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DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
linee statunitensi e quelle NATO potrebbero aver prodotto l'effetto di lasciare di fatto ai Marines rischierati ad Aviano una larghissima e singolare autonomia, in assenza di controlli effettivi sulle attività svolte;
con particolare riguardo alla progettazione di un nuovo percorso del tratto di valico.
riserva e il cui costo storico è stato positivamente influenzato da rilevanti rivalutazioni in esenzione fiscale ai sensi del D.L. 21 aprile 1993 n. 116 reiterato il 21 giugno 1993 n. 198 e convertito in legge il 9 agosto 1993 n. 292, possano essere stati acquisiti da società private ad un costo di gran lunga inferiore a quello di mercato, permettendo alle stesse di attuare operazioni di basso profilo speculativo; mentre una corretta politica sociale in conformità al dettato Costituzionale avrebbe dovuto attribuire tale vantaggio esclusivamente agli inquilini;
di vetrine e contestatori così ben attrezzati delle iniziative dei Paesi occidentali maggiori -:
il giorno 3 febbraio 1998 un aereo statunitense EA-6B Prowler, appartenente al Corpo dei Marines, rischierato ad Aviano per l'operazione «Deliberate Guard» in Bosnia ed assegnato alla squadriglia VMAQ-2, nell'ambito della missione «EASY 01», ha urtato contro i cavi della funivia del Cermis, provocando la caduta di una delle cabine e la morte delle 20 persone trasportate;
la Camera dei deputati, il 19 ottobre 1999, ha approvato la Deliberazione recante «Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle responsabilità relative alla tragedia del Cermis», con il compito di: fare piena luce sugli avvenimenti, sulle cause e sulle responsabilità ad ogni livello; accertare l'adeguatezza delle norme che disciplinano i voli di addestramento militare in Italia; verificare le procedure ed i sistemi di controllo di tali attività di volo;
la Commissione parlamentare d'inchiesta, nella seduta del 7 febbraio 2001, ha approvato, pressoché all'unanimità, con l'adesione dell'attuale maggioranza, la relazione conclusiva;
si è accertato che la sciagura è stata causata dalla sistematica violazione, da parte dell'equipaggio dell'aereo, delle regole di volo a cui era vincolata quella missione di addestramento, in particolare quelle relative alla velocità ed alla quota di sorvolo. L'equipaggio del volo incriminato, assumendo un comportamento indisciplinato e irresponsabile, ha volontariamente manovrato l'aereo in modo aggressivo, volando notevolmente più in basso e più velocemente di quanto consentito tutte le volte che il terreno lo ha permesso. Proponendo una valutazione dei fatti secondo i principi dell'ordinamento italiano, pur nel rispetto del legittimo esercizio della giurisdizione da parte degli Stati Uniti, la Commissione ha individuato nell'atteggiamento psicologico dei militari impegnati nella missione «EASY 01», ed in primo luogo e principalmente nel pilota, cap. Ashby, gli estremi della colpa, sia generica che specifica;
la Commissione ha rilevato anche che l'esame delle responsabilità non era circoscrivibile alla condotta dell'equipaggio, ma coinvolgeva tutta la catena di comando americana. Sulla base degli indizi raccolti, si è dedotto che il comandante del gruppo a cui apparteneva il Prowler decollato dalla base di Aviano, ten. col. Muegge, in seguito rimosso dall'incarico, era consapevole della condotta dei suoi piloti durante le missioni in Italia, consentendo comportamenti aggressivi nel volo. La Commissione, inoltre, ha osservato che le varie deleghe di autorità e la distinzione tra le funzioni di controllo e di comando tra te
ha destato perplessità, inoltre, la scelta statunitense di costituire dopo la sciagura una Commissione d'inchiesta di comando, anziché attivare il Comitato di investigazione di sicurezza del volo o, in alternativa, la Commissione d'inchiesta di sicurezza del volo USA, secondo quanto previsto dallo Stanag 3531, accordo che regolamenta in ambito NATO le modalità di svolgimento delle inchieste sugli incidenti aerei che coinvolgono più stati dell'Alleanza. Un'inchiesta privilegiata di sicurezza del volo avrebbe molto probabilmente ottenuto dalle persone coinvolte, o da alcune di esse, delle testimonianze più complete e veritiere. Alla Commissione l'inchiesta statunitense è sembrata eccessivamente circoscritta al Gruppo di Marines, non è andata oltre tale livello nella ricerca e nell'individuazione di eventuali ulteriori elementi di interesse, anche nel campo delle responsabilità. Infine la Commissione ha espresso il proprio rammarico per il diniego ricevuto dalle autorità americane alla propria richiesta di ulteriori approfondimenti;
