Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 15 del 12/7/2001
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Sull'ordine dei lavori (ore 9,16).

LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, come lei sa e come sanno i colleghi, ieri il ministro dell'economia e delle finanze Tremonti ha annunciato che ci sarebbe un «buco» dai 45 mila ai 60 mila miliardi. Non sappiamo bene cosa egli intenda per «buco», vale a dire se intenda fabbisogno, se intenda indebitamento o rapporto tra fabbisogno e indebitamento. Se fosse indebitamento, saremmo, praticamente, fuori dall'Europa.
Il ministro Tremonti ha detto queste cose al telegiornale, non le ha riferite al Parlamento, mentre il Presidente Berlusconi aveva dichiarato che di conti si parla in Parlamento, prima che altrove.
Il ministro Tremonti non ha detto nulla alle parti sociali, che aveva ricevuto pochi minuti prima, facendo trovare le stesse di fronte a dichiarazioni già costruite. Credo che sia un comportamento gravissimo, in primo luogo, perché cose di questo genere devono essere dette prima al Parlamento, poi alle parti sociali, in seguito all'opinione pubblica - o insieme, se volete - , ma non si possono tenere le parti sociali e il Parlamento fuori da questa comunicazione, in secondo luogo, perché il ministro Tremonti ha detto una cosa in Europa e una cosa in Italia e la giustificazione di aver parlato a mercati chiusi è del tutto infondata, perché oggi i mercati sono aperti. Quindi, è stata un'operazione fatta alle spalle delle parti sociali e alle spalle del Parlamento, di gravità inaudita.


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Le chiedo, signor Presidente, che il ministro Tremonti venga in aula a riferire sulle seguenti questioni. Primo: perché egli non abbia parlato in Europa di questo cosiddetto buco; secondo: da che cosa sia costituito questo cosiddetto buco; terzo: quando si è costituito, perché non escludiamo che sia accaduto in queste ultime settimane; quarto: per quali motivi egli ritenga che non sia necessaria una manovra; quinto: come intenda spiegare l'operazione cosiddetta dei 100 giorni con questo buco.
Allora, signor Presidente, valuti lei nella sua discrezione se convocare rapidamente una Conferenza dei capigruppo per determinare i tempi e le modalità entro i quali il ministro possa venire in aula entro la mattinata di oggi.

FRANCESCO GIORDANO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO GIORDANO. Signor Presidente, intervengo per dichiarare che anche noi ci associamo alla richiesta avanzata dal presidente Violante e per aggiungere, alle motivazioni che il presidente ha addotto, che mi sembrano motivazioni assolutamente giuste perché è necessario poter ascoltare dalla viva voce del ministro le cause di questa esternazione, la nostra preoccupazione sul fatto che l'annuncio di tale «buco» possa essere, in realtà, un alibi per determinare una politica sociale, in particolar modo rispetto alla spesa pubblica, di tagli e restrizioni.
A questo punto, il nostro allarme è molto grave e vorremmo che sia lo stesso ministro a chiarire direttamente le questioni di cui ha parlato, drammaticamente, solo in televisione.

MARCO BOATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, credo che, opportunamente, il presidente del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo abbia posto questa questione e la prego di valutarla nella sua grande importanza.
Mi associo alla questione che è stata posta, ma vorrei dire che alla gravità della lesione nei rapporti tra Governo e parti sociali, di cui abbiamo già visto le immediate conseguenze questa mattina - in un momento in cui l'esecutivo stava consultando le parti sociali, altrimenti la cosa avrebbe avuto una dimensione diversa - si aggiunge la gravità maggiore della lesione nel rapporto fra Governo e Parlamento.
Dico fra Governo e Parlamento, non fra Governo e opposizione: qui c'è una questione delicatissima di rapporto tra il Governo e tutto il Parlamento e credo che il TG1, pur essendo un importante organo di informazione, non possa sostituire - non dico la Gazzetta Ufficiale, che è altra questione - una correttezza di rapporto fra Governo e Parlamento in relazione alla manovra economico-finanziaria, rispetto alla quale l'esecutivo sta continuamente dilazionando i tempi ponendo macigni grandi come un grattacielo attraverso interventi, appunto, sugli organi di informazione, e bypassando sia il Parlamento, maggioranza e opposizione, sia le parti sociali.
Questa mattina, dobbiamo affrontare un punto delicato: contemperare la questione giustamente postale dall'onorevole Violante - e la invito a prenderla nella debita considerazione - con la necessità di mantenere la correttezza di rapporti all'interno del duro scontro che stiamo svolgendo su questo decreto e su quello che poi sarà l'esito del decreto stesso, uno scontro che, ovviamente, porta a votazioni contrapposte. Dobbiamo contemperare le due esigenze. Veda lei, dunque, quale sia il modo più opportuno per fare ciò, eventualmente convocando la Conferenza dei presidenti di gruppo per discutere della questione.

