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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Franci. Ne ha facoltà.
CLAUDIO FRANCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto-legge recante
proroga dei termini relativi agli interventi volti a fronteggiare l'emergenza BSE, che la Camera si appresta a convertire in legge, ha visto svilupparsi un confronto in Commissione ed in aula, che è servito ad estendere al 31 dicembre l'efficacia del provvedimento. La conversione di questo decreto-legge è un atto atteso dagli allevatori e dalle imprese zootecniche che hanno vissuto in questi mesi difficoltà e crisi. È a questa attesa che dobbiamo dare risposta.
Ci siamo impegnati - il centrosinistra lo ha fatto - affinché la copertura finanziaria del decreto-legge da convertire non andasse a scapito della ricerca scientifica, dell'università e della cooperazione internazionale. Non si può, infatti, da una parte dire che occorre frenare l'emorragia di cervelli e di scienziati, che occorre investire in ricerca e poi sottrarre ad essa risorse e finanziamenti. Così come non si può proclamare la necessità di sviluppare in ogni campo la cooperazione internazionale mentre poi si individuano manovre che colpiscono la cooperazione. A queste osservazioni il Governo ha ritenuto di rispondere con il provvedimento in esame, ponendo come alternativa due problemi, vorrei dire, due emergenze riguardanti la sicurezza dei cittadini: l'emergenza sanitaria legata alla BSE e quella relativa all'inquinamento elettromagnetico.
Avevamo presentato un emendamento che accoglieva le istanze e le proposte delle regioni italiane, ricercando altre direzioni di finanziamento, ritenendo fosse una via percorribile. Altre proposte emendative sono state avanzate ed hanno ricevuto anche il voto favorevole della Commissione bilancio, come quella dell'onorevole Marcora.
Esprimiamo, inoltre, il nostro voto, consapevoli che la conversione in legge del decreto-legge al nostro esame risolve un problema: interviene in una parte della filiera zootecnica riguardante lo smaltimento dei materiali che, seppure importante, è solo un aspetto del problema.
La fase che stiamo vivendo ci vede uscire da una situazione di emergenza che si era determinata e che aveva coinvolto allevatori, sistema di vendita, consumatori. I pochi casi individuati hanno ridimensionato l'allarme ma, nondimeno, cresce una domanda di qualità dei prodotti, il loro riconoscimento, la tracciabilità, la garanzia di sicurezza dei consumatori.
Ecco, dunque, che il problema dell'anagrafe bovina diviene un'urgenza rinviabile, per due motivi essenziali: la possibilità di erogare contributi - per i quali chiediamo l'attenzione del Governo e sollecitiamo, anche, provvedimenti di snellimento delle procedure, come precedentemente veniva indicato - e di costruire una filiera zootecnica alla cui base stia la tracciabilità dei prodotti, la provenienza, ossia l'avvio di quel processo di filiera fondato sulla qualità.
È necessario accompagnare la trasformazione dell'azienda zootecnica, valorizzando l'uscita dall'allevamento intensivo, sostenendo la produzione e l'allevamento biologico. In altre parole, il provvedimento che andiamo a votare fa fronte ad un'emergenza che si sta attenuando e per la quale occorre attuare politiche ed iniziative concrete, volte allo sviluppo di un sistema agroalimentare al cui centro stiano la qualità e la riconoscibilità dei prodotti, avendo a cuore, da una parte lo sviluppo e la crescita dell'azienda agricola, dall'altra i milioni di consumatori a cui le produzioni sono rivolte.
Con questo spirito e vigilanza esprimiamo il nostro voto favorevole alla conversione in legge del decreto-legge alla nostra attenzione (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vascon. Ne ha facoltà.
