TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 455 di Giovedì 22 aprile 2004

PROPOSTA DI LEGGE DI CUI SI PROPONE L'ASSEGNAZIONE A COMMISSIONE IN SEDE LEGISLATIVA

XII Commissione permanente (Affari sociali):
MIGLIORI: «Modifiche all'articolo 3 della legge 25 febbraio 1992, n. 210, concernenti la soppressione dei termini per l'ottenimento dell'indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati»
(1145) (La Commissione ha elaborato un nuovo testo).


MOZIONI SULLE INIZIATIVE PER FAVORIRE UNA MAGGIORE COESIONE POLITICA DEGLI STATI MEMBRI DELL'UNIONE EUROPEA

La Camera,
premesso che:
nel corso del semestre di presidenza italiana dell'Unione europea il processo di unificazione politica dell'Europa non ha fatto passi avanti significativi;
la conferenza intergovernativa, tenutasi a Bruxelles dal 12 al 13 dicembre 2003, non ha approvato il testo della Costituzione europea elaborato nei mesi precedenti dalla Convenzione sull'avvenire dell'Europa;
il principio del diritto di veto concesso ad ogni singolo Paese membro condiziona negativamente il progetto dell'integrazione reale e politica dell'Europa;
il testo della Costituzione non accoglie fra i suoi principi fondanti l'obiettivo prioritario della pace;
nel corso del semestre di presidenza italiana dell'Unione europea non sono state superate le divisioni fra i Paesi storicamente fondatori dell'Unione europea sul tema della guerra in Iraq e, più in generale, sulla questione della politica estera degli Usa, basata sul modello della «guerra preventiva»;
di conseguenza, scarsi sono stati i risultati sul modello di difesa comune per l'Europa;
il mancato raggiungimento di una serie di obiettivi rischia di ridimensionare e snaturare il significato del rinnovo a giugno 2004 del Parlamento europeo, considerato che quest'ultimo non elegge un Governo, non ha una carta costituzionale di riferimento e rischia di rappresentare una mera sommatoria di Paesi profondamente divisi sui grandi temi;
in tale quadro la scadenza del 14 giugno 2004 si rivelerebbe una semplice prova elettorale di secondo ordine, dove si saggerebbero soltanto i rapporti di forza fra i partiti all'interno dei singoli Paesi;
malgrado l'esistenza di chiari limiti, che vanno dall'evidente inadeguatezza della conferenza intergovernativa, alle carenze contenute nel testo della Costituzione europea e alle divisioni permanenti riguardo il tema cruciale della pace, pronunciamenti e azioni provenienti da istituzioni, organismi e cittadini dei singoli Paesi possono tuttavia risultare determinanti per il riavvio del processo di unificazione e di autonomia dell'Europa;

impegna il Governo:

a dimostrare nelle parole e nei fatti che sulle questioni fondamentali gli interessi e il ruolo possibile dell'Europa travalicano gli interessi nazionali e di parte;
a prendere in considerazione le proposte di creare un sistema a «doppia velocità» in Europa, non rigettando, quindi, a priori l'ipotesi di creare un gruppo di Paesi che voglia comunque andare avanti più speditamente nell'integrazione politica e nell'autonomia dell'Europa;
a valutare le proposte volte a superare la pericolosa paralisi possibile dovuta al voto all'unanimità;
ad appoggiare, nel corso del semestre di presidenza irlandese dell'Unione europea, tutte le azioni volte allo scioglimento del nodo politico che ha impedito l'approvazione della Costituzione europea, in particolare riavviando un'iniziativa della Convenzione sull'avvenire dell'Europa;
a sostenere, nel corso del medesimo semestre, il testo dell'attuale bozza di Costituzione europea, per dare forza alla trattativa in corso, così come è proposto nell'appello del Movimento federalista europeo, condiviso da numerosi cittadini italiani, associazioni ed enti locali;
a proporre e promuovere in sede europea iniziative che vadano verso una maggiore coesione politica degli Stati membri dell'Unione europea.
(1-00315) «Cima, Bulgarelli, Cento, Lion, Pecoraro Scanio, Zanella, Boato, Grillini, Rodeghiero, Camo, Diana, Sereni, De Brasi, Benvenuto, Banti, Cossa, Annunziata, Maura Cossutta, Mazzuca Poggiolini».
(9 febbraio 2004)

La Camera,
premesso che:
il 1o maggio 2004 verrà completato l'allargamento dell'Unione europea a 25 Stati membri;
il 13 giugno 2004 verrà eletto il nuovo Parlamento europeo;
i motivi che hanno portato alla convocazione della Convenzione sull'avvenire dell'Europa e questa assemblea a convenire su un unico testo di costituzione appaiono più che fondati e l'esigenza di giungere all'approvazione della Costituzione quanto mai urgente;
si prende atto con grande rammarico dell'esclusione dell'Italia dall'incontro al vertice del 18 febbraio 2004 tra i Capi di Stato e di Governo britannico, francese e tedesco e le rispettive delegazioni;
tale vicenda, se da un lato attesta la debolezza e l'insufficienza della politica europea del Governo italiano, dall'altro lato deve trovare nelle nuove regole istituzionali previste nella proposta di Costituzione una garanzia contro ogni forma di direttorio al vertice dell'Unione europea;

impegna il Governo:

a chiedere alla presidenza di turno irlandese l'immediata riconvocazione della conferenza intergovernativa, con l'obiettivo dell'approvazione della Costituzione nel testo definito dalla Convenzione sull'avvenire dell'Europa, contestualmente all'ingresso nell'Unione europea di 10 nuovi Stati membri e prima dell'avvio della campagna elettorale per il Parlamento europeo;
a non sostenere soluzioni al ribasso sul progetto della Convenzione sull'avvenire dell'Europa e, quindi, a lasciare cadere le ipotesi di modifica formulate nell'annesso dell'11 dicembre 2003, che rappresenterebbero un grave arretramento dal punto di vista del passaggio a votazioni a maggioranza qualificata, sancendo possibilità di veto da parte di ogni singolo Stato membro in materia di cooperazione penale (oltre a ridimensionare la sfera d'azione della procura europea) e in altre materie, nonché nell'ambito delle cooperazioni rafforzate;
a sviluppare, in sede di conferenza intergovernativa, un'azione politica adeguata perché nell'Unione europea si affermi collegialità nelle decisioni e democraticità nelle procedure - che prevedano anche avanguardie aperte sotto forma di cooperazioni rafforzate - e perché l'Italia riprenda la sua tradizionale funzione di punta che l'ha portata ad essere fra i protagonisti del processo di costruzione dell'Unione europea.
(1-00338) «Spini, Violante, Innocenti, Ruzzante, Calzolaio, Sereni, Ranieri, Melandri, Fumagalli, Folena, Crucianelli, Cabras, Bova, Zani».
(10 marzo 2004)

La Camera,
premesso che:
l'ormai imminente ingresso nell'Unione europea di 10 Stati, che porterà a 25 il numero dei Paesi membri, rende urgente il rafforzamento dei meccanismi decisionali, in quanto quelli attuali non consentono un efficace funzionamento delle istituzioni di una comunità allargata;
appare, quindi, oltremodo auspicabile riprendere il cammino per l'approvazione della Costituzione europea nel testo elaborato dalla Convenzione sull'avvenire dell'Europa, che, a causa delle posizioni troppo rigide di alcuni Stati, non è stato possibile realizzare nella conferenza intergovernativa tenutasi a Bruxelles dal 12 al 13 dicembre 2003;
l'evoluzione della situazione internazionale ed i pericoli per la sicurezza del nostro continente rendono ancora più evidente l'esigenza di un rafforzamento delle istituzioni europee, come strumento essenziale per difendere gli interessi e la sicurezza dei Paesi dell'Unione europea;
inoltre, il rapporto presentato al Consiglio europeo di marzo 2004 dalla presidenza irlandese, illustrativo dei contatti bilaterali condotti a partire dal mese di gennaio 2004, conferma come il progetto della Convenzione sull'avvenire dell'Europa ed il lavoro negoziale svolto dalla presidenza italiana possono rappresentare la base di un ampio consenso nel quadro di un accordo globale;

impegna il Governo:

a svolgere tutte le azioni necessarie ed opportune per conseguire l'obiettivo di una rapida approvazione della Costituzione europea nel testo definito dalla Convenzione sull'avvenire dell'Europa, con le sole integrazioni assolutamente indispensabili a superare la situazione di stallo, e questo anche al fine di rendere più agevole e proficuo l'ingresso nell'Unione europea dei 10 nuovi Stati membri;
a sostenere presso la presidenza di turno irlandese la riconvocazione della conferenza intergovernativa non appena matureranno le condizioni per l'approvazione della Costituzione dell'Unione europea, che rappresenta un obiettivo fondamentale per un Paese come l'Italia, che da sempre ha svolto un ruolo trainante nella costruzione europea, fino dalla sua fondazione nel 1957;
a sostenere, come d'altra parte riconosciuto dalla stessa presidenza irlandese, la necessità che i lavori della conferenza intergovernativa riprendano sulla base dell'ambizioso progetto approvato dalla Convenzione sull'avvenire dell'Europa, completato ed arricchito dal lavoro negoziale compiuto durante la presidenza italiana;
a contribuire attivamente alla creazione di un consenso tra tutti gli Stati membri, mantenendo il coerente rifiuto di compromessi al ribasso.
(1-00347) «Antonio Leone, Baldi».
(29 marzo 2004)

