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PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 1132 sezione 4).
Qual è il parere del Governo sugli ordini del giorno presentati?
MANLIO CONTENTO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, vorrei chiederle, prima di esprimere il parere, se gli ordini del giorno siano tutti attuali o se alcuni di essi siano stati ritirati con comunicazione alla Presidenza.
PRESIDENTE. A noi non risulta, però, se vuole, può chiederlo al primo dei proponenti.
MANLIO CONTENTO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Sta bene, signor Presidente. Per quanto riguarda l'ordine del giorno Sergio Rossi n. 9/1132/1, formuleremmo al proponente un invito al ritiro: è ben vero, infatti, che la questione relativa alle accise sul gas metano è di stretta attualità e che dovranno essere tutte ridisegnate, ma siccome è allo studio proprio tale ipotesi, sarebbe forse paradossale rafforzare esclusivamente l'abolizione del requisito territoriale come elemento di valutazione. Nella griglia di opportunità e di verifica, infatti, è forse il caso di tenere conto delle aree territoriali con caratteristiche precise: penso, ad esempio, all'intera legislazione sulle zone climatiche e ad altre aree del territorio nazionale sulle quali, ovviamente, si deve aprire un confronto anche all'interno del Governo in vista della nuova tariffazione. Quindi, insisterei sull'invito al ritiro dell'ordine del giorno Sergio Rossi n. 9/1132/1. Diversamente, vi sarebbe la possibilità di effettuare una riformulazione ma se questo non fosse, naturalmente, il parere del Governo non potrebbe che essere contrario.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Martinelli n. 9/1132/2, vorrei dire che tratta di una vicenda che, per correttezza, ha occupato le Assemblee parlamentari anche in passato. Così come l'ordine del giorno è posto, vi sarebbero notevoli difficoltà, perché le questioni sollevate sono, tra l'altro, di stretta attinenza alla disciplina comunitaria: quindi, l'ordine del giorno sarebbe sostanzialmente difficile da accogliere. Per venire incontro ai proponenti, il Governo propone una riformulazione del testo che leggo testualmente affinché anche gli uffici ne possano prendere nota. Rimarrebbe la prima parte, con l'impegno al Governo; il seguito sarebbe così modificato: «ad adottare ogni opportuna iniziativa presso gli organismi comunitari, al fine di verificare la possibilità di escludere la quota di accisa pagata dall'utente sui consumi di gas metano dalla base imponibile ai fini del calcolo dell'imposta sul valore aggiunto». Diversamente, qualora non fosse accolta la riformulazione, il parere del Governo non potrebbe che essere contrario.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Gibelli n. 9/1132/3, la questione è, ancora una volta, di disciplina comunitaria. Un'apposita direttiva in materia esclude la possibilità di usufruire di agevolazioni proprio per quanto riguarda il tipo di carburante richiamato nell'ordine del giorno. Siccome è stato detto dal proponente che alcuni paesi, probabilmente dimentichi della direttiva comunitaria in materia, avrebbero introdotto agevolazioni riguardanti il carburante utilizzato per l'aviazione privata, proporrei, anche in questo caso, una riformulazione, in virtù della quale l'intera parte dispositiva risulterebbe così sostituita: «a verificare le misure adottate negli altri paesi europei al fine di agevolare l'utilizzo del carburante usato per l'aviazione privata e di valutare la possibilità di applicarle in tutto o in parte al nostro paese». Se tale riformulazione venisse accolta, il parere del Governo sarebbe favorevole; diversamente, non potrebbe che essere contrario.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Scherini n. 9/1132/4, è accettato dal Governo poiché pone una questione che era già stata avanzata in Commissione e che si riferiva, in particolare, alla possibilità di esplicitare - sia pure in via amministrativa e non con un'interpretazione contenuta in una disposizione legislativa - che l'agevolazione riferita all'«uso trasportistico», per quanto riguarda gli enti pubblici e le imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico, venga estesa - diciamo così - ad altre attività collaterali. Una di esse è stata espressamente individuata da
alcuni uffici periferici dell'amministrazione competente e riguarda l'uso, tanto per fare un esempio concreto, dei mezzi che provvedono alla battitura delle piste da sci. Il Governo è pronto ad impegnarsi in via amministrativa. È di contenuto analogo l'ordine del giorno Losurdo n. 9/1132/9, che espressamente indica l'interpretazione che dovrebbe essere adottata. Avendo approfondito il tema, il Governo è propenso ad accettare anche quest'ultimo ordine del giorno.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Molinari n. 9/1132/5, nutrirei qualche perplessità sulla sua ammissibilità; ma, visto che questa non è stata dichiarata, esprimo il conseguente parere contrario del Governo. Vorrei precisare, tuttavia, che il proponente solleva alcuni temi interessanti, relativi agli sgravi ed ai meccanismi di incentivazione; d'altra parte, tali temi meritano di essere ulteriormente approfonditi, anche perché involgono questioni che attengono alla disciplina comunitaria. Pertanto, essendo opinione del Governo che tali questioni non possano essere approfondite nel corso dell'esame di questo disegno di legge di conversione, per correttezza anche istituzionale, sono costretto ad esprimere un parere contrario che, comunque, non inficia il contenuto dell'ordine del giorno in parola.