LUIGINO VASCON. Signor Presidente, intervengo per dichiarare, ovviamente, il voto favorevole del mio gruppo ma, ciò nonostante, sento l'obbligo di ricordare ai pochi rimasti in aula quanto fuori luogo, strumentali e, diciamo, di basso profilo politico - se non altro sotto l'aspetto della coerenza politica - siano stati gli interventi
di alcuni deputati dell'attuale opposizione. Ovviamente, hanno criticato senza considerare le difficoltà in cui si è trovato il Governo nel reperimento delle risorse necessarie ad arginare un'emergenza che ha coinvolto, comunque, tutto il paese e che, nostro malgrado, invece di essere contenuta è peggiorata ed è stata demagogicamente strumentalizzata, credo, dall'incapacità gestionale e politica di chi ci ha preceduto! Purtroppo, abbiamo avuto delle espressioni politiche ai massimi livelli governativi; mi riferisco ai ministri dell'agricoltura e della sanità del precedente Governo
Oggi, qui - checché ne dicano certi signori dell'opposizione - stiamo raccogliendo il frutto del loro lavoro o, meglio, i cocci che ci hanno lasciato in eredità. Credo che meglio di così, tanto il Governo quanto la Commissione, non potevano operare. Per cui, ad ogni buon conto, prima di lanciare infondate quanto strumentali accuse di cattiva o pessima gestione, questi signori farebbero bene a ricordare ciò che hanno lasciato quando se ne sono andati.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sedioli. Ne ha facoltà.
SAURO SEDIOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci accingiamo a votare la proroga dei termini contenuti nel decreto-legge al nostro esame - previsti dalla legge 9 marzo 2001, n. 49 - molto attesa dai produttori agricoli.
Noi abbiamo svolto, nel corso del dibattito, una serie di interventi sugli emendamenti ed abbiamo particolarmente criticato la copertura finanziaria riferita a questa proroga. Mentre continueremo a tenere un atteggiamento critico fuori da quest'aula, annuncio il nostro voto favorevole, anche perché il provvedimento la cui vigenza viene prorogata venne approvato, com'è stato appena posto in risalto, dal Governo dell'Ulivo.
Non comprendo, però, le critiche che vengono rivolte a quel Governo: se il provvedimento originario viene prorogato senza che sia modificato, è segno che esso va ancora bene oppure che non si hanno idee per migliorarlo; invero, se quel provvedimento avesse veramente avuto tutti i limiti che sono stati denunciati, allora non ci si sarebbe potuti accontentare soltanto di prorogarlo, ma, per coerenza, sarebbe stato necessario modificarlo. Ciò non è avvenuto, nonostante le proposte avanzate in questo senso da noi e dalle regioni e malgrado sia stata sottolineata, un po' da tutti, l'esigenza di sburocratizzare e di velocizzare l'adozione dei provvedimenti e l'erogazione dei finanziamenti.
Chiedo scusa ai colleghi, ma debbo soffermarmi sulle cause della BSE (e vorrei che questa non apparisse come una perdita di tempo, come una mera ripetizione): lo faccio, signor Presidente, perché, come ha poc'anzi rilevato l'onorevole Rava, proprio in questi ultimi giorni, il ministro delle politiche agricole e forestali - spero che, nel frattempo, egli abbia fatto una smentita - ha sostenuto che la responsabilità della BSE e, prima ancora, delle sue cause, è da ascrivere al Governo di centrosinistra. No, non è così! La BSE è la conseguenza del produttivismo esasperato, è la conseguenza della speculazione, è la conseguenza della sottovalutazione anche da parte dell'Unione europea di questo fenomeno gravissimo.
Nei momenti più difficili, quando è esplosa l'epidemia, abbiamo assunto dei provvedimenti difficili che, come dicevo prima, non avevano neppure un sufficiente supporto scientifico. Eravamo di fronte ad un crollo dei consumi di carne bovina (gli ultimi dati dicono del 60 per cento), avevamo informazioni contraddittorie e dovevamo fronteggiare la necessità di dare risposte immediate agli allevatori, i quali, dal loro canto, dovevano gestire una delicatissima situazione aziendale. Ebbene, le risposte sono state adeguate ed immediate.
Oggi però abbiamo l'esigenza di adottare misure nuove. In Commissione ho ascoltato il sottosegretario Dozzo ed ho letto anche le dichiarazioni da lui fatte in Senato: mi pare che ci sia l'intenzione di affrontare questi problemi già nei prossimi giorni. Però, i tempi devono essere velocizzati,
nei documenti, a cominciare dal DPEF e da altre scelte di carattere generale che dobbiamo compiere circa l'uso delle risorse, in quanto bisogna tenere conto della centralità di questo tema. Insomma, la BSE non è una calamità naturale: non lo è, intanto, perché è stata voluta dall'uomo e dal suo comportamento negligente, ma anche perché non si può dire che, nel momento in cui abbiamo risarcito del danno i produttori, tutto sia finito.