La Camera,
premesso che:
il Governo italiano nel corso del semestre di presidenza dell'Unione europea ha portato avanti con determinazione una difficile mediazione nell'ambito della conferenza intergovernativa che avrebbe dovuto portare alla firma della Costituzione europea;
nonostante l'impegno del Governo e il fatto che il progetto formulato dalla Convenzione sull'avvenire dell'Europa fosse stato accolto dal Consiglio europeo di Salonicco come base unanimemente condivisa, le divergenze emerse in seguito tra alcuni Paesi membri sui futuri assetti dell'Unione europea non hanno consentito di approvare il testo del progetto di Costituzione europea nel corso della conferenza intergovernativa tenutasi a Bruxelles dal 12 al 13 dicembre 2003;
l'approvazione della Costituzione europea qualificherebbe il processo di unificazione politica europea, in quanto sarebbe l'indispensabile premessa per attivare, nell'ambito del diritto dell'Unione europea, strumenti di politica estera, di sicurezza comune, di cooperazione tra forze di polizia e giudiziaria in materia penale più efficaci, che possano dare risposte adeguate ai cittadini europei per contrastare le minacce del terrorismo di qualunque matrice e di qualunque provenienza;
in base agli scenari emersi nel Consiglio europeo di Bruxelles del 25-26 marzo 2004, si sarebbero aperte nuove prospettive per la firma del Trattato costituzionale europeo, in quanto i tragici fatti di Madrid hanno ancora una volta evidenziato la necessità di una maggiore coesione politica degli Stati membri. Le nuove condizioni politiche consentirebbero di superare alcune resistenze che hanno ostacolato la firma del Trattato costituzionale europeo, aprendo prospettive per i negoziati intergovernativi;
il rinnovo del Parlamento europeo, unica istituzione direttamente rappresentativa dei popoli europei, costituirebbe, inoltre, il momento più significativo per un passaggio ad un'unione politica basata su una Costituzione, tenuto conto anche dell'imminente allargamento dell'Unione europea a venticinque Stati;
il Governo italiano potrebbe, infine, porre nuovamente nell'ambito dei negoziati la questione dell'inserimento nel preambolo della futura Costituzione europea di un esplicito richiamo alle comuni radici cristiane dell'Europa, promuovendo così il riconoscimento dei valori democratici fondanti la stessa identità culturale europea;

impegna il Governo:

a continuare con determinazione l'opera di mediazione politica, per addivenire alla sottoscrizione della Costituzione europea possibilmente prima delle elezioni del Parlamento europeo di giugno 2004.
(1-00348) «Naro, Volontè».
(29 marzo 2004)

La Camera,
premesso che:
l'ormai imminente ingresso nell'Unione europea di 10 Stati, che porterà a 25 il numero dei Paesi membri, rende necessario ed urgente il rafforzamento dei meccanismi decisionali, per un efficace e produttivo funzionamento delle istituzioni di una comunità allargata che ambisca a rappresentare un soggetto politico unitario;
appare, quindi, oltremodo auspicabile riprendere il cammino per l'approvazione della Costituzione europea nel testo elaborato dalla Convenzione sull'avvenire dell'Europa, che non è stato possibile realizzare nella conferenza intergovernativa tenutasi a Bruxelles dal 12 al 13 dicembre 2003, nonostante l'impegno italiano quale presidente di turno;
l'evoluzione della situazione internazionale ed i pericoli per la sicurezza del nostro continente rendono ancora più evidente l'esigenza di un rafforzamento delle istituzioni europee, come strumento essenziale per difendere gli interessi e la sicurezza dei Paesi dell'Unione europea: di qui la necessità di rafforzare l'immagine e la credibilità internazionale dell'Unione europea, soprattutto in materia di politica estera;
inoltre, il rapporto presentato al Consiglio europeo di marzo 2004 dalla presidenza irlandese, illustrativo dei contatti bilaterali condotti a partire dal mese di gennaio 2004, conferma come il progetto della Convenzione sull'avvenire dell'Europa ed il lavoro negoziale svolto dalla presidenza italiana possono rappresentare la base di un ampio consenso nel quadro di un accordo globale e che tale accordo appare realmente ipotizzabile, viste le recenti dichiarazioni espresse dai leader europei a Madrid nei giorni scorsi;

impegna il Governo:

a svolgere tutte le azioni necessarie ed opportune per conseguire l'obiettivo di una rapida approvazione della Costituzione europea nel testo definito dalla Convenzione sull'avvenire dell'Europa, se del caso con eventuali integrazioni, tali da rendere certo il risultato finale;
a sostenere presso la presidenza di turno irlandese la riconvocazione della conferenza intergovernativa, non appena matureranno le condizioni per l'approvazione della Costituzione dell'Unione europea, che rappresenta un obiettivo fondamentale per un Paese come l'Italia, che da sempre ha svolto un ruolo trainante nella costruzione europea, fino dalla sua fondazione nel 1957;
a sostenere, come d'altra parte riconosciuto dalla stessa presidenza irlandese, la necessità che i lavori della conferenza intergovemativa riprendano sulla base dell'ambizioso progetto approvato dalla Convenzione sull'avvenire dell'Europa, completato ed arricchito dal lavoro negoziale compiuto durante la presidenza italiana;
a contribuire attivamente alla creazione di un consenso tra tutti gli Stati membri, mantenendo il coerente rifiuto di compromessi al ribasso, controproducenti per la credibilità e la capacità d'azione dell'Unione europea.
(1-00349) «Anedda, Landi di Chiavenna, Selva, Amoruso, Bocchino, Cirielli, Malgieri, Zacchera».
(29 marzo 2004)

La Camera,
premesso che:
è evidente il fallimento della dottrina della guerra preventiva adottata dall'amministrazione Bush in Iraq, che ha contribuito a destabilizzare lo scenario mondiale;
l'articolo 11 della Costituzione sancisce la contrarietà del nostro Paese alla guerra come strumento di risoluzione delle controversie tra i popoli;
nel processo costituente europeo tale principio non può essere eluso, in considerazione della sua universalità;
l'Europa può rappresentare un importante punto di riferimento per una politica effettivamente multilaterale;

impegna il Governo:

a promuovere l'inserimento del contenuto dell'articolo 11 della nostra Costituzione nel Trattato costituzionale europeo.
(1-00350) «Realacci, Folena, Fioroni, Siniscalchi, Gasperoni, Piscitello, Zanella, Pistone, Sasso, Bellini, Bandoli, Innocenti, Battaglia, Vigni, Pinotti, Calzolaio, Monaco, Lion, Boato, Rusconi, Zanotti, Ruggeri, Tocci, Bimbi, Reduzzi, Giachetti, Ruzzante, Panattoni, Cento, Villari, Di Serio D'Antona, Maura Cossutta, Mussi, Cima, Lettieri, Pistelli, Grandi, Pisa, Grignaffini, Sereni, Rocchi».
(29 marzo 2004)