Per quanto riguarda gli ordini del giorno Rizzi n. 9/1132/6, Caparini n. 9/1132/7 e Parolo n. 9/1132/8 - che tratterei congiuntamente in quanto propongono questioni sostanzialmente analoghe - chiederei ai proponenti di ritirarli. Durante la discussione generale ed anche negli interventi sugli emendamenti sono state sollevate questioni e sono stati toccati temi peculiari di categorie che, giustamente, dal loro punto di vista, rivendicano una par condicio.
Tanto in Commissione quanto in Assemblea, abbiamo coerentemente risposto che, per ragioni di copertura finanziaria, non è possibile, purtroppo, accogliere le ripetute richieste in tal senso. Non abbiamo mancato di spiegare, inoltre, che nella discussione di ieri il Governo ha adottato un testo che è perfettamente coerente con i provvedimenti adottati nel recente passato in questa materia. È con questo spirito che mi sento di rivolgere ai proponenti l'invito a ritirare gli ordini del giorno da ultimo enumerati; in caso contrario, per coerenza con le posizioni assunte dal Governo, sarei costretto ad esprimere su di essi parere contrario.
Per quanto riguarda gli ordini del giorno Franz n. 9/1132/10 e de Ghislanzoni Cardoli n. 9/1132/11, debbo dire che il problema sollevato da questi ordini del giorno e dai proponenti ha attirato l'attenzione del Governo, che naturalmente esprime parere favorevole. È in corso una verifica che avrebbe dovuto essere fatta correttamente in passato; il regolamento in materia di agevolazioni sui carburanti destinati all'agricoltura era stato prorogato una prima volta fino alla fine del mese in corso e questa proroga sarebbe dovuta servire a riformulare e modificare quel regolamento. Questo, purtroppo, non è accaduto. Poiché nella materia è intervenuta una delegificazione che demanda a norme regolamentari la disciplina della materia, era estremamente complicato intervenire in via legislativa perché il regolamento è parzialmente operativo. È corretta quindi la richiesta avanzata dai proponenti perché il Governo non ha difficoltà a giudicare quel regolamento inaccettabile per la complessità che lo contraddistingue. Quindi, il Governo si fa carico in questa Assemblea di intervenire direttamente per poterlo modificare in tempi brevi. È altrettanto corretto però avvertire i proponenti e l'Assemblea che non sarà una cosa facile perché il regolamento in questione purtroppo è interministeriale, ed è previsto addirittura il passaggio - giustamente sotto certi profili - alla Conferenza Stato-regioni. Ecco perché nell'accogliere favorevolmente gli ordini del giorno che ho testé richiamato ritenevo corretto, a nome del Governo, anche indicare come la strada, per quanto possa essere percorsa con celerità, non sarà sicuramente facile, anzi, in un certo senso sarà anche irta di ostacoli. Speriamo di riuscire ad eliminare larga parte di
quelle disposizioni richiamate brevemente anche dagli onorevoli proponenti. Quindi, il parere è favorevole su entrambi.