riguardo alla catena di comando italiana, la Commissione ha preso atto delle conclusioni cui sono giunte le autorità giudiziarie militari, che non hanno ravvisato responsabilità penali a carico della stessa. Si è rilevato che nei vent'anni antecedenti all'incidente vi è stata da parte delle autorità politico istituzionali e militari italiane una non attenta valutazione delle segnalazioni di sorvoli pericolosi e non conformi alle regole provenienti dalla popolazione e dalle autorità locali, segnalazioni cui non è stato dato adeguato riscontro, forse anche in conseguenza della loro genericità. Allo stesso tempo si è rilevata una certa passività ed acquiescenza nei confronti delle forze armate americane di stanza in Italia, e si sono invitate le competenti autorità militari a svolgere con la dovuta attenzione la necessaria attività di controllo. Anche da parte delle autorità giudiziarie vi è stata la tendenza ad una non sufficiente valutazione del fenomeno e ad una non adeguata iniziativa nell'aprire indagini in proposito;
la Commissione ha dedicato particolare attenzione all'esame delle norme che disciplinano i voli militari nel nostro Paese, alle procedure organizzativo-autorizzative ed ai controlli effettuati su tali voli. Dall'analisi è risultato che tali normative e procedure erano rispondenti alle necessità proprie dei voli e della sicurezza già prima della tragedia. Gli interventi immediatamente successivi hanno ulteriormente rafforzato le garanzie relative alla sicurezza, imponendo limiti più restrittivi, in particolare per la Regione Trentino-Alto Adige. È stato espresso un giudizio più che positivo sulle misure proposte dalla Commissione bilaterale Tricarico-Prueher, istituita in seguito alla tragedia del Cermis per valutare l'adeguatezza delle norme sulla sicurezza dei voli e per formulare ulteriori indicazioni, e ne è stato proposto il recepimento negli accordi tecnici per la gestione delle basi in Italia. Infine la Commissione ha formulato alcune proposte di interventi modificativi sulla normativa interna ed internazionale -:
quali iniziative intenda assumere il Governo per dare seguito alle indicazioni ed alle proposte formulate dalla Commissione parlamentare d'inchiesta.
(2-00035)
«Olivieri, Detomas, Boato, Kessler, Minniti, Brugger».
nei giorni scorsi a Roma, nel corso dei colloqui intercorsi tra il presidente americano George W. Bush ed il Presidente del Consiglio onorevole Silvio Berlusconi, quest'ultimo ha annunciato che il Governo italiano darà pieno appoggio al progetto americano dello «Scudo stellare»;
tali dichiarazioni oltre a far trapelare un vergognoso atteggiamento di subalternità del nostro esecutivo nei confronti del Governo americano, rappresentano una rottura dalle affermazioni rese, al momento del suo insediamento, dal capo del Governo circa la continuità della politica estera e di difesa comune fino ad oggi condotte dal nostro Paese e con le quali si è conquistata indiscussa credibilità internazionale;
la politica dello «Scudo stellare» capovolge, oltre a quelle del nostro Paese, anche le linee di politica estera dell'Unione europea, sostituendo al dialogo ed alla cooperazione una nuova stagione dei rapporti internazionali nella quale giudice arbitro rimangono gli Stati Uniti;
lo «Scudo stellare» è uno strumento inutile dal punto di vista militare, molto utile, invece, a finanziare le grandi industrie aerospaziali e satellitari americane acerrime concorrenti di quelle giapponesi ed europee;
da un punto di vista politico, di contro, lo «Scudo stellare» rappresenta il fallimento della politica del disarmo e della prospettiva di una coesistenza pacifica tra le nazioni -:
se intenda chiaramente praticare una politica estera di vassallaggio nei confronti degli Stati Uniti, rischiando irrimediabilmente di isolare il nostro Paese dall'Europa.
