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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nicola Rossi. Ne ha facoltà.
NICOLA ROSSI. Signor Presidente, credo che la discussione abbia confermato i nostri timori iniziali: in realtà il provvedimento finisce per trattare contemporaneamente questioni molto diverse tra loro e, soprattutto, là dove innova rispetto a decisioni assunte nella precedente legislatura, lo fa con modalità tutt'altro che condivisibili.
PRESIDENTE. Onorevole Nicola Rossi, mi scusi. Se i colleghi uscendo facessero silenzio, il collega potrebbe continuare a parlare. Prego onorevole Nicola Rossi, prosegua il suo intervento.
NICOLA ROSSI. Com'è noto, il provvedimento riprende in larga misura provvedimenti di agevolazione nel campo dei prodotti petroliferi già varati nella trascorsa legislatura; la discussione in corso ha però sottolineato come la maniera con cui il provvedimento ha riportato alla situazione attuale le decisioni prese qualche mese fa sia tutt'altro che condivisibile. Mi riferisco, per esempio, a quanto è stato detto a proposito delle coltivazioni in serra: ciò esemplifica in modo abbastanza chiaro come le modalità con cui il provvedimento tratta alcune situazioni specifiche siano francamente a dir poco opinabili.
Cito un secondo caso che, a nostro modo di vedere, si segnala come particolarmente negativo: mi riferisco alla parte del provvedimento relativa al blocco del prezzo dei farmaci, o meglio al blocco dell'adeguamento del prezzo dei farmaci al livello europeo. Tale blocco, come è stato già sottolineato, tende sostanzialmente a rovesciare la linea di tendenza seguita negli ultimi anni e a ripristinare le modalità con le quali si è agito in materia di prezzi dei farmaci in anni molto lontani, in cui si sommava il blocco dei prezzi ai tetti di spesa con la conseguenza da un lato, di ingenerare fenomeni di corruzione diffusi anche nella pubblica amministrazione e, dall'altro, di scoraggiare gli investimenti nella ricerca da parte delle case farmaceutiche multinazionali in Italia. Il risultato di quelle politiche si registrò allora nel volume degli investimenti e nel volume di occupazione: il fatto che oggi si decida di tornare su una strada che, a ragion veduta, era stata abbandonata, è
particolarmente preoccupante, perché segnala come in un settore vitale per la competitività del paese si debba solamente attendere la riproposizione di fenomeni negativi che già si erano verificati negli anni addietro.
Infine, intendo soffermarmi su un ultimo punto che, naturalmente, concorre anch'esso a determinare il nostro giudizio non positivo sull'intero provvedimento: si tratta della questione relativa alla copertura finanziaria. Sono stati segnalati ripetutamente problemi, tanto formali quanto sostanziali, sia perché mancano i riferimenti, a volte anche giuridici, che consentono la copertura del provvedimento nei termini in cui è formulato, sia perché, dal punto di vista sostanziale, sono assenti le informazioni che dovrebbero permettere una valutazione compiuta della copertura del provvedimento stesso. Tale questione riveste un'importanza particolare, sia perché nei primi atti del Governo, tanto alla Camera quanto al Senato, essa viene ripetutamente segnalata come un problema tutt'altro che minore - anzi sembra esserci l'attitudine ad un comportamento abbastanza disinvolto nei confronti del problema della copertura - sia perché nel documento di programmazione economico-finanziaria, ieri approvato dal Governo, il tema della copertura dei provvedimenti pregressi assume un'importanza rilevante.
Sotto questo profilo credo sia essenziale avere la massima informazione da parte del Governo, sia nel caso di provvedimenti come quello in discussione nel quale, come ho detto, mancano spesso le informazioni elementari per poter valutare copertura, sia quando si parla di altri provvedimenti. Sarebbe ad esempio opportuno che il Governo ci facesse sapere quanto prima esattamente quali poste di entrata non rispettino gli andamenti previsti l'anno scorso e possano determinare quindi un eventuale sconfinamento nei conti del 2001. Sarebbe particolarmente auspicabile inoltre che il Governo ci facesse sapere puntualmente quali siano le misure che intende adottare in termini di competenza entro l'anno per poter riportare, come sostiene, i conti pubblici entro gli obiettivi già individuati l'anno scorso. In conclusione, per i motivi che ho appena accennato, cioè per la natura eterogenea del provvedimento, che innova male rispetto a quanto realizzato nella scorsa legislatura, dal momento che vi sono problemi non trascurabili dal punto di vista della copertura finanziaria, il nostro giudizio sul decreto-legge è negativo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.