La Camera,
premesso che:
il processo di costruzione di un Unione europea più coesa e forte, le cui istituzioni siano rinnovate e adeguate alla nuova dimensione continentale che verrà assunta a seguito dell'ingresso di dieci nuovi membri il 1o maggio 2004, ha subito un arresto con la mancata approvazione del testo della Costituzione europea, predisposto dalla Convenzione, in occasione della Conferenza intergovernativa del dicembre 2003;
è fortemente auspicabile che il nuovo trattato di natura costituzionale sia approvato prima del rinnovo del Parlamento europeo il prossimo giugno, in modo tale da consentire un pieno funzionamento del nuovo assetto istituzionale e un armonico inserimento dei nuovi paesi membri in seguito all'allargamento, come più volte ribadito dal Presidente Ciampi, da ultimo nel corso della sua visita ufficiale in Ungheria;
dopo le drammatiche vicende che hanno segnato Madrid, la Spagna e con essa tutta l'Europa per l'efferatezza dell'attacco terroristico, è divenuto ancor più necessario il compimento del disegno politico europeo e la promozione dell'Europa sulla scena mondiale come forza baluardo di democrazia, tenace nel perseguire la strada del dialogo con tutti ma risoluta nel contrastare e respingere la violenza, il terrorismo e l'integralismo;
tale esigenza si rafforza a seguito delle notizie provenienti dal Medio Oriente e dall'Iraq dove la non ancora adeguata azione politica e diplomatica moderatrice dell'Unione è avvertita come un'assenza grave ed è certamente causata dall'incertezza e dalla incompletezza delle attuali regole che impediscono la formazione di un'incisiva volontà esterna comune;
occorre ridare impulso al progetto europeo salvaguardando l'organicità dell'architettura istituzionale, operando all'interno delle soluzioni previste che, attraverso le «cooperazioni rafforzate», già consentono una sufficiente flessibilità senza determinare una disarticolazione istituzionale attraverso «direttori» e gruppi ristretti;
il mutato quadro politico europeo ha determinato nuove condizioni, più favorevoli alla conclusione del Trattato, e sollecita la ripresa di un ruolo di punta del nostro Paese, nel solco del suo tradizionale europeismo, bandendo l'atteggiamento scettico manifestato da ultimo dal Governo italiano;

impegna il Governo:

a promuovere la convocazione di una Conferenza intergovernativa per l'approvazione del Trattato istitutivo della Costituzione per l'Europa, nel testo elaborato dalla Convenzione europea, da firmare contestualmente al compimento del processo di allargamento e comunque prima dell'avvio della campagna elettorale per il Parlamento europeo;
a perseguire tenacemente una linea europeista che punti all'approvazione della Costituzione, resa ancor più pressante dalle vicende europee e internazionali, senza accettare soluzioni e compromessi al ribasso, quindi abbandonando le proposte formulate nell'annesso dell'11 dicembre 2003, in special modo quelle che riducono il ricorso nelle decisioni comuni alla maggioranza qualificata ed estendono la possibilità di veti nazionali;
a farsi promotore, invece, di una rinnovata azione politica volta ad affermare, nel rispetto della collegialità, della democrazia e del metodo comunitario, avanguardie aperte, sotto forma di cooperazioni rafforzate, che diano la necessaria spinta affinché l'Unione divenga un soggetto politico sempre più coeso, promotore di sviluppo, di democrazia e di stabilità all'interno e all'esterno dei suoi confini.
(1-00355) «Pistelli, Castagnetti, Rutelli, Parisi, Mattarella, Ciani, Loiero, Giovanni Bianchi, Frigato, Tonino Loddo, Merlo, Piscitello».
(7 aprile 2004)


MOZIONI SULLA VACCINAZIONE CONTRO LA «BLUE TONGUE»

La Camera,
premesso che:
a partire dal mese di agosto del 2000 si sono verificati focolai di febbre catarrale degli ovini, inizialmente in Sardegna e poi in molte regioni meridionali e centrali;
con ordinanza ministeriale dell'11 maggio 2001 il Ministro della sanità, in attuazione della direttiva 2000/75/CE del Consiglio dell'Unione europea del 20 novembre 2000 e delle decisioni della Commissione europea 2001/138/CE e 2001/141/CE, disponeva un programma obbligatorio di controllo della febbre catarrale degli ovini, basato su misure di profilassi e principalmente sulla vaccinazione pianificata sia degli ovini che dei bovini allevati nei territori sottoposti a rischio di propagazione dell'infezione;
la legge n. 388 del 2000, all'articolo 129, come modificato dalla legge n. 448 del 2001, ha disposto il finanziamento di 10,329 milioni di euro per ciascuno degli anni 2002 e 2003 per interventi strutturali, di indennizzo e di prevenzione per gli allevamenti siti nelle zone dove sia accertata la presenza dell'infezione, mentre per il 2004 non risulta alcuna disponibilità nella legge finanziaria per il 2004;
le campagne di vaccinazione che si sono susseguite e che hanno interessato sia gli ovini che i bovini, secondo quanto denunciato dagli allevatori e dalle loro organizzazioni, hanno provocato gravissimi effetti collaterali, evidentemente non attesi, che hanno causato notevoli danni alle aziende zootecniche in termini di aborti, riduzione della produzione, morte degli animali e blocco della movimentazione degli animali, che ha prodotto effetti particolarmente gravi alle aziende zootecniche bovine;
il Sottosegretario per la salute, senatore Cesare Cursi, nel rispondere ad un'interrogazione a risposta immediata in Commissione agricoltura presentata nel mese di dicembre 2003, ha fornito dati sconcertanti, affermando che, in seguito alla vaccinazione contro la blue tongue, i servizi veterinari hanno segnalato per il 2001 n. 21 aborti tra gli ovini e n. 318 tra i bovini, mentre per il 2002 si sono registrati n. 32 aborti tra gli ovini e n. 121 tra i bovini;
i dati forniti dal Governo sono in totale contrasto con quanto denunciato dagli allevatori e dimostrano in maniera evidente che il fenomeno sfugge totalmente alle rilevazioni delle autorità veterinarie, a causa di procedure inadeguate e penalizzanti per gli allevatori già danneggiati dai postumi della vaccinazione;
la totale dissonanza tra i dati forniti dal Governo e quelli diffusi dai media nazionali sconcertano e disorientano l'opinione pubblica, che, invece, proprio sui temi della qualità e della sicurezza alimentare, avrebbe bisogno di certezze e rassicurazioni;
le campagne di vaccinazione condotte nei due anni passati hanno mirato essenzialmente a coinvolgere la totalità degli animali presenti nel territorio, indipendentemente dal loro stato di salute, in termini di debilitazione, stato di gravidanza, allattamento, periodo precedente alla rimonta;
la vaccinazione è stata condotta utilizzando un vaccino vivo attenuato e, quindi, dotato di particolare forza, che ha generato fondati sospetti di sieroconversione e, quindi, di propagazione della malattia a causa proprio della vaccinazione;
il vaccino utilizzato è raccomandato per i soli ovini, non risulta testato sui bovini, è privo dell'autorizzazione dell'Unione europea ed è privo, addirittura, dell'obbligatorio foglio illustrativo contenente le controindicazioni;

impegna il Governo:

