Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 10 del 4/7/2001
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(Deficit pubblico nel settore sanitario - n. 3-00057)

PRESIDENTE. L'onorevole Stagno d'Alcontres ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n.3-00057 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6).

FRANCESCO STAGNO d'ALCONTRES. Signor ministro, onorevoli colleghi, la situazione dei conti pubblici italiani è particolarmente preoccupante, soprattutto per quanto riguarda l'incidenza della spesa sanitaria. Il nuovo Governo, pertanto, si è trovato a dover fronteggiare una situazione disastrosa, dovuta ad una gestione economica poco rigorosa da parte del centrosinistra e da scelte politiche dettate soprattutto da ragioni elettoralistiche; è necessario intervenire per razionalizzare la spesa, eliminare gli sprechi, recuperare la cultura della qualità e dell'efficienza, senza, per questo, ridurre il servizio pubblico sanitario considerato fondamentale per la tutela della salute dei cittadini.
Signor ministro, quali iniziative intende adottare per ridurre il deficit pubblico nel settore sanitario senza incidere sulla qualità del servizio pubblico?

PRESIDENTE. Il ministro della sanità, professor Sirchia, ha facoltà di rispondere.


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GIROLAMO SIRCHIA, Ministro della sanità. Non vi è dubbio che vi sia stato, nel 2000, un aumento della spesa sanitaria, che nel 2001 è stata ulteriormente incrementata tanto da passare dal 5,2 per cento al 5,7 per cento sul PIL con un incremento pari al 7,81 per cento. Vi è stata quindi una chiara impennata della spesa in questo settore.
Vorrei però distinguere ciò che possiamo fare in tempi brevi, come è stato giustamente richiesto dall'interrogante, senza incidere in maniera pesante sul cittadino e senza modificare i principi fondamentali del solidarismo e dell'universalismo che caratterizzano il nostro servizio sanitario nazionale, da interventi di medio periodo, che sono peraltro importanti. Se è vero, infatti, che la spesa sanitaria sul PIL è ancora ai più bassi livelli europei, è altrettanto vero che sappiamo di sprechi che non sono più tollerabili dall'opinione pubblica e dai cittadini in genere.
Sul breve periodo, dunque, credo che dovremo intervenire - come già abbiamo cominciato a fare - con alcuni provvedimenti minimali. Vi è stato lo spostamento dell'adeguamento al prezzo medio europeo che ci eviterà ulteriori spese; è allo studio come poter recuperare risorse con piccoli interventi, distribuiti su vari capitoli, per compensare questa perdita.
È altrettanto vero, però, che la mia intenzione è di sottoporre dapprima al Governo e poi al Parlamento un'iniziativa di medio termine tesa a recuperare, attraverso un miglior sistema di assicurazione della qualità, quei costi della non qualità che probabilmente si possono considerare intorno al 60 per cento nel nostro sistema. È l'unica maniera per rendere giustizia di questa impennata della spesa; peraltro, è ben noto che finora abbiamo investito nel trattamento dell'acuto, ma abbiamo trascurato che la epidemiologia del paese è cambiata e che oggi abbiamo una voragine non coperta nel trattamento del cronico. L'unica possibilità di recuperare risorse è quella di tagliare i costi della non qualità. Sottoporrò, quindi, quanto prima al Parlamento, questo piano in dettaglio che spero sia efficace e possa recuperare risorse per sanare il buco e per riequilibrare il sistema.

PRESIDENTE. L'onorevole Stagno d'Alcontres ha la facoltà di replicare.

FRANCESCO STAGNO d'ALCONTRES. Ringrazio il signor ministro per la sua risposta che mi trova pienamente soddisfatto. Riconosciamo che obiettivo primario del Governo è la tutela costituzionale del diritto delle persone alla salute. Questo obiettivo di carattere universalistico è da noi completamente condiviso, così come sono condivisi i metodi che il ministro propone per accogliere le richieste di miglioramento della qualità del servizio sanitario nazionale, richieste che provengono sia dalle istituzioni ma anche dei cittadini. Occorre, pertanto, attuare una forte politica della salute, puntando ad un salto di qualità dell'amministrazione pubblica sanitaria e creando, dunque, le condizioni per il pubblico di competere realmente con il privato. Un riferimento doveroso è alle strutture pubbliche del meridione in cui vi sono urgenze precise di miglioramento e diffusione dell'assistenza sul territorio, con particolare attenzione a quella domiciliare. A tal proposito, a nostro parere, è indispensabile un potenziamento del ruolo della medicina di base e di quella ambulatoriale, per garantire l'efficacia e l'efficienza dei servizi. È necessario, inoltre, rivolgersi alla ricerca, adottando strumenti atti a favorire la partecipazione dei privati sia attraverso gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico sia mantenendo, nel rispetto dell'autonomia, un rapporto più trasparente e lineare con l'università, depositaria della formazione delle risorse umane fondamentali per il sistema sanitario del paese.
Concordiamo, peraltro, sulla esigenza di valorizzare tali risorse del servizio pubblico, istituendo un sistema premiale diverso, per ridare convinzione ed entusiasmo - uso le sue parole, signor ministro - ai medici che svolgono la propria attività professionale all'interno delle strutture sanitarie


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pubbliche. È essenziale, in questo quadro di razionalizzazione generale del settore, anche l'emanazione di un testo unico delle leggi che governano la sanità, previsto da una delega della scorsa legislatura mai attuata nei fatti ...

PRESIDENTE. Onorevole Stagno d'Alcontres, la invito a concludere.

FRANCESCO STAGNO d'ALCONTRES. ... al fine di ricondurre la materia in un ambito di certezza del diritto che dia garanzia a tutti gli operatori della sanità italiana.
Invitando, dunque, il Governo a svolgere un'azione decisa di razionalizzazione con il sostegno della maggioranza parlamentare, colgo l'occasione per porgere gli auguri di buon lavoro al ministro della sanità, grato per la disponibilità al dialogo dimostrata (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

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