Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 23 del 25/7/2001
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(Rapporti tra il Governo italiano, l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America - n. 3-00119)

PRESIDENTE. L'onorevole Mantovani ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00119 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).

RAMON MANTOVANI. Signor Presidente, signor ministro, onorevoli colleghe e colleghi, non c'è ombra di dubbio che l'Unione europea non avrà futuro se non verrà difeso il sistema sociale, se non verrà difeso lo Stato di diritto che fa parte della civiltà, non solo della tradizione democratica europea.
Voi, come del resto altri governi (e non faccio distinzioni fra i governi di centrodestra o di centrosinistra perché con uguale determinazione sono state portate avanti le politiche neoliberiste) state destrutturando esattamente ciò che identifica la civiltà europea. Più in generale, oggi, con questo passo che identifica un salto di qualità, voi stringete un'alleanza particolare e più stretta con gli Stati Uniti, e sullo scudo spaziale buttate a mare la possibilità per l'Europa di avere una vera e propria autonomia politica in politica estera. Lo scudo spaziale corrisponde né più né meno, a livello militare, che al grande mercato transatlantico che nell'interesse delle grandi multinazionali vi apprestate a mettere in piedi.


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PRESIDENTE. Il ministro degli affari esteri, ambasciatore Ruggiero, ha facoltà di rispondere.

RENATO RUGGIERO, Ministro degli affari esteri. La linea politica seguita da questo Governo ha avuto e continua ad avere, quale indirizzo di fondo, la costruzione europea ed il suo perfezionamento istituzionale e politico.
Il nostro impegno a fornire un contributo di grande rilievo al dibattito sul futuro della costruzione europea - anche, naturalmente, nei suoi aspetti sociali - è un elemento fondamentale della politica di questo Governo.
Dal vertice europeo di Göteborg al G8 di Genova, passando attraverso il G8 dei ministri degli esteri, i rapporti dell'Italia nell'Unione europea, e tra questa e gli Stati Uniti, non solo non hanno subito alcuna alterazione o mutamento di linea, ma hanno, viceversa, trovato ulteriori momenti di continuità e rafforzamento. A Göteborg il Consiglio europeo ha ribadito con forza che il processo di allargamento dell'Unione europea è irreversibile e il Governo italiano sta lavorando con convinzione su questa linea.
Al G8 dei ministri degli esteri di Roma temi di fondamentale importanza per fronteggiare crisi di enorme rilievo per la stessa sicurezza del nostro paese hanno trovato una assoluta unanimità di indirizzo e di decisione tra partner europei e tra questi e gli Stati Uniti d'America.
Gli Stati Uniti sono un alleato del nostro paese, lo sono da più di cinquant'anni e lo sono stati nei momenti più difficili e duri che l'Italia ha dovuto attraversare in questo secolo. Nell'ambito della NATO, gli Stati Uniti sono oggi un elemento integrante ed imprescindibile del nostro sistema di difesa nello sforzo di assicurare stabilità e sicurezza anche in aree e paesi vicini all'Italia e oggetto di pericolose crisi regionali. L'importanza di questo rapporto è stata, d'altra parte, condivisa e coltivata anche dai recenti passati governi. Ricordo, in particolare, le coraggiose decisioni adottate dal Governo D'Alema in relazione all'intervento militare nel Balcani.
La linea politica seguita da questo Governo è stata e deve continuare ad essere, quindi, quella di rafforzare la collaborazione con gli Stati Uniti, senza che ciò comporti una qualsiasi diminuzione del nostro strutturale, convinto impegno in seno all'Unione europea, dove continuiamo a svolgere un ruolo propulsore per il futuro della sua costruzione.
Il quadro entro il quale si situa la nostra politica estera ha trovato, d'altronde, precisi contorni e termini nel vertice euro-atlantico, opportunamente tenutosi a Göteborg alla vigilia del vertice dei quindici. Intese di rilievo sui vari temi hanno trovato in tale incontro precisa formulazione: dall'azione nei Balcani occidentali agli sforzi per riattivare il processo di pace in Medio Oriente, al dialogo transatlantico.

PRESIDENTE. Ministro Ruggiero, la prego di avviarsi alla conclusione.

RENATO RUGGIERO, Ministro degli affari esteri. A Roma i ministri degli esteri ed a Genova i Capi di Stato hanno ripreso tali temi, trovando ulteriore base di linguaggio comune ed indicazioni di azioni che hanno visto riaffermata la volontà di conferire all'azione dei quindici, dell'Europa,...

PRESIDENTE. Ministro Ruggiero, la prego nuovamente di avviarsi alla conclusione.

RENATO RUGGIERO, Ministro degli affari esteri. ...degli Stati Uniti e della Russia indirizzi di politica estera più vicini ed adeguati alle nuove realtà internazionali che si vanno profilando.

PRESIDENTE. La ringrazio, signor ministro. Purtroppo il tempo è passato ed io ho il compito ingrato di condizionare anche elementi di discussione così importanti, di cui io stesso sono compartecipe.


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Tuttavia, questi sono i tempi; la prego, allora, di ascoltare la replica del collega Mantovani.

RENATO RUGGIERO, Ministro degli affari esteri. Lascerò il testo della mia risposta all'onorevole Mantovani.

PRESIDENTE. Sta bene, la ringrazio.
L'onorevole Mantovani ha facoltà di replicare.

RAMON MANTOVANI. Signor ministro, nelle sue parole noi troviamo una grande conferma dei motivi che ci hanno spinto a protestare duramente contro il vertice del G8. Infatti, lei ha sostenuto che è in quella sede che voi avete discusso del futuro dell'Europa, della sicurezza europea, una sede nella quale gli Stati Uniti dominano e nella quale ci sono, peraltro, anche paesi che non sono né europei né membri dell'Alleanza atlantica.
Del resto basta affidarsi alla lettura degli ultimi avvenimenti, che possiamo già definire storici, per capire quanto l'Unione europea sia tagliata fuori e sia subalterna nei confronti degli Stati Uniti se parliamo del futuro del mondo: parliamo dei Balcani, l'intervento militare deciso dalla NATO, senza nemmeno informare il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la modificazione della funzione della NATO a Washington durante i bombardamenti e la conclusione degli stessi decisi dal G8; dov'è l'Unione europea? È inesistente!
Dov'è l'Unione europea nel conflitto israelo-palestinese? Nemmeno il più estremista degli estremisti avrebbe mai potuto immaginare che, ad un certo punto, sarebbe stato inviato il capo della CIA a fare da mediatore fra israeliani e palestinesi: dov'è l'Europa ?
Dov'è l'Europa nel Sahara occidentale? Dov'è l'Europa nelle altre aree di crisi? Un pezzo dell'Europa c'è: ad esempio, bombarda l'Iraq al di fuori di qualsiasi legalità internazionale; parlo del Governo di Tony Blair, insieme agli Stati Uniti, e speriamo che voi non vogliate essere la terza gamba di questa violazione del diritto internazionale.
Insomma, voi non vi apprestate a rafforzare la costruzione europea o, per meglio dire, volete una costruzione europea tecnocratica e non democratica, una costruzione europea congeniale alla globalizzazione capitalistica e alla costruzione di un unico mercato mondiale.
Non avete nel cuore né nella mente gli interessi dei cittadini e delle cittadine di questo continente e, tanto meno, avete nel cuore e nella mente la memoria storica della civiltà europea che è stata costruita, in questo secolo, anche con grandi conquiste del movimento operaio, della sinistra e dei democratici di questo continente.

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