Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 10 del 4/7/2001
Back Index Forward

Pag. 70


...
(Situazione dei lavoratori socialmente utili nel settore scolastico - n. 2-00014)

PRESIDENTE. L'onorevole Titti De Simone ha facoltà di illustrare l'interpellanza Giordano n. 2-00014 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 6), di cui è cofirmataria.

TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, signora sottosegretario, abbiamo presentato questa interpellanza a causa di una situazione che vogliamo porre alla sua attenzione. A partire dal 1 luglio 2001, in virtù di una convenzione che il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha stipulato con quattro consorzi di impresa che raccolgono cooperative di pulizia, oltre 17 mila lavoratori socialmente utili del comparto ATA, dopo aver supplito di fatto per sei anni alle carenze di organico degli istituti scolastici pubblici, svolgendo mansioni di collaboratore scolastico ed addetto di segreteria e laboratorio, sono costretti in queste ore a firmare contratti di lavoro con cooperative che svolgono esclusivamente mansioni di pulizia e di collaborazione coordinata e continuativa, con forme che noi riteniamo essere di mobilità selvaggia.
Questa situazione è piuttosto preoccupante poiché costringe dei lavoratori, che per anni hanno supplito ai vuoti di organico delle scuole pubbliche, ad una condizione di estrema precarietà e senza alcuna garanzia per il loro futuro lavorativo, dato che la copertura finanziaria della convenzione è prevista solo fino al 2002.
Tra l'altro vogliamo sottolineare che questa situazione comporta per i direttori degli istituti la necessità di assumere altro personale che dovrà andare a sostituire i posti precedentemente ricoperti dai lavoratori socialmente utili, in particolare per quanto riguarda i ruoli di assistenza svolti nelle scuole elementari e materne. Non capiamo quale sia il senso di questa soluzione, anche perché dai dati e dai conti che abbiamo fatto ci sembra che sostanzialmente questa operazione comporti per lo Stato un doppio costo che comprende anche la gestione dei ruoli di assistenza e di segreteria delle scuole pubbliche.
Per queste ragioni chiediamo quali misure il Governo intenda attivare per quella che noi riteniamo essere una necessaria proroga della convenzione, al fine di approvare un piano di assunzione negli organici scolastici dei lavoratori (LSU) ATA, anche a fronte del fatto che nei mesi passati, prima delle elezioni, numerosi esponenti di questo Governo - in particolare vorrei citare l'onorevole Fini, oggi Vicepremier - hanno assunto degli impegni ufficiali nei confronti di questi lavoratori, ai quali sono state inviate prima


Pag. 71

delle elezioni delle lettere a domicilio, permettendo loro l'assunzione negli organici scolastici.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, onorevole Aprea, ha facoltà di rispondere.