MARIO LETTIERI. Signor Presidente, intervengo brevemente per dichiarare il voto contrario del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo, non soltanto perché i nostri emendamenti, tesi ad agevolare settori importanti della nostra economia, sono stati respinti, ma soprattutto per due questioni fondamentali.
In primo luogo, il decreto-legge viola - così come del resto ha sottolineato il Comitato per la legislazione - l'articolo 15, comma 3, della legge n. 400 del 23 agosto 1988 circa la disomogeneità delle materie affrontate; si tratta, in effetti, di varie agevolazioni in diversi settori, ma anche di una materia avulsa e scoordinata.
Inoltre, vi è una mancanza di certezza per quanto riguarda la copertura finanziaria. Non voglio in questa sede riportare l'autorevole richiamo espresso più volte dal Presidente della Repubblica circa il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione. Nel provvedimento in esame, per quanto riguarda il riferimento a maggiori entrate a legislazione vigente, non si cita la disposizione della legge finanziaria del 2000 che autorizza l'utilizzo per le maggiori entrate, né d'altro canto - in verità lo sottolineavo già ieri - sono previste le maggiori entrate IVA per il 2001. Pertanto, a nostro giudizio, il provvedimento in esame non ha sufficiente copertura finanziaria. Questo aspetto è di particolare rilevanza, se si considera la campagna denigratoria svolta dal ministro Tremonti circa il modo di procedere del passato Governo. Il ministro dell'economia e delle finanze avrebbe dovuto tenere conto della
necessità del rispetto rigoroso dei conti pubblici. In questo caso, ci troviamo in presenza di un atteggiamento strano: se la situazione è drammatica, come il ministro dell'economia e delle finanze sostiene, allora non dovremmo parlare di ulteriori agevolazioni, ma piuttosto di una manovra correttiva dei conti dello Stato.
Alla luce di queste brevissime considerazioni, ribadisco il voto contrario del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cola. Ne ha facoltà.
SERGIO COLA. Signor Presidente, nel preannunciare il voto favorevole sul disegno di legge di conversione del gruppo di Alleanza nazionale, mi preme sottolineare solamente un aspetto di questo decreto-legge il cui titolo è stato giustamente ed opportunamente modificato nella dizione generica «...ed altre misure urgenti», in omaggio a quanto previsto dal regolamento e dalla legge. L'osservazione, per la verità, riguarda l'articolo 5 del decreto-legge.
PRESIDENTE. Pregherei i colleghi di fare silenzio in aula. Questo è un Parlamento, non un «conversatoriamento».
Prego, onorevole Cola.
SERGIO COLA. L'osservazione che mi accingo a svolgere riguarda l'articolo 5 del decreto-legge, concernente il contributo unificato delle spese di giustizia.
Il Governo nella relazione, nel giustificare il differimento dei termini relativi all'entrata in vigore della disciplina sul contributo unificato per le spese di giustizia, ha fornito una motivazione di carattere meramente tecnico.
In particolare, il Governo ha affermato testualmente che: «Tale differimento è dovuto a ragioni d'ordine tecnico-amministrativo legate all'avvio di necessari strumenti convenzionali destinati ad includere la rete dei rivenditori dei generi di monopolio nel novero dei soggetti presso cui sarà possibile versare il contributo in questione; sono attualmente in corso ed in via di definizione le procedure per il raggiungimento degli accordi con i rappresentanti della categoria interessata». Questa motivazione è stata forse l'occasione per ribadire un concetto e soprattutto un modo di sentire, non solo della classe forense, ma soprattutto degli utenti della giustizia nel campo della materia civile. La Commissione giustizia ha accolto all'unanimità l'intervento di alcuni componenti che trasversalmente hanno criticato in un certo senso la legge 23 dicembre 1999, n. 488 con la quale si è dato corso alla istituzione del contributo unificato.
Il parere della Commissione giustizia incide nel merito e l'osservazione si riferisce precisamente ad uno degli articoli di detta legge, l'articolo 9, comma 3, che dispone, a pena di irricevibilità, l'onere di anticipare il contributo unificato la cui determinazione appare essere prima dell'inizio del processo di difficile se non impossibile determinazione. Sostanzialmente la Commissione giustizia, richiamando solamente questo aspetto, ha evidenziato i contrasti e il dissenso non solo della classe forense ma, soprattutto, degli utenti che sarebbero dissuasi dal ricorrere all'autorità giudiziaria in relazione alla tutela di loro sacrosanti diritti.