ad attivarsi affinché siano stanziate risorse finanziarie adeguate per sostenere le aziende zootecniche che risultino danneggiate, sia direttamente che indirettamente, in seguito alla vaccinazione contro la febbre catarrale degli ovini, al fine di accelerare le procedure di liquidazione dei danni diretti e indiretti subiti dalle aziende in seguito alle precedenti campagne di vaccinazione;
ad avviare un costruttivo confronto con gli allevatori - oggi messi in ginocchio anche a causa dei danni subiti in conseguenza della vaccinazione - volto al rilancio della zootecnia di qualità, a partire dalle razze autoctone fino alla chiusura del processo di filiera;
ad intensificare gli sforzi per rendere disponibili al più presto vaccini inattivati;
a disporre, d'intesa con gli istituti zooprofilattici e con le organizzazioni degli allevatori, un approfondito monitoraggio sull'intero territorio interessato dalle precedenti campagne vaccinali, al fine di accertare l'effettiva situazione nelle aziende zootecniche;
tenendo conto della necessità di combattere l'endemizzazione della malattia, a farsi promotore in sede europea di una proposta di cambiamento delle attuali direttive in materia di movimentazione di animali, con particolare riferimento alla rimozione di alcune restrizioni penalizzanti per la zootecnia del nostro Paese, ad ulteriore modifica di quanto già previsto dalla decisione CE del 25 novembre 2003, previa istituzione di uno specifico sistema di sorveglianza;
a sviluppare e migliorare la collaborazione tra tutti gli istituti zooprofilattici per contrastare con maggiore efficacia la blue tongue;
a provvedere allo studio entomologico e ad avviare un programma di lotta contro gli insetti vettori, anche tramite la formazione degli operatori interessati, attivandosi perché siano destinate allo scopo apposite risorse finanziarie;
a rivedere il nuovo protocollo appena definito dal ministero della salute, affinché siano garantite effettivamente l'impossibilità di sieroconversione e la minimizzazione dei danni per gli allevatori;
a sospendere la campagna di generalizzata vaccinazione di imminente avvio, fatta salva la vaccinazione richiesta dagli allevatori che, volontariamente o per stato di necessità, devono ricorrere alla movimentazione del bestiame.
(1-00336) «Marcora, Borrelli, Rava, Franci, Rossiello, Sedioli, Preda, Oliverio, Ruggieri, Paola Mariani, Buglio, Lettieri, Grandi, Zanella, Santagata, Luongo, Merlo, Albonetti, Abbondanzieri, Sandri, Nannicini, Soro, Pasetto, Ciani, Pisapia, Quartiani, Panattoni, Frigato, Realacci, Rosato, Villari, Franceschini, Meduri, Reduzzi, Rusconi, Volpini, Stradiotto, Potenza, Micheli, Mantini, Morgando, Ladu, Iannuzzi, Boato, Fioroni, Fanfani, Carbonella, Lusetti, Monaco, Boccia, Delbono, Fistarol, Carli, Sasso, Olivieri, Zunino, Angioni, Tidei, Tolotti, Duca, Kessler, Chianale, Raffaella Mariani, Cazzaro, Piscitello, Banti, Innocenti, Ruzzante, Maran, Bimbi, Colasio, Grillini, Guerzoni, Motta, Maurandi, Nieddu, Tonino Loddo, Molinari, Sandi».
(4 marzo 2004)

La Camera,
premesso che:
a partire dall'anno 2000 si sono verificati in Italia diversi focolai di febbre catarrale degli ovini, in particolare in Sardegna e nelle regioni meridionali e centrali;
con ordinanza dell'11 maggio 2001 del Ministro della sanità, in attuazione della direttiva 2000/75/CE del Consiglio dell'Unione europea del 20 novembre 2000 e delle decisioni della Commissione europea 2001/138/CE e 2001/141/CE, veniva disposto un programma obbligatorio di controllo della febbre catarrale degli ovini, basato, principalmente, sulla vaccinazione pianificata sia degli ovini che dei bovini allevati nei territori ritenuti a rischio di propagazione dell'infezione;
le campagne di vaccinazione che hanno interessato sia gli ovini che i bovini avrebbero provocato, come più volte denunciato dagli allevatori, gravissimi danni economici diretti ed indiretti, questi ultimi a causa di un generalizzato blocco delle movimentazioni imposto alle aziende zootecniche delle aree interessate alle azioni di profilassi;
le campagne di vaccinazione sono state avviate in assenza di uno specifico protocollo operativo e non hanno tenuto in conto adeguato lo stato di salute degli animali trattati in termini di debilitazione, stato di gravidanza, allattamento, periodo precedente alla rimonta;
la vaccinazione condotta utilizzando un vaccino vivo attenuato, peraltro non sperimentato sui soggetti di specie bovina, ha generato fondati sospetti di sieroconversione e, quindi, di propagazione della malattia;
per la nuova campagna di vaccinazione, di imminente avvio, che, tra l'altro, dovrà riguardare più sierotipi, il Ministro della salute ha recentemente ufficializzato un protocollo di vaccinazione;

impegna il Governo:

ad attivarsi affinché siano stanziate risorse finanziarie adeguate per sostenere le aziende zootecniche che risultino danneggiate, sia direttamente che indirettamente, a seguito della vaccinazione contro la febbre catarrale degli ovini, oltre che dal blocco delle movimentazioni;
ad intensificare gli sforzi per rendere disponibili al più presto vaccini inattivati;
a farsi promotore, in sede europea, di una proposta di modifica delle attuali direttive in materia di movimentazione degli animali, con particolare riferimento alla rimozione di alcune ingiustificate restrizioni, penalizzanti per la zootecnia delle aree centro-meridionali del nostro Paese;
a sviluppare e migliorare la collaborazione tra gli istituti zooprofilattici per contrastare con maggiore efficacia la blue tongue;
ad attivarsi affinché siano stanziate apposite risorse finanziarie per avviare un programma di lotta contro gli insetti vettori, anche tramite la formazione degli operatori interessati;
a sospendere la campagna di generalizzata vaccinazione fino al reperimento di nuove risorse finanziarie necessarie per far fronte ai danni arrecati alle aziende zootecniche, fatta salva la vaccinazione richiesta volontariamente dagli allevatori che per stato di necessità, in attesa della modifica delle attuali direttive in materia di movimentazione degli animali recettivi, debbano ricorrere alla movimentazione del bestiame;
ad avviare un costruttivo confronto con gli allevatori volto al rilancio della zootecnia di qualità e del processo di filiera;
ad attivarsi affinché siano finanziati progetti, anche locali, volti a favorireazioni per il miglioramento della filiera zootecnica.
(1-00330) «de Ghislanzoni Cardoli, Ricciuti, Misuraca, Masini, Marinello, Meroi, Burani Procaccini, Savo, Collavini, Jacini, Zama, Marras».
(1o marzo 2004)

La Camera,
premesso che:
in diverse regioni italiane, dall'agosto 2000, sono stati riscontrati focolai di febbre catarrale degli ovini (Blue Tongue), grave infezione virale che può colpire i capi ovini, caprini e bovini;
tale patologia è dovuta al contagio da Blue Tongue Virus, del quale si conoscono, nel mondo, ben ventiquattro ceppi diversi;
l'agente virale infettante si trasmette non già per contagio diretto tra animali sieropositivi, ma perché inoculato dagli insetti vettori (Culicoidi);
risulta altresì che i diversi ceppi del virus sarebbero diffusi da ben individuabili Culicoidi specializzati. Il Terzo Simposio Internazionale sul tema ha ad esempio evidenziato che il ceppo BTV 2 è trasmesso, in Nord America, dal Culicoides in signis, mentre non può essere trasmesso dal Culicoides sonorensis, pur capace, a sua volta, di inoculare nell'animale ospite i ceppi BTV 10, 11, 13 e 17;
in attuazione della direttiva 2000/175/CE del Consiglio e delle decisioni 2001/138/CE e 2001/141/CE della Commissione europea, nel maggio 2001 il Ministero della Salute disponeva, per i territori ritenuti a rischio di propagazione della malattia, un piano di profilassi obbligatoria, incentrato sulla vaccinazione pianificata dei capi ovicaprini e bovini allevati in quelle zone;
la vaccinazione obbligatoria dei capi sensibili alla predetta patologia è stata attuata durante le campagne di prevenzione degli anni scorsi con un «vaccino vivo attenuato», l'unico esistente in commercio nelle quantità richieste per fronteggiare le epidemie, peraltro neppure adeguatamente sperimentato in precedenza sui bovini. Tuttora non risultano invece disponibili, per tali esigenze, i vaccini «inattivati»;
i risultati conseguiti nelle due campagne di vaccinazione già realizzate facendo ricorso ai suddetti «vaccini vivi attenuati» non appaiono certo tranquillizzanti;
infatti, sono stati segnalati dagli allevatori i numerosi e gravissimi effetti collaterali del vaccino, capace di indurre, su animali già in ottima salute, drastica riduzione della produzione di latte, sterilità, aborti e, in molti casi, addirittura la morte dell'esemplare trattato;
si ha ragione di temere, addirittura, che il ricorso a tali vaccini vivi attenuati abbia favorito la diffusione della malattia, anche attraverso lo sviluppo di ceppi virali mai prima individuati nelle zone interessate dalla profilassi. In Sardegna, ad esempio, nel 2002 e nel 2003 la vaccinazione era praticata con il sierotipo BT 2, in quanto questa era l'unica variarnte del virus riscontrata, nell'isola; durante l'estate del 2003, tuttavia, all'esito di una campagna profilattica che aveva coinvolto il 97,7 per cento del patrimonio ovicaprino, si è registrata una recrudescenza dell'infezione e si è scoperto che essa era dovuta all'azione dei ceppi BT 4 e BT 16, fino ad allora non riscontrati;
nella campagna vaccino profilattica per l'anno in corso dovrà impiegarsi un vaccino vivo attenuato polivalente, non adeguatamente sperimentato, che espone gli animali a rischi ancor più gravi, per i devastanti effetti collaterali, e che, per questo, sembra ingenerare perplessità anche nelle autorità sanitarie e nei servizi veterinari incaricati di procedere al trattamento;
in Sardegna, nell'anno in corso le vaccinazioni hanno avuto inizio alla fine del mese di febbraio e gli allevatori denunciano quotidianamente, con forza, i drammatici inconvenienti che paiono conseguire, come inevitabili effetti collaterali, a questa pratica sanitaria;
da ultimo, essendosi evidentemente acquisita piena consapevolezza dei danni connessi alla profilassi, un'ordinanza adottata dal Ministro della Salute dì concerto con il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali ha previsto l'erogazione di indennizzi agli allevatori, non solo per gli animali abbattuti nelle zone individuate quali focolai della malattia, ma anche per mortalità, aborti e determinati altri pregiudizi, accertati dalle Autorità regionali competenti;
anche in conseguenza del blocco della movimentazione dei capi le aziende interessate hanno risentito, e risentono, ingenti danni, più marcati nei periodi, quali quelli prossimi alle festività, nei quali è maggiore, sul mercato, la richiesta di carni ovine e caprine;
la campagna di vaccinazione per l'anno in corso, avviata con notevole ritardo, dovrebbe concludersi entro il 30 aprile prossimo e la ristrettezza dei tempi a disposizione dei servizi veterinari competenti non consentirebbe di raggiungere la percentuale di capi vaccinati utile per assicurare l'efficacia preventiva della misura;
il recentissimo provvedimento ministeriale sopra richiamato fra l'altro autorizza le Regioni e le Province autonome a prorogare al 31 maggio p.v. il termine finale della campagna di vaccinazione, tenendo conto, però, dei risultati della sorveglianza entomologica, del clima e delle condizioni fisiologiche degli animali. Tali parametri, peraltro, in molti casi sconsiglieranno di procedere alla vaccinazione oltre la data del 30 aprile originariamente stabilita e, comunque, nemmeno entro il successivo mese di, maggio si potrebbe sottoporre al trattamento immunizzante il previsto 80 per cento dei capi sensibili all'infezione;
pertanto, la campagna profilattica in corso potrà risultare sostanzialmente inefficace, oltre che dannosa;

