![]() |
![]() |
![]() |
La seduta, sospesa alle 13,05, è ripresa alle 15,05.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata concernenti argomenti di competenza del ministro delle attività produttive,
del ministro delle infrastrutture e dei trasporti, del ministro della giustizia, del ministro della sanità, del ministro del lavoro e delle politiche sociali e del ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
PRESIDENTE. L'onorevole Parolo ha facoltà di UGO PAROLO. Signor ministro, considerate le recenti vicende che hanno interessato gruppi finanziari ed industriali di primaria importanza, quali Mediobanca e FIAT, e le conseguenze che deriveranno sugli assetti finanziari, borsistici ed industriali del paese, nonché la necessità di dare trasparenza alle procedure che sono state seguite, e vista anche la partecipazione di un importante gruppo industriale straniero all'operazione, le chiediamo quali misure intenda adottare il Governo per garantire, ovviamente nel rispetto delle regole della libertà di mercato e di impresa, i benefici agli utenti di prodotti energetici ed impedire ogni situazione monopolistica capace di influire negativamente sui benefici sopra citati.
PRESIDENTE. Il ministro delle attività produttive, onorevole Marzano, ha facoltà di ANTONIO MARZANO, Ministro delle attività produttive. Signor Presidente, onorevoli deputati, onorevoli interroganti, le recenti vicende che hanno portato al lancio dell'OPA sui titoli della Montedison ed Edison sono avvenute nel pieno rispetto della normativa italiana. Le preoccupazioni espresse in relazione al fatto che l'operazione ha interessato un settore strategico per l'intero sistema economico nazionale, quale quello energetico, possono essere ridimensionate, considerando che l'assetto normativo e regolamentare in Italia, che si intende promuovere, mira ad assicurare nel tempo ai consumatori la massima disponibilità di energia, a condizioni economiche comparabili a quelle delle altre nazioni europee. I consumatori di energia elettrica potranno ottenere rilevanti vantaggi dallo sviluppo della concorrenza nel settore in termini di qualità e costo dell'approvvigionamento energetico.
dello sfruttamento abusivo di una posizione dominante, non siano posti in essere nel nostro paese.
PRESIDENTE. L'onorevole Parolo ha facoltà di UGO PAROLO. Signor ministro, prendiamo atto della risposta. In ogni caso, vogliamo ribadirle alcune questioni peraltro da lei citate con competenza. In primo luogo, a noi della Lega nord sta a cuore che questa operazione finanziaria e industriale, condotta dalla FIAT e dai suoi partner, possa realmente produrre nel tempo reali benefici per i cittadini, sia in termini tariffari sia in termini di qualità del servizio.
PRESIDENTE. Onorevole Parolo, la invito a concludere.
UGO PAROLO. Ribadiamo che siamo favorevoli alla liberalizzazione del mercato dell'energia e alla privatizzazione, ma con regole certe che tutelino i cittadini e che diano garanzie per la tutela del nostro patrimonio energetico.
Il caso in questione non sembra paventare il rischio della creazione di una condizione di monopolio nella generazione di energia elettrica che possa recare svantaggi ai consumatori. La struttura del settore della generazione di energia elettrica, a regime, quando cioè Enel avrà completato la cessione delle Gemco e quando gli impianti saranno stati trasformati, è di un'ipotesi di crescita della domanda di energia elettrica in linea con il passato e che non dovrebbe vedere alcun operatore detenere una quota di mercato superiore al circa 35 per cento; al contrario, il numero di operatori elettrici presenti nel mercato italiano è destinato ad aumentare.
Un rischio per lo sviluppo funzionale della concorrenza nel settore elettrico italiano può verificarsi nel caso in cui i monopolisti elettrici in altre nazioni pratichino una concorrenza molto aggressiva nel mercato liberalizzato, facendo leva sulla rendita monopolistica che ottengono nel loro mercato di origine, ancora chiuso alla concorrenza. Politiche di questo tipo provocano un abbassamento dei prezzi del mercato competitivo, ma, nel lungo termine, possono essere dannose in quanto scoraggiano nuovi investimenti e provocano l'abbandono del mercato da parte dei concorrenti non in grado di sostenere a lungo prezzi non remunerativi.
È interesse del Governo italiano, dell'autorità italiana di settore e di quella della concorrenza, nonché delle stesse istituzioni europee, monitorare affinché tali comportamenti anticompetitivi e considerati illegittimi, in quanto conseguenza
La questione non è scontata se si tiene conto che il settore dell'energia elettrica non è remunerativo al pari di altri settori energetici, quali ad esempio il gas o il ciclo integrato delle acque. Pertanto, deve nascere un'azione politica forte del Governo, del nostro Governo, a tutela di questi principi.
In secondo luogo, ci preme far presente che è necessario salvaguardare il nostro patrimonio energetico nazionale e che esiste - lei lo ha già citato - il reale pericolo che la partecipazione di colossi internazionali, che hanno il vantaggio di operare in regime di monopolio, possano vincere gare nel nostro paese operando in regime di dumping. Questo, di fatto, si sta già verificando in altri settori energetici. Se pensiamo all'applicazione della legge Galli sul ciclo integrato delle acque, ci rendiamo conto che alcuni nostri comuni hanno già dovuto cedere il loro patrimonio a società straniere che stanno operando, di fatto, in regime di dumping, quindi in regime di perdita, pur di scoraggiare la concorrenza. Le conseguenze di questo modo di operare sono facilmente intuibili.