La BSE ha provocato una vera e propria rivoluzione nel settore zootecnico: dovranno cambiare i metodi di produzione, dovranno cambiare i metodi di certificazione della qualità - abbiamo insistito in più occasioni sulla tracciabilità -, dovremo adottare, in particolare, quelle misure che da tempo attendono di essere realizzate a causa delle pastoie burocratiche (e mi riferisco all'anagrafe bovina, uno strumento indispensabile anche per ottenere e velocizzare i finanziamenti da parte della Comunità europea).
Abbiamo detto che faremo un'opposizione di merito e, quindi, sicuramente sosterremo ogni iniziativa che vada in tale direzione. Però, queste iniziative dovranno essere assunte, velocemente, da parte di tutto il Governo e non solo da parte del Ministero delle politiche agricole e forestali o del sottosegretario: esse involgono, infatti, scelte di politica economica, scelte di bilancio che competono ad altri ministeri. Non si tratta di un piccolo settore, ma di un settore vitale di tutta la filiera agroalimentare italiana, che, come abbiamo visto dai dati ISTAT di questi giorni, è al primo posto nel mondo. Tutto il made in Italy, non solo la filiera, rischia un grave colpo se non prendiamo questi provvedimenti.
In conclusione ritengo che il dibattito sulla proroga della legge n. 49 ci abbia permesso anche un primo bilancio sui provvedimenti assunti e credo che da questa discussione siano emersi elementi, non solo sulla proroga, ma anche sulla prospettiva. In particolare, onorevole sottosegretario, raccomando un intervento immediato - che non può essere legislativo perché riguarda la struttura ministeriale, le agenzie, eccetera - per quanto riguarda la sburocratizzazione; se c'è stato un elemento negativo nell'applicazione della legge n. 49, lo abbiamo individuato proprio in questo campo e lo hanno individuato anche le associazioni dei produttori agricoli. Questo mi sembra un punto rilevante, non è contenuto nella proroga, che sicuramente riguarda il modo di affrontare problemi che coinvolgono altri elementi come la riorganizzazione del settore, la diminuzione dei costi di produzione, gli aiuti al settore biologico, tutte le questioni legate alla tracciabilità che riguardano, come abbiamo anche sottolineato nel nostro ordine del giorno, la costituzione del consorzio obbligatorio per la raccolta e lo smaltimento dei residui di lavorazione.
Avevamo presentato un emendamento che accoglieva alcune richieste delle regioni, al di là della proroga, e avevamo individuato la copertura finanziaria nelle spese del Consiglio dei ministri. Voglio sottolineare un aspetto - me lo ricordo perché forse fu una delle poche cose che condivisi nel corso della campagna elettorale -: il Presidente del Consiglio disse che invidiava Tony Blair perché aveva una struttura ministeriale che era esattamente la metà di quella italiana. Beh, un po' di risorse le possiamo trovare anche in quel settore se si dà efficienza; purtroppo, gli atti che abbiamo visto presentare in Parlamento sulla ristrutturazione del Governo vanno nella direzione opposta. Ecco, se si vogliono trovare le risorse per gli allevatori, si può andare anche in questa direzione, secondo quelli che erano gli impegni elettorali (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Losurdo. Ne ha facoltà.
STEFANO LOSURDO. Signor Presidente, sarò brevissimo. Voglio ricordare che il provvedimento in esame sorge dall'emergenza della BSE, che noi avevamo
ampiamente previsto nella passata legislatura, in occasione della discussione del decreto-legge dell'11 gennaio 2001, n. 1, convertito dalla legge 9 marzo 2001, n. 49.