impegna il Governo:

a sospendere la campagna di vaccinazione in corso, facendo salva la possibilità dì sottoporne al trattamento gli animali sensibili all'infezione (ovini, caprini, bovini) dietro specifica richiesta degli allevatori, anche in vista della movimentazione dei capi;
ad assicurare il costante, capillare e tempestivo monitoraggio della diffusione del virus della Blue Tongue e degli effetti collaterali della vaccinazione, finché essa sarà eseguita;
a stanziare le risorse finanziarie adeguate a sostenere economicamente le aziende danneggiate dal contagio del virus della Blue Tongue e dalle misure adottate per contrastare l'epidemia;
ad accelerare le procedure per l'erogazione degli indennizzi in favore degli allevatori, in relazione ai danni cagionati dal virus e dalle cautele profilattiche a tal proposito imposte;
a riconsiderare - eliminandole o sospendendole, almeno in coincidenza delle prossime festività - le restrizioni adottate per la movimentazione degli animali, promuovendo, se necessario, la modifica delle attuali norme comunitarie in materia, laddove impongano ingiustificate limitazioni, penalizzanti per la zootecnia, soprattutto in determinate aree del territorio nazionale;
a promuovere fin d'ora la più larga sperimentazione dei vaccini che dovranno utilizzarsi nella campagna profilattica per l'anno 2005 (che dovrebbe effettuarsi dal 1 dicembre 2004 al 30 aprile 2005), affinché siano esclusi, o almeno minimizzati, gli effetti collaterali e i rischi di sieroconversione;
a promuovere la ricerca, la sperimentazione e la produzione, per l'immissione sul mercato dei vaccini inattivati, ritenuti meno insidiosi per il bestiame trattato;
a favorire la lotta contro gli insetti vettori (Culicoidi), innanzitutto con misure di carattere economico, pianificando eventuali disinfestazioni e incentivando le aziende a dotarsi delle strutture adeguate a proteggere gli animali dall'aggressione di tali insetti, quindi con lo studio dei meccanismi di trasmissione dei diversi ceppi virali da parte dei vettori specializzati;
ad adottare ogni utile iniziativa per il rilancio della zootecnia di qualità, ricercando, allo scopo, la collaborazione degli allevatori.
(1-00352) «Onnis, Porcu, Anedda, Losurdo, Bellotti, Catanoso, Franz, La Grua, Patarino, Villani Miglietta».
(6 aprile 2004)


INTERPELLANZE URGENTI

A)

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri per le politiche comunitarie, dell'interno, degli affari esteri e del lavoro e delle politiche sociali, per sapere - premesso che:
gli allegati al Trattato di adesione all'Unione europea stipulato il 16 aprile 2003, in materia di libera circolazione dei lavoratori subordinati, prevedono un regime transitorio della durata complessiva di sette anni. Nella prima fase di tale regime (di durata biennale) è prevista la sospensione automatica degli articoli da 1 a 6 del regolamento n. 1612 del 1968, relativi alla libera circolazione dei lavoratori subordinati e all'accesso al mercato del lavoro (cosiddetta moratoria). L'applicazione di questa sospensione non è subordinata ad alcuna manifestazione di volontà da parte degli Stati membri, i quali - viceversa - possono decidere in via unilaterale (con l'adozione di una disciplina nazionale specifica) o in via bilaterale (tramite la stipulazione di accordi con gli Stati che hanno aderito all'Unione europea) di introdurre una regolamentazione, che preveda un diverso grado di apertura del proprio mercato del lavoro per i cittadini dei nuovi Stati membri;
nonostante il carattere automatico dell'entrata in vigore della moratoria, la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri di comunicare le decisioni assunte dai rispettivi Governi in relazione al primo biennio di vigenza del regime transitorio, al fine di rendere pubblico quale sarà la normativa applicata in ogni Paese membro;
durante il regime transitorio, in tutela dei lavoratori dipendenti dei nuovi Paesi aderenti all'Unione europea, si applica il «principio del non regresso» (anch'esso previsto dagli allegati al Trattato di adesione), in base al quale gli Stati membri attuali non potranno introdurre per i lavoratori degli Stati membri aderenti una disciplina nazionale più restrittiva di quella prevista alla data del 16 aprile 2003;
gli allegati al Trattato di adesione prevedono, altresì, che gli Stati membri introducano un trattamento preferenziale per i cittadini degli Stati membri aderenti rispetto a quello previsto per i cittadini di Stati terzi (cosiddetta clausola di preferenza). In relazione a questo profilo, si nota che il decreto-flussi per l'anno 2004 destina 50.000 ingressi per lavoro subordinato stagionale ai Paesi di cui è stata accettata l'adesione all'Unione europea, ma anche a Paesi terzi che abbiano sottoscritto o che stiano per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria, unitamente a Serbia-Montenegro, Croazia, Bulgaria e Romania. I Paesi membri aderenti, dunque, non possono essere considerati privilegiati da questa disposizione -:
quale sia la posizione del Governo in materia e, in particolare, se esso intenda far decorrere la moratoria così come prevista dal Trattato di adesione, se intenda rinunciarvi o se intenda adottare iniziative volte ad introdurre una disciplina specifica per i lavoratori dipendenti degli Stati membri aderenti;
se rispondano al vero le dichiarazioni di alcuni esponenti del Governo rilasciate alla stampa, in base alle quali il Governo si avvarrà della moratoria con l'introduzione di una disciplina specifica per i cittadini dei Paesi membri aderenti;
quali siano le ragioni per non sospendere la moratoria, dal momento che le stime (anche aggiornate) della Commissione europea relative ai flussi migratori che dovrebbero arrivare dai Paesi membri aderenti sono attestate su valori assai rassicuranti e visto che i dati delle chiamate nominative segnalano una costante richiesta di manodopera da parte dei datori di lavoro;
nel caso in cui il Governo intenda avvalersi della moratoria, se intenda adottare l'iniziativa normativa riguardante tutti i Paesi membri aderenti ovvero se intenda avviare trattative per la conclusione di accordi bilaterali con alcuni o con tutti gli Stati membri aderenti;
quali siano le misure che il Governo intenda prevedere e se vi siano dei Paesi con cui sono già in corso trattative o accordi informali;
se il Governo sia a conoscenza del fatto che - come rilevato da fonti dell'associazionismo e dai sindacati - esiste oggi in Italia una sacca di irregolarità che riguarda molti cittadini di origine polacca;
quali siano le modalità e gli interventi attraverso cui il Governo intende affrontare questa situazione, soprattutto in ragione del fatto che la Polonia è uno dei Paesi membri aderenti;
se il caso della Polonia non costituisca un'ulteriore argomentazione a favore della sospensione della moratoria, considerato che la sospensione potrebbe sollevare dall'irregolarità cittadini di Paesi membri aderenti che sono già presenti sul territorio italiano;
in relazione alle politiche di ingresso, quali siano le misure che il Governo intenda adottare per ottemperare alla clausola di preferenza e, in particolare, se il Governo intenda osservare la clausola di preferenza, mantenendo inalterata la legislazione vigente in materia di immigrazione, destinando, ad esempio, quote di ingresso specifiche ai cittadini dei Paesi membri aderenti, oppure se intenda adottare iniziative volte a modificare la legislazione attualmente vigente.
(2-01135) «Turco, Amici, Battaglia, Bettini, Bolognesi, Bova, Buffo, Burlando, Cabras, Cazzaro, Cordoni, Alberta De Simone, Gasperoni, Grignaffini, Lucà, Lumia, Paola Mariani, Melandri, Pennacchi, Petrella, Pollastrini, Rognoni, Nicola Rossi, Sereni, Siniscalchi, Zani, Abbondanzieri, Bielli, Crucianelli, Giacco, Leoni, Raffaella Mariani, Minniti, Spini, Zanotti».
(29 marzo 2004)