Questo - ripeto - è solamente un aspetto: gli altri sono stati evidenziati quando era in discussione questa proposta di legge. Per la verità, in quasi tutti i consigli dell'ordine e in tutte le assemblee degli avvocati ci si è espressi in senso difforme rispetto al contenuto di questa legge. Sono intervenuto richiamando il parere della Commissione giustizia perché il Governo sappia che, a prescindere da ragioni di carattere formale che hanno indotto ad operare il differimento dei termini, esistono anche ragioni di merito che il Governo potrà prendere in considerazione al fine di una rivisitazione della legge. Certamente tutti i deputati, della maggioranza e dell'opposizione, le prenderanno nella dovuta considerazione con la formulazione di una proposta di legge
diretta a modificare una legge che non fa gli interessi né dell'autorità giudiziaria né, soprattutto, degli utenti della giustizia civile.
Preannuncio, dunque, il voto favorevole dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale, con queste doverose precisazioni (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Onorevole Cola, ricordo che, per il gruppo di Alleanza nazionale, aveva chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Antonio Pepe. Le ho dato la parola per l'esperienza in materia forense che tutti le riconoscono.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Antonio Pepe. Ne ha facoltà.
ANTONIO PEPE. Signor Presidente, intervengo brevemente per confermare ciò che ha ben detto prima di me il collega Cola e per rilevare che le preoccupazioni sollevate poco fa dai colleghi Nicola Rossi e Lettieri appaiono infondate, per quanto riguarda sia le osservazioni sul contenuto del decreto sia quelle attinenti al sistema di copertura.
Ritengo che il decreto-legge sia un atto dovuto. Le disposizioni in tema di accise, che - è bene ricordarlo - non fanno altro che prorogare al 30 settembre 2001 norme agevolative già in parte in essere, sono necessarie per incidere positivamente e sostenere i prezzi al consumo e, quindi, per dare un vantaggio non solo al mondo dell'impresa, ma anche ai cittadini, e per rilanciare l'economia. Si tratta di una proroga necessaria in attesa che vengano approvate le norme predisposte dal Governo per rilanciare l'economia italiana. È positiva anche la disposizione dell'articolo 5 che proroga al 1o gennaio 2002 l'entrata in vigore dell'applicazione del contributo unificato per le spese degli atti giudiziari.
Su questo provvedimento disentemmo a lungo - il collega Contento ne è testimone - nella scorsa legislatura in Commissione finanze: il provvedimento predisposto dalla Commissione fu, poi, inserito nella legge finanziaria. Ritengo che la proroga al 1o gennaio 2002 sia necessaria per consentire alle cancellerie di essere pronte rispetto alle nuove norme e, dunque, preparare tutti gli strumenti necessari. Il rinvio può essere necessario ed utile anche per consentire al Governo di rivedere - personalmente ritengo riducendoli - gli importi dei contributi in relazione al valore del processo, perché alcuni importi appaiono eccessivamente elevati. È utile anche ciò che ha sostenuto la Commissione giustizia: è un'eccezione che già facemmo nella scorsa legislatura in Commissione finanze. Riteniamo che non si possa considerare a pena di irricevibilità l'onere di anticipare il contributo unificato: in tal modo si confondono norme di natura fiscale con norme di natura procedurale. Mi auguro che il Governo voglia rivedere le disposizioni contenute nel provvedimento relativamente al contributo unificato per le spese degli atti giudiziari e possa, poi, ridurre gli importi, così come suggerimmo già nella scorsa legislatura.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Degennaro. Ne ha facoltà.
CARMINE DEGENNARO. Signor Presidente, a nome dei deputati del gruppo del CCD-CDU Biancofiore, esprimo il nostro voto favorevole al provvedimento in esame.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sergio Rossi. Ne ha facoltà.
SERGIO ROSSI. Signor Presidente, intervengo per dichiarare, a nome dei deputati del gruppo della Lega nord Padania e per le motivazioni già esposte nel mio intervento di ieri nella discussione sulle linee generali, il nostro voto favorevole, ma, contemporaneamente, per rinnovare l'invito al Governo a rivedere l'universo delle accise, dal momento che le molteplici agevolazioni ed esenzioni oggi esistenti determinano iniquità per alcuni settori ed aree territoriali. Invito altresì a tenere in considerazione, nell'eventuale revisione di
queste agevolazioni ed esenzioni dalle accise, le aree climaticamente svantaggiate.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
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