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, l'onorevole De Simone dovrebbe sapere che questa storia non è limpida nel senso che si è arrivati ai contratti continuativi e determinanti - che poi richiamano in tutto e per tutto i contratti pubblici - attraverso una strada molto contorta che risale all'articolo 8 della legge n. 124 del 1999, la quale ha previsto il trasferimento nei ruoli statali del personale amministrativo tecnico ed ausiliario dipendente dagli enti locali in servizio nelle scuole statali.
In realtà, non tutti i comuni disponevano di personale dipendente ma utilizzavano, per svolgere le funzioni del personale ausiliario nelle scuole, anche cooperative, imprese e quindi servizi appaltati. Per non lasciare privi di lavoro questi soggetti, che non erano stati mai dipendenti degli enti locali, quasi con una forzatura, presente già allora, il decreto interministeriale n. 184 del 23 luglio del 1999 ha disposto che l'amministrazione subentrava agli enti locali anche nelle convenzioni relative all'utilizzazione dei lavoratori impegnati nei progetti socialmente utili in atto in alcune istituzioni scolastiche per lo svolgimento di funzioni ATA, demandate per legge all'ente locale stesso, con effetto dal primo maggio 2000.
Il decreto legislativo n. 81 del 28 febbraio 2000, nel dettare nuove disposizioni per la disciplina dei lavori socialmente utili, ha tra l'altro stabilito che con appositi decreti interministeriali vengano individuate misure finalizzate alla stabilizzazione occupazionale esterna dei lavoratori impegnati in progetti di lavori socialmente utili. Vi è comunque un impegno a stabilizzare questo tipo di contratto di lavoro. Pertanto, in applicazione del decreto legislativo n. 81 del 2000, l'amministrazione medesima è stata ritenuta ente utilizzatore di circa 18 mila lavoratori socialmente utili utilizzati in alcune istituzioni scolastiche. Per tali soggetti, in applicazione delle vigenti normative, sono stati adottati dai competenti dirigenti scolastici provinciali provvedimenti di proroga nell'utilizzo fino al 30 giugno 2001.
Infine, la legge n. 388 del 2000, la legge finanziaria del 2001, all'articolo 78, comma 31, ha previsto l'emanazione di un decreto interministeriale da parte del ministro della pubblica istruzione, di concerto con il ministro del lavoro e della previdenza sociale, il ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per la definizione di procedure di terziarizzazione, sempre ai fini della stabilizzazione dei lavoratori impegnati in progetti socialmente utili presso gli istituti statali. Con il termine terziarizzazione si intende l'adozione di provvedimenti intesi a stabilizzare comunque il rapporto di lavoro dei soggetti utilizzati nei progetti di lavoro socialmente utili, attraverso convenzioni con enti esterni alla pubblica amministrazione, che si impegnano ad assumere stabilmente lavoratori e a corrispondere le relative retribuzioni che corrispondono, in tutto e per tutto, a quelle dei dipendenti statali; quindi, con contratto pubblico all'interno di questi enti che sono terzi rispetto all'amministrazione.
Come risulta dal tenore delle disposizioni citate, la terziarizzazione assolve la finalità di stabilizzare l'occupazione dei soggetti impegnati in progetti di lavori socialmente utili le cui prospettive occupazionali erano in precedenza limitate temporalmente alla conclusione del progetto. A tal fine, l'articolo 78, al comma 31 citato, ha previsto lo stanziamento di apposite risorse determinate in lire 287 miliardi per il 2001, e di lire 575 miliardi per il 2002. Pertanto, l'amministrazione, sulla base delle disposizioni sopra indicate e delle disposizioni applicative introdotte dai decreti ministeriali nn. 65 e 66 del 20 aprile 2001, è tenuta a procedere alla terziarizzazione, in primo luogo, nell'interesse


Pag. 72

dei lavoratori socialmente utili che, proprio per questo, sono individuati dai decreti predetti quali beneficiari delle norme in questione.
In particolare, in esecuzione del decreto ministeriale n. 65, l'amministrazione ha sottoscritto nei primi giorni del mese di giugno la convenzione quadro con quattro consorzi di imprese incaricate di svolgere l'attività di pulizia, con l'assorbimento a tempo indeterminato, a decorrere dal primo luglio, di tutti i 17 mila lavoratori socialmente utili in servizio, in qualità di personale ATA come collaboratore scolastico in alcune istituzioni scolastiche.
In esecuzione del decreto ministeriale n. 66, l'amministrazione ha invitato i dirigenti delle istituzioni scolastiche presso cui erano addetti i lavoratori socialmente utili, in qualità di personale ATA per servizi assimilabili in parte a quelli dell'assistente amministrativo tecnico, a stipulare contratti di collaborazione coordinata e continuativa, per soggetti definiti, con i circa i mille interessati. Le procedure previste dai decreti ministeriali n. 65 e n. 66 nonché dalla convenzione quadro sono tuttora in corso con la stipula dei contratti fra le imprese e i dirigenti scolastici interessati e tra le imprese e i lavoratori socialmente utili in possesso dei requisiti, con l'applicazione nella sede di servizio occupata al 30 giugno 2001. Solo in tempi successivi e prima dell'inizio dell'anno scolastico 2001-2002 si procederà con il coordinamento dei direttori generali regionali all'ottimizzazione del servizio per l'utilizzo più efficace dei soggetti addetti alle pulizie.
Per quanto riguarda la lamentata insufficienza di risorse disponibili, si fa presente che l'amministrazione ha utilizzato le risorse previste dalla legge finanziaria n. 388 del 2000, fino al 12 dicembre 2002, mentre i consorzi di impresa sono obbligati, con la sottoscrizione della convenzione quadro, ad assorbire i lavoratori interessati a tempo indeterminato, a decorrere dal primo luglio 2001 e a corrispondere le retribuzioni, secondo il contratto collettivo di categoria ed infine a far svolgere l'attività per almeno 30 ore settimanali.
Conclusivamente è da precisare che le procedure attivate e le soluzioni adottate costituiscono il puntuale adempimento di disposizioni legislative, che non hanno previsto l'immissione in posti di organico di ruolo statale del personale oggetto dell'interpellanza, bensì, si tratta di una condizione analoga, la stabilizzazione del rapporto tramite la procedura di terziarizzazione.
Vorrei, infine, far notare agli onorevoli interpellanti che lo sforzo per lo Stato è stato straordinario e che non ha precedenti, non solo in Italia, ma in tutti i paesi del mondo. Neanche, se mi consente, in Unione sovietica si è mai pensato di realizzare un'operazione di questo genere. Nonostante l'articolo 31, lettera e), del decreto legislativo n. 29 stabilisse una diversa distribuzione del personale ATA senza oneri per lo Stato. Abbiamo infatti già un esubero di personale ATA, come è noto, nel nostro paese - anche questo è un altro primato che nessun altro paese al mondo detiene: tanto personale ausiliario nelle scuole, pari quasi al numero degli insegnanti! -, nonostante la legge finanziaria del 1998 - mi piace ricordarlo, del 1998, quindi con un Governo di centrosinistra - stabilisse che le scuole possono liberamente sostituire il servizio di pulizia con convenzioni.
La legge di allora diceva che le scuole, anche consorziate tra loro, possono deliberare l'affidamento in appalto dei servizi di pulizia dei locali scolastici e delle loro pertinenze, previa riduzione della dotazione organica di istituto. Si tratta della legge finanziaria del 1998, mai applicata, e, in compenso, adesso l'amministrazione centrale e periferica fa convenzioni - addirittura abbiamo sentito - per decine di migliaia di lavoratori socialmente utili.
Dunque, da quella che poteva essere una privatizzazione prevista nella legge finanziaria del 1998, si è passati alla statalizzazione delle ditte che erano state utilizzate temporalmente dagli enti locali, per non parlare poi della penalizzazione