B)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che:
da notizie diffuse dalla sede di New York dell'organizzazione Human Right in Cina e riprese dalla stampa internazionale, risulta che le autorità cinesi hanno arrestato, domenica 28 marzo 2004, Ding Zilin, la fondatrice del gruppo «Madri di Tian'anmen»;
il gruppo «Madri di Tian'anmen» è un'associazione di familiari delle vittime del giugno 1989, quando l'esercito cinese aprì il fuoco sui dimostranti che occupavano la piazza centrale di Pechino;
nel corso della sanguinosa repressione di quell'anno Ding perse il figlio diciassettenne, Jiang Jielian, studente di liceo. Da allora l'ex professoressa universitaria si è dedicata a compilare la lista delle vittime del massacro, malgrado la costante sorveglianza della polizia alla quale è stata sottoposta. La sua integrità e il suo coraggio le sono valsi un grande rispetto nazionale e internazionale e svariati premi umanitari internazionali, fra cui nel 1999 il premio della fondazione Alexander Langer a Bolzano;
secondo quanto dichiarato da Jiang Peikun, marito di Ding, sempre sulla base delle notizie riportate dagli organi di stampa internazionali, tre poliziotti della sicurezza nazionale avrebbero prelevato la donna dalla sua abitazione a Wuxi, nella provincia del Jiangsu, senza presentare un mandato d'arresto e senza consentirle di contattare i familiari;
quasi contemporaneamente a Pechino la polizia ha arrestato anche Zhang Xianling, madre di Wang Nan, ucciso a diciannove anni nel giugno del 1989, e Huang Jinping, vedova del giornalista sportivo Yang Yanshen, che aveva trent'anni quando venne ucciso da soldati dell'esercito di liberazione del popolo; inoltre, nella medesima azione, le fonti sopra citate riferiscono come la polizia abbia confiscato delle magliette, trovate nelle case delle due donne, fatte produrre a Hong Kong per commemorare il quindicesimo anniversario del massacro;
il marito di Zhang Xianling, Wang Fandi, è stato informato dalla polizia che «il gruppo delle Madri di Tian'anmen è un gruppo reazionario tramite il quale entità nazionali ed estere cospirano per danneggiare la sicurezza del Paese e incitare alla sovversione», presentando un mandato d'arresto per atti criminali;
tali gravi episodi hanno preceduto il fine settimana in cui in tutta la Cina si celebra la festa di Qing Ming, il giorno dei morti cinese, per tradizione il momento in cui ci si reca nei cimiteri per accudire alle tombe dei propri cari scomparsi, una scadenza scelta in passato dai familiari delle vittime del 1989 per la pubblicazione di petizioni e lettere aperte alle autorità, nelle quali costante e unanime, negli anni, è stata la richiesta di giustizia;
al di là del fatto che la nuova classe dirigente cinese, secondo alcuni orientamenti politici ed economici formalmente espressi, appaia determinata ad ampliare l'impatto delle riforme economiche nel Paese, il massacro del 1989 resta un tema tabù e chiunque ne invochi la memoria corre rischi concreti di persecuzione e imprigionamento, al pari delle iniziative per il rispetto e l'affermazione dei diritti umani, in primo luogo della popolazione del Tibet -:
di quali informazioni il Governo sia in possesso in ordine agli episodi richiamati che ripropongono gravissime e reiterate violazioni dei diritti umani e se, a tale proposito, si intenda assumere le procedure di convocazione dell'ambasciatore della Repubblica popolare cinese in Italia per ogni opportuno chiarimento al riguardo;
quali urgenti iniziative il Governo intenda assumere presso tutti gli organismi internazionali al fine di richiedere la liberazione di Ding Zilin e delle altre persone arrestate e, in particolare, giacché la Commissione per i diritti umani dell'Onu, i cui lavori sono in corso a Ginevra, dovrebbe discutere una mozione di condanna contro la Cina per abuso di diritti umani, quale posizione intenda eventualmente assumere in sede di discussione e di voto.
(2-01148) «Boato, Bressa, Detomas, Olivieri, Mattarella, Bindi, Widmann, Zanella, Spini, Maccanico, Cento, Rosato, Realacci, Chiaromonte, Gerardo Bianco, Buemi, Vertone, Collè, Mascia, Montecchi, Innocenti, Pistelli, Cusumano, Giachetti, Mancini, Grillini, Di Serio D'Antona, Pinotti, Labate, Soda, Grignaffini, Panattoni, Folena, Amici, Mantovani, Maura Cossutta, Bielli, Leoni, Ruggeri, Micheli, Cima, Lion, Fanfani, Mazzuca Poggiolini, Filippo Mancuso, Craxi, Albertini, Milioto, Cossa, Ceremigna, Di Gioia».
(1o aprile 2004)

C)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della salute, per sapere - premesso che:
il 10 febbraio 2004 il Parlamento ha approvato definitivamente la legge n. 40, recante «Norme in materia di procreazione medicalmente assistita», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2004;
il comma 1 dell'articolo 11 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, recita: «È istituito, con decreto del Ministro della salute, presso l'Istituto superiore di sanità, il registro nazionale delle strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, degli embrioni formati e dei nati a seguito dell'applicazione delle tecniche medesime»;
il comma 2 dell'articolo 17 stabilisce che entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le strutture e i centri - iscritti nell'elenco predisposto presso l'Istituto superiore di sanità, ai sensi dell'ordinanza del Ministro della sanità del 5 marzo 1997 - trasmettono al ministero della salute un elenco contenente l'indicazione numerica degli embrioni prodotti a seguito dell'applicazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita nel periodo precedente la data di entrata in vigore della presente legge, nonché, nel rispetto delle vigenti disposizioni sulla tutela della riservatezza dei dati personali, l'indicazione nominativa di coloro che hanno fatto ricorso alle tecniche medesime a seguito delle quali sono stati formati gli embrioni;
in conformità alle vigenti disposizioni sulla tutela della riservatezza dei dati personali ogni trattamento di dati deve avvenire non solo per scopi determinati, espliciti e legittimi, ma anche e soprattutto per scopi non eccedenti le finalità per le quali sono raccolti o successivamente trattati i dati stessi, nel rispetto del cosiddetto «principio di finalità»;
le richiamate disposizioni della legge n. 40 del 2004 potrebbero entrare in conflitto con la normativa di cui alla Convenzione di Strasburgo n. 108 del 1981 (ratificata con legge del 21 febbraio 1989, n. 98) e con la normativa di cui al testo unico sulla privacy, con il deliberato decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003 (in particolare, con gli articoli 1 e 2 del testo unico, che stabiliscono, rispettivamente, che «chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano» e che «codice garantisce che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché nella dignità dell'interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all'identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali») -:
quali siano le finalità del registro e dell'elenco di cui agli articoli 11 e 17 della legge n. 40 del 19 febbraio 2004 e quali siano le misure che il Ministro interpellato intenda adottare affinché sia salvaguardata in modo certo l'assoluta riservatezza dei dati che affluiranno nel nuovo registro nazionale, con riferimento sia alle persone che hanno utilizzato le tecniche di procreazione assistita, sia ai nati a seguito dell'applicazione delle tecniche medesime, al fine di eliminare ogni rischio che tali soggetti possano essere sottoposti in futuro ad una particolare «attenzione», con possibili effetti di lesione della privacy e di discriminazione sociale.
(2-01168) «Zanotti, Giacco, Carli, Zunino, Vigni, Abbondanzieri, Agostini, Montecchi, Dameri, Magnolfi, Bogi, Ruzzante, Grignaffini, Panattoni, Folena, Calzolaio, Finocchiaro, Visco, Zani, Duca, Lulli, Bellini, Petrella, Sandri, Carboni, Fumagalli, Chiti, Gasperoni, Grandi, Gambini, Trupia, Sedioli, Rugghia, Rotundo, Lolli, Angioni, Pinotti, Rossiello, Mussi, Michele Ventura, De Brasi, Benvenuto, Rava, Preda, Vianello, Deiana, Mascia, Pistone, Borrelli, Buglio, Sabattini, Tidei, Bimbi, Bulgarelli, Titti De Simone, Mazzarello, Bonito, Boato, Franci, Vendola, Moroni».
(20 aprile 2004)