(2-00036)
«Armando Cossutta, Diliberto, Rizzo».
il piano di riorganizzazione e di innovazione tecnologica nella gestione delle strutture ferroviarie riguarda numerose stazioni e tra esse anche quella di Pontremoli, base di partenza del tratto di montagna della linea «Pontremolese»;
tale piano, prevedendo in particolare la chiusura notturna di detta stazione di Pontremoli, rischia di provocare un aggravio non indifferente di costi nel trasporto delle merci lungo l'importante direttrice «Tirreno-Brennero», che collega i porti della Spezia, Marina di Carrara e Livorno con la pianura padana e l'Europa transalpina. Ciò in quanto la soppressione del turno notturno di personale di stazione imporrà alla «Divisione Cargo» delle Ferrovie la necessità di disporre, ad ogni convoglio, la manovra di un locomotore aggiuntivo di spinta, necessario sulla tratta Pontremoli-Grondola a causa di una pendenza del 27 per mille, che è una pendenza record in tutta Europa. I costi in questione sono destinati a scaricarsi sull'utenza, rendendo il trasporto su rotaia lungo la tratta in questione meno competitivo di quello su gomma;
quanto sopra fa emergere ancora una volta le conseguenze negative della mancata progettazione di una nuova linea di valico tra Pontremoli e Fornivo, nonostante se ne parli ormai da decenni e tutti gli osservatori giudichino la linea «Pontremolese» come strategica per l'economia dell'area dell'Alto Tirreno e per un giusto sviluppo dei traffici merci su rotaia. Tutto ciò risulta oggetto di iniziative del Comune di Pontremoli, delle province della Spezia e di Massa Carrara e delle organizzazioni sindacali di categoria -:
se risulti al Governo quanto sopra illustrato;
se il Governo non consideri l'opportunità di intervenire per evitare che, in evidente contraddizione con le strategie del trasporto merci di livello europeo, la linea ferroviaria «Pontremolese» finisca per risultare - a causa di pur comprensibili processi di riorganizzazione tecnologica - meno competitiva della corrispondente tratta autostradale, a fronte di un continuo incremento della richiesta attuale di movimentazione merci dalle aree portuali di riferimento;
quale sia la posizione del Governo in ordine al raddoppio della ferrovia «Pontremolese»
(3-00133)
l'articolo 3 della legge 23 dicembre 1996 n. 662, «Misure di razionalizzazione della finanza pubblica», prevedeva alla lettera c) del comma 109 che il diritto di prelazione per il conduttore e la garanzia del rinnovo contrattuale per gli inquilini a basso reddito si applicassero anche nel caso di dismissione del patrimonio immobiliare appartenente a società privatizzate o di società da queste controllate;
con l'approvazione del comma 18 lettera b) dell'articolo 43 della legge 23 dicembre 2000 n. 388, «Legge finanziaria 2001», è stata abrogata la predetta lettera c), comma 109, dell'articolo 3 della legge 23 dicembre 1996 n. 662;
in particolare l'abrogazione della lettera c) colpisce il diritto legittimamente atteso dagli inquilini di acquisire ad un prezzo equo gli immobili già di proprietà dell'Ente Pubblico I.N.A., privatizzato con D.L. 11 luglio 1992 n. 333 convertito con legge n. 359 in data 8 agosto 1992 e successivamente parzialmente conferiti per scissione all'UNIM S.p.a. ed attualmente detenuti da «MILANO CENTRALE» Società del Gruppo PIRELLI per O.P.A. su azioni UNIM;
il provvedimento legislativo sopra citato ha gettato nell'angoscia tante famiglie per il timore di perdere l'alloggio dove risiedono anche da decenni; infatti «MILANO CENTRALE», in conseguenza dell'abrogazione della norma agevolativa per gli inquilini, testé ricordata, ha iniziato le vendite del patrimonio immobiliare ex I.N.A.;