Sapevamo, lo avevamo illustrato abbondantemente, magari tra lo scetticismo degli attuali oppositori, che si sarebbe verificata una situazione di emergenza di questo genere, alla quale il decreto-legge provvede in maniera, a mio avviso, esaustiva, introducendo oltretutto elementi di intervento da tempo invocati dal mondo degli allevatori. Mi riferisco soprattutto all'emendamento che afferisce all'invocato abbattimento selettivo, rendendo giustizia al mondo incolpevolmente colpito degli allevatori. Voglio rispondere brevemente ad alcune osservazioni del collega Rava, accennate ora anche da Sedioli. Vi siete lamentati del fatto che è stata addebitata al centrosinistra l'emergenza BSE, come se il passato Governo di centrosinistra fosse stata la causa del sorgere di questa infezione. Noi non vogliamo arrivare a tanto, semmai, nella passata legislatura, il governo di centrosinistra si è qualificato per altri interventi di inquinamento, ad esempio quelli di tipo finanziario, non certamente nel campo della zootecnia.
Però vorrei ricordare che la disinvoltura ideologica che dimostrate, addebitando ad un eccesso di liberismo la nascita di questa emergenza, cosiddetta della mucca pazza, ha tramutato in un attacco ideologico ciò che nei mesi scorsi, negli ultimi scorci della XIII legislatura, era stato un attacco ad un tipo ben individuato e ben denunciato di allevamento che è quello che caratterizza tutto l'allevamento e tutta la zootecnia italiana soprattutto nella parte a tecnologia più avanzata, cioè la pianura padana. Era stato detto da tutta la sinistra, non solo dai cosiddetti Verdi, che il sorgere di questa infezione era da addebitarsi al tipo di allevamento, cosiddetto allevamento intensivo, il più avanzato tecnologicamente, forse, in tutta l'Europa. È stato detto qualcosa che noi dobbiamo respingere, anche oggi, in sede di conversione di questo decreto-legge, perché vogliamo ricordare - cosa che avete dimenticato in maniera abbastanza disinvolta - che l'emergenza BSE è nata nelle sterminate pianure dell'Irlanda, della Francia, dell'Inghilterra e dei paesi del nord; in quei paesi cioè, dove l'allevamento è di tipo certamente estensivo, dove venivano usati quei metodi di alimentazione che hanno provocato questa emergenza e che in Italia non ha avuto un riscontro apprezzabile se si tiene conto che sono stati rilevati, su oltre 80 mila esami, appena 15 o 16 casi di BSE.
Ho voluto cogliere questa occasione per fare giustizia e per difendere questo tipo di allevamento - quello della zootecnia italiana - che viene ingiustamente colpito e al quale, con il decreto-legge al nostro esame, sia pure regolando l'emergenza, si cerca di porre dei rimedi che io ritengo esaustivi.
Finalmente riteniamo che si potrà attuare, già si intravedono i primi elementi, una politica agricola discontinua rispetto al passato. Gli agricoltori italiani hanno dovuto aspettare decenni e sicuramente, in futuro, riceveranno maggiore attenzione e sensibilità da parte del Governo in carica (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Marcora. Ne ha facoltà.
LUCA MARCORA. Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto favorevole del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo, ma anche per esprimere la mia più profonda insoddisfazione per come il Governo ha gestito la conversione in legge del decreto-legge sulla proroga degli interventi urgenti per la BSE. Potrei addirittura parlare di una pagina nera per la zootecnia italiana dal momento che agli interventi indispensabili per non chiudere i macelli (cioè la proroga degli interventi urgenti per lo smaltimento dei rifiuti a rischio e delle farine animali che avrebbero, se non prorogati, bloccato i macelli) non si sono voluti aggiungere i necessari interventi a favore degli allevatori italiani che versano tuttora in una profonda crisi di settore e che avevano bisogno di veder
prorogati gli interventi urgenti anche per quanto riguarda la cosiddetta rottamazione, cioè l'abbattimento volontario dei capi sospetti; per quanto riguarda il ristoro per il mancato reddito per gli allevatori di vitelli tra i 6 e i 30 mesi; per quanto riguarda i contributi per il trasporto e lo smaltimento dei bovini morti in stalla, e anche e soprattutto per quanto riguarda il problema del rimborso a coloro che hanno visto distrutto tutto il loro allevamento in seguito all'emergenza di un caso di infezione nella loro stalla. Si tratta di interventi che avrebbero dovuto essere prorogati almeno fino al 31 dicembre. Noi, come opposizione, abbiamo presentato un emendamento in questo senso e voi avete votato contro! È una responsabilità che, complessivamente, dovete prendervi di fronte agli allevatori italiani e voglio ricordarvi che il Governo dell'Ulivo aveva reperito risorse finanziarie per quasi mille miliardi per affrontare l'emergenza della BSE. No, collega Dozzo, non rida!
