Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 23 del 25/7/2001
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La seduta, sospesa alle 13,20, è ripresa alle 15.

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata concernenti argomenti di competenza del ministro della giustizia, del ministro degli affari esteri, del ministro dell'interno, del ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del ministro della funzione pubblica.

(Sequestro e destinazione dei beni degli indiziati di appartenere ad associazioni di tipo mafioso - n. 3-00120)

PRESIDENTE. L'onorevole Craxi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00120 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 1). Le ricordo che ha a disposizione un minuto.

BOBO CRAXI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor ministro, impiegherò anche meno di un minuto. Conosciamo la legislazione relativa alla possibilità di sequestrare i beni appartenuti o appartenenti a cittadini condannati per reati di mafia. L'interrogazione è volta a conoscere quanti beni, nella regione siciliana ed in particolare nella provincia trapanese, siano stati sequestrati, nonché se e come essi siano stati - o meno - devoluti, come la legge prescrive, ad associazioni non-profit o con scopi assistenziali e sociali. Penso che conoscere come sono amministrati questi beni una volta che lo Stato ne è entrato in possesso sia un dovere da parte della pubblica amministrazione.

PRESIDENTE. Il ministro della giustizia senatore Castelli ha facoltà di rispondere.

ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. Signor Presidente, devo dire che la materia è complessa e che abbiano avuto poco tempo a disposizione per informarci. Elenco i dati che siamo riusciti ad ottenere interpellando anche altre amministrazioni, in particolare l'agenzia del demanio del Ministero dell'economia e delle finanze che ha riferito che sul territorio nazionale sono stati complessivamente emanati 1172 provvedimenti definitivi di confisca. In particolare, nella provincia di Trapani sono state effettuate settantanove confische. Dei beni immobili afferenti tali confische, quindici sono stati destinati con provvedimenti della ex direzione del demanio e, a partire dal 1o gennaio 2001, dell'agenzia del demanio.
Dei predetti quindici immobili, sei sono stati assunti in consistenza nel patrimonio dello Stato ed assegnati in uso governativo alle forze dell'ordine; otto sono stati trasferiti ai patrimoni dei comuni per le finalità di cui all'articolo n. 2 della legge n. 575 del 1965 e successive modificazioni; uno è stato mantenuto allo Stato per la vendita.


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Non si è mancato, al fine di avere un quadro di riferimento quanto più esaustivo, di interpellare direttamente anche la procura della Repubblica presso il tribunale di Trapani. Quest'ultima ha riferito che in questi anni sono stati molti i beni sequestrati a persone indiziate di appartenere ad organizzazioni mafiose, anche se, ha puntualizzato, non tutti i beni sequestrati vengono sottoposti a confisca, ma solo quelli di cui si sia dimostrata, nel corso dei vari gradi di giudizio, l'illecita provenienza. L'ufficio inquirente ha fornito alcuni dati relativi alle più consistenti misure patrimoniali irrogate o divenute definitive nell'ultimo biennio di cui è nota la destinazione all'ufficio stesso. In particolare ha fatto menzione di misure di confisca, aventi ad oggetto beni aziendali, quote azionarie, automezzi ed immobili (terreni, appartamenti e negozi) del valore di diversi miliardi, nonché cinque società, adottate nei confronti di un noto latitante catturato nel marzo di quest'anno. In particolare, tra tali beni immobili un edificio è stato definitivamente destinato all'associazione per il recupero dei tossicodipendenti di padre Lo Bue.
L'ufficio in questione ha inoltre fatto riferimento ad un procedimento penale aperto nei confronti di altra persona, già proprietaria di una banca locale, nell'ambito del quale è stata disposta in primo grado la confisca di saldi attivi di conti correnti e quote societarie per complessivi 40 miliardi di lire. Nessuna destinazione è stata data ai beni non essendo ancora la misura definitiva.
Infine, si fa presente che la direzione nazionale antimafia, anch'essa interpellata, ha trasmesso un prospetto statistico nel quale sono riportati i dati relativi alle proposte di applicazione di misure di prevenzione patrimoniali, nonché quelli relativi ai decreti di applicazione delle misure medesime, adottate dai vari uffici giudiziari e riferite sia a provvedimenti di sequestro sia a provvedimenti di confisca. È stato al riguardo chiarito che si tratta di decreti adottati in primo grado dal tribunale, per cui non è possibile precisare se essi siano poi divenuti irrevocabili.
La predetta direzione nazionale antimafia ha, infine, trasmesso un prospetto dei dati relativi ai beni confiscati destinati a fini sociali riguardanti la provincia di Trapani. Anche i dati in questione possono essere messi a disposizione dell'onorevole interrogante. Ho qui una serie di dati...

PRESIDENTE. Onorevole ministro, purtroppo il tempo a sua disposizione è terminato. La capisco e, anzi, lei ha dato una apprezzabile prova di documentazione.

ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. Ho concluso e chiedo scusa; qui ci sono i dati che posso lasciare all'onorevole Craxi.

PRESIDENTE. La ringrazio senatore Castelli. L'onorevole Craxi ha facoltà di replicare.

BOBO CRAXI. Signor Presidente, rinuncio alla replica e la ringrazio.

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