Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 10 del 4/7/2001
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(Ruolo della società Rocksoil nei lavori per la linea ferroviaria Firenze-Bologna - n. 2-00016)

PRESIDENTE. L'onorevole Vigni ha facoltà di illustrare l'interpellanza Violante n. 2-00016 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 2), di cui è cofirmatario.

FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, intervengo per una breve illustrazione. Una settimana fa abbiamo rivolto un'interrogazione a risposta immediata al Governo riguardante il problema dei lavori per l'alta velocità sulla linea ferroviaria Firenze-Bologna, bloccati per iniziativa della magistratura. In quella interrogazione si chiedeva anche una spiegazione delle parole - per la verità sconcertanti - pronunciate dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Lunardi, che aveva definito l'iniziativa della magistratura «un attacco politico al Governo ed al suo programma di opere pubbliche».
Sempre in quella interrogazione si faceva riferimento al conflitto di interessi del ministro Lunardi, ministro ed al tempo stesso consulente attraverso la società Rocksoil dei lavori per l'alta velocità. A


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quella interrogazione ha risposto mercoledì scorso il vicepresidente del consiglio Fini.
Mercoledì scorso l'onorevole Fini ha detto: «Non ravvisiamo una tale situazione in quanto la consulenza progettuale a suo tempo prestata a titolo privato alla general contractor FIAT, dall'ingegner Lunardi con il suo studio di ingegneria Rocksoil, ha riguardato esclusivamente i problemi statici per le opere in sotterraneo, senza alcuna connessione con i problemi idrogeologici, né tantomeno con le discariche dei materiali di risulta degli scavi». Il vicepresidente del consiglio Fini ha proseguito dicendo: «Tale attività professionale svolta in epoca passata non può quindi interferire in alcuna maniera sulla doverosa ed istituzionale vigilanza in ordine alla fase esecutiva delle opere». Mercoledì scorso il vicepresidente del consiglio, ha parlato di attività professionale svolta in epoca passata. Risulterebbe invece, come ha scritto tra l'altro anche il quotidiano Milano finanze, dalla relazione al bilancio della società Rocksoil Spa - approvata dal consiglio di amministrazione il 5 febbraio 2001 -, che tale società svolgerebbe ancora, di fatto, attività connesse ai lavori per la linea ferroviaria Firenze-Bologna. Si legge tra l'altro nella relazione di gestione della società, datata febbraio 2001, che «la maggior parte dell'attività è stata indirizzata alla progettazione e all'assistenza in corso d'opera del tratto alta velocità Bologna-Firenze per il quale stiamo progettando gallerie di transito per oltre 63 chilometri». La domanda è: come stanno le cose? Il Vicepresidente del Consiglio ha mentito al Parlamento? Questo sarebbe grave. Ripeto la mia domanda: come stanno le cose? Vorrei aggiungere anche altre due domande: quali altri progetti di opere pubbliche in questo momento coinvolgono in Italia l'attività professionale del ministro Lunardi? Sempre nella relazione della società Rocksoil, cui facevo prima riferimento, si citano il progetto di ripristino ed ammodernamento del tunnel del monte Bianco e le nuove linee metropolitane di Roma e di Napoli; sono queste? Ce ne sono altre? Credo che il Parlamento abbia il diritto di conoscere.
Infine, la mia terza e ultima domanda, onorevole Giovanardi. Indipendentemente dal ruolo della società Rocksoil e del ministro Lunardi in questo momento nella vicenda dell'alta velocità ferroviaria, è di un'evidenza solare che il ministro si trova in una situazione di conflitto di interessi. Uno stesso soggetto non può fare il progettista o il consulente di opere pubbliche ed essere, al tempo stesso, anche il ministro che deve vigilare, controllare sull'esecuzione di quelle opere. O fa l'uno o fa l'altro. Non si può essere al tempo stesso progettista e consulente e come ministro gestire gare di appalto per assegnare altre opere pubbliche alle quali egli può essere interessato in conseguenza della sua attività professionale. Ripeto: o fa l'uno o fa l'altro, ma non le due cose assieme.
È una situazione per la quale riproponiamo la domanda: come e quando il ministro Lunardi ed il Governo intenderanno risolvere questa inaccettabile situazione di conflitto di interessi? Preannuncio che per noi sarebbe insoddisfacente, inaccettabile qualunque soluzione che non fosse netta ed immediata.

PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Vigni...

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Grazie a lei...

