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PRESIDENTE. Poiché il gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo ha chiesto la votazione nominale mediante procedimento elettronico, per consentire l'ulteriore decorso del termine regolamentare di preavviso, sospendo la seduta fino alle 9,30.
La seduta, sospesa alle 9,25, è ripresa alle 9,40.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Cordoni 4.4, Bellillo 4.15 e Gambale 4.25, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 277
Votanti 273
Astenuti 4
Maggioranza 137
Hanno votato sì 77
Hanno votato no 196
Sono in missione 45 deputati).
Avverto che della serie di emendamenti a scalare dagli identici Capitelli 4.5 e Bellillo 4.16 agli identici Cordoni 4.12 e Bellillo 4.23 porrò in votazione solo gli identici emendamenti Capitelli 4.5 e Bellillo 4.16 e gli identici Cordoni 4.12 e Bellillo 4.23 avvertendo che, in caso di pronuncia contraria della Camera, si intenderanno respinti tutti i restanti emendamenti compresi nella serie a scalare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici
emendamenti Capitelli 4.5 e Bellillo 4.16, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 326
Votanti 325
Astenuti 1
Maggioranza 163
Hanno votato sì 116
Hanno votato no 209).
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Cordoni 4.12 e Bellillo 4.23.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sasso. Ne ha facoltà.
ALBA SASSO. Signor Presidente, desidero ribadire una questione che è stata già sollevata questa mattina ed alla quale ha risposto il sottosegretario Aprea. Non riusciamo ancora a capire la pervicacia e la tenacia - direi, anzi, l'ostinazione - del Governo nel voler respingere qualsiasi nostro emendamento ancorché migliorativo delle procedure. Evidentemente, sottosegretario Aprea, qui c'è la voglia di dire: stiamo arrivando noi e risolviamo tutto (Commenti del deputato Rizzo - Applausi polemici dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania). Nella scuola non è così. Questo atteggiamento vi si ritorcerà contro, perché nella scuola non è così.
PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Sasso. Colleghi, noto un'eccitazione fuori misura. Invito tutti alla calma perché abbiamo iniziato a lavorare e l'onorevole Sasso sta parlando.
Prosegua pure, onorevole Sasso.
ALBA SASSO. State suggerendo un'idea dell'autonomia che non è quella contenuta nelle leggi votate da questo Parlamento. Autonomia come responsabilità di tutti i soggetti della vita della scuola e non come puro e semplice decentramento: è questo che abbiamo sostenuto con i nostri emendamenti migliorativi.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Cordoni 4.12 e Bellillo 4.23, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 391
Votanti 390
Astenuti 1
Maggioranza 196
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 219).
Prendo atto che i dispositivi di voto delle postazioni degli onorevoli Mario Pepe e Gallo non hanno funzionato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Alfonso Gianni 4.13.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.
ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, questo emendamento - di cui ovviamente raccomandiamo all'Assemblea l'approvazione - vuole rispondere a preoccupazioni evidenziate anche da alcuni colleghi nel corso di questo dibattito. Mi riferisco a interventi come quello dell'onorevole Buontempo, che, a differenza dei suoi stessi colleghi, ho apprezzato nello spirito, anche se non nelle soluzioni.
Questo emendamento risponde ad un semplice criterio di buon senso e naturalmente è espresso - e non poteva altro che essere così - in termini gergali e tecnici, per cui, forse, non è di semplicissima lettura. Tuttavia, lo presenta uno come me, che non è un tecnico del sistema scolastico né delle infinite leggi complicate, e a volte contraddittorie, regolate con decreti e circolari interpretative: credo che
tutto ciò sia un bene perché nessuno in quest'aula può definirsi estraneo al mondo della scuola.
Non so se ci siano colleghi nati con la scienza infusa ma tutti - o personalmente o per la presenza dei propri figli o perché abbiamo avuto esperienze professionali in quel campo - abbiano avuto a che fare con il mondo della scuola e, in particolare, come mi auguro con il mondo della scuola pubblica.
La ratio di questo emendamento è molto semplice ed è, indubbiamente, conservativa. Onorevole Aprea, l'innovazione e la conservazione non si qualificano di per sé: esistono un'innovazione positiva e una negativa. Una conservazione, seppur temporanea - la misura che proponiamo è, evidentemente, temporanea ed emergenziale -, è del tutto negativa.
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. È quella che c'è sempre stata!
ALFONSO GIANNI. Con questo emendamento noi vogliamo rispondere ad un quesito - anche ad una provocazione costante che è emersa in questo dibattito -, cioè se ci facciamo carico del problema dei figli, degli studenti, delle famiglie, degli insegnanti, in definitiva del corretto, possibile ed effettivo inizio dell'anno scolastico: la risposta è sì !
Non è che noi non ce ne facciamo carico, tant'è che, dopo aver criticato vari aspetti di fondo contenuti in questo decreto-legge, su cui tornerò in sede di dichiarazione di voto finale, con questa norma vogliamo che effettivamente l'insegnamento cominci senza alcun nocumento per gli studenti, le loro famiglie e gli insegnanti, ricorrendo a un meccanismo semplice: l'utilizzazione delle graduatorie di circolo e di istituto che esistono e che, peraltro, hanno già sostanziato una prassi pregressa.
Questa è la ragione per cui riproponiamo questo emendamento all'attenzione dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grignaffini. Ne ha facoltà.
GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, intervengo per invitare i colleghi a votare l'emendamento presentato dai colleghi Alfonso Gianni e Titti De Simone, non solo perché - come ha ricordato il collega Alfonso Gianni - si tratta di un emendamento di buon senso, ma perché si muove lungo una linea che noi abbiamo sostenuto durante tutto il dibattito e che ha caratterizzato anche le nostre proposte emendative.
Una linea ispirata ad accogliere sino in fondo i principi della sussidiarietà e del trasferimento di poteri sostitutivi alle autonomie territoriali e alle singole istituzioni scolastiche e che, però, si muova entro regole, criteri e procedimenti definiti.
Si tratta di un principio di cultura generale che interagisce anche con il modo stesso di concepire l'idea di federalismo, che per noi significa trasferimento di competenze, però in presenza di una maggiore capacità di indirizzo, di definizione di criteri e di procedure da parte dello Stato centrale. È, dunque, un principio di interrelazione tra le caratterizzazioni molto forti dell'autonomia e la capacità di mantenere sempre uniti i criteri di sistema, cioè la capacità di muoversi all'interno di un patrimonio di regole, di indirizzi e di procedure condiviso.
Questo è lo spirito dell'emendamento in esame ed è questa la ragione per cui noi invitiamo i colleghi a votarlo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale l'onorevole Capitelli. Ne ha facoltà.
