Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 8 del 28/6/2001
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(Esame dell'articolo unico - A.C. 1031)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato (vedi l'allegato A - A.C.1031 sezione 1).
Avverto che l'unica proposta emendativa presentata è riferita agli articoli del decreto-legge, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato (vedi l'allegato A - A.C. 1031 sezione 2).
Avverto altresì che non sono state presentate proposte emendative riferite all'articolo unico del disegno di legge di conversione.
Passiamo agli interventi sull'unica proposta emendativa riferita agli articoli del decreto-legge.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.

ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, abbiamo presentato un emendamento soppressivo del comma 2 dell'articolo 2 che prevede che i trattamenti relativi alle proroghe degli interventi - che, con una brutta parola, il decreto chiama di sussidiarietà al reddito; in altre parole di cassa integrazione o di mobilità - vengano ulteriormente ridotti fino al 20 per cento del loro valore.
Chiedo che questa norma, che dimostrerò adesso essere una norma particolarmente taccagna, venga cancellata. Facciamo un semplice esempio: i trattamenti di mobilità dopo 12 mesi scendono al 80 per cento del trattamento di cassa integrazione ordinaria o straordinaria, che è già all'80 per cento della retribuzione. Siamo quindi al 64 per cento.
Se noi attuiamo una riduzione di un ulteriore 20 per cento, arriviamo al 51,2 per cento. Poiché il massimale di cassa integrazione, nell'ipotesi che le retribuzioni siano inferiori ai tre milioni e duecentomila lire - mi pare questo il caso - è di un milione e 417 mila lire, il 51,2 per 100 equivale a poco più di 700 mila lire.
Onorevole colleghi, siamo sotto il livello della povertà, sotto lo standard internazionale della povertà. Non possiamo continuare a scrivere articoli che indicano come la povertà sia in aumento in questo paese, come tra i poveri vi siano anche figure che lavorano - stiamo parlando di persone che hanno un'integrazione del reddito per mancato lavoro, pertanto assimilabili in tutto e per tutto alla figura dei lavoratori - e poi, con un decreto-legge, permettere che queste persone siano in una condizione tale da essere considerate statisticamente e, purtroppo nei loro effetti materiali, alla stregua di persone povere.
Siamo di fronte ad una palese ingiustizia. Non mi interessa che essa sia motivata da capienze di bilancio: siamo di


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fronte a cifre modeste, ad un provvedimento di una durata temporale modesta, ovvero entro l'anno 2001. Non si capisce allora perché accanirsi nei confronti di queste figure lavorative che, non per colpa loro, si trovano in una condizione di mancanza di lavoro. Pertanto, se proroga vi deve essere, chiediamo che questa non sia accompagnata da una penalizzazione nella sua quantità e da una mortificazione della condizione di questi lavoratori.
Per questa ragione, abbiamo presentato questo emendamento anticipando, anche per risparmio di tempo, che noi condizioniamo il voto favorevole al disegno di legge di conversione alla sua approvazione. Diversamente, ci asterremo, tenendo conto che l'insieme del provvedimento, per quanto confuso e addirittura inintelligibile, è un atto dovuto nei confronti di situazioni o clamorosi errori legislativi compiuti precedentemente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giancarlo Giorgetti. Ne ha facoltà.

GIANCARLO GIORGETTI. Signor Presidente, intervengo unicamente per dare atto al precedente Governo di avere puntualmente accolto l'ordine del giorno che avevo presentato in occasione della legge finanziaria, il cui testo vedo riportato direi pedissequamente nell'articolo 1 del decreto-legge. Volevo quindi dare atto di ciò, ricordando soprattutto l'impegno, in proposito, del sottosegretario Giarda.

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione sull'unico emendamento presentato.

ANTONIO LEONE, Relatore. La Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Alfonso Gianni 2.1.

PRESIDENTE. Il Governo?

ALBERTO BRAMBILLA, Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. Anche il Governo esprime parere contrario.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Pongo in votazione l'emendamento Alfonso Gianni 2.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.

(È respinto).

Poiché il disegno di legge consiste in un articolo unico, si procederà direttamente alla votazione finale.

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