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PRESIDENTE. L'onorevole Capitelli ha facoltà di PIERA CAPITELLI. Signor Presidente, signor ministro e sottosegretari, onorevoli colleghi, il Consiglio dei ministri del 28 luglio ha varato un decreto-legge che avrà conseguenze importanti sia sull'inizio di questo anno scolastico sia su quelli che verranno.
C'è una parte del decreto-legge - quella che affida le nomine dei supplenti annuali a decorrere dal primo settembre 2001 ai dirigenti scolastici - sulla quale si possono esprimere più che contrarietà, molti dubbi sulla reale fattibilità, sulla tenuta organizzativa delle scuole, sulla reale possibilità di rispettare i diritti degli aspiranti supplenti: tuttavia, non si può esprimere totale dissenso.
PRESIDENTE. Mi scuso, onorevole Capitelli, potrà proseguire in sede di replica.
LETIZIA MORATTI, Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Signor Presidente, onorevoli deputati, la situazione della scuola che questo Governo ha ereditato è di vera e propria emergenza, per effetto dei forti ritardi che si sono accumulati in questi anni in tutte le operazioni di gestione del personale.
PRESIDENTE. L'onorevole Grignaffini, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di GIOVANNA GRIGNAFFINI. Grazie signor Presidente, do atto al ministro - e questa, d'altra parte, è già stata la nostra posizione - che questo è un decreto-legge importante di cui condividiamo lo spirito e anche alcune parti propositive, soprattutto laddove si cerca di risolvere l'annoso problema della continuità didattica, dell'avvio dell'anno scolastico, delle forme di reclutamento di personale a tempo indeterminato, recependo anche un rilievo fatto dalla Corte dei conti, la quale sollecita ad utilizzare questa forma di reclutamento rispetto a quella a termine, diciamo così, temporaneo. Non vi è, quindi, alcuna pregiudiziale dal punto di vista dello spirito e della necessità e urgenza di questo decreto-legge.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Non si può non manifestare, invece, aperto disaccordo su quella parte del decreto-legge che concerne la modifica del regolamento applicativo della legge n. 124 del 1999 che, stravolgendo il sistema di graduatoria del personale precario, tende a favorire le nomine di quanti hanno prestato servizio nelle scuole private.
La disposizione del decreto-legge che equipara il punteggio per il servizio prestato nelle scuole non statali - con nomina da regolare graduatoria concorsuale - a quello prestato nelle scuole private - con chiamata diretta - solleva dubbi di incostituzionalità...
Il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dottoressa Moratti, ha facoltà di
Per questa ragione, all'inizio dell'anno scolastico molti insegnamenti rimangono vacanti e rimangono non sostituiti supplenti per parecchi mesi. Senza questo decreto-legge nessun aspirante - inserito nelle graduatorie annullate dal TAR, con sentenze esecutive dal 14 marzo - avrebbe potuto essere nominato, né in ruolo né con incarico di supplenza: sarebbero stati 80 mila posti vacanti, il che significa un milione di studenti senza insegnanti. Peraltro, sulla soluzione del decreto-legge le organizzazioni sindacali che sono state preventivamente interpellate per una informativa hanno convenuto, condividendone il contenuto.
Il decreto-legge approvato dal Governo contiene delle disposizioni interpretative finalizzate a dare esecuzione a tutte le sentenze del TAR in termini da salvaguardare le nomine già effettuate e da consentire le nomine ulteriori e le supplenze annuali, conservando una priorità, a parità di punteggio, per tutti coloro che erano collocati nella terza fascia.
Per quanto riguarda in particolare il problema del punteggio, che determina la posizione nelle graduatorie, il TAR della Campania ha affermato che il servizio prestato presso le scuole paritarie deve essere valutato come servizio prestato nelle scuole statali.
Il criterio fissato dal decreto ministeriale del precedente Governo prevedeva, invece, un punteggio dimezzato per il servizio prestato presso le scuole non statali. Il criterio del punteggio dimezzato è stato, peraltro, mantenuto nel decreto-legge per l'anno scolastico 2001-2002; in questo modo, non si è reso necessario ridefinire le posizioni in graduatoria che sono, quindi, utilizzabili da subito per le nomine e per le supplenze per l'anno scolastico 2001-2002.
A partire dall'anno scolastico 2002-2003, il decreto-legge prevede che il servizio prestato nelle scuole paritarie venga valutato con uguale punteggio rispetto al servizio prestato nelle scuole statali, in ottemperanza ai principi introdotti dalla legge sulla parità.
Siamo consapevoli delle aspettative di coloro che, da tempo, prestano servizio precario nelle scuole statali anche se riteniamo che aver creato aspettative in un numero troppo elevato di soggetti rispetto alle reali possibilità di assorbimento del sistema sia indice di una inadeguata disciplina del reclutamento che danneggia gli insegnanti stessi, le famiglie e gli studenti.
Vi sono, però, due aspetti qualificanti su cui, invece, il dissenso è radicale. Il primo riguarda il fatto che l'individuazione di una linea spinta di autonomia, attraverso l'attribuzione ai presidi della possibilità di nomina del personale docente, da una parte è positiva, ma dall'altra può dar luogo perché diventano definitive le graduatorie di istituto, a un grande caos nelle forme di assunzione. Quindi, la prima questione che noi poniamo al Governo - e la porremo anche attraverso la presentazione di emendamenti - è quella di definire quali devono essere le regole attraverso le quali si esercita la discrezionalità dei presidi. È un aspetto che, a nostro avviso, il decreto-legge non chiarisce e che avremo modo di definire meglio. Il secondo punto, di merito, che è quello che costituisce l'oggetto della nostra interrogazione, ha a che vedere con il fatto che, ferme restando le sentenze dei TAR, ferma restando la questione dei principi istituiti dalla legge di parità (che, ricordiamocelo, aveva lo spirito di rendere pubbliche, vale a dire trasparenti, certe e condivise, le regole di reclutamento) con l'anticipazione di questa norma ci troviamo nel caso esattamente contrario: si finiscono, cioè, per privatizzare (vale a dire, per rendere allo stesso titolo di quelle private) le regole di reclutamento nella scuola pubblica. Questo è un punto di principio, questo è un punto sul quale, attraverso gli emendamenti, quando il disegno di legge di conversione all'esame della Commissione, come gruppo ci impegneremo ad incidere (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).