PIERA CAPITELLI. Signor Presidente, intervengo per sottoscrivere quanto già espresso dagli onorevoli Alfonso Gianni e Grignaffini, che hanno riassunto la logica dei nostri emendamenti di carattere riparativo, invocando anche un principio - quello di sussidiarietà - al quale noi facciamo riferimento e nel quale crediamo fermamente.
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Ma quale principio?! Questa è la norma del carosello degli insegnanti!
PIERA CAPITELLI. Crediamo, però, che alle scuole debbano essere date certezze e che, pertanto, l'emendamento Alfonso Gianni 4. 13, nel quale si afferma che si devono utilizzare graduatorie di circolo e di istituto derivate dalle graduatorie permanenti...
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. In attesa delle nomine!
PIERA CAPITELLI. ...rappresenti una pietra miliare, che pertanto noi riteniamo indispensabile. Pertanto, invitiamo a votare a favore di questo emendamento.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alfonso Gianni 4.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 422
Votanti 387
Astenuti 35
Maggioranza 194
Hanno votato sì 152
Hanno votato no 235).
Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.25-bis del Governo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambale. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE GAMBALE. Signor Presidente, questo emendamento del Governo che può apparire di coordinamento formale, è per noi, invece, sostanziale, in quanto il testo proposto dal Governo è quello di aggiungere al testo del provvedimento la seguente rubrica «Accelerazione di procedure».
A nostro avviso è esattamente il contrario; in realtà si tratta di rallentamento delle procedure e di organizzazione del disastro nel prossimo anno scolastico. Quindi, la nostra è un'opposizione proprio nel merito di ciò che viene proposto, in quanto siamo convinti che con questo meccanismo le procedure non verranno assolutamente accelerate, anzi verranno rallentate, complicate, ci sarà la confusione all'interno delle scuole. Per i motivi esposti, voteremo convintamente contro l'emendamento 4.25-bis del Governo.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.25-bis del Governo, accettato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 436
Votanti 432
Astenuti 4
Maggioranza 217
Hanno votato sì 242
Hanno votato no 190).
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Cordoni 4.03.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sasso. Ne ha facoltà.
ALBA SASSO. Signor Presidente, con questo articolo aggiuntivo abbiamo voluto sottolineare che si tratta di garantire a molti insegnanti con i previsti requisiti di servizio, che spesso significano molti anni di insegnamento nella scuola, il conseguimento dell'abilitazione loro necessaria per concorrere, nel biennio 2002-2003, alla prima integrazione delle graduatorie permanenti.
In assenza di tale previsione a questo personale non resta che la strada, assai difficile e preclusiva, dell'abilitazione nella scuola universitaria di specializzazione.
Dunque, con questo articolo aggiuntivo intendiamo sottolineare un problema, che abbiamo già sollevato in Commissione lavoro, al fine di garantire e tutelare i diritti di chi da anni già lavora nella scuola. Mi sembra che tale misura consentirebbe di risolvere un problema, garantendo i diritti dei docenti che lavorano da anni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambale. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE GAMBALE. Signor Presidente, voteremo convintamente a favore dell'articolo aggiuntivo Cordoni 4. 03 e mi aspetterei anche dal Governo un'indicazione in questo senso, in quanto tale proposta emendativa va veramente nella direzione - al di là delle polemiche sull'inizio dell'anno scolastico, su cui possiamo avere idee diverse - di tutelare i diritti dei lavoratori che, magari per pochi giorni, non sono rientrati nei criteri dei precedenti concorsi e sessioni riservate e si vedrebbero davvero tagliati fuori dalla possibilità di conseguire un titolo di abilitazione, se non ricorrendo alle scuole di specializzazione dell'università che, purtroppo, non sono effettivamente operative dappertutto.
Credo che, da questo punto di vista, il Governo abbia una opportunità concreta per dimostrare che vuole essere dalla parte dei docenti, come ha dichiarato anche in Commissione.
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. La qualità!
GIUSEPPE GAMBALE. Sottosegretario Aprea, lei parla di qualità: anche questi docenti che hanno maturato non solo anni di servizio e diritti ma anche professionalità, avendo prestato la loro opera nelle scuole, debbono avere la certezza del loro lavoro. Penso che, con questo articolo aggiuntivo, il Governo abbia l'opportunità di dimostrare davvero se vuole fare un'apertura verso i docenti oppure se, come in altre occasioni, conferma la volontà di schierarsi contro di loro e contro i lavoratori del mondo della scuola.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Titti De Simone. Ne ha facoltà.
TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, anche noi riteniamo si tratti veramente, in questo caso, di un elemento di giustizia di cui vorremmo che il Governo tenesse conto, malgrado l'impostazione, a nostro avviso, ingiusta e tale da determinare caos, disuguaglianze, discriminazioni e contenziosi di cui sappiamo che il Governo si dovrà fare carico inevitabilmente.
Pensiamo ci sia la possibilità concreta di dimostrare che è necessario sostenere i diritti dei lavoratori della scuola che hanno esercitato una professionalità ed un lavoro continuativo e che adesso rischiano, per pochi giorni, di essere tagliati fuori dalla possibilità di ottenere l'abilitazione cui hanno diritto oppure l'accesso alle scuole di specializzazione. Sono lavoratori che hanno maturato un diritto che va garantito.
Credo, quindi, che il Governo dovrebbe recepire queste indicazioni per una questione di buonsenso e di giustizia .
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Cordoni 4.03, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 445
Votanti 443
Astenuti 2
Maggioranza 222
Hanno votato sì 200
Hanno votato no 243).
Passiamo alla votazione degli identici articoli aggiuntivi Capitelli 4.01 e Gambale 4.06.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cordoni. Ne ha facoltà.
ELENA EMMA CORDONI. Signor Presidente, intervengo su questi articoli aggiuntivi per chiedere al Governo che ci faccia capire - perché in questo caso noi non capiamo - come voglia affrontare il problema relativo ai lavoratori tecnico-amministrativi i cui contratti scadranno il 31 agosto; si tratta, infatti, di persone assunte a tempo determinato. Per garantire il funzionamento della scuola, è necessario che queste figure siano al lavoro dal 1o settembre, perché una scuola per funzionare ha bisogno di insegnanti, ma anche del personale tecnico-amministrativo.
