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TESTO AGGIORNATO AL 18 LUGLIO 2001
PRESIDENTE. Nessuno chiedendo di parlare sulle proposte emendative riferite agli articoli del decreto-legge, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
VITTORIO EMANUELE FALSITTA, Relatore. Signor Presidente, il parere è contrario su tutti gli emendamenti presentati.
PRESIDENTE. Il Governo?
MANLIO CONTENTO, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Avverto che il gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo ha chiesto la votazione nominale. Per consentire l'ulteriore decorso del termine regolamentare di preavviso, sospendo la seduta, che riprenderà alle 15,30.
La seduta, sospesa alle 15,15, è ripresa alle 15,30.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Galeazzi 1.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 339
Votanti 332
Astenuti 7
Maggioranza 167
Hanno votato sì 146
Hanno votato no 186).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Benvenuto 1.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rossiello. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE ROSSIELLO. Signor Presidente, già con la legge finanziaria del 1996 eravamo intervenuti per l'abbattimento significativo dell'accisa a favore delle colture sotto serra, in particolare per il settore florovivaistico; si trattò di una sostanziale boccata d'ossigeno per i nostri produttori e continuammo a seguire di quella filosofia con il decreto legislativo n. 173 del 30 aprile 1998.
Signor Presidente, non credo sia possibile parlare in questa situazione.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di avere riguardo per il collega che parla. Naturalmente, rispetto anche coloro che parlano d'altro, purché lo facciano con discrezione e rispetto per chi sta intervenendo.
GIUSEPPE ROSSIELLO. Con il decreto legislativo n. 173 del 30 aprile 1998 si pensò sostanzialmente a contenere i costi dei nostri prodotti, per agevolarne la competitività, e uno di quei costi fu proprio l'accisa; la legge del 14 aprile 2000, n. 92 riprende in buona sostanza questa filosofia.
Il fatto è che i nostri coltivatori, i nostri florovivaisti con la loro intelligenza non possono, certamente, fare concorrenza vera ad altri paesi dell'Europa che si giovano, per esempio, del trasferimento della ricerca applicata; non possono fare concorrenza nel momento in cui altri paesi - mi riferisco in particolar modo all'Olanda - si giovano di altri regimi di IVA. Per questi motivi, la richiesta di proroga al 31 dicembre mi sembra, per molti versi, dovuta.
Inoltre, ritengo che, con la regolarizzazione e, per alcuni versi, anche con la moralizzazione attraverso l'iscrizione alle camere di commercio per le imprese agricole, possa e debba svolgersi una discussione complessiva sull'abbattimento dell'accisa, per il comparto delle coltivazioni sotto serra e dell'agricoltura in generale. Tale passaggio, che comporterebbe fra l'altro una spesa abbastanza contenuta, consentirebbe a questo settore importante, in particolar modo nel mezzogiorno d'Italia, di respirare ancora un po' e io non escludo che, nell'ambito di un dibattito generale sui costi energetici, si possa affrontare, in futuro, una discussione serena sull'eliminazione totale dell'accisa per le coltivazioni sotto serra e per i florovivaismi in particolare, così come avviene per il comparto della pesca.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.
MARIO LETTIERI. Signor Presidente - come ho avuto modo di dire ieri durante la discussione sulle linee generali - l'emendamento 1.2, proposto dall'onorevole Benvenuto e dal sottoscritto, mira ad esentare dal pagamento dell'accisa i prodotti petroliferi nel periodo settembre-dicembre, perché esentare per le colture in serra durante i mesi estivi significa prendere in giro i fluoricultori e gli orticultori che si dedicano alle colture in serra. Lo stesso sottosegretario ieri la considerava
una norma di buonsenso ma portava altre motivazioni a sostegno del suo diniego. Pertanto insisto perché l'Assemblea esprima un voto favorevole sull'emendamento in esame. Infatti, è necessario sostenere questo settore, che è in via di espansione. Inoltre, non vi sarebbero grandi costi aggiuntivi, visto che sarebbe prevista, come maggiore onere, soltanto la somma di 5 miliardi.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 1.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 389
Votanti 381
Astenuti 8
Maggioranza 191
Hanno votato sì 162
Hanno votato no 219).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Cabras 1.3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.