PRESIDENTE. Scusi signor ministro, prima di tutto vorrei darle io la parola. Il ministro per i rapporti con il Parlamento di solito riceve la parola dal Presidente della Camera, non se la prende. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Caro onorevole Vigni, caro collega... (commenti del deputato Boccia), io sono abituato ad un'usanza precedente secondo la quale, più veloci si era, meglio era; eravamo abituati a bruciare


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i tempi, ma apprezzo il formalismo, ci mancherebbe altro. Dunque, veniamo al merito...

MARCO BOATO. Non è il formalismo, è la forma, che è più importante!

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Sì, infatti! Concordo anche con l'onorevole Boato che è sempre preciso nel puntualizzare le cose. Però, veniamo a questo argomento...

MARCO BOATO. Mi tocca difendere il Presidente della Camera dei deputati!

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Veniamo a questo argomento che è di estrema importanza perché la questione riguarda un ministro in carica e perché, alla fine della risposta, dovrò anche valutare alcune questioni relative al discorso più in generale del conflitto di interessi. Che cos'è il conflitto di interessi? Quando è lecito parlare di conflitto di interessi nei confronti di chi svolge attività parlamentare o fa parte di un Governo? Ma veniamo alla questione specifica.
Come noto, tutta la vicenda prende avvio dalla decisione della magistratura di Firenze di sequestrare i cantieri dell'alta velocità in territorio toscano per problemi relativi alla discarica e di materiali di scavo e di inquinamento ambientale. In particolare, era stato disposto il sequestro preventivo di sei discariche nelle quali sono stati smaltiti rifiuti non consentiti per la tipologia di impianto, sei cave di prestito nelle quali sono stati smaltiti rifiuti senza autorizzazione, dieci aree nelle quali sono stati smaltiti abusivamente rifiuti, un certo numero di automezzi utilizzati per il trasporto di rifiuti in carenza dei previsti atti amministrativi, un invaso nel quale erano stati smaltiti acque inquinate ed il relativo scarico di provenienza dal cantiere nonché un deposito di fanghi. Era stato poi sospeso anche un altro cantiere, in base all'ipotesi di coesistenza di una situazione di attuale pericolo derivante dalla comprensiva inadeguatezza dello studio idrogeologico, a monte del progetto esecutivo, con la conseguente probabile proposizione di situazioni di danneggiamento e di depauperamento del territorio. Questa è stata l'iniziativa giudiziaria - diciamo cautelativa - che, come noto, nella giornata di ieri è stata revocata dalla magistratura di Firenze con la decisione di riprendere i lavori con l'ordine di dissequestro dei cantieri stessi, sulla base di una serie di prescrizioni che la magistratura stessa ha dato, in ordine ai problemi di inquinamento e di allocazione corretta del materiale di scavo.
Dico tutto ciò perché la Rocksoil Spa con tutte queste vicende non c'entra assolutamente nulla, ma proprio nulla, nel senso che la stessa magistratura di Firenze, come correttamente ha affermato il Vicepresidente del Consiglio nel corso del question time, ha chiarito che, non solo non è oggetto di indagine, ma che le questioni che sono venute alla cronaca non riguardano assolutamente le vicende giudiziarie, né direttamente né indirettamente. Essa è assolutamente estranea a tutto ciò. Certo, è chiaro che la vicenda è esplosa, anche dal punto di vista giornalistico, quando sono accaduti tali eventi.
Vediamo cosa è la Rocksoil Spa. Si tratta di una società di progettazione e di assistenza tecnica nel campo della geoingegneria, di una società familiare di cui non è proprietario il ministro Lunardi, ma i suoi familiari e i cui organi societari di controllo sono il consiglio di amministrazione ed il collegio sindacale. Per quanto riguarda l'alta velocità, la società in questione, che ha incaricato la general contractor FIAT della progettazione della tratta Bologna-Firenze, ha ricevuto un incarico relativo alle opere sotterranee per una consulenza specialistica in relazione ai problemi statici delle gallerie della tratta Bologna-Firenze. La società deve quindi fornire risposte circa la staticità dei lavori di scavo.
In quel periodo - lo ripeto - in quel periodo, il professor Lunardi, oltre ad essere titolare dello studio Lunardi, aveva la funzione di direttore tecnico della Rocksoil.