Ci troviamo di fronte ad un decreto-legge che ha l'obiettivo dichiarato di garantire l'ordinario avvio dell'anno scolastico; il Governo si è accorto su sollecitazione e su proposta dell'opposizione che si è dimenticato qualcuno che partecipa al buon andamento della scuola; infatti, la normativa relativa a queste figure non era prevista nel decreto-legge originario. Oggi il Governo, dietro sollecitazione dell'opposizione, presenta l'articolo aggiuntivo 4.09; ma potrei dire la stessa cosa per altre norme, come quelle relative ai contratti a tempo indeterminato ed al rinvio delle assunzioni. Il Governo si è accorto di non aver normato tale aspetto, per cui si sarebbe potuto trovare nella necessità di pagare gli stipendi dopo aver assunto i vincitori di concorso. Tuttavia, è evidente che, per quanto riguarda la complessa macchina della scuola, la sua dinamica o sfugge o si dimentica o si pensa ad alcune figure ininfluenti: rispondano la maggioranza ed il Governo a questi interrogativi. Prendo atto che, nel corso dell'esame di questo decreto-legge, la maggioranza si è accorta di non aver affrontato una serie di problemi ed ha ritenuto di presentare degli emendamenti per coprire i vuoti al fine di garantire il buono e ordinato avvio dell'anno scolastico.
Fatte queste considerazioni, a futura memoria, sulle capacità e le conoscenze di questa macchina così complessa, nell'articolo aggiuntivo 4. 09 del Governo - in cui si affronta finalmente il problema del personale amministrativo, tecnico, ausiliario, in scadenza - si dice che, se prima del 31 luglio queste nomine non saranno state fatte, ci penseranno i dirigenti scolastici. Qui non è scritto, mentre in altre parti lo era - indipendentemente dal fatto che fosse condiviso o meno e che ne fosse stata discussa la possibilità di realizzazione - ma faccio presente che non si dice sulla base di quali criteri i dirigenti scolastici chiameranno le persone. Cosa fanno? Si chiamano le prime persone per strada? Ci vuole il diploma, la laurea o la terza media? Si chiama la prima persona che passa e gli fa fare l'impiegato amministrativo o l'impiegato tecnico? Su quali basi i dirigenti scolastici, a cui viene affidato questo compito, chiameranno a sostituire le persone che il 31 luglio andranno a casa? Qualunque sia la soluzione, qualunque idea abbia questo Governo, lo scriva! Può anche scrivere, appunto, che si chiama il primo che passa per la strada, ma, lo ripeto, dovrà pur dire chi può chiamare il dirigente scolastico. Si ricorrerà alle graduatorie di istituto, alle graduatorie del provveditorato, si faranno nuove graduatorie; si faccia quello che si vuole, si chiamino pure le prime persone che passano per strada!
In questo ragionamento faccio un esempio estremo, ma non si può scrivere una norma in cui non si fissano i criteri. Mentre negli altri articoli si dice a quale graduatoria ricorrere, con quale modalità si assumerà il personale docente - condiviso o meno, non importa - ma esiste un'ipotesi di percorso su come assumere il personale nella scuola pubblica, qui non si fa riferimento ai criteri di assunzione per quanto riguarda i segretari di presidenza, il personale tecnico che svolge alcune funzioni fondamentali nelle scuole tecniche, oppure il personale, come i bidelli, che in alcune scuole, specialmente di base, sono essenziali per il funzionamento degli istituti, non solo perché fanno le pulizie,
ma per il loro rapporto con i ragazzi. Come vengono assunti? Con quali professionalità, con quali competenze, con quale graduatoria?
Insomma, se la norma passa in questo modo, ogni dirigente scolastico potrà chiamare chi gli pare, il primo che passa per la strada, non importa che abbia titoli o competenze. A fare il tecnico chiamerà un amministrativo...
PRESIDENTE. Onorevole Cordoni, la prego di concludere.
ELENA EMMA CORDONI. ...a fare l'amministrativo chiamerà il tecnico e, quindi, questo sarà un buono e ordinato avvio dell'anno scolastico, mi sembra di capire da queste intenzioni...
PRESIDENTE. Onorevole Cordoni, il tempo a sua disposizione è scaduto.
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, prendo la parola per invitare i proponenti al ritiro dei loro articoli aggiuntivi. È vero quanto detto dall'onorevole Cordoni: il problema c'è, ma la soluzione individuata dalle forze di opposizione ci sembra in questo momento non condivisibile e spiego il perché. C'è una ragione reale: così come scritto, automaticamente si passerebbe all'assunzione di 18 mila dipendenti, di cui la maggior parte bidelli e personale ausiliario. Questo è il problema che abbiamo ereditato, onorevole Capitelli, lei mi conferma che sto dicendo una cosa giusta.
Si tratta di un problema che il Ministero del tesoro sta esaminando e che non è di facile soluzione, per cui sicuramente sarà di nuovo all'esame di quest'Assemblea probabilmente nel periodo di tempo che porterà all'approvazione della legge finanziaria.
Onorevole Cordoni, questo è un problema delicatissimo che riguarda 18 mila dipendenti al di fuori delle piante organiche; è un problema ereditato dalla vecchia gestione, già segnalato dall'allora ministro De Mauro. È un problema delicato che oggi non può trovare soluzione, peraltro attraverso articoli aggiuntivi che non hanno copertura finanziaria.
Come sa bene l'onorevole Titti De Simone, sono stati assunti migliaia di bidelli nelle scuole attraverso le imprese di pulizia che impiegavano lavoratori socialmente utili. Questo personale non crea problemi, sussiste però un problema nelle segreterie delle scuole che riguarda il personale tecnico-amministrativo ivi occupato.
Ecco perché noi chiediamo il ritiro dei vostri articoli aggiuntivi e, se possibile, il sostegno sull'articolo aggiuntivo 4.09 del Governo che affronta il problema includendo, in modo esplicito, anche il personale ATA fra le categorie per le quali le competenze di nomina con il 1o di settembre passano ai dirigenti scolastici, in modo tale da dare copertura ai posti vacanti del personale amministrativo occupato nelle segreterie delle scuole.
La soluzione e la ratio del nostro articolo aggiuntivo sono chiare. Se le scuole ed i dirigenti dovranno affrontare il problema della copertura dei posti vacanti, essi avranno bisogno di avere il personale al completo per espletare tutte le operazioni che saranno necessarie, come, ad esempio, le operazioni di convocazione e di assegnazione delle nomine.
Ecco perché noi abbiamo presentato questo articolo aggiuntivo che estende le norme di semplificazione contenute nel decreto-legge all'assunzione del personale ATA, al fine di consentire ai dirigenti scolastici di disporre con urgenza del personale non docente necessario per l'espletamento delle attività amministrative poste a carico delle scuole dal decreto stesso.
L'articolo aggiuntivo 4.09 del Governo non comporta oneri in quanto si limita a spostare la competenza per le assunzioni a
tempo determinato del personale ATA dai dirigenti territorialmente competenti ai dirigenti scolastici.
Le assunzioni effettuate dai dirigenti scolastici saranno pertanto le stesse che, in assenza della disposizione introdotta dal nostro emendamento, verrebbero effettuate dai dirigenti territorialmente competenti.
Concludo tranquillizzando l'onorevole Cordoni, sotto questo aspetto non ci troviamo all'anno zero, poiché anche per questo personale esistono delle graduatorie quindi non ci saranno...