le manifestazioni di protesta degli inquilini in particolare di Roma dove è concentrato larga parte del patrimonio immobiliare ex I.N.A., appoggiati dalla solidarietà di autorevoli esponenti parlamentari e di governo ha portato prima alla presentazione di un disegno di legge A.C. n. 7565 d'iniziativa del deputato Fiori, successivamente ritirato, quindi alla stipula di un accordo a livello nazionale tra AURIGA «MILANO CENTRALE» e i Sindacati degli inquilini maggiormente rappresentativi che prevede la concessione ai locatari ex INA dei vantaggi già previsti per i locatari degli alloggi di proprietà degli Enti Previdenziali Pubblici;
tale accordo non ha riguardato il patrimonio immobiliare ex I.N.A. ubicato in Firenze, in quanto stipulato successivamente alla vendita effettuata il 10 gennaio 2001 da «AURIGA - MILANO CENTRALE» alla società immobiliare «DOMOGEST S.r.l.» controllata fiduciariamente, direttamente e indirettamente dalla «FIDUCIARIA TIRRENA S.r.l.». I locatari ex I.N.A. sono stati avvisati del passaggio di proprietà verso la fine del mese di marzo. La società «DOMOGEST S.r.l.» ha posto in vendita gli immobili a prezzi molto alti, senza alcuna agevolazione per gli inquilini e al contempo ha notificato le prime citazioni per la convalida di sfratto a persone molto anziane e invalidi;
il consiglio comunale di Firenze con mozione n. 313 - approvata il 21 maggio 2001 approvata all'unanimità con il consenso di tutte le forze politiche - ha invitato il Sindaco ad operare a livello nazionale, eventualmente in accordo e con il supporto delle rappresentanze parlamentari della città, per rimuovere qualsiasi ostacolo alla piena equiparazione di trattamento tra gli inquilini degli alloggi degli Enti previdenziali Pubblici e quelli degli alloggi ex I.N.A;
considerato che non è di facile comprensione il fatto che gli immobili, già appartenuti ad un Ente Pubblico, il quale li ha costruiti od acquistati investendo, in conformità a legge, utili accantonati a
così come è inconcepibile, non solo la disparità di trattamento concessa da una parte ai conduttori che abitano case dell'INPS, dell'INPDAP, dell'INPDAI e dell'INAIL e dall'altra ai conduttori delle case ex I.N.A. e altri Enti privatizzati ma, addirittura, la disparità di trattamento riservata agli stessi inquilini delle case ex I.N.A. per avere acquistato o rinnovato il contratto di locazione in tempi diversi, vigenti o meno le norme agevolative;
se siano a conoscenza di questa situazione e delle diverse condizioni di trattamento alle quali sono stati sottoposti i cittadini a Firenze ed in altre parti d'Italia per essere gli stessi conduttori di identico rapporto locativo già intercorso con unica originaria proprietà costituita dall'I.N.A.;
se non ritenga di dover assumere un provvedimento legislativo che, correggendo la norma inserita nella legge finanziaria 2001 sia in grado garantire assolutamente l'uguaglianza di trattamento per tutti gli inquilini degli alloggi ex I.N.A.
(3-00135)
il comune di Guidonia Montecelio è interessato, ultimamente, da fenomeni acustici e sismici che hanno determinato una certa preoccupazione tra i cittadini;
per una maggiore comprensione dell'attività microsismica si rende necessario lo stanziamento di appropriate risorse economiche;
gli esperti hanno precisato la necessità di svolgere studi di dettaglio per una migliore conoscenza dei meccanismi che l'hanno generata;
andrebbe installata un'idonea rete microsismica di elevato livello tecnologico -:
se non ritengano opportuno procedere allo stanziamento, a favore del comune di Guidonia Montecelio, di adeguati finanziamenti finalizzati ad incrementare il monitoraggio degli eventi in questione ed a migliorare il livello tecnologico della strumentazione necessaria allo svolgimento dello stesso.
