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LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, la questione è la seguente: la Camera ha approvato - grazie ad un sistema di astensioni reciproche - due distinti documenti, uno della maggioranza ed uno dell'opposizione, sui contenuti che avrebbero dovuto caratterizzare il G8. Siccome il vertice si è concluso e la Camera aveva dato precise indicazioni sui principali obiettivi che questo incontro avrebbe dovuto perseguire, chiedo che il Presidente del Consiglio venga a riferire in aula in ordine agli impegni che la Camera gli aveva commesso. Lo chiedo qui, avendo tanto la maggioranza quanto l'opposizione indicato, sostanzialmente di comune intesa, determinati obiettivi da raggiungere. Ritengo, quindi, utile che il Presidente del Consiglio venga quanto prima alla Camera a riferire su quanto è emerso dal G8. Premetto che si tratterà di un dibattito senza votazione, che dovrebbe prevedere l'intervento di un deputato per gruppo in ordine all'acquisizione, da parte della Camera, del rapporto tra impegni assegnati ed attività svolta al vertice di Genova.
ELIO VITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ELIO VITO. Signor Presidente, non abbiamo difficoltà pregiudiziali ad aderire alla richiesta del presidente Violante. Tra l'altro, siamo convinti nel merito che i contenuti ed i risultati raggiunti nel vertice di Genova sotto la guida del Presidente del Consiglio Berlusconi siano tutti positivi e credo anche che quest'ultimo saprà rappresentarli alla Camera con soddisfazione di tutti.
Conveniamo anche sul fatto che, se questo dibattito si deve svolgere, è naturalmente più opportuno che si tenga in questo ramo del Parlamento, avendo la Camera approvato risoluzioni, non solo della maggioranza ma anche dell'opposizione, con quel meccanismo rilevato dal presidente Violante.
Signor Presidente, detto ciò, voglio solo osservare che naturalmente abbiamo anche l'esigenza di programmare l'ordinato svolgimento dei nostri lavori come prevede il regolamento, nonché l'esigenza di concludere l'esame dei provvedimenti previsti nel calendario già deliberato dalla Conferenza dei presidenti di gruppo. Non possiamo, quindi, ad ogni seduta, ogni settimana, avere delle richieste, seppure legittime ed anche condivisibili, da parte dell'opposizione; esse, in qualche misura, devono certamente essere raccordate con un calendario dei lavori che, per quanto riguarda la maggioranza, intendiamo rispettare sino all'ultimo provvedimento e sino alla conclusione dei lavori parlamentari prima delle ferie estive. Quindi, ben venga questa richiesta e ben vengano anche eventuali altre richieste che si possono aggiungere da qui alla conclusione dei lavori parlamentari, ma esse devono essere raccordate con il calendario.
La maggioranza è disponibile e credo che anche il Presidente del Consiglio Berlusconi sarà disponibile a venire alla Camera. Abbiamo già dimostrato la disponibilità
di altri ministri a venire alla Camera, però non intendiamo rinunciare al diritto, nonché al dovere nei confronti degli elettori, di sottoporre al voto della Camera quei provvedimenti che abbiamo giudicato essenziali e che sono stati riconosciuti tali dalla Conferenza dei presidenti di gruppo, che ne ha anche deliberato l'urgenza con le procedure che conosciamo (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Se non vi sono altri colleghi che intendono parlare su questo argomento, credo che il Presidente della Camera non possa che prendere atto della richiesta avanzata da un gruppo parlamentare e formulata dall'onorevole Violante che, tra l'altro, mi sembra non sia affatto contrastata dai rappresentanti della maggioranza, secondo quanto afferma l'onorevole Vito.
Peraltro, mi richiamo al fatto che, già nella mia breve introduzione ai lavori dei giorni scorsi, quando il ministro dell'interno Scajola è venuto a riferire alla Camera, ho fatto riferimento, proprio sulla base delle mozioni che erano state approvate, alla necessità che si riportasse in Parlamento la valutazione politica dei risultati politici cui il vertice dei Capi di Stato e di Governo del G8 era pervenuto, auspicando un intervento in proposito del Presidente del Consiglio e - come dissi in quella circostanza - del ministro degli affari esteri.
Vi è, però, un'esigenza a cui sono sensibile - anche perché sono sempre più pressato dai colleghi - ed è quella di dare un qualche ordine ai nostri lavori parlamentari, anche perché oggi è il 25 luglio e dobbiamo scadenzare il lavoro delle prossime giornate. Mi riservo, quindi, di comunicare ai presidenti di gruppo l'orario di convocazione di una Conferenza dei presidenti di gruppo al termine dei nostri lavori, in modo tale che si possa calendarizzare questo importante appuntamento politico con i risultati del vertice del G8, sulla base del calendario già approvato e che è fitto di impegni. Pertanto, in linea di massima, sicuramente il dibattito si svolgerà: vedremo quando e come collocarlo.
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