ELENA EMMA CORDONI. Non ci sono!
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. ...chiedo scusa onorevole Cordoni, questo decreto-legge nasce per razionalizzare l'utilizzo dei docenti. In questo caso, invece, non esistono nuove graduatorie, esistono le graduatorie ed i vecchi canali di reclutamento che, peraltro, i dirigenti scolastici hanno sempre utilizzato; non siamo all'anno zero sia per la copertura dei posti vacanti, sia per quanto concerne le supplenze temporanee.
Il tipo di reclutamento è già ampiamente normato, non c'è bisogno di richiamarlo (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Titti De Simone. Ne ha facoltà.
TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, noi riteniamo che la proposta del Governo rischi di trascinare, anzi trascinerà con assoluta certezza nel più totale disagio e nell'incertezza migliaia di lavoratori ATA della scuola, i quali si troveranno, con l'inizio del nuovo anno scolastico, in una situazione di caos che rischierà di paralizzare uno dei lavori più importanti svolti all'interno delle scuole. Si tratta infatti di lavoratori che, nella maggior parte dei casi, assolvono incarichi di segreteria amministrativa. Francamente non capiamo il motivo per cui la proposta emendativa presentata dai colleghi dell'opposizione, per il mantenimento in servizio di tale personale, per tutto l'anno scolastico 2001-2000, non abbia, ad avviso del Governo, copertura finanziaria, mentre per la soluzione proposta dal Governo è prevista la copertura finanziaria. Qual è la differenza?
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. È riferito solo al personale di segreteria.
TITTI DE SIMONE. Abbiamo comunque a che fare con personale che va stipendiato, a cui va mantenuto l'incarico, a cui va data la sicurezza e la garanzia di lavoro. Sinceramente non capiamo quale sia la difficoltà da parte del Governo di recepire questa proposta di buon senso, di giustizia, per dare garanzie e certezze a questi lavoratori, ma anche per permettere il buon e regolare funzionamento delle scuole. Non vorremmo che dietro la situazione di poca chiarezza e di incertezza che si profila si tentasse di ripetere un'operazione che abbiamo in Commissione come il sottosegretario Aprea sa benissimo, contestato apertamente; si tratta della soluzione adottata da questo Governo nei confronti degli altri lavoratori ATA, dei lavoratori socialmente utili, che crediamo abbia reso quanto più precaria e instabile la loro condizione di lavoro. D'altra parte, ciò ha comportato una operazione che ha addirittura implicato un raddoppio dei costi da parte dello Stato: l'assunzione di tali lavoratori in consorzi che stipulano con lo Stato alcune convenzioni, naturalmente con contratti a tempo assolutamente determinato, di grande flessibilità, con una copertura fino al 2002 dei lavoratori in questione.
Siamo molto preoccupati del fatto che, anche in tal caso, il Governo abbia in mente di ricorrere ad un ulteriore provvedimento che rischia di trascinare nella più totale incertezza del futuro, lavorativa e umana, migliaia e migliaia di lavoratori del comparto ATA della scuola, naturalmente
creando danni e disagi che rischiano di paralizzare profondamente il buon funzionamento degli istituti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambale. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE GAMBALE. Signor Presidente, intervento per dire al sottosegretario Aprea - e mi rivolgo anche al relatore - che dobbiamo intenderci sulla questione, perché sono state affermate alcune cose non proprio esatte; dopo aver seguito, negli ultimi tre governi, il personale ATA per delega, sulla materia ne so qualcosa in più e, pertanto, posso aiutare a fare chiarezza sulla tematica in esame.
Lei ha parlato di 18 mila persone che avete ereditato dalla vecchia gestione. Voglio far presente che, nella pianta organica del ministero, vi è una carenza di organico del personale ATA di oltre 60 mila unità, che abbiamo affrontato l'anno scorso con il Ministero della funzione pubblica e con il Ministero del tesoro. A tale carenza d'organico di 62 mila unità nei posti di ruolo a tempo indeterminato è stata fornita una soluzione parziale che si muove in diverse direzioni: è stato proposto primariamente di modificare la funzione del bidello, nel senso di delegare alcune delle sue mansioni all'esterno; sono state, cioè, esternalizzate.
La scelta di stabilizzare i 18 mila lavoratori socialmente utili della scuola e di trasformarli in dipendenti o in soci di cooperative o di ditte che stipulano un contratto di convenzione con lo Stato e con le scuole, va nella direzione di modificare il mansionario del bidello e trasformare tali impiegati in figure professionalmente diverse, oltre al personale di segreteria.
Quindi, in parte si è risposto con la stabilizzazione che, le ho già spiegato in Commissione, onorevole De Simone, comporta un onere minore per lo Stato. In caso contrario, la Corte dei conti e il Ministero del tesoro non avrebbero mai consentito questa operazione. In tal senso, abbiamo fornito una certezza di lavoro a questi 18 mila lavoratori socialmente utili.
Tuttavia, la questione della carenza di organico del personale ATA è una problematica ancora presente; non so quest'anno, avendo letto sui giornali e dopo aver ascoltato le dichiarazioni in Commissione circa l'immissione in ruolo di quasi 30 mila docenti, quale sia l'entità dell'immissione in ruolo a tempo indeterminato del personale ATA. Essa non è stata ancora stabilita.
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Si sta quantificando!
GIUSEPPE GAMBALE. Credo che da questo punto di vista il Governo sconti un ritardo. E questo non ha nulla a che vedere con la precedente gestione! Il fatto che in tale decreto-legge non fosse neanche citato il personale ATA e la circostanza che vi siate fatti autorizzare dalla funzione pubblica e dal Tesoro rispetto alla immissione in ruolo dei docenti, mentre per quanto riguarda il personale ATA nulla si sa rispetto all'immissione in ruolo, credo che testimoni una probabile mancanza di considerazione nei confronti di tali figure, essenziali nell'attività di supporto all'autonomia e alla attività didattica.
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Ci sono più problemi!
GIUSEPPE GAMBALE. D'altra parte, a testimoniare tale scarsa attenzione e superficialità vi è stato anche l'intervento dell'onorevole Boccia, che interverrà nuovamente quando esamineremo l'articolo aggiuntivo del Governo per sottolineare che è stato presentato senza copertura dal punto di vista finanziario. Ciò testimonia l'approssimazione e la superficialità con le quali è stata affrontata la questione.
I nostri articoli aggiuntivi vanno nella direzione, assolutamente non polemica e ostruzionistica, di ricercare una soluzione. È vero che esiste un meccanismo consolidato di chiamata per le supplenze e l'immissione in ruolo del personale ATA,
ma è altrettanto vero che le graduatorie, cui faceva riferimento l'onorevole Cordoni, sono risalenti e probabilmente non rispettano gli ultimi anni di servizio, a cominciare da quello che si è appena concluso.
