono, con i bilanci stretti dei piccoli comuni siciliani, a fronteggiare l'emergenza, spesso perché sono messi nella condizione di dover bloccare, semmai, altri servizi pubblici.
Chiedo, inoltre, al Governo - e concludo - che in futuro dimostri una particolare attenzione nei confronti delle strutture della protezione civile, che devono essere attivate con strade, centri operativi nel territorio, in collaborazione con la regione siciliana, sperando che vi sia la promozione di una cultura della protezione civile in una zona così ad alto rischio (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).


