Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 21 del 23/7/2001
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(Repliche dei relatori per la maggioranza e del Governo - A.C. 437)

PRESIDENTE. Constato l'assenza del relatore di minoranza per la III Commissione (Esteri), onorevole Piscitello: si intende che rinunci alla replica.
Ha facoltà di replicare il relatore di minoranza per la IX Commissione (Trasporti), onorevole Duca.

EUGENIO DUCA, Relatore di minoranza per la IX Commissione. Rinuncio alla replica, signor Presidente.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore per la maggioranza per la III Commissione, onorevole Ballaman.

EDOUARD BALLAMAN, Relatore per la maggioranza per la III Commissione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per sottolineare due piccoli aspetti della questione di cui si è dibattuto.
L'onorevole Rognoni dei Democratici di sinistra-l'Ulivo ha ribadito, e concordo con lui, la necessità e l'opportunità di un attivismo politico italiano nel coltivare rapporti con la Serbia.
L'onorevole Duca, sempre dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, ha duramente attaccato l'onorevole Bossi che, parlando con Milosevic, cercava di ripristinare un dialogo interrotto: chiedo che ci sia maggiore coordinamento all'interno del gruppo parlamentare dei Democratici di sinistra-l'Ulivo. L'onorevole Duca, inoltre, ha tentato di accomunare iniziative di membri del Governo - che dovrebbero rigorosamente seguire la politica estera indicata dal Parlamento - con iniziative di chi era all'opposizione e che, quindi, era legittimato a cercare altre vie tendenti, esclusivamente, alla pacificazione.
Nel caso dell'onorevole Bossi, si trattava di ricercare la possibile liberazione di alcuni ostaggi americani che, in quel momento, erano prigionieri in Serbia.
Spero, inoltre, che criticare le bombe della NATO - come ha fatto l'onorevole Bossi, chiamato in causa in un precedente intervento dall'onorevole Duca - non sia un atto criminale, poiché di tale accusa dovrebbero rispondere non solo l'onorevole Bertinotti - ben noto per le sue affermazioni - ma, persino, il Santo Padre che, anche se con altre parole, ha comunque ribadito gli stessi concetti.
Fallito, dunque, il tentativo dell'onorevole Duca di abbracciarsi al salvagente Bossi per evitare i marosi: non ci sono né processi né marosi, ma solo la voglia di capire: in primo luogo, perché non furono ascoltati gli avvisi dei nostro ambasciatore; il secondo luogo, perché si buttarono 500 miliardi dei cittadini - ricordiamo, infatti, che i 900 miliardi spesi da STET, diventarono, in pochi mesi, al bilancio seguente 400 miliardi, con una perdita secca di 500 miliardi; in terzo luogo, se ci guadagnò qualcun altro oltre a Milosevic.
Signor Presidente, c'è, purtroppo, un malvezzo diffuso nel pagare tangenti per fare buoni affari, ma se si pagano tangenti per fare pessimi affari, c'è qualcosa che va oltre il business economico; se poi le cifre sono così importanti, allora è un problema anche politico.
Tutto ciò spiega l'istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).


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PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore per la maggioranza per la IX Commissione, onorevole Bocchino.

ITALO BOCCHINO, Relatore per la maggioranza per la IX Commissione. Signor Presidente, intervengo soltanto per pochi secondi poiché ritengo che la discussione sulle linee generali sia stata molto più serena rispetto a quella svoltasi in Commissione.
Volevo innanzitutto chiarire che i relatori non hanno cambiato idea, sarebbe errato sostenerlo come si è tentato di fare, cercando anche di ironizzare sul diverso clima esistente in Commissione e in Assemblea.
I relatori, appunto, quando hanno relazionato alle Commissioni si sono fatti portavoce della tesi sostenuta dai proponenti di questa Commissione di inchiesta. Corretti interpreti dell'istituzione parlamentare, in aula, invece, ci siamo fatti portavoce della volontà delle Commissioni congiunte che hanno discusso e hanno modificato - nel senso così come lo abbiamo illustrato - la proposta di legge.
Quindi, è cambiato il tono perché è cambiato il mandato: prima era il mandato dei proponenti, di fatto come interpretazione, oggi è il mandato della Commissione. Riteniamo, comunque, come hanno sostenuto autorevoli esponenti dell'opposizione, che sia utile e necessario fare chiarezza.
Siamo anche convinti - come ha riferito Sinisi - che la verità bisogna andarla a cercare e, proprio per questo, ci appelliamo all'Assemblea affinché sia approvato il testo così come è stato licenziato dalla Commissione, senza voler dare vita né a strumentalizzazioni né a campagne velenose, tenendo presente che la scelta di discuterlo anche con urgenza riguarda tutti.
Prima il presidente Boato ha fatto un accenno a quella riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo - alla quale ebbi modo di partecipare in sostituzione del presidente del mio gruppo parlamentare - nella quale, è vero, si discusse, ma comunque si dovevano deliberare l'urgenza di proposte di legge già presentate, già all'ordine del giorno delle Commissioni e dell'Assemblea e, quindi, furono scelte tre proposte di legge, tra cui quella oggi al nostro esame.
Tengo a chiarire e a sottolineare che in nessuna relazione, né in quella dei proponenti né in quella dei relatori di maggioranza - in Commissione e in Assemblea -, è mai fatto accenno all'ex ministro del tesoro, oggi Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Credo che ci sia stato un errore di interpretazione, da parte dell'onorevole Boato, che ha cercato di collegare l'articolo de il Giornale con le parole della preesistente proposta di legge, che tendeva ad indagare sugli atti compiuti da ministri. Non c'è mai stato questo nesso, in nessuna relazione vi è questo riferimento, nessuno ha mai posto questo problema.
Per quanto concerne l'inchiesta sugli atti da chiunque compiuti, ci è giunta richiesta, da parte dell'onorevole Sinisi, di modificarlo. Credo sia necessario un chiarimento, soprattutto all'interno del centrosinistra, in quanto, la terminologia «da chiunque compiuti» è stata chiesta ai relatori dall'opposizione ed è stata, poi, accolta in Commissione.
Per questo noi riteniamo che il testo, così come approvato in Commissione con l'astensione delle opposizioni, debba essere approvato in aula, per dar vita, quanto prima, alla Commissione d'inchiesta.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.

MARGHERITA BONIVER, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, intervengo solo per dire che ci associamo alle affermazioni dei relatori per la maggioranza, e che, in un'ottica di trasparenza, assicuriamo, fin da ora, la piena collaborazione in merito al presente provvedimento. Com'è dovere del Governo, diamo l'assoluta e totale disponibilità per l'accertamento della verità.

PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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