MARIO LETTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento Cabras 1.3 mira a concedere, per la regione Sardegna, agevolazioni per gli utilizzatori industriali i cui impianti siano ubicati sul suo territorio. La regione Sardegna ha bisogno ancora di un sostegno pubblico per lo sviluppo industriale e ritengo che questa norma possa favorirlo in modo adeguato. Non credo che sulla questione del sostegno allo sviluppo delle aree interne possa esservi sordità da parte di questa Assemblea. Già ieri sostenevo la necessità che il Parlamento affronti in maniera molto più puntuale da un lato, un dibattito sulle questioni energetiche e, dall'altro, sullo sviluppo delle aree deboli. Citavo come esempio la mia regione, la Basilicata, che concorre alla ricchezza nazionale del paese con la produzione petrolifera: ben il 10 per cento del petrolio estratto nel nostro paese proviene dalla piccola regione Basilicata, che riceve ben poco dallo Stato nazionale, come sostegno allo sviluppo delle piccole imprese e come sostegno al superamento dell'attuale deficit infrastrutturale.
Ho voluto citare questo dato per dire che la Sardegna è fra le regioni che hanno ancora bisogno, come la Basilicata, di sostegno allo sviluppo. Con questo emendamento noi miriamo a dare un piccolo contributo in tale direzione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cabras 1.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 396
Astenuti 7
Maggioranza 199
Hanno votato sì 173
Hanno votato no 223).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Illy 2.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Illy. Ne ha facoltà.
RICCARDO ILLY. Signor Presidente, debbo fare una brevissima premessa. Il Friuli-Venezia Giulia ha l'unico confine italiano con un paese che non fa parte dell'Unione europea, la Slovenia, dove il costo dei carburanti è sensibilmente più basso rispetto a quello praticato in Italia. Mentre la provincia di Gorizia, fin dal 1948, ha dei contingenti di benzina e di gasolio a prezzo agevolato, altrettanto non avviene per la provincia di Trieste e per alcuni comuni della provincia di Udine vicini al confine nazionale.
Con la legge finanziaria del 2000 il contingente per la benzina agevolata è stato prorogato di sei anni, per la provincia di Trieste, mentre quello per il gasolio è stato parzialmente prorogato solo per il 2001. Quindi l'emendamento propone di prorogare gli effetti del provvedimento al 2002, sia per la provincia di Trieste sia per quei comuni confinarii della provincia di Udine.
In subordine, udito il parere contrario sia della Commissione, sia del Governo, ho proposto al relatore ed al sottosegretario Contento un provvedimento che quanto meno adegui il contingente per il 2001 ai contingenti degli anni precedenti aumentandolo di 6 milioni di litri per la provincia di Trieste e di 2 milioni di litri per i comuni della provincia di Udine. Il costo è di soli 5 miliardi per il 2001, un costo teorico per lo Stato perché, in assenza di questo adeguamento del contingente, saranno moltissimi i cittadini e le imprese che andranno a rifornirsi oltre confine, con danno sia economico, sia valutario ed ambientale, in quanto la qualità dei carburanti che vengono venduti oltre confine è inferiore rispetto alla qualità di quelli italiani.
PRESIDENTE. Onorevole Illy, la Commissione ed il Governo sono contrari; per la parte propositiva, che lei ha illustrato, il Governo esporrà il suo parere in altro momento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Menia. Ne ha facoltà.
ROBERTO MENIA. Signor Presidente, intervengo per motivare il nostro il voto contrario sull'emendamento in esame, da considerarsi sotto un certo profilo lodevole nei suoi intenti. Ricordo che nelle passate legislature ebbi ad esporre in più occasioni motivazioni analoghe a quelle addotte poc'anzi dal collega Illy. Il suo emendamento 2.1 rappresenta però un fuor d'opera in questa sede: la normativa si riferisce ad una vecchia legge, la n. 66 del 1992, che prevedeva per la provincia di Trieste e per una serie di comuni della provincia di Udine un contingente di gasolio agevolato stabilito, rispettivamente, in 23 e 11 e mezzo milioni di litri.