Invito pertanto sia il Governo sia il relatore ad affrontare la materia con maggiore attenzione. Non si tratta, infatti, di entrare nel merito delle procedure; si tratta invece di affrontare con la massima attenzione una problematica rispetto alla quale lo stesso Governo ha affermato che la funzione pubblica e il Tesoro non hanno quantificato le immissioni in ruolo con le quali si procederà per quest'anno.
Cerchiamo pertanto, sotto questo profilo, di essere una forza responsabile. Non abbiamo responsabilità di governo, dal momento che in questo momento le avete voi; tuttavia, vi facciamo presente che affrontare la questione in questo modo è estremamente superficiale ed anche pericoloso. Invito pertanto il Governo a considerare la possibilità di accantonare le proposte emendative ed a procedere cercando una soluzione diversa per tale questione, anche tenendo conto della relazione tecnica che è stata presentata.
Non è vero infatti che non c'è un onere di spesa; su questo punto sono d'accordo con l'onorevole Boccia. Sia quest'articolo aggiuntivo sia l'intero articolo 4 presentano oneri di spesa dei quali vi renderete conto allorquando governerete concretamente tale materia. Credo, inoltre, che il personale ATA non meriti questo tipo di trattamento.
Per questa ragione, vi invitiamo, se volete, ad approvare le nostre proposte emendative. In caso contrario, sarebbe preferibile accantonarle e trovare una soluzione più adatta e responsabile per affrontare tale tematica.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Capitelli. Ne ha facoltà.
PIERA CAPITELLI. Signor Presidente, non entro nel merito della questione che già stata spiegata efficacemente dall'onorevole Gambale. Il mio intervento mira invece a sottoscrivere la proposta dell'onorevole Gambale. Si tratta di una proposta chiara rivolta al Governo: noi abbiamo voluto dimostrare la capacità di affrontare un problema che conoscevamo. Il Governo è arrivato tardi; neppure in Commissione ha voluto affrontare con noi questo grave problema. Addirittura, in quella sede, si è avanzato il dubbio, da parte del presidente, che i nostri emendamenti fossero inammissibili per estraneità di materia. Perché non si è voluta questa collaborazione? Il motivo credo sia chiaro. Non la si è voluta accettare perché non la si è voluta accettare complessivamente sull'intero provvedimento. Tuttavia, trattandosi di una questione urgente, riconosciuta anche con la presentazione di un articolo aggiuntivo del Governo, - proposta emendativa che non possiamo accettare dal momento che non è chiara - e considerato che le ragioni che invocava il sottosegretario Aprea non spiegano la necessità del mantenimento delle stesse persone che erano in servizio l'anno precedente, noi chiediamo che venga accantonata la questione al fine di permettere un avvio certo dell'anno scolastico, garantendo anche il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario necessario. Chiediamo quindi che non ci si ostini a non accettare le nostre proposte. Anche su questo tema e su tali questioni quindi - che vanno a ledere dei diritti - prevediamo che vi saranno ricorsi e contenziosi che turberanno l'avvio dell'anno scolastico.
Credo che il Governo abbia decisamente sottovalutato la questione del personale ATA. Lo riconosca e si confronti con noi, accantonando la sua proposta emendativa.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Cordoni. Ne ha facoltà.
ELENA EMMA CORDONI. Signor Presidente, mi fa piacere che il Governo finalmente ammetta che vi è stata una dimenticanza, anche se temo che non di questo si tratti ma che si stia cominciando a fare i conti con il bilancio dello Stato.
Capacità di governo è trovare soluzioni, altrimenti saremmo tutti bravi e chiunque potrebbe governare. Questo è un problema vecchio, come tutti i problemi che stiamo affrontando e che tuttavia è responsabilità del Governo risolvere.
Il Governo dovrebbe sapere che in molti territori queste graduatorie non ci sono. È sufficiente mettersi in contatto con alcune realtà territoriali per scoprire che quello che vi stiamo dicendo è vero. Credo che, se si ha qualche rapporto con il personale che gravita attorno al mondo della scuola, queste cose si sappiano. Non stiamo parlando di questioni inesistenti.
Inoltre, si dice: ma come ? Non c'è scritto, e si usano le graduatorie! Di nuovo: si continua a non volere accogliere cose banali. Scrivete che si ricorrerà al metodo tradizionale, che si è sempre usato.
Un'ultima questione. Per gli articoli aggiuntivi da noi presentati per risolvere il problema, si dice che non c'è copertura. Il sottosegretario Aprea poi afferma che assumeranno ugualmente le persone, ma se si prevede il dirigente scolastico al posto del dirigente territorialmente competente, i soldi non escono comunque dalle tasche dello Stato, onorevole Aprea?
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi Capitelli 4.01 e Gambale 4.06, non accettati dalla Commissione né dal Governo e sui quali la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 470
Votanti 469
Astenuti 1
Maggioranza 235
Hanno votato sì 214
Hanno votato no 255).
Passiamo al subemendamento 0.4.09.1 della Commissione.
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, riterrei opportuno sopprimere anche il riferimento al secondo e quarto periodo contenuto nell'articolo aggiuntivo 4.09 del Governo. In altre parole, l'articolo aggiuntivo 4.09 del Governo dovrebbe essere così riformulato: «Il disposto dell'articolo 4, comma 1, primo periodo...».
PRESIDENTE. Chiedo se il relatore sia d'accordo con la correzione prospettata dal Governo.
CARMELO BRIGUGLIO, Relatore. Sono d'accordo, signor Presidente.
ELENA EMMA CORDONI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ELENA EMMA CORDONI. La proposta del Governo dovrebbe essere esaminata dal Comitato dei nove, o forse non abbiamo alcun titolo per esprimere un orientamento?
PRESIDENTE. Onorevole Cordoni, il Comitato dei nove ha certo titolo per esprimere il proprio orientamento. Adesso si stanno esprimendo tutti gli orientamenti.
ELENA EMMA CORDONI. Personalmente vorrei che venisse convocato il Comitato dei nove e che il presidente, che in questo momento non vedo in aula, svolgesse questo tipo di funzione.
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Ma è una correzione formale!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vediamo se è possibile apportare la correzione proposta dal Governo, su cui il relatore è concorde.
Le chiederei di prendere atto che si tratta di una situazione esaminata immediatamente ma collegialmente da tutta l'Assemblea. Credo, quindi, che non bisognerebbe formalizzarsi su tale richiesta, perché ne stiamo discutendo, addirittura, in un modo più approfondito rispetto a quanto accade in molte altre circostanze.
LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, intervengo molto brevemente. Non credo che l'Assemblea possa prendere il posto del Comitato dei nove, perché, altrimenti, non avrebbe più senso che lo stesso si riunisca, quando la seduta è in corso. Invece - come tutti sappiamo - molto spesso è accaduto che l'Assemblea abbia interrotto i suoi lavori per riunire il Comitato dei nove.
L'interpretazione in base alla quale è inutile che il Comitato dei nove si riunisca perché l'Assemblea sta deliberando, praticamente contraddirebbe una certa procedura parlamentare. Chiedo, quindi, che sia lei a valutare - nella sua discrezionalità - se sia il caso o meno di convocare il Comitato dei nove, sia pure per pochi minuti, al fine di valutare la modifica proposta, che apparentemente è formale, ma che invece è sostanziale, perché elimina un riferimento specifico che, invece, è contenuto nell'articolo aggiuntivo 4.09 del Governo. Valuti lei, però, mi permetterei di sottoporre alla sua attenzione la non assorbibilità del ruolo del Comitato dei nove nelle deliberazioni dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevole Violante, è dubbio che la situazione sia questa. Ho rivolto un invito perché ho ritenuto che la richiesta, forse, non fosse così inevitabile. Per me sospendere cinque minuti la seduta non è assolutamente un problema, soprattutto se serve a facilitare i lavori.
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, abbiamo ritenuto di dover eliminare il richiamo al quarto periodo perché, in effetti, c'è un riferimento al personale docente, in questo caso, superfluo e dannoso, che non aggiungeva nulla rispetto all'obiettivo personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Quindi, era praticamente superfluo. Invece, il primo periodo e ciò che si dice successivamente («decorso il termine del 31 luglio...») sono il cuore dell'articolo aggiuntivo. Il secondo e il quarto periodo, in realtà, erano superflui perché rinviavano alla graduatoria permanente dei docenti che, in questo caso, non aveva senso e significato. A ciò avrebbero dovuto provvedere i nostri uffici: ci scusiamo, ma, come lei sa, presidente Violante, a volte ciò capita nell'elaborazione delle norme.
PRESIDENTE. Ritengo opportuno sospendere la seduta cinque minuti affinché si riunisca il Comitato dei nove.
La seduta, sospesa alle 10,30, è ripresa alle 10,40.
PRESIDENTE. Chiedo al relatore di riferire all'Assemblea circa l'esito della riunione del Comitato dei nove.
CARMELO BRIGUGLIO, Relatore. Signor Presidente, nella sostanza, ognuno è rimasto sulle proprie posizioni; queste, tuttavia, sono state formalizzate, così com'era stato richiesto.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, avevo chiesto già ieri di parlare, ed ho ripetuto la richiesta poc'anzi: forse, sarebbe stato utile che lo avessi fatto prima della sospensione perché, come ho già preannunciato al sottosegretario stamani, l'articolo aggiuntivo 4.09 del Governo creava, e crea tuttora, alcuni problemi.
Il problema di ordine formale è stato accortamente eliminato mediante una riformulazione nella quale, scomparsi i riferimenti ai periodi secondo e quarto del comma 1, viene conservato soltanto quello al periodo primo del medesimo comma.
Tuttavia, signor Presidente, permangono, sotto diversi profili, tutte le questioni relative alla copertura: per una parte, questo articolo aggiuntivo sicuramente non ha copertura e, quindi, viola l'articolo 81, comma 4, della Costituzione.
Noto che non molti colleghi stanno seguendo la mia esposizione il che, considerato l'andazzo instauratosi sin dall'inizio della legislatura, mi autorizza a prefigurare, se continueremo in questo modo, spiacevoli scenari: avendo tirato giù qualche conto, posso dire, infatti, che già siamo intorno ai 120 miliardi di sforamento e posso anticipare inoltre che, per effetto di questo provvedimento, arriveremo probabilmente a 500 miliardi; poi ci lagneremo per il buco!
Tra l'articolo aggiuntivo in parola e gli altri non c'è alcuna differenza; e vorrei che i colleghi mi seguissero un attimo mentre motivo questa mia affermazione: con gli articoli aggiuntivi Capitelli 4.01 e Gambale 4.06 si procedeva ad una conferma automatica del personale precario; con l'articolo aggiuntivo 4.09 del Governo, mentre nella prima parte si detta una disciplina per il personale a tempo indeterminato, nella seconda, come dice anche la nota tecnica predisposta, si cambia solo il soggetto che provvede, sostituendo ai dirigenti superiori i singoli dirigenti scolastici. Allora, dal punto di vista della spesa, si pongono alcune domande alle quali il sottosegretario non ha dato risposta, vale a dire quale sia il numero fino al quale i dirigenti scolastici possono provvedere ed entro quali limiti di spesa.
Lascio immaginare ai colleghi cosa succederà nelle scuole quando ciascun dirigente scolastico avrà la facoltà di stipulare contratti a tempo determinato; si noti che non pongo la questione relativa alla disciplina dei contratti a tempo indeterminato, bensì quella dei contratti a tempo determinato.
Ogni qual volta, decorso il termine del 31 luglio, vi sarà la necessità, non con riferimento al personale docente, ma con riferimento a quello amministrativo, tecnico ed ausiliario, di operare delle sostituzioni, vi provvederà il dirigente scolastico. Ma entro quali limiti numerici? Fino a che punto i singoli dirigenti scolastici potranno spingersi? Entro quale limite di spesa? Venendo a mancare, signor Presidente, un coordinamento centrale, migliaia di dirigenti attiveranno contratti a tempo determinato senza controllo. Questo significherà che potremmo avere un effetto perverso moltiplicato per centinaia di miliardi.
La Commissione bilancio ha posto uno sbarramento, con un emendamento accolto dal Comitato dei nove, entro il limite della programmazione delle assunzioni; quel limite però riguarda le assunzioni a tempo indeterminato; in questo caso ci troviamo di fronte ad assunzioni a tempo determinato. Quindi, la spesa resta non coperta e siamo di fronte ad una violazione dell'articolo 81, comma 4, della Costituzione (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cordoni.
ELENA EMMA CORDONI. Signor Presidente, confesso che sia dal dibattito che si è svolto sulla questione del personale amministrativo e tecnico - il cosiddetto personale ATA - sia dallo scambio di opinioni che abbiamo avuto nel Comitato
dei nove, si conferma - non so quale espressione usare, non voglio offendere nessuno - la sensazione che non si è aggiornati sulle normative in vigore nel nostro paese.
Quando chiedevo come avrebbero fatto i dirigenti scolastici ad assumere personale tecnico ed amministrativo, la mia era una richiesta di chiarificazione e di conoscenza; nella conversazione svoltasi nel Comitato dei nove ho capito che si pensa di ricorrere all'articolo 16 della legge n. 56 del 1987 sul collocamento pubblico.
