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ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, mi scusi se in questa fase intervengo sull'ordine dei lavori. Si tratta di una faccenda molto grave per la quale le chiedo di interporre i suoi buoni ed autorevoli uffici, per trovare una conclusione positiva con la consueta disponibilità che la contraddistingue.
Signor Presidente, questa mattina in Commissione bilancio è stato redatto il calendario per le audizioni sul DPEF ed i gruppi di opposizione hanno chiesto di inserire nelle audizioni anche quella del Ragioniere generale dello Stato dottor Monorchio. La motivazione è nei fatti e non penso di doverla illustrare perché, signor Presidente, lei legge i giornali quanto me e sa che esiste una questione riguardante il buco nei conti dello Stato che è prioritaria rispetto all'esame del DPEF.
Signor Presidente, in Commissione si è verificato che la maggioranza, nonostante vi sia stata una qualche disponibilità da parte del presidente della Commissione, si è manifestata in senso contrario. Poiché il calendario viene redatto d'intesa anche con il Senato - e questa è stata la motivazione che ha impedito di giungere ad una conclusione positiva - vorrei pregarla affinché la Presidenza si adoperi al fine di consentire lo svolgimento di tale audizione. In tal caso metteremo il Parlamento ed i cittadini italiani nella condizione di conoscere la verità.
Signor Presidente, le dico questo - e concludo - perché, come lei sa, questa mattina è stato distribuito il fascicolo contenente il documento di programmazione economico-finanziaria e alla pagina 8 si legge «Ne emerge un extra deficit» (un «buco») «pari a circa 25.500 miliardi...». Signor Presidente, questa cifra è completamente diversa da quella che è stata annunziata dal ministro del tesoro. In questo documento si fa riferimento ad un buco di 25.500 miliardi, mentre si era parlato di un buco di 60 mila miliardi. È necessario che si sappia la verità, altrimenti non potremo esaminare alcun DPEF. Questo «Piedigrotta» di numeri - che, tra l'altro, è stato annunciato in televisione e non in questa sede - adesso determina queste conseguenze. Non siamo in condizione di esaminare questo documento perché non conosciamo i dati. Sarebbe opportuno che l'autorità competente, dunque la Ragioneria generale dello Stato, venisse a fare chiarezza. La prego di fare il possibile perché si ottenga questo risultato.
PRESIDENTE. Lei ha sottoposto all'attenzione della Presidenza un problema di merito e di valutazione che è proprio della Commissione. Data, però, l'importanza delle argomentazioni da lei portate all'attenzione dell'Assemblea, farò presente al Presidente della Camera quanto da lei rilevato. Tra l'altro, tra pochi minuti è prevista la convocazione della Conferenza dei presidenti di gruppo per definire i tempi dell'esame del documento di programmazione economico-finanziaria. Credo, dunque, che, se in quella sede potrà essere sollevato questo problema, il Presidente se ne farà certamente carico.
Per quanto mi riguarda, non posso che dirle questo perché - come lei sa - non ho poteri dispositivi ma soltanto propositivi. Ho comunque preso atto di quanto lei ha detto che, senz'altro, formerà oggetto dell'attenzione ed eventualmente della modifica di precedenti determinazioni.
GIUSEPPE FIORONI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sullo stesso argomento sul quale è intervenuto l'onorevole Boccia?
GIUSEPPE FIORONI. Nel contenuto sì, ma anche per fare una richiesta specifica.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE FIORONI. In XII Commissione non abbiamo avuto ancora l'opportunità di tenere un'audizione del ministro Sirchia nella quale egli potesse illustrare le linee programmatiche del Governo in materia di sanità. Oggi abbiamo avuto un'anticipazione, da ministro vicario, dell'onorevole Maroni che, in qualità di responsabile del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ci ha preannunciato l'introduzione del buono salute.
All'interno del documento di programmazione economico-finanziaria sono trattati pochissimi aspetti della sanità inerenti ai controlli, al modo in cui effettuare acquisti più oculati e, larvatamente, a qualche tetto di spesa farmaceutica che tenga conto anche delle nuove spese. Non sappiamo nulla, però, di tutto quanto è stato dibattuto né di quali siano i contenuti reali riguardanti la spesa sanitaria all'interno del DPEF. Credo sia impossibile esprimere un voto in Commissione affari sociali sul DPEF senza avere l'opportunità di conoscere gli intendimenti del Governo per quanto riguarda le politiche sanitarie. In modo particolare, essendo non chiaro e non esplicito, all'interno del DPEF, ciò che si può fare per la sanità, credo sia indispensabile che il ministro Sirchia venga in audizione prima che la Commissione esprima un parere sul documento, parere che, altrimenti, la Commissione stessa non è oggettivamente in condizione di esprimere in maniera pienamente consapevole.