Il provvedimento è scaduto in più occasioni ed è stato sempre reiterato dalla legge finanziaria; questo, infatti, rappresenta uno di quei provvedimenti che entra a far parte della suddetta legge. Peraltro - come ha avuto già modo di dire in Commissione il sottosegretario Contento - c'è la previsione dell'inserimento in finanziaria da parte del Governo stesso; a questo punto, risulta evidente che non sussiste la necessità che nell'ambito del provvedimento si inserisca la previsione contenuta nell'emendamento Illy 2.1.
Questo è il motivo per il quale non siamo favorevoli all'emendamento Illy 2.1, pur ammettendo che le sue ragioni sono evidentemente sostenibili, tanto che questa maggioranza e questo Governo provvederanno ad inserirlo nella legge finanziaria.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Strano. Ne ha facoltà.
NINO STRANO. Signor Presidente, ribadiamo il voto contrario all'emendamento Illy 2.1 ed approfitto della circostanza, fatta presente anche dall'onorevole Menia, per dire che questi provvedimenti che dovrebbero agevolare alcuni settori del territorio italiano non dovrebbero essere limitati. Noi deputati siciliani aspettiamo con ansia un provvedimento per la nostra regione, produttrice di gas e di petrolio. È da molte leggi finanziarie che attendiamo un provvedimento non di agevolazione, ma di riconoscimento di diritti, a fronte di un massacro del territorio compiuto dalle compagnie petrolifere. Aspettiamo che sia inserito in finanziaria un provvedimento per la regione Sicilia analogo a quello che dovrebbe essere riservato ad altre province; la mia regione accampa giustamente questi diritti.
PRESIDENTE. Onorevole Strano, le ho dato la parola a titolo personale, poiché aveva già parlato un rappresentante del suo gruppo. Lei deve regolarsi in modo che non si verifichi tale situazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Illy 2.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 413
Votanti 406
Astenuti 7
Maggioranza 204
Hanno votato sì 179
Hanno votato no 227).
Ricordo che l'emendamento 5.1 della Commissione è stato dichiarato inammissibile.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Boccia 6.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boccia. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, ho presentato una serie di emendamenti riguardanti l'articolo 6 del decreto-legge che è una norma di copertura. Interverrò solo sul primo, perché mi interessa far conoscere ai colleghi quanto accadrà dopo la votazione dell'articolo 6.
Per la copertura finanziaria del provvedimento in esame il Governo ha dovuto prelevare dagli accantonamenti dei fondi speciali tutte le risorse destinate a provvedimenti, già approvati in uno dei due rami del Parlamento (quasi tutti di iniziativa parlamentare), di una certa importanza che avrebbero dovuto ottenere in questi giorni - ed anche a settembre - il voto dell'altra Camera per poter divenire leggi della Repubblica.
Nel momento in cui il Governo toglie la copertura finanziaria a tali provvedimenti per utilizzare le risorse resesi disponibili per coprire il provvedimento in esame, vediamo «saltare» alcuni provvedimenti di una certa importanza che, evidentemente, il Governo in carica ritiene non più importanti.
Poiché alcuni di questi provvedimenti sono di una certa rilevanza, ho presentato alcuni emendamenti nel tentativo di modificare l'utilizzazione delle risorse, annunciata dal Governo alla Camera dei Deputati con una comunicazione sulle finalizzazioni, in maniera da utilizzare altra finalizzazione e liberare, di conseguenza, le risorse che invece possono essere utilizzate per la copertura di provvedimenti per i quali quelle risorse oggi risultano finalizzate.
In particolare, vorrei che si mantenesse la copertura per l'atto Camera n. 6126 riguardante la certificazione di conformità sociale dei prodotti realizzati senza l'utilizzo di lavoro minorile. Si tratta di una proposta di legge già approvata dal Senato, di un certo rilievo di ordine sociale che, a questo punto, il Governo annullerebbe. Uno degli emendamenti da me presentati mira ad eliminare tale effetto.