Pag. 73

che si è avuta: spiace infatti che una forza politica come la vostra non abbia considerato adeguatamente che insistere per l'immissione in ruolo negli organici dello Stato di questi lavoratori vada a penalizzare fortemente altri lavoratori che sono utilmente nelle graduatorie nello Stato.
Parlo del personale ATA utilmente collocato nelle graduatorie provinciali, circa seicentomila lavoratori che sono stati praticamente abbandonati al loro destino perché questa convenzione, di fatto, li esclude dalla possibilità di lavorare nelle istituzioni scolastiche. Quindi, come sempre, esiste il rovescio della medaglia e dispiace che una forza politica così attenta all'equità sociale non abbia considerato che ciò che questi lavoratori hanno ottenuto va già ben oltre quello che lo Stato avrebbe dovuto riconoscere; probabilmente ora questo si farà, ma è una condizione estremamente vantaggiosa per questo tipo di lavoratori. Credo non abbiano nulla da temere perché hanno un contratto pubblico a tempo indeterminato, sia pure in modo indiretto. Non credo, quindi, che sussistano le ragioni dell'interpellante.

PRESIDENTE. L'onorevole Titti De Simone ha facoltà di replicare.

TITTI DE SIMONE. Mi ritengo parzialmente soddisfatta per questa risposta. Naturalmente conosciamo bene l'iter che è stato seguito nel corso di questi anni rispetto alla situazione degli LSU, in particolare per quanto riguarda gli LSU ATA, e non possiamo che ribadire la nostra contrarietà, il nostro dissenso rispetto ai processi di terziarizzazione delle funzioni di questo personale, per motivi che abbiamo ribadito molte volte in questa sede istituzionale, anche durante la discussione della legge finanziaria. Riteniamo infatti che sussistano, attraverso questi meccanismi di terziarizzazione, processi di flessibilità per quanto riguarda l'esistenza dei contratti di lavoro di questo personale. Al contrario, per quanto concerne le aziende - in questo caso i consorzi - riteniamo non si possa parlare di statalizzazione vera e propria quanto di trasferimento di soldi dello Stato ad imprese che, sostanzialmente, dovrebbero svolgere queste funzioni. È dunque un concetto un po' diverso.
Ci chiediamo chi alla fine ci guadagnerà davvero in questa operazione, se saranno questi lavoratori o se saranno, in realtà, come spesso succede, le imprese che si troveranno a gestire sostanzialmente questi consorzi. Per questo motivo riteniamo opportuno avviare operazioni di verifica rispetto alle imprese che aderiscono e rientrano in questi consorzi perché possano in qualche modo essere chiari gli elementi di rispetto dei criteri della convenzione ministeriale ed anche i ruoli per cui questi 17 mila lavoratori sono stati assunti dalle suddette imprese. Ci riserviamo naturalmente di presentare i nostri emendamenti alla legge finanziaria, per quanto riguarda in particolare i rapporti con questi consorzi, anche perché ci risulta al momento - e non mi pare che la risposta del sottosegretario su questo sia stata di chiarimento - che comunque la copertura finanziaria di questa operazione in ogni caso sia prevista soltanto fino al 2002.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.

Back Index Forward