Faccio presente che questa norma non è più in vigore per quanto riguarda il collocamento nel Ministero della pubblica istruzione; tutta questa materia, infatti, è demandata - noi la trattiamo in termini di diritto del lavoro - ad una gestione domestica del collocamento, effettuata dai provveditorati e dalla amministrazione della pubblica istruzione. Non si ricorre più alla assunzione attraverso l'ufficio di collocamento, come avveniva prima. Quindi, mentre per i bidelli sono state fatte in questi mesi le graduatorie per coloro che da 20 anni ricorrevano all'articolo 16 della legge n. 56 del 1978 per le assunzioni, che avvenivano attraverso i comuni o le province, non attraverso la pubblica istruzione, non esistono le graduatorie per quanto riguarda il personale amministrativo e tecnico. Per questo, credo che la proposta dell'onorevole Gambale di accantonare questo punto e di effettuare una verifica con il ministero, affinché il Governo sia messo nelle condizioni di verificare se le cose che noi diciamo corrispondano al vero e di individuare quali siano le soluzioni, derivi proprio dalle modifiche in campo, di cui non sembra prendere atto questa norma.
Lo dico, sottosegretario Aprea, perché questo personale amministrativo è quello che aiuterà i presidi a provvedere alle chiamate dirette; se questo personale il 31 agosto, il di luglio, non ci sarà più, chi espleterà tale procedura?
Rischiamo non solo di non dare una risposta al personale tecnico e amministrativo, ma di mettere in ulteriore difficoltà i dirigenti scolastici che devono provvedere alle chiamate del personale docente. Chi farà quelle telefonate? Non penseremo mica che, a Roma, le 10 mila telefonate le potrà fare il dirigente scolastico della città? Oppure che nelle province useranno il personale degli uffici? Per cui invito, proprio per il condivisibile obiettivo che vi siete dati dell'ordinato avvio scolastico, di riflettere un momento su questa norma e di proporla in modo tale che aiuti ad affrontare i problemi che ci troveremo dinanzi il 1o settembre.
Non si rende un buon servizio alla scuola se non si ascoltano le buone considerazioni e le buone ragioni.
Non vi stiamo dicendo di sposare il nostro articolo aggiuntivo, vi stiamo dicendo di predisporre una norma che vi consenta quella operazione di cui parlate. Non riesco a capire il vostro atteggiamento persino di fronte all'evidenza e all'ovvio! Credo che ognuno abbia il proprio ruolo: noi abbiamo segnalato quali problemi si prospettino, la maggioranza e il Governo se ne assumeranno le conseguenti responsabilità, anche a fronte delle modifiche da noi proposte proprio per accelerare la soluzione di tali problemi e per dare alla scuola la sua autonomia. Corriamo, infatti, il rischio di trovarci di fronte a problemi che non saranno risolvibili.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento 0.4.09.1 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 448
Votanti 446
Astenuti 2
Maggioranza 224
Hanno votato sì 251
Hanno votato no 195).
Passiamo alla votazione del subemendamento 0.4.09.2 della Commissione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambale. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE GAMBALE. Signor Presidente, le chiedo scusa ma vorrei per un momento la sua attenzione. Noi abbiamo portato avanti un ostruzionismo moderato (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale) cercando di intervenire nel merito, però adesso le chiedo davvero un intervento su questo punto perché ne va veramente del buonsenso e della logica secondo la quale conduciamo i nostri lavori.
Ci troviamo davanti ad una situazione in cui l'opposizione ha proposto, per quanto riguarda il personale ATA, di confermare lo statu quo, di mantenere cioè in servizio per il prossimo anno coloro che erano in servizio quest'anno. Ci è stato risposto che la Commissione bilancio ha rilevato che non vi è la copertura. Al contrario, il Governo ha presentato poi l'articolo aggiuntivo 4.09 con cui - dopo aver precisato, in quest'aula, di non essere ancora in condizioni di dire quante assunzioni a tempo indeterminato i Ministeri dell'economia e finanze e della funzione pubblica autorizzeranno per il prossimo anno scolastico - viene cambiata la procedura per gli incarichi e per le nomine, presentando una relazione tecnica a dir poco ridicola; tuttavia, tale articolo aggiuntivo ottiene il parere favorevole della Commissione bilancio!
Allora dobbiamo capirci perché si tratta davvero, come diceva prima anche il presidente Violante, del nostro modo di condurre i lavori. Dobbiamo capirci tra noi, tutto si può fare, voi siete la maggioranza ed avete i numeri per approvare tutto ciò che volete, però se c'è la copertura finanziaria c'è per tutti, poi possiamo decidere come utilizzarla, ma se la copertura finanziaria non c'è, non c'è per nessuno. Tra l'altro, a questo punto, visto che la situazione diventa davvero un po' spiacevole chiedo formalmente che il ministro della pubblica istruzione università e ricerca si degni di venire qui a parlare con noi (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale) visto che stiamo discutendo un decreto-legge che riguarda l'inizio dell'anno scolastico ed il ministro - sottolineo - non ha mai messo piede in quest'aula.
PRESIDENTE. Onorevole Gambale, le ricordo, in primo luogo, che il Governo è rappresentato in aula dal sottosegretario Aprea e le rammento inoltre che il Governo ha presentato il suo articolo aggiuntivo 4.09, che è stato riformulato e che la riformulazione stessa è stata perfettamente compresa. Pertanto, francamente, non vedo come potrei intervenire relativamente a tale questione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento 0.4.09.2 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 461
Votanti 460
Astenuti 1
Maggioranza 231
Hanno votato sì 258
Hanno votato no 202).
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo 4.09 del Governo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Capitelli. Ne ha facoltà.
PIERA CAPITELLI. Signor Presidente, la discussione su questo argomento si è ormai decisamente protratta troppo a lungo. Abbiamo avuto modo di constatare come non si sia fatto quello che si poteva fare, vale a dire un confronto franco e aperto in Commissione per trovare una soluzione ad un problema che era stato omesso dal Governo, che ha dimenticato l'urgenza connessa all'inizio dell'anno scolastico: dare certezze e garanzie di nomine e di copertura dei posti al personale tecnico ausiliario e amministrativo. Non si
è voluto fare, si è arrivati in aula con soluzioni confuse che non tengono conto, come evidenziava l'onorevole Cordoni, dei provvedimenti sopraggiunti (per il personale ausiliario, ad esempio, non si fa più riferimento alle liste di collocamento!). Viene da chiedersi perché, in un provvedimento di necessità ed urgenza, si sia dimenticato tale aspetto, quando invece sono stati introdotti principi e regole che nulla avevano a che fare con l'urgenza; principi e regole con cui potevamo anche essere d'accordo magari avendo la possibilità di confrontarsi in un contesto diverso, non con la fretta di convertire un decreto-legge in legge, ma se fosse stato presentato, ad esempio, un disegno di legge.