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Con la formazione del Governo avvenuta l'11 giugno, il professor Lunardi, oltre a cessare l'attività professionale che fa capo al suo studio autonomo, ha presentato le dimissioni al direttore tecnico della Rocksoil e da quella data non ricopre alcuna carica societaria nella società, non ha poteri di firma né di rappresentanza.
La gestione tecnica e commerciale societaria è affidata ad un amministratore delegato, l'ingegner Egidio Borri, in carica dal settembre del 1989. Naturalmente, sulla base del contratto che la società ha firmato per la sua consulenza relativa alla staticità delle gallerie, essa continua ad onorare i contratti di assistenza tecnica e di monitoraggio della staticità delle gallerie stesse.
Quanto alle domande che rivolge l'interpellante mi trovo in una certa difficoltà nel rispondere: infatti, giustamente e correttamente il Vicepresidente del Consiglio dei ministri ha affermato che l'ingegner Lunardi si interessava dei suddetti aspetti e che non se ne interessa attualmente, dal momento che si è dimesso l'11 giugno.
Questa società ha operato nel libero mercato e credo che l'ingegner Lunardi sia diventato famoso anche per le sue capacità professionali, tecniche, ingegneristiche, come si diventa famosi in quanto magistrati, avvocati, commercialisti, come decine, centinaia di colleghi che sono passati fra questi banchi e sono diventati ministri o sottosegretari. Essi devono la loro carriera politica anche alle straordinarie capacità nel campo professionale.
Non vi è alcuna implicazione in vicende giudiziarie, non vi è alcun avviso di garanzia, non vi è alcuna irregolarità: c'è una consulenza che non riguarda la questione dello smaltimento dei materiali, nè il pericolo di inquinamento; si tratta semplicemente di una questione tipicamente professionale relativa ad un'opera che sicuramente l'ingegner Lunardi non ha deciso di fare. Allora, mi chiedo dove sia il conflitto di interessi. Infatti, se vi è un conflitto di interessi, in questo caso, credo che metà o tre quarti del Parlamento, salvo i disoccupati, possa trovarsi in situazioni di questo tipo. Altrimenti, dovrebbe passare il principio, che a me sembra un po' incauto ed inquietante, per cui l'ingegner Lunardi dovrebbe dire in quante opere pubbliche, negli ultimi dieci anni, la società è intervenuta a fornire consulenze di tipo ingegneristico. Oppure l'imprenditore che siede fra i banchi della sinistra, essendo stato eletto, dica quanti appalti ha vinto o quante opere professionali ha prestato negli ultimi dieci anni. Si tratta di una domanda che veramente non riesco a comprendere. Non comprenderei nemmeno una questione posta nei seguenti termini: l'imprenditore Illy, ad esempio viene eletto in Parlamento, in quel momento, deve dismettere ogni tipo di attività imprenditoriale o magari vendere anche a terze persone l'azienda, dal momento che in futuro potrebbe capitare che questa vinca appalti con le Forze armate o fornisca un prodotto a qualcuno? Il tutto può avvenire a livello teorico, dal momento che non stiamo parlando di cose future: si può ravvisare il pericolo che questa società in futuro possa forse approfittare del fatto che il suo vecchio direttore tecnico, che ha svolto attività professionali, ora essendo ministro, possa agire in un certo modo, o almeno così si presume. Ma si tratta di un processo alle intenzioni. Qui si dice che questo ministro ha un conflitto di interessi. Ebbene, io respingo in maniera ferma questo tipo di considerazione, dal momento che se così fosse, alla luce dei dati che ho fornito, secondo questa interpretazione, non sarebbe possibile per una larghissima parte della società italiana, forse la più attiva nelle professioni e nell'imprenditoria, impegnarsi in politica o occupare posizioni di rilievo in cui mettere a frutto la propria esperienza.
Pertanto, il Vicepresidente del Consiglio, rispondendo al question time, ha detto esattamente la verità rispetto alla questione: non esiste alcun conflitto di interessi rispetto alla funzione che svolge oggi il ministro Lunardi; vi è stata una assoluta correttezza da parte dello stesso ministro nel rendere nota e trasparente la composizione della propria società, le modalità della sua azione nonché nel fatto che l'11


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giugno egli abbia dismesso ogni legame ed ogni tipo di collegamento con questa società. Credo che non si possa dire di più, a meno di non incamminarsi su un terreno molto scivoloso e pericoloso che, ripeto, è quello del processo alle intenzioni, o peggio ancora, diventa quello di precludere, in via teorica, a tutti coloro che svolgono determinate e delicate funzioni professionali nella società italiana, l'attività politica o la partecipazione al Governo di questo paese.

PRESIDENTE. L'onorevole Vigni ha facoltà di replicare.

FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, non solo non sono soddisfatto, ma sono anche esterrefatto della risposta che ha fornito il ministro per i rapporti con il Parlamento Giovanardi. Cominciamo dalla vicenda dell'alta velocità. Vede, ministro Giovanardi, nessuno di noi ha detto - né oggi né quando abbiamo sollevato il problema la scorsa settimana con una precedente interrogazione - che il ministro Lunardi o la società Rocksoil fossero in qualunque modo implicati nella vicenda giudiziaria relativa all'alta velocità. Non l'abbiamo detto e non abbiamo fatto allusioni. Non è questo il problema. Ma non si può far finta di non vedere il problema che è - ripeto - rappresentato da una situazione di conflitto di interessi evidentissima.
Ma prima ancora di tornare su questo punto, ministro Giovanardi, mi faccia rilevare altre due elementi a mio parere abbastanza gravi e sconcertanti. Il primo: lei ha detto poco fa che la società Rocksoil continua ad operare - così come noi avevamo evidenziato tramite la relazione della gestione di bilancio di questa società - in relazione ai lavori per l'alta velocità. La ringrazio per questa informazione, ma allora l'informazione che ci fornisce stasera dimostra che una settimana fa il Vicepresidente del Consiglio, invece, non ha detto la verità al Parlamento. Infatti, una settimana fa in quest'aula il Vicepresidente del Consiglio, onorevole Fini, ha detto che tale attività era stata svolta in epoca passata ...

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Quella di Lunardi!

FABRIZIO VIGNI. In secondo luogo, lei stasera ha affermato che il ministro Lunardi non è proprietario della società Rocksoil. Mercoledì scorso il Vicepresidente del Consiglio onorevole Fini parlando della società Rocksoil, l'ha definita «il suo studio di ingegneria». «Il suo», cioè dell'ingegner Lunardi.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Dei suoi familiari!

MARIDA BOLOGNESI. Non torna l'italiano, onorevole Giovanardi!

FABRIZIO VIGNI. Lei ha affermato che l'attività dell'ingegner Lunardi è cessata l'11 giugno. Il 27 giugno il Vicepresidente del Consiglio diceva «il suo studio di ingegneria».
Avevo poi formulato un'altra domanda e cioè quali altre opere pubbliche per le quali l'ingegner Lunardi è progettista o consulente oggi - non negli ultimi dieci anni, questo non ci interessa - sono in corso nel nostro paese sulle quali il Ministero delle infrastrutture deve svolgere compiti di vigilanza? A questa domanda il Governo non ha risposto. E soprattutto - quel che è più grave - non ha risposto alla domanda principale sul conflitto di interessi. Non si può far finta di non vedere il problema. Non abbiamo nulla di personale contro il ministro Lunardi, le cose che stiamo dicendo le diremmo per chiunque altro, per qualunque altro parlamentare o cittadino italiano si trovasse in un'identica situazione di conflitto di interessi ed è incredibile che essa venga perfino negata, ministro Giovanardi!
Le voglio fare un esempio. Il Testo unico per gli enti locali, decreto legislativo n. 267 del 2000, al comma 3 dell'articolo 78 (Doveri e condizione giuridica degli amministratori locali) recita: «i componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di


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lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato». Inoltre, al comma 5 il legislatore afferma : «sono vietati incarichi e consulenze (...) comunque sottoposti al controllo e alla vigilanza dell'ente nel quale si hanno incarichi amministrativi». Sa questo cosa significa, ministro Giovanardi? Significa che l'ingegner Lunardi, svolgendo quelle attività professionali, non potrebbe fare l'assessore all'urbanistica ...

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Ma non le svolge! Non le sta svolgendo, si è dimesso!

FABRIZIO VIGNI. Guardi, le cose che lei ha detto poco fa confermano l'esistenza di un conflitto di interessi che non è stato ad oggi - mi scusi, mi lasci finire - assolutamente risolto.
L'ingegner Lunardi non potrebbe, oggi, fare l'assessore all'urbanistica o all'edilizia o ai lavori pubblici, non dico del comune di Milano o di Roma, ma neppure nei comuni di Bolognola Trepalle, per citare quelli che, tra i comuni più piccoli, sono tra i più citati. Non potrebbe farlo! Questa è l'evidentissima situazione di conflitto di interessi, in cui si trova il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che noi continuiamo a chiedere sia affrontata e risolta subito, nella maniera più netta e più rapida.
Preannuncio che, di fronte ad una posizione del Governo che, non solo non intende affrontare il problema, ma che, in maniera sconcertante, persino lo nega, valuteremo iniziative a tutti i livelli in questo senso. Grazie (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

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