D)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che:
la legge finanziaria per il 2004 prevede il finanziamento di una tranche ulteriore dei lavori di ricostruzione degli abitati dei comuni delle regioni Abruzzo, Molise, Campania e Lazio, danneggiati dagli eventi sismici del 7 e 11 maggio 1984, e più precisamente degli immobili compresi nella priorità «A» e «B», equiparata alla «A» della O.M. 905/87 protezione civile;
i finanziamenti precedenti sono stati erogati dal dipartimento della protezione civile direttamente ai comuni -:
se corrisponda al vero che il dipartimento della protezione civile abbia promosso un incontro con i rappresentanti delle regioni interessate per convenire le modalità di trasferimento delle somme previste dalla legge finanziaria per il 2004 alle regioni;
in caso affermativo, se ritenga che ciò sia compatibile con la vigente normativa dello Stato e se ritenga che ciò non crei una situazione di paralisi, sia per i lavori in corso, che parzialmente sarebbero finanziati direttamente dallo Stato e parzialmente dalle regioni, nonché per i lavori futuri, atteso che le regioni dovrebbero nuovamente monitorare l'intera situazione;
se ritenga che ciò possa impedire anche la definitiva chiusura delle ormai annose questioni di completamento almeno della priorità «A» e «B», equiparata alla «A» dell'O.M. 905/87 protezione civile, senza tener conto oltretutto dell'altra priorità «B» e della priorità «C», nonché dei lavori autorizzati in pendenza di finanziamento direttamente dai comuni ai cittadini, che ne hanno, quindi, anticipato l'importo e che per essere stati più diligenti degli altri pare siano stati puniti per questo motivo.
(2-01160) «Riccio, Cristaldi».
(7 aprile 2004)

E)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che:
numerose notizie di stampa descrivono in maniera circostanziata e puntuale il crescente ricorso in scenari di guerra a milizie organizzate, addestrate, armate e stipendiate da società private prevalentemente statunitensi, che offrono servizi di security;
questo tipo di organizzazioni mercenarie definite con il termine private military contractors sono costituite da grandi corporations, o filiali di queste o associate di grandi multinazionali, in grado di reclutare personale in ogni parte del mondo;
ad un'interrogazione del 29 gennaio 2003 degli onorevoli Pisa, Grandi ed altri, nella quale si chiedeva se il Governo fosse al corrente se attività di reclutamento di mercenari avesse luogo e in che misura anche nel nostro Paese, la risposta del Governo fu: «Mentre risultano evidenze relative ad asseriti tentativi di reclutamento di mercenari nell'Italia del Nord, non sono emersi specifici elementi circa l'utilizzo di tali milizie nei territori in cui operano contingenti delle forze armate italiane impiegate in missioni internazionali e, pertanto, non risultano particolari in merito alle funzioni svolte dai mercenari nei territori considerati»;
in un recente articolo de la Repubblica dell'8 gennaio 2004, il generale Ciardi, vice dell'amministrazione irachena attaccata qualche giorno prima a colpi di mortaio, nell'asserire «noi non ce ne andremo via ...», annuncia contemporaneamente che «sta per arrivare una squadra di mercenari per far la guardia al posto dei soldati della brigata Sassari» e ad un'ulteriore domanda del giornalista in merito all'allontanamento della brigata Sassari aggiunge: «Sì, sarà sostituita da soldati di ventura; la sorveglianza dell'amministrazione della coalizione sarà garantita da un plotone di 30 mercenari della Kbr» (una compagnia che è legata e fornisce anche sicurezza alla Halliburton, la società di infrastrutture che era gestita dal Vice Presidente statunitense Dick Cheney);
connazionali professionisti dei teatri di guerra, ex parà della brigata San Marco, con esperienze come legionari, esperti di arti marziali e quantaltro mettono a disposizione la loro professionalità maturata anche in contesti bellici in siti internet, dove avvengono i reclutamenti di guardie private;
ne fa fede il sito CloseProtection Iraq (http://secure.bodyguardsservers.com/upload/mianuploader.php). Si cita un esempio dei tanti che vi si possono trovare: «Paracadutista, un metro e novanta, peso 88 chilogrammi, esperto in judo, maneggio con disinvoltura Beretta 925 (pistola in dotazione delle forze dell'ordine). Pronto a partire in zona guerra»;
i recenti avvenimenti, che hanno visto protagonisti alcuni nostri connazionali operanti sul territorio iracheno con compiti, per ammissione degli stessi, di static security e di body guard, in un contesto chiaramente di guerra, evidenziano e al contempo sono un riscontro del coinvolgimento nell'attività di private military contractors di soggetti anche di nazionalità italiana -:
quali informazioni il Governo abbia in merito a tali attività di reclutamento e agli operatori che lo effettuano sul territorio italiano, che ruolo svolgano i privates military contractors nella cosiddetta ricostruzione irachena e quali siano le funzioni di tali milizie mercenarie in un contesto operativo militare dove sono impegnate le forze armate italiane;
se il Governo non ritenga che tale attività si configuri in conclamato conflitto con la «Convenzione internazionale contro il reclutamento, l'utilizzazione, il finanziamento e l'istruzione di mercenari, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 4 dicembre del 1989», che l'Italia ha ratificato e resa esecutiva con legge del 12 maggio 1995, n. 210, e quali iniziative si intendano, nel caso, porre in atto per riportare questa situazione in un contesto di legalità.
(2-01166) «Deiana, Giordano».
(20 aprile 2004)