(4-00376)
l'intero paese è ancora sconvolto dalle immagini del fine settimana di disperazione della città di Genova, i cui gravi danni subiti ricadranno come maggiori scosti sulla finanza pubblica;
sono in corso indagini della magistratura;
da quanto si apprende da notizie di stampa, le perquisizioni svolte dalle forze dell'ordine presso le sedi del cosiddetto Global Social Forum hanno portato al ritrovamento di attrezzature anche tecnologiche e di un armamentario degno delle più pericolose formazioni terroristiche;
sempre da notizie di agenzia, si apprende della curiosa dichiarazione dei tassisti genovesi che hanno riferito delle insistenti richieste di clienti partecipanti alla manifestazione di ricevute valide ai fini di rimborso spese;
che certamente occorrono molte risorse finanziarie per mobilitare tanti sfasciatori
se sia a conoscenza di chi potrebbe finanziare non solo gli anarchici insurrezionalisti, le tute nere, ma anche il Genoa Social Forum e le sue varie componenti, e di chi potrebbe fornire risorse per pagare le spese di viaggio, l'acquisto del materiale da combattimento, i costi della rete di computers e di internet che lega fra loro le varie organizzazioni;
se le nostre forze di polizia e i nostri servizi di sicurezza, collegati con quelli dei paesi alleati, hanno svolto o hanno intenzione di svolgere un'approfondita indagine per individuare con la maggior possibile accuratezza i canali finanziari che alimentano queste frange più o meno rivoluzionarie.
(4-00379)
l'Associazione nuova associazione di genitori insieme per l'adozione, organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Nadia Onlus), in data 1o dicembre 2000 ha presentato alla Commissione per le adozioni internazionali la richiesta di riesame ex articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 492 del 1999, relativa al provvedimento di autorizzazione all'attività nelle procedure di adozione internazionale n. 28/2000/AE/AUT/CC/DEL ricevuto in data 6 novembre 2000;
in tale richiesta di riesame l'associazione ha evidenziato di condividere le strutture estere, delle quali fornisce dettagliata ed ampia descrizione, di altri enti che la Commissione per le adozioni ha autorizzato a svolgere le pratiche di adozione internazionale in Ucraina e Repubblica Federale del Brasile;
in data 6 febbraio, trascorso un mese dallo scadere del termine di trenta giorni previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 492 del 1999, per la valutazione del proprio riesame, l'Associazione indirizza al Presidente della Commissione per le adozioni internazionali, dottor Luigi Fadiga, una lettera dove, oltre a sottolineare la disponibilità e la volontà di collaborazione per poter fornire un servizio sempre più competente per i bambini e le famiglie, sollecita la richiesta di riesame datata 1o dicembre 2001;
il 7 giugno 2001 la Commissione per le adozioni internazionali ha trasmesso un provvedimento nel quale nega l'autorizzazione ad operare nei paesi esteri dell'Ucraina, Bulgaria e Brasile ritenendo l'associazione «non idonea a svolgere con modalità corrette ed adeguate le procedure relative all'adozione, non avendo istituito congrue organizzazioni, con riferimento alle strutture logistiche ed al personale»;
il 20 giugno 2001 l'Associazione ha richiesto copia degli atti costituenti il proprio fascicolo presso la Commissione per le adozioni internazionali ai sensi della legge n. 241 del 1990, al fine di capire quali eventuali provvedimenti correttivi si dovessero apportare alla propria struttura;
il 28 giugno 2001, l'associazione ha ottenuto tale documentazione e dall'attenta analisi della stessa non emergono le chiare motivazioni del diniego -:
per quali motivi la nuova associazione di genitori insieme per l'adozione non sia stata autorizzata ad operare in Ucraina, Bulgaria e Brasile, quando, come dimostrato nella richiesta di riesame, le strutture logistiche ed il personale non ritenuto idoneo è condiviso con altri enti ai quali è stata data l'autorizzazione ed è stato oggetto, particolarmente in Bulgaria, di potenziamento successivamente al provvedimento del novembre 2000.
(4-00386)