Per quanto concerne l'ordine del giorno Polledri n. 9/1132/12, vorrei dire al collega proponente che la prima parte, dopo l'impegno del Governo a riconsiderare l'opportunità di prorogare l'accisa del GECAM, già decisamente agevolata dalla legge finanziaria n. 388 per il primo semestre del corrente anno, mi sembra del tutto ultronea perché, in effetti, questo è già previsto dall'articolo 1 del decreto-legge al nostro esame. Quest'ultimo, tra l'altro, prende in considerazione anche il suddetto bene di consumo. Quindi, poiché la questione di attualità credo sia quella della seconda parte, riferita sostanzialmente alla produzione e commercializzazione del prodotto ed alla concorrenza del settore, sarei del parere, a nome del Governo, di considerare questo ordine del giorno accolto come raccomandazione per le ragioni che ho testé riassunto (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale).
PRESIDENTE. Chiedo al collega Sergio Rossi se accolga l'invito a ritirare il suo ordine del giorno n. 9/1132/1.
SERGIO ROSSI. Signor Presidente, per quanto riguarda il mio ordine del giorno n. 9/1132/1, accolgo l'invito al ritiro; per quanto riguarda gli ordini del giorno Martinelli n. 9/1132/2 e Gibelli n. 9/1132/3, di cui sono cofirmatario, accolgo la riformulazione proposta dal Governo. Per quanto riguarda gli ordini del giorno Rizzi n. 9/1132/6, Caparini n. 9/1132/7 e Parolo n. 9/1132/8, di cui sono cofirmatario, accolgo l'invito al ritiro, mentre per quanto riguarda l'ordine del giorno Polledri n. 9/1132/12, rimando al mio collega Polledri le decisioni.
PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Scherini non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/1132/4.
Chiedo all'onorevole Molinari se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/1132/5.
GIUSEPPE MOLINARI. Signor Presidente, insisto per la votazione del mio ordine del giorno n. 9/1132/5 perché con esso intendevo impegnare il Governo alla previsione di misure di defiscalizzazione per le imprese fornitrici di utility in quanto la produzione di energia elettrica, di vapore e di altri servizi di natura energetica, prodotti attraverso l'utilizzo di petrolio, metano e gas associato, ha generato di fatto una lievitazione dei costi per le imprese fornitrici. Appare evidente che queste imprese hanno dovuto modificare le tariffe anche nei confronti delle imprese utilizzatrici con una inevitabile ridondanza sui costi del prodotto finito. Il mio ordine del giorno n. 9/1132/5 impegna il Governo ad una maggiore attenzione nei confronti di questa problematica soprattutto per quanto riguarda le imprese del Mezzogiorno che si trovano ubicate nelle aree dell'obiettivo 1 e sono interessate da strumenti di programmazione negoziata, al fine di evitare che la variabile energetica penalizzi il tessuto economico produttivo in zone già penalizzate da altri ritardi infrastrutturali che aggravano i costi. D'altronde, lo stesso sottosegretario nel dare parere contrario su questo ordine del giorno aveva sottolineato l'importanza delle suddette questioni. Insisto quindi per la votazione.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Molinari n. 9/1132/5, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 405
Votanti 397
Astenuti 8
Maggioranza 199
Hanno votato sì 168
Hanno votato no 229).
Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Deodato non ha funzionato.
Ricordo che gli ordini del giorno Rizzi n. 9/1132/6, Caparini n. 9/1132/7 e Parolo n. 9/1132/8 sono stati ritirati.
Prendo atto che gli onorevoli Losurdo, Franz e de Ghislanzoni Cardoli non insistono per la votazione dei rispettivi ordini del giorno n. 9/1132/9, n. 9/1132/10 e n. 9/1132/11.
Chiedo all'onorevole Polledri se insista per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/1132/12, accolto dal Governo come raccomandazione.
MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, non insisto per la votazione del mio ordine del giorno ma vorrei semplicemente invitare il sottosegretario a rileggere un po' meglio la prima parte dello stesso in cui si invitava il Governo a riconsiderare l'opportunità della proroga delle agevolazioni sulle accise del GECAM in quanto, a mio giudizio - è un giudizio meditato e documentato - sussistono ragionevoli dubbi sull'effettiva utilità dal punto di vista dell'abbassamento del tenore dell'inquinamento e anche in merito alla libera concorrenza, in quanto il GECAM viene prodotto in regime di monopolio. Ulteriori perplessità nutro sul margine di guadagno che, a mio avviso, forse non è meritevole di una accisa di siffatta misura.
PRESIDENTE. È così esaurita la trattazione degli ordini del giorno presentati.
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