Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 19 del 18/7/2001
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(Prospettive di riforma degli ordini professionali - n. 3-00103)

PRESIDENTE. L'onorevole Lo Presti ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00103 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 7).

ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, onorevole Vicepresidente del Consiglio, l'interrogazione muove dall'esigenza di chiarire quale sarà il percorso che il Governo intende seguire per giungere al traguardo della riforma degli ordini professionali. Viene richiesta da più parti una riforma che garantisca la libertà e l'autonomia dei professionisti medesimi e che, soprattutto, difenda il ruolo delle professioni nel sistema economico e sociale del


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nostro paese. Le suddette libertà ed autonomia sono state messe in seria discussione e gravemente minacciate, nella passata legislatura, dal Governo di centrosinistra. Ricordo per tutti due casi emblematici. Innanzitutto, il tentativo del Governo di allora di introdurre surrettiziamente, addirittura con un regolamento, le società di capitali tra i soggetti liberi professionisti. In secondo luogo, la legge n. 662 del 1996, varata dal Governo Prodi, che ha rimosso l'incompatibilità fra l'attività di pubblico dipendente part-time e l'esercizio di tutte le professioni intellettuali, compresa quella forense.

PRESIDENTE. La prego di concludere.

ANTONINO LO PRESTI. Si tratta di una norma che apre la strada ad una pericolosa alterazione della funzione stessa della libera professione e che può provocare uno scadimento della medesima.

PRESIDENTE. Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, onorevole Fini, ha facoltà di rispondere.

GIANFRANCO FINI, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, assumendomi ancora una volta la responsabilità di andare al di là di quello che il regolamento prevede in occasione del question time, comunico che il sottosegretario onorevole Taormina mi ha pregato di riferire all'Assemblea e a coloro che ascoltano che, da cinque anni, non si reca a Padova. Dunque, quanto è stato detto dai banchi dell'opposizione non corrisponde al vero.
Chiedo licenza all'onorevole Lo Presti di dedicare dieci secondi del tempo che ho a disposizione per la risposta all'onorevole Gambale. Non è vero che non abbiamo risposto all'interrogazione: non abbiamo materialmente il tempo per farlo. Sappia, onorevole Gambale, che, ad avviso del Governo, era anomalo che il precedente Governo, quello di cui lei era sostenitore, non avesse promosso la questione di legittimità della legge regionale della Lombardia istitutiva dei buoni-scuola, ma avesse ritenuto soltanto di impugnare per conflitto la delibera della giunta attuativa della legge regionale. Questa è una delle ragioni per le quali non abbiamo ritenuto fosse necessario sollevare il conflitto di attribuzione nei confronti della delibera.
Quanto alla domanda dell'onorevole Lo Presti, l'interrogante ha ricordato che nella scorsa legislatura fu presentato, da parte dell'allora maggioranza, un disegno di legge che prevedeva la riforma delle professioni intellettuali. Nel corso della XIII legislatura non se ne fece nulla. L'attuale Governo, pur considerando che occorre una riforma della vigente legislazione in materia, non ritiene possa prendersi come parametro di riferimento quanto contenuto nel disegno di legge che fu presentato nella scorsa legislatura dall'allora Governo.
I principi ispiratori del progetto di riforma che il Governo si accinge a discutere saranno valutati nel corso di un confronto che avverrà, in particolar modo, con le categorie interessate. È intendimento del Governo evitare ogni misura lesiva dell'autonomia degli ordini e dare un quadro giuridico preciso alle associazioni professionali non regolamentate. Allo stesso modo il cittadino utente deve essere garantito in merito alla qualità delle prestazioni professionali che gli ordini e le associazioni riconosciute sono chiamate a tutelare nel rapporto con l'utenza.

PRESIDENTE. L'onorevole Lo Presti ha facoltà di replicare.

ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, desidero ringraziare il Vicepresidente del Consiglio dei ministri per la chiarezza con cui il Governo ha esposto la sua posizione in merito alla riforma delle libere professioni. Ci attendevamo proprio di sentire parole chiave di questo progetto di riforma che il Governo e la maggioranza si accingono a varare. Mi riferisco a espressioni come «rispetto dell'autonomia delle libere professioni» e, soprattutto, «rispetto della qualità delle libere professioni». Tale qualità può essere garantita


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soltanto attraverso processi formativi che garantiscano la parità di accesso alla libera professione, ma che non impediscano e non sminuiscano la libera professione.
Erano le parole che centinaia di migliaia di professionisti avevano necessità di sentirsi dire e su questa linea, evidentemente, la maggioranza seguirà il Governo ed è pronta a collaborare e a creare le condizioni in grado di rendere i liberi professionisti - che sono e dovranno essere i protagonisti di questa riforma - effettivamente ascoltati.
Lei ha sostenuto chiaramente che una riforma non potrà prescindere dal coinvolgimento delle categorie professionali: credo che questo basti per garantire un percorso che sarà sicuramente produttivo, con effetti, finalmente, innovatori e benefici per l'intera categoria dei liberi professionisti (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Credo che il Presidente della Camera debba fare una considerazione, perché egli è il custode del regolamento che c'è, non di quello che si vorrebbe fare. Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, onorevole Fini, ha posto, a nome del Governo, un problema serio, che riguarda la revisione del question time nelle sue modalità attuative.
Poiché il tema di una maggiore efficacia e funzionalità del rapporto Governo-Parlamento è fondamentale per tutti noi, maggioranza e opposizione, mi riservo di portare la questione sollecitata dall'onorevole Fini all'attenzione della Conferenza dei presidenti di gruppo ed, eventualmente, della Giunta per il regolamento.
È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

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