Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 19 del 18/7/2001
Back Index Forward

Pag. 45


...
(Attività professionale del sottosegretario onorevole Taormina - n. 3-00099)

PRESIDENTE. L'onorevole Bonito ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00099 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 2).

FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, giorni fa abbiamo denunciato, in Parlamento e al paese, che il capo della sacra corona unita, nonché capo del contrabbando internazionale, tale Prudentino, viene difeso dal sottosegretario di Stato per l'interno, avvocato Carlo Taormina. Interpellammo sul punto il Governo il quale, il 12 luglio 2001, ci disse che l'avvocato Taormina avrebbe rinunciato a tutti i suoi incarichi. Nelle stesse ore l'avvocato Taormina smentiva il suo Governo e offendeva il nostro Parlamento perché continuava a difendere lo stesso Prudentino in un altro processo davanti all'autorità giudiziaria di Brindisi.
Ancora questa mattina, a Padova, l'avvocato Taormina ha difeso il capitano della Guardia di finanza Cataldi, imputato di concussione. In quello stesso processo, come già nei processi di Prudentino, il Governo italiano è parte civile. In questi tre processi, in altri termini, il sottosegretario di Stato difende un imputato contro gli interessi del Governo, costituito in giudizio.
E che dire del caso D'Andria? La sublimazione di tutti questi casi. D'Andria risponde di reati gravissimi: ricatto, estorsione, inquinamento delle indagini per interferire nell'ordinato svolgimento della vita democratica del paese. L'avvocato Taormina difende questo signore, riceve la telefonata dell'imputato mentre sta a casa e fa il sottosegretario, e dopo parla, oltre che con D'Andria, anche con il maresciallo dei carabinieri. Se tutto questo è serio, lo lascio giudicare a lei e al paese.

PRESIDENTE. Il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Fini, ha facoltà di rispondere.


Pag. 46

GIANFRANCO FINI, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, voglio anzitutto ricordare, come del resto è stato correttamente già fatto dall'onorevole Bonito, quanto ebbe modo di dire, in quest'aula, il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, il quale ricordò come, ad avviso del Governo ed in base a precise disposizioni di legge, non vi sia alcuna incompatibilità o conflitto di interesse tra il ruolo dell'avvocato e quello istituzionale, di tipo governativo o meno, salvo espresse previsioni derogatorie, le quali non riguardano, comunque, i sottosegretari.
Si tratta quindi, tutt'al più, non già di una questione di incompatibilità, ma di una questione di inopportunità di tipo politico. Va ricordato, altresì, che in questa stessa sede il ministro Giovanardi ebbe modo di ricordare che il Governo aveva già chiesto al sottosegretario Taormina di rinunciare a tutti gli incarichi professionali in corso, nonché di impegnarsi a non assumere altri incarichi professionali che possano, in qualunque modo, essere in relazione con la sua attività di Governo.
Il sottosegretario Taormina ha accolto tale invito: in data 12 luglio, unitamente ad altro avvocato del suo studio, ha presentato dichiarazione di rinuncia al mandato difensivo del dottor D'Andria ed analogo adempimento effettuerà per quanto riguarda il signor Prudentino in occasione della prossima udienza che sarà celebrata il 24 luglio prossimo venturo.

FRANCESCO BONITO. E questa mattina il processo di Padova, signor Vicepresidente del Consiglio?

PRESIDENTE. L'onorevole Lumia, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

GIUSEPPE LUMIA. Signor Presidente, signor Vicepresidente del Consiglio, voi avete ricevuto, legittimamente, il consenso degli italiani per guidare l'Italia, non l'«Italietta»; ma il Governo dell'Italia rischia di presentarci una soluzione, appunto, da raggiro, da imbroglio, da sottovalutazione.
Tra i compiti del Governo e del Ministero dell'interno vi sono quelli di sfidare a viso aperto la mafia, di non avere alcun rapporto con i carnefici, di sostenere gli operatori della giustizia, di schierarsi dalla parte delle vittime. È una soluzione da «Italietta», invece, quella che porta Taormina a rinunciare ad alcune difese troppo imbarazzanti ed oggettivamente incompatibili con la sua funzione di governo; inoltre, parlando semplicemente di inopportunità, si aggira il problema; ed è ancora peggio quello che sta accadendo in queste ore: attraverso il suo studio, l'avvocato Taormina continua ad essere presente ed a difendere mafiosi, delinquenti e persone corrotte.
L'unica soluzione possibile, in un paese democratico, è quella della sua rimozione dall'incarico di sottosegretario per il Ministero dell'interno. Non l'avete fatto, e questo è grave! Continueremo a sollevare il problema fino a quando ad esso non sarà data la giusta e seria risposta (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).

Back Index Forward