Quindi, non mi soffermerò più sulla questione del personale tecnico ed ausiliario; vorrei insistere invece sulla questione politica: riteniamo che questo decreto-legge abbia introdotto urgenze che non c'erano e non abbia invece affrontato quelle che si presenteranno non coperte all'inizio dell'anno scolastico e alle quali non si è saputo, per la fretta, dare una risposta in Assemblea.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 4.09 del Governo, nel testo riformulato come subemendato, accettato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 465
Votanti 461
Astenuti 4
Maggioranza 231
Hanno votato sì 258
Hanno votato no 203).
Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Fanfani non ha funzionato.
Passiamo agli identici articoli aggiuntivi Cordoni 4.02 e Gambale 4.05.
CARMELO BRIGUGLIO, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARMELO BRIGUGLIO, Relatore. Signor Presidente, formulo un invito al ritiro per gli articoli aggiuntivi Cordoni 4.02 e Gambale 4.05, in quanto il Governo ha comunicato di aver predisposto un disegno di legge in materia e perché non si è in grado, in questo momento, di quantificare la spesa ed il personale contemplati dalle stesse proposte emendative. La Commissione bilancio ha infatti espresso su di esse un parere contrario. Vi è comunque un apprezzamento in ordine al contenuto degli articoli aggiuntivi. Rinnovo l'invito al ritiro, in caso contrario il parere della Commissione sarebbe contrario.
PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori dell'articolo aggiuntivo Cordoni 4.02 se accolgano l'invito al ritiro formulato dal relatore.
ALBA SASSO. Signor Presidente, quest'articolo aggiuntivo riguarda - lo dico per informazione - un intervento sui criteri di nomina per gli organici delle accademie delle belle arti, dei conservatori di musica, dell'Accademia nazionale di arte drammatica e dell'Accademia nazionale di danza. Quello del personale è un problema che sta molto a cuore a tutti noi.
A nome anche degli altri presentatori accetto comunque l'invito al ritiro formulato dal relatore, in quanto presenteremo un ordine del giorno concordato su questo tema. La questione ci sembra essere assai delicata, in quanto si tratta sia di garantire il servizio dei docenti di queste istituzioni sia, soprattutto, di giungere ad una nuova definizione dell'organico e dei criteri di nomina per tali lavoratori.
PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori dell'articolo aggiuntivo Gambale 4.05 se accolgano l'invito al ritiro formulato dal relatore.
GIUSEPPE GAMBALE. Signor Presidente, a nome anche degli altri presentatori accolgo l'invito al ritiro formulato dal relatore. Ciò perché l'attuazione della legge n. 508, legge di riforma di queste istituzioni, ancora non ha visto approvati, ed in alcuni casi addirittura emanati, i relativi regolamenti attuativi. Vi è in tal senso un forte ritardo. La proposta del Governo di presentare un disegno di legge organico che contempli la riorganizzazione del personale di queste istituzioni ci vede quindi favorevoli.
Presenteremo comunque in materia un ordine del giorno, augurandoci che la questione possa trovare soluzione quanto prima.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Capitelli 4.04.
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, intervengo solamente per chiedere il ritiro degli articoli aggiuntivi Capitelli 4.04 e Gambale 4.07. Ringrazio i proponenti per aver sottoposto al Governo il problema relativo alla questione degli educandati. Abbiamo fatto nostro questo problema ed abbiamo presentato un articolo aggiuntivo in materia. Quindi, è sicuramente accolta la richiesta degli onorevoli proponenti: questo aspetto farà parte integrante del provvedimento.
Ringrazio ancora i proponenti e li invito a ritirare gli articoli aggiuntivi Capitelli 4.04 e Gambale 4.07, perché vi è la proposta emendativa del Governo che insieme abbiamo elaborato.
PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori degli articoli aggiuntivi Capitelli 4.04 e Gambale 4.07 se intendano aderire all'invito al ritiro formulato dal Governo.
GIUSEPPE GAMBALE. Sì, Signor Presidente, e chiedo di parlare per motivarne le ragioni.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE GAMBALE. Signor Presidente, ritiro il mio articolo aggiuntivo 4.07 e credo di poter preannunciare, a nome dei presentatori, il ritiro anche dell'articolo aggiuntivo Capitelli 4.04. Faremo infatti convergere i nostri voti sull'articolo aggiuntivo 4.08 del Governo, perché ci fa piacere che il Governo abbia colto le problematiche sulle quali abbiamo richiamato la sua attenzione. Si tratta di diritti di lavoratori che quest'anno hanno rischiato di vedere seriamente compromessi i loro diritti di accesso al lavoro.
Nell'ultima fase di attività del ministro De Mauro bloccammo le immissioni in ruolo degli educatori per quanto riguarda la parte dei semiconvitti, proprio perché si era creata una situazione di disparità di trattamento. Il regolamento di riforma di queste istituzioni è sottoposto agli organi di controllo e, quindi, da questo punto di vista ci fa piacere che il Governo abbia accolto favorevolmente ciò che abbiamo proposto. Voteremo, dunque, a favore dell'articolo aggiuntivo 4.08 del Governo.
PRESIDENTE. Sta bene. Prendo atto che gli articoli aggiuntivi Capitelli 4.04 e Gambale 4.07 sono stati ritirati.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento 0.4.08.1 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 464
Maggioranza 233
Hanno votato sì 457
Hanno votato no 7).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 4.08 del Governo, nel testo subemendato accettato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 472
Votanti 470
Astenuti 2
Maggioranza 236
Hanno votato sì 467
Hanno votato no 3).
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.1 del Governo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.
ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, queste rubriche del Governo non vanno bene, perché la rubrica dell'articolo 5 non può essere denominata «Norme finali». Evidentemente titolare gli articoli significherebbe far capire meglio al cittadino il contenuto dei medesimi. Allora, in questo caso bisognerebbe inserire il seguente titolo: «Modalità e tempi dell'entrata in vigore del presente decreto-legge»; questo è, infatti, l'esatto contenuto dell'articolo 5. Il titolo «Norme finali» non ha alcun senso, a meno che non si voglia dare ad esso il significato di norme che vengono per ultime, ma allora le rubriche precedenti avrebbero dovuto nomarsi come norme iniziali, norme mezzane, norme mediane e, infine, norme finali. Oppure se il termine «finali» va inteso nel senso che mai più si può normare su questa materia, questo mi pare un impegno eccessivo che il Governo intende assumersi: quindi gli consiglierei di non farlo. In ogni caso voterò contro tale emendamento.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.1 del Governo, accettato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 477
Votanti 284
Astenuti 193
Maggioranza 143
Hanno votato sì 269
Hanno votato no 15).
Poiché il disegno di legge consiste in un articolo unico, si procederà direttamente alla votazione finale.
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