Un altro emendamento più importante - o almeno altrettanto importante quanto quello precedente - si riferisce al provvedimento sugli incendi boschivi. Il Governo, proprio all'inizio dell'estate, ha sottratto la copertura finanziaria a quel provvedimento, ovvero all'atto Camera n. 6303 (legge quadro in materia di incendi boschivi), già approvato dal Senato, impedendo la prosecuzione dell'iter del provvedimento e quindi la sua trasformazione in legge.
L'emendamento che ho presentato - uno dei tanti - tenta di salvare quel provvedimento prelevando le risorse da altri fondi ovvero ricorrendo agli accantonamenti del Tesoro senza arrecare un così grave danno.
Parimenti vi è un altro intervento mirante a contrastare la criminalità minorile - si tratta dell'atto Camera n. 7224 - che «salterebbe»; vi è poi un provvedimento importantissimo che concerne la finanza locale, l'atto Camera n. 7426, - e mi meraviglio del presidente della Commissione bilancio, onorevole Giancarlo Giorgetti - che «salterà» perché le risorse che vi erano destinate verranno a mancare.
Signor Presidente, le chiedo la cortesia, anche per non disturbare il lavoro dell'Assemblea
e dal momento che intervengo una sola volta su tutti gli emendamenti, di farmi terminare l'intervento.
Allo stesso modo, vi è un altro provvedimento molto importante, l'atto Senato n. 2397, concernente la qualifica di imprenditore artigiano, con effetto retroattivo. Anche questo provvedimento rischia di «saltare» dal momento che il Governo ha deciso di eliminare le risorse sulle quali poggiava.
Un altro provvedimento - l'atto Senato n. 344 - riguarda il recupero dei centri storici degradati. Anche questo «salterà». Uno degli emendamenti da me presentati tenta di far salvo quel provvedimento, individuando le risorse finanziarie, come ha fatto lo stesso Governo per la copertura del provvedimento in esame, in altri accantonamenti del Tesoro che sono disponibili e che non determinano situazioni «perverse» come i casi che ho citato. Ricordo a tutti i colleghi parlamentari della scorsa legislatura quanta importanza fu data al provvedimento relativo ai donatori di midollo osseo. Con l'atto Camera n. 5978 si dava la possibilità di istituire un registro nazionale. Le coperture per il prosieguo dell'iter di tale provvedimento vengono meno e pertanto si fa «saltare» un'iniziativa che andrebbe difesa. Mi meraviglio dei colleghi del gruppo della Lega nord Padania, in particolare di Giancarlo Giorgetti, Bianchi Clerici, Maroni, Roscia, Grugnetti, che fanno «saltare» anche i finanziamenti per la copertura dell'atto Camera n. 3156, che prevedeva alcune norme miranti a favorire l'occupazione a seguito dell'apertura dell'aeroporto Malpensa 2000. Il provvedimento aveva una sua copertura e meritava sicuramente di proseguire il suo iter. Invece, il Governo priva il provvedimento di risorse e pertanto non potrà proseguire il suo iter. Suggerisco invece di utilizzare, al riguardo, altri accantonamenti del Tesoro disponibili, tant'è vero che la Commissione bilancio ha espresso al riguardo un parere favorevole (pertanto i soldi ci sono!) per salvaguardare provvedimenti così importanti.
Ricordo l'impegno del gruppo dei Verdi in ordine all'atto Camera n. 1984 recante disposizioni per l'esercizio dell'attività archeologica subacquea. Anche questo provvedimento «salterà»!
«Salterà» anche il provvedimento che determinava l'introduzione dell'insegnamento della seconda lingua nelle scuole secondarie. Mi dispiace per il collega Bressa, ma «saltano» anche finanziamenti per la tutela della minoranza linguistica slovena presente in Friuli-Venezia Giulia. Si trattava di un provvedimento di iniziativa dell'onorevole Caveri ed anche questo «salterà».
Signor Presidente, ho dunque riassunto il mio intervento in ordine a tutti gli emendamenti, dal momento che non ero mosso da un intento ostruzionistico. Pertanto non parlerò più. Tuttavia, spero che possa essere utile, in extremis, tale segnalazione al Governo per «salvare» qualcuno di questi importanti provvedimenti accogliendo il corrispondente emendamento da me presentato, dal momento che, avendo presentato un emendamento per ciascuno di questi provvedimenti, ciò significa che almeno uno di questi provvedimenti, quello che sta più a cuore alla Assemblea, potrà essere «salvato»; in caso contrario, l'Assemblea si rassegnerà a non proseguire l'iter dei provvedimenti da me elencati. (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, vorrei farle presente che ho consentito volentieri che l'esposizione avesse luogo in maniera unitaria per le esigenze, che lei rappresentava, di illustrare tutti gli emendamenti. Naturalmente, non si tratta di una deroga al regolamento, che prevede che ogni emendamento venga trattato singolarmente.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Boccia 6.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 414
Votanti 407
Astenuti 7
Maggioranza 204
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 233).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Boccia 6.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 393
Votanti 386
Astenuti 7
Maggioranza 194
Hanno votato sì 162
Hanno votato no 224).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Boccia 6.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, faccia controllare nel primo settore la quarta fila!
PRESIDENTE. Prima di chiudere la votazione, pregherei i deputati segretari di controllare che ognuno voti per proprio conto. Mi permetto di dire, dal momento che siamo all'inizio della legislatura, che questa forma di volontariato, consistente nel votare per altri, altrove sarebbe un reato: si tratterebbe di sostituzione di persona (Applausi)! Il fatto che qui non si configuri in tal modo non depone a favore dell'istituzione e di chi la rappresenta (Applausi)!
Prego pertanto i colleghi di votare ognuno per proprio conto. Noi abbiamo una rappresentanza generale, non quella del collega che ci sta accanto e che in quel momento non vota (Applausi - I deputati segretari ottemperano all'invito del Presidente).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 409
Votanti 402
Astenuti 7
Maggioranza 202
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 228).
CARLO ROGNONI. Signor Presidente, vorrei segnalare il mancato funzionamento del mio dispositivo di voto e vorrei che si prendesse nota del fatto che non sono riuscito a votare.
PRESIDENTE. Ne prendo atto, onorevole Rognoni così come prendo atto che non ha funzionato il dispositivo di voto dell'onorevole Paolone.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Boccia 6.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mazzuca.
CARLA MAZZUCA. Credo che sia questo l'emendamento cui si riferiva il collega Boccia, relativo all'abolizione e alla cancellazione dei fondi destinati al contrasto ed alla prevenzione della delinquenza minorile. In tal senso, mi appello ai colleghi dell'Assemblea, poiché molte volte - direi per tutta la scorsa legislatura, in particolare durante la campagna elettorale - si sono alzati i toni in relazione all'aumento della delinquenza, soprattutto fra i giovani, ed a tutto ciò che riguardava l'ordine pubblico, la sicurezza, ma soprattutto la vita di questi giovani, che veniva orientata verso la devianza, e poi la delinquenza. Credo che questo provvedimento abbia avuto un effetto molto positivo sul territorio, attraverso il coinvolgimento delle magistrature minorili, dei servizi sociali e di tante istituzioni che servono a creare alternative di vita e percorsi individuali
per questi ragazzi. Mi auguro pertanto che questa normativa non venga cancellata e che la maggioranza abbia modo di riflettere su tale tema.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Boccia 6.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 413
Votanti 404
Astenuti 9
Maggioranza 203
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 228).
Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Paolone non ha funzionato.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Boccia 6.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 409
Votanti 407
Astenuti 2
Maggioranza 204
Hanno votato sì 182
Hanno votato no 225).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Boccia 6.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 381
Votanti 372
Astenuti 9
Maggioranza 187
Hanno votato sì 159
Hanno votato no 213).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Boccia 6.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 397
Votanti 389
Astenuti 8
Maggioranza 195
Hanno votato sì 169
Hanno votato no 220).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Boccia 6.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 413
Votanti 405
Astenuti 8
Maggioranza 203
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 231).
Poiché il disegno di legge consiste in un unico articolo, si procederà direttamente alla votazione finale.
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