PRESIDENTE. Onorevole Fioroni, anche la sua richiesta sarà senz'altro portata all'attenzione della Presidenza della Camera che farà ciò che riterrà opportuno in ordine alla presenza del Governo, nelle sue varie articolazioni, presso la Commissione. Il Governo deve essere sempre presente ma non è detto che i singoli ministri, la cui presenza ai lavori della Commissione può essere richiesta in ragione del loro ufficio, debbano essere a tal fine per forza precettati. Quanto da lei richiesto sarà, comunque, portato all'attenzione della Presidenza e della Conferenza dei capigruppo.
AUGUSTO BATTAGLIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUGUSTO BATTAGLIA. Signor Presidente, ho ascoltato sia l'intervento del collega Fioroni sia la sua risposta, però, forse, a lei è sfuggito un passaggio. Al termine dell'ufficio di presidenza della Commissione affari sociali della scorsa settimana i capigruppo dell'opposizione in Commissione hanno inviato una lettera al Presidente Casini segnalandogli l'indisponibilità del ministro Sirchia. Credo - anzi, ne sono convinto - che il Presidente Casini si sia attivato nei confronti del Governo.
Ci attendevamo, nella riunione dell'ufficio di presidenza appositamente convocata per oggi al termine della seduta, di avere una risposta, ma questa risposta non vi è stata. Siamo, dunque, di fronte ad una mancanza di rispetto nei confronti della Commissione e del Parlamento. Non sono solo i deputati dell'opposizione ad aver bisogno di ascoltare il ministro Sirchia: penso sia un'esigenza di tutta Commissione, anche dei colleghi della maggioranza e del presidente della Commissione. Tutto ciò, oltretutto, a fronte di un DPEF in cui sono delineate alcune misure, ma che, essendo un documento di programmazione economica e finanziaria, non entra nel merito delle stesse.
Ritengo sia impossibile esprimere una parere senza aver ascoltato dal ministro competente l'interpretazione autentica, chiamiamola così, di ciò che noi leggiamo sul documento di programmazione economica e finanziaria. Mi rendo conto che è impossibile svolgere contestualmente una discussione sul DPEF e sulle dichiarazioni del ministro: sarebbe sufficiente che, nel corso della discussione, il ministro venisse in Commissione, svolgesse il suo intervento; il dibattito sulle sue dichiarazioni potrà essere svolto in altra sede.
Ribadiamo questa richiesta, perché riteniamo sia non solo legittima, ma anche necessaria per garantire il buon funzionamento della Commissione, augurando di avere - da qui a domani mattina - una risposta dalla Presidenza della Camera sul giorno in cui il ministro Sirchia verrà ascoltato in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Battaglia, lei ha ricordato di avere indirizzato una lettera al Presidente della Camera, il quale fornirà la risposta che riterrà necessaria. Non posso sostituirmi al Presidente della Camera ma, siccome quanto è stato riferito concerne i lavori delle Commissioni e la presenza del Governo, ritengo che, in considerazione della necessità di assicurare il buon andamento di questi rapporti, il Presidente se ne farà carico. Io le posso assicurare, comunque, che farò riferimento non solo alla lettera che lei ha inviato, ma anche alla richiesta che ha appena rivolto alla Presidenza.
GIUSEPPE PETRELLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE PETRELLA. Signor Presidente, la ringrazio di avermi concesso la parola e vorrei solamente unirmi a quello che ha sostenuto il collega Fioroni, perché vorrei parlare non tanto come facente parte dell'opposizione, ma come vicepresidente della Commissione Affari sociali.
Signor Presidente, ritengo si sia creato un vulnus tra il Governo e la Commissione, non solo per quanto riguarda i parlamentari dell'opposizione, ma anche per quelli della maggioranza. Avevamo richiesto, tutti insieme, la presenza del ministro: ancora una volta egli è latitante. Avevamo richiesto la sua presenza anche in quest'aula per rispondere a determinati nostri quesiti, ma continuiamo, purtroppo, a non vederlo.
Quindi, le chiedo - come rappresentante del Parlamento e come garante di tutti i colleghi - che lei si faccia interprete, nei confronti del Governo, dell'esigenza che il ministro, finalmente, possa fornirci la sua opinione.
PRESIDENTE. Guardi che la latitanza riguarda chi è imputato di qualcosa, non un ministro. Credo che tra le incombenze del ministro ci sia di certo anche quella di considerare le richieste che vengono dal Parlamento, dai banchi dell'opposizione, che è titolare del diritto di critica e di sollecitazione, e da quelli della maggioranza, che ha il diritto di conoscere tutto per poter poi deliberare.
Quindi, avanzerò anche questa richiesta. Sono sempre disponibile ad ascoltare i colleghi deputati e sono contrario alle cesoie, anche regolamentari, tanto che lei ha parlato nonostante fosse già intervenuto, opportunamente e bene, un collega del suo gruppo. Tuttavia, vi sarei molto grato se d'ora in avanti tutto ciò non si verificasse.
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