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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, onorevole Sacconi, ha facoltà di MAURIZIO SACCONI, Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in relazione alla questione sollevata nell'interrogazione al nostro esame ed a seguito degli accertamenti svolti dalle competenti direzioni regionali, informo l'onorevole interrogante che la vertenza relativa ai lavoratori del quotidiano l'Unità appare, sulla base degli atti, in via di composizione.
di lavoro o al termine del trattamento di cassa integrazione previsto per il 28 luglio dell'anno 2002.
PRESIDENTE. L'onorevole Delmastro Delle Vedove ha facoltà di SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Onorevole sottosegretario, in questi giorni, anzi in queste ore, i partiti della sinistra e i sindacati stanno suggerendo al Governo, che ha avviato in Parlamento l'iter del documento di programmazione economico finanziaria, di non trascurare gli aspetti più qualificanti sul piano sociale delle linee di intervento dell'esecutivo.
denunciando come vergognoso il fatto che ogni mercoledì in quest'aula si svolgano interrogazioni portate avanti da deputati della sinistra sui diritti dei lavoratori senza che mai - lo ripeto, mai - venga in mente a costoro di presentare una sola interrogazione a difesa dei diritti dei lavoratori che essi stessi hanno assunto e che non hanno alcuna esitazione a mettere in un angolo, ad abbandonare alla cassa integrazione, pagando gli stipendi se, quando e come vogliono. Questa è una vergogna, l'esemplificazione del carattere reazionario dei partiti della sinistra di questo paese.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Con il comunicato di cui alla notizia ANSA, citato nell'interrogazione, le redazioni de l'Unità di Milano e Roma esprimevano solidarietà ai lavoratori, già colleghi, attualmente in cassa integrazione, al fine di sollecitare la precedente proprietà ad adempiere agli obblighi assunti con l'accordo del 5 ottobre 2000.
Successivamente al comunicato ed in seguito ad un'assemblea svoltasi una settimana dopo, alla presenza del segretario nazionale della federazione della stampa, sono state raggiunte intese riguardanti il cosiddetto sblocco dei finanziamenti: la vecchia proprietà, rappresentata da un collegio di liquidatori, ha provveduto al pagamento delle spettanze economiche dovuta a tutti i lavoratori occupati fino al 28 luglio 2000 e relative a retribuzioni maturate nei mesi di giugno e luglio dello stesso anno, all'indennità di redazione e ai giorni di ferie maturati e non liquidati. Per i 45 lavoratori assunti dalla nuova proprietà, Nuova iniziativa editoriale Srl, l'indennità di fine rapporto maturata è stata trasferita, come onere, al nuovo datore di lavoro mentre per i restanti lavoratori non assorbiti e quindi attualmente in cassa integrazione guadagni straordinaria, la vecchia proprietà si è impegnata ad anticipare la liquidazione del trattamento di fine rapporto con scadenze al 30 aprile, al 31 luglio, al 30 settembre e al 30 novembre del 2001 anziché alla cessazione del rapporto
Ancora pochi minuti orsono l'onorevole Mascia ed altri deputati della sinistra hanno svolto interrogazioni incentrate sui diritti dei lavoratori. Nessun parlamentare di quel versante si esercita però nella difesa dei diritti dei lavoratori de l'Unità. È il pudore bigotto, codino ed ipocrita della sinistra che impedisce di parlare dello sfruttamento indegno che la sinistra medesima, padrona, esercita nei confronti dei propri dipendenti. In questo paese un po' ruffiano, signor sottosegretario, pare che lo sport nazionale sia quello di predicare bene e razzolare male: la sinistra esige in modo sacrosanto un'imprenditoria solidale e consapevole dei diritti dei lavoratori, ma quando essa stessa è il padronato, i diritti altrui, e soprattutto quelli dei propri lavoratori, hanno una tutela affievolita.
In questi giorni lo dimostra la triste vicenda de l'Unità: in due distinte assemblee i lavoratori hanno stigmatizzato il comportamento del loro datore di lavoro che, mentre utilizza le colonne del proprio quotidiano per pretendere da Berlusconi un afflato sociale, non rispetta neppure gli accordi con coloro cui affida il compito di richiamare il Presidente del Consiglio al rispetto degli impegni, non onora le obbligazioni assunte liberamente il 5 ottobre 2000 dinanzi al ministro del lavoro e, addirittura, rifiuta di ricevere i dipendenti, organizzando vigliaccamente riunioni che poi diserta.
Ho sempre avuto, e non soltanto in questi ultimi tempi, il convincimento che a sinistra albergassero protervia, spirito conservatore, volontà reazionaria. Ora che i nipotini di Gramsci hanno preso confidenza con le regole del mercato, nessuno riesce più a trattenerli. Anzi, essi pongono in atto comportamenti anti-operai che il Presidente Berlusconi, cioè il padrone per antonomasia, non ha mai osato neppure immaginare e che in ogni caso, se attuati da quest'ultimo, genererebbero forse la trecentesima perquisizione nei suoi uffici.
Bene farebbe Cofferati ad interessarsi dei giornalisti e dei lavoratori de l'Unità, abbandonati a se stessi da un padrone imprenditorialmente incapace, scialacquatore, reazionario e privo della benché minima sensibilità sociale! Si tratta di un pataccaro, signor sottosegretario, che paga con ritardo. Vorrei sapere cosa potrebbero dire i deputati della sinistra che sono usciti da quest'aula se le retribuzioni a loro destinate prima di essere eletti venissero pagate quando vuole il padrone, a tempo indefinito, con autentici pagherò rilasciati da un proprietario pataccaro, inconcludente, sull'orlo del fallimento, non in grado neppure di reggere il mercato a dispetto delle ingenti iniezioni finanziarie ottenute da uno Stato fin troppo generoso nei confronti di questi imprenditori che non valgono assolutamente nulla.
Sia dunque l'esecutivo di centrodestra a cercare di risolvere o a stimolare la soluzione di un conflitto sociale solo apparentemente paradossale. La sinistra, nei fatti, è ormai da un secolo la vera, autentica, forte, terribile nemica dei lavoratori, capace soltanto di pretendere da altri ciò che essa con protervia veterocapitalistica non vuole concedere ai propri dipendenti. Il Governo Berlusconi si affermi allora non soltanto per la promozione dello sviluppo economico, ma anche per la tutela dei diritti dei lavoratori e, significativamente, per la tutela dei diritti dei lavoratori de l'Unità, che rappresentano plasticamente l'incoerenza, l'incapacità di governare e di gestire persino una piccola impresa di tipo giornalistico. Altro che uno Stato! Signor sottosegretario, seguiamo allora questa vicenda,
Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 15.