F)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
i drammatici episodi registratisi recentemente a Napoli, culminati, sotto il profilo cronologico, con la brutale azione che ha portato alla morte un'incolpevole quattordicenne nelle strade del quartiere napoletano di Forcella, hanno evidenziato, ancora una volta, l'allarmante presenza di una criminalità particolarmente sanguinaria e saldamente radicata sul territorio;
i recenti tragici agguati mortali, peraltro, hanno determinato anche la perdita della vita di persone completamente avulse da organizzazioni malavitose o delinquenziali;
adolescenti inermi usati come «scudo umano» nel corso di conflitti a fuoco tra clan, giovani brutalmente aggrediti e uccisi per motivi di lucro o per banali litigi, tutto il peggiore campionario, attinto dall'«arsenale delinquenziale» della criminalità, sta seminando terrore e disorientamento nell'intera comunità napoletana;
le misure emergenziali, frutto di spinte emotive condizionate da eventi di particolare drammaticità, si sono rilevate inadeguate, allo stato, nella lotta contro il dilagante e ramificato fenomeno delinquenziale;
si è resa indispensabile, da tempo, una stabilizzazione delle risorse, da quelle umane a quelle strutturali e di intelligence, che possa prevedere piani pluriennali di fruizione;
non è più possibile proseguire l'attività di contrasto alla criminalità organizzata, dotata di sempre più sofisticate forme di controllo del territorio e di realizzazione degli illeciti, senza una stabile piattaforma di intelligence in grado di monitorare costantemente le attività, raccogliendo informazioni e dati immediatamente utilizzabili nella lotta all'illegalità diffusa ed associata;
è necessario un impiego di risorse umane e di presidi, mobili e fissi, maggiormente capillare sul territorio e, in particolare, nei quartieri più esposti ad una ramificazione costante delle attività delinquenziali;
già nel luglio 2003 un'articolata mozione (la mozione Violante ed altri n. 1-00208) aveva richiesto in ordine ai richiamati temi della sicurezza, evidenziando, altresì, il rischio di una sorta di assuefazione alla diffusa illegalità, un impegno del Governo per il completamento e la concreta realizzazione di un piano «anticrimine» stabile, oltre l'emergenza e la sporadicità degli interventi;
con la suddetta mozione si richiedevano misure capaci di investire sia il piano di prevenzione dei fenomeni, sia il piano di effettivo contrasto, anche attraverso un potenziamento degli organici ed una ristrutturazione di procure e tribunali territorialmente investiti dal fenomeno;
nell'area interessata solo timidi ed insufficienti segnali di risposta si sono registrati da parte del Governo, che ha finito, sostanzialmente, per proseguire sulla strada dell'adozione di singoli provvedimenti emergenziali ed intermittenti, senza operare una completa ristrutturazione dell'intero assetto e senza dar corso al progressivo sviluppo dell'operazione «alto impatto»;
anche il quadro economico e gli stanziamenti operati nella legge finanziaria per il 2004 hanno evidenziato un ridimensionamento degli attesi investimenti necessari per un effettivo potenziamento di risorse umane e strutturali;
con efficaci rafforzamenti nelle dotazioni di uomini, organici, mezzi, risorse e sistemi di intelligence, la legislazione attuale e l'assetto normativo in vigore consentono l'utilizzo di efficaci risposte, sia sul piano preventivo che su quello repressivo, senza la necessità di ricorrere a provvedimenti normativi emergenziali, sganciati dal sistema;
l'adozione di specifiche misure di prevenzione patrimoniale e di controllo capillare delle multiformi e diversificate sagome di investimento di proventi delittuosi potrebbe, avvalendosi di una sistemica e centralizzata raccolta di dati ed informazioni, consentire maggiore efficacia nel contrasto radicale alle consorterie criminali più pericolose;
i cittadini di Napoli e dell'intera area metropolitana stanno vivendo con profonda preoccupazione e con un frustrante senso di abbandono e di impotenza questa drammatica recrudescenza della criminalità nelle sue diverse ed inquietanti forme di espressione -:
quali provvedimenti e quali specifiche misure urgenti il Ministro interpellato intenda adottare allo scopo di garantire efficacia all'azione di contrasto nei confronti della criminalità operante nel territorio di Napoli e della provincia;
se non ritenga necessario rilanciare, previa adozione di opportuni provvedimenti, un potenziamento stabile, nell'ambito di un piano pluriennale, delle risorse umane ed organiche impiegate nel territorio;
se non reputi indispensabile abbandonare pianificazioni proiettate per periodi di breve durata, previa adozione di organiche programmazioni di immediata esecuzione, protese in un lasso temporale non inferiore a cinque anni;
se non ritenga indifferibile un monitoraggio delle zone maggiormente a rischio di azioni criminali e delle aree particolarmente esposte alla penetrazione criminale, allo scopo di istituire stabili presidi di polizia e procedere all'installazione di apparecchiature di «videosorveglianza»;
se sia attualmente nelle intenzioni del Governo proporre modifiche normative per rendere più rapido il processo penale e più efficace il piano di contrasto alla criminalità;
quali progetti di intelligence e coordinamento centralizzato delle attività di polizia sul territorio intenda sviluppare e quali sarebbero, eventualmente, i tempi di realizzazione del piano;
se ritenga numericamente sufficiente il personale in servizio, nell'ambito del programma di intensificazione delle richiamate attività di ordine pubblico e sicurezza, o se, al contrario, reputi necessario procedere ad una rapida immissione di nuove forze nell'organico.
(2-01155) «Violante, Siniscalchi, Cennamo, Finocchiaro, Bonito, Kessler, Magnolfi, Carboni, Roberto Barbieri, Chiaromonte, Alberta De Simone, De Luca, Diana, Marone, Petrella, Ranieri, Tuccillo».
(6 aprile 2004)

G)

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri dell'interno e per gli affari regionali, per sapere - premesso che:
l'articolo 4 della legge costituzionale n. 2 del 31 gennaio 2001 ha introdotto alcune modifiche allo statuto speciale per il Trentino Alto Adige, relativamente al sistema elettorale della suddetta regione;
in particolare, l'articolo citato stabilisce la contestualità delle cariche di consigliere provinciale e regionale per i soggetti eletti nelle consultazioni delle province di Trento e Bolzano;
lo statuto speciale per il Trentino Alto Adige dispone, per la provincia di Trento, l'incompatibilità tra l'ufficio di consigliere e la carica di assessore;
la medesima disposizione non è prevista in seno alla provincia di Bolzano -:
se non ritenga di adottare un'iniziativa legislativa volta a modificare la normativa in tema di incompatibilità relativamente alla provincia di Bolzano, nel senso di renderla uniforme a quanto stabilito per la provincia di Trento in particolare e, più in generale, al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
(2-01167) «Emerenzio Barbieri, Volontè».
(20 aprile 2004)

H)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
con la cancellazione del volo Roma-Crotone del 24 febbraio 2004 e del volo Crotone-Roma del 25 febbraio 2004, la compagnia Alitalia ha utilizzato la dote di cancellazioni per motivi ascrivibili alla stessa, così come previsto dal regolamento degli oneri di servizio pubblico;
tale cancellazione, che rientra, quindi, nei motivi tecnici e non in quelli «meteo», come addotti dalla compagnia di bandiera, va ad aggiungersi alla soppressione di una serie di voli in partenza e in arrivo presso l'aeroporto Sant'Anna di Crotone, creando allarme e forti disagi nell'utenza del trasporto aereo;
l'appalto per gli oneri di servizio pubblico prevede che per motivi ascrivibili alla compagnia non possa essere cancellato più dell'1 per cento dei voli previsti, aliquota già consumata dall'Alitalia, e, quindi, ulteriori cancellazioni di tale tipo comporterebbero l'applicazione della penale stabilita dall'Enac;
l'Alitalia ha già inserito nei piani operativi, a partire dal 28 febbraio 2004 e fino ad aprile 2004, l'applicazione di tariffe scontate, addirittura più vantaggiose, per un numero limitato di posti «non onerati» (41 da Crotone per Milano e 70 da Crotone per Roma);
se da un lato la compagnia di bandiera applica tariffe promozionali per i posti «non onerati», dall'altro continua ad utilizzare le condizioni meteo come strumento per cancellare voli, riducendo il traffico sull'aeroporto Sant'Anna e trasferendo i passeggeri sullo scalo lamentino, dove due collegamenti sono accorpati in un solo volo;
mentre l'aeroporto Sant'Anna sembra essere un «peso» per la compagnia di bandiera Alitalia, che ha appaltato i collegamenti sovvenzionati con gli oneri di servizio pubblico, altrettanto non può dirsi per le compagnie aeree che effettuano voli charter, dal momento che la società di gestione dello scalo aereo crotonese ha raggiunto accordi per non meno di 200 voli charter che opereranno sull'aeroporto Sant'Anna da aprile a settembre 2004;
si tratta di una cifra considerevole che, spalmata su tutto il periodo, rappresenta quasi un altro collegamento al giorno e contribuisce a trasferire nel territorio qualche migliaio di turisti per trascorrervi le vacanze, allungando la stagione estiva e favorendo il coefficiente di riempimento delle strutture alberghiere abituate a lavorare con i turisti in periodo di solo cento giorni scarsi;
l'aeroporto Sant'Anna (al di là della strada statale 106, che versa in condizioni disastrose ed è ad alto rischio di incidenti stradali) rappresenta l'unica possibilità di collegamento tra la fascia jonica e il resto d'Italia -:
quali iniziative si intenda adottare affinché, nonostante la precaria situazione in cui versa la compagnia di bandiera