PIERLUIGI CASTAGNETTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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PIERLUIGI CASTAGNETTI. Signor Presidente, anch'io mi associo alle richieste dei colleghi. A me pare che ciò che è accaduto ieri sera al telegiornale sia di una gravità inaudita sotto diversi profili: per ragioni di merito, ma anche per il luogo scelto. È molto grave che un ministro della Repubblica per affrontare un tema così delicato decida di utilizzare uno strumento obiettivamente adeguato soprattutto per una strategia di propaganda, che non può essere consentita. Le istituzioni parlamentari, lo abbiamo visto in questa vicenda, sono bypassate dal Governo, il quale deve sapere che il Parlamento è un'istituzione che merita di essere rispettata. Il Parlamento non deve apprendere notizie di questo genere, peraltro assolutamente non fondate e non vere, dagli organi di comunicazione.
Ieri sera abbiamo chiesto che il Presidente del Consiglio venisse in Parlamento perché si era determinata una situazione davvero penosa per la maggioranza. Ma, a questo punto, è veramente importante che il Presidente del Consiglio venga a dirci quale rapporto intenda instaurare con l'istituzione parlamentare. Non è possibile che il Governo decida di realizzare un rapporto diretto con il cittadini bypassando, scavalcando, escludendo, il Parlamento dalle informazioni minime cui è tenuto.
Signor Presidente, le abbiamo detto che non vogliamo fare opposizione né nelle piazze né in transatlantico. Vogliamo fare opposizione in questa istituzione, ma per farlo abbiamo il diritto di avere come interlocutore il Governo, abbiano il diritto di chiedere al Governo di venire in questa sede e abbiamo il diritto di chiedere a lei di adottare tutti i provvedimenti affinché il ministro Tremonti venga a riferire circa le gravissime comunicazioni esposte ieri sera in televisione, prima che si prosegua con l'esame di qualsiasi altro provvedimento, compreso quello che è al nostro esame (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).

ELIO VITO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELIO VITO. Signor Presidente, non ho difficoltà ad affermare che anche noi riteniamo opportuna una riflessione. Siamo in una fase delicata, il Governo sta preparando il documento di programmazione economico-finanziaria, che presenterà a giorni in Parlamento ma, essendovi state anticipazioni e dichiarazioni da parte degli organi di stampa e televisivi, anche noi concordiamo sull'opportunità che il ministro Tremonti venga a riferire in Parlamento, con la possibilità di aprire un dibattito sul merito.
Riteniamo, comunque, opportuno e coerente con il calendario già fissato dalla Conferenza dei presidenti di gruppo che il ministro Tremonti venga in aula quanto prima ma, in ogni caso, dopo la conclusione del provvedimento in esame.

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi che mi hanno chiesto la parola, a partire dall'onorevole Follini, ma credo sia giusto tirare le somme di questa prima parte del dibattito che ha avuto come oggetto un tema diverso da quello all'ordine del giorno; un dibattito, comunque, niente affatto trascurabile per la rilevanza delle questioni poste.
Ritengo che la soluzione migliore sia quella di sospendere la seduta per un quarto d'ora, anche perché devono decorrere i termini di cinque e venti minuti per le votazioni mediante procedimento elettronico. Convoco, dunque, la Conferenza dei presidenti gruppo che si riunirà nell'ufficio del Presidente, al piano dell'aula.

La seduta, sospesa alle 9,25, è ripresa alle 9,45.

PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'odierna riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo, è stato stabilito che il ministro dell'economia e delle finanze, onorevole Giulio Tremonti, venga a riferire in aula oggi, dopo la conclusione dell'esame del decreto-legge n. 688, orientativamente prevista intorno alle ore 13, sulle questioni testé sollevate all'inizio della seduta.


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Dopo l'intervento del ministro, potrà intervenire un rappresentante per gruppo per sette minuti. È altresì previsto un tempo aggiuntivo per il gruppo misto.
Avverto che la convocazione della Commissione per le questioni regionali, prevista per le ore 14, è stata spostata di due ore, alle 16.

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