GIANPAOLO DOZZO, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Se ci fossero, non saremmo qui!
LUCA MARCORA. Se noi aggiungiamo anche i soldi spesi dal Ministero della sanità per attrezzare i laboratori, per permettere di svolgere i test rapidi su tutti bovini macellati a tutte le iniziative, complessivamente, arriviamo ad una cifra vicina ai mille miliardi.
Onorevole Losurdo, vi è sicuramente una discontinuità rispetto alla politica agricola del passato Governo, ma una discontinuità che va nel senso di un approccio molto più negativo e di una minore difesa dei giusti e legittimi interessi degli allevatori.
Vorrei soffermarmi brevemente anche sulle cause della BSE: è vero che essa viene da paesi in cui gli allevamenti sono estensivi, però è altrettanto vero, onorevole Losurdo, che in quei paesi esiste comunque una fase di finissaggio che prevedeva l'impiego di farine animali. Quando l'onorevole Sedioli parla di eccessivo produttivismo come una delle cause della BSE, si riferisce proprio a metodi di allevamento che, anche se presuppongono il pascolo estensivo nella fase di accrescimento del vitello, contemplano comunque una fase di finissaggio a base di farine animali - ormai vietate - che sono state la causa della BSE stessa.
Vorrei però indicare una causa ancora più grave anch'essa alla base del fenomeno BSE: non dimentichiamoci che in Inghilterra il servizio veterinario è stato privatizzato dal Governo Thatcher, ed è stato quindi smantellato progressivamente fino a non riuscire più a garantire la sicurezza alimentare. La privatizzazione del servizio veterinario è, secondo me, una delle cause fondamentali dell'emergenza e della diffusione del morbo della BSE. Questo dovrebbe dirla lunga sui possibili futuri orientamenti del Governo in materia di privatizzazione del settore sanitario.
Avevamo proposto emendamenti che recepivano le giuste richieste avanzate dalle regioni: questi, in molta parte, non richiedevano ulteriori esborsi finanziari, ma miglioravano semplicemente il meccanismo di funzionamento dei provvedimenti in materia di BSE. Anche questo è stato rifiutato. Inoltre la copertura finanziaria è stata trovata su un capitolo di spesa che non ci può che vedere contrari: sono d'accordo con chi ha detto che ad un'emergenza si risponde sottraendo risorse da un'altra emergenza. Ciò sicuramente non rappresenta una politica di Governo attenta. Ricordo che avevamo indicato, per quanto riguarda la proroga degli interventi a favore degli allevatori, una copertura finanziaria sulla quale la Commissione bilancio aveva espresso parere favorevole: i soldi quindi c'erano, e non vi era bisogno di sottrarli dai fondi destinati alla prevenzione dell'inquinamento da elettrosmog. Anzi, ve ne erano in quantità sufficienti anche per poter finanziare interventi a favore degli allevatori oltre a quelli a favore dei macelli e delle ditte di produzione di farine animali. Non avete voluto accogliere le giuste esigenze che vengono da tutto il mondo agricolo:
ordini professionali, associazioni di allevatori vi chiedevano questi interventi a favore della zootecnia.
Concludo rivolgendo una raccomandazione al Governo: occupiamoci al più presto del piano di rilancio della zootecnia italiana che, soprattutto in seguito alle votazioni di oggi, ha bisogno di trovare risorse e strumenti per un suo rilancio. Ma vi è ancora di più: rendiamo operativa l'anagrafe bovina, la cui mancanza sta bloccando tutti i contributi agli allevatori. È un obbligo del Governo - come giustamente doveva essere per il passato esecutivo - rendere operativo questo strumento, indispensabile per permettere l'erogazione dei contributi agli allevatori. Chiedo infine che si rivedano le procedure burocratiche necessarie per l'espletamento di questi interventi urgenti, perché sicuramente - ce lo conferma il commissario Alborghetti nella sua relazione finale - queste hanno costituito lacci e lacciuoli veramente gravi per l'operatività del provvedimento a favore degli allevatori (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Albertini. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE ALBERTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le azioni di contrasto messe in campo dal precedente Governo contro l'emergenza BSE - la legge 9 marzo 2001, n. 49 e tutta una serie di altri provvedimenti - hanno ottenuto risultati soddisfacenti ed importanti sul versante delle risposte sia ai produttori sia ai consumatori. Un indicatore di tali risultati è rappresentato dalla ripresa dei consumi: dopo una fase di calo vertiginoso dei consumi immediatamente successiva all'apice della crisi, il recupero dell'ordine del 30 per cento segnala che nell'opinione pubblica e nei consumatori è ripresa una fiducia sufficiente dovuta proprio alle azioni di contrasto attuate.
Con questo provvedimento, recante la proroga dei termini per fronteggiare l'emergenza BSE, andiamo in qualche modo nella stessa direzione: cerchiamo di tenere alta la guardia, senza dare per scontato nulla e senza immaginare che l'emergenza sia terminata. Il terreno sul quale nelle prossime settimane dovremo misurarci (non lo farò certo adesso tracciando le linee dell'intervento) in Commissione con riferimento al mondo agricolo è quello di una nuova normativa della zootecnia, capace di rilanciare questo settore dandogli maggiore impulso, anche attraverso un potenziamento del biologico.
Sulla controversa questione della copertura finanziaria, manteniamo le nostre perplessità ed i nostri dubbi. Nonostante ciò, la componente Socialisti democratici italiani del gruppo misto esprimerà un voto favorevole sul provvedimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Misuraca. Ne ha facoltà.
FILIPPO MISURACA. Signor Presidente, con il voto che l'Assemblea esprimerà su questo provvedimento, credo si stia facendo qualcosa di veramente buono per la zootecnia italiana. Certo, vi è un fatto importante. In quest'aula ed in Commissione si è disquisito ed i colleghi dell'opposizione sono intervenuti anche con delle critiche; ho sentito però le dichiarazioni di voto favorevoli dell'opposizione e ciò mi ha fatto estremamente piacere. Questo è ovviamente un fatto positivo, perché, volendo entrare nel merito anche dello stesso titolo del provvedimento, si sta parlando solo ed esclusivamente di una proroga dei termini. Il Governo - così come il Parlamento e la maggioranza - ha compiuto un grande sforzo. Dal Senato è stato trasmesso il provvedimento, che prevedeva la proroga al 31 luglio; in Commissione abbiamo lavorato, affinché venisse approvata una proroga al 31 dicembre, che oggi, con un emendamento motivato del relatore, viene portata al 15 dicembre. È questo ciò che gli allevatori si aspettavano e noi in Parlamento - mi fa piacere che anche i gruppi dell'opposizione votino favorevolmente - forniremo loro una risposta.
Tuttavia, voglio dire qualcosa ai colleghi dell'opposizione che hanno lanciato
messaggi ed hanno voluto disquisire sulle motivazioni della BSE. Cari colleghi, tutti siamo preoccupati per la BSE e tutti vogliamo intervenire per risolvere definitivamente il problema. Sostengo che questo non era il provvedimento giusto per intervenire. Il Governo si è impegnato: lo hanno fatto il sottosegretario ed il ministro proprio l'altro ieri in Commissione. Non era il caso di rilanciare il problema su un'intervista rilasciata ad un giornale, perché lo stesso ministro ha detto che quell'intervista doveva evidentemente essere subito corretta. Allora, è necessario inviare un altro messaggio e lo abbiamo lanciato questa mattina: il Governo ha introdotto l'abbattimento selettivo che non era assolutamente previsto; ha voluto portare avanti questo discorso e ci è riuscito.
L'onorevole Marcora ha sostenuto che le associazioni, le organizzazioni del settore ed i produttori avevano chiesto ben altro. Vi sarà un tavolo verde da qui a qualche giorno: constateremo se le organizzazioni siano contente di questa proroga e il Governo si impegnerà ad affrontare definitivamente il problema.
Tuttavia, rivolgiamo al precedente Governo un rimprovero per avere male gestito il provvedimento sulla BSE. Infatti, i ministri della sanità e dell'agricoltura hanno creato allarmismo bloccando la produzione e, quindi, anche i consumi.
Annuncio, pertanto, il voto favorevole di Forza Italia e sono certo che il Governo, nelle prossime settimane, affronterà definitivamente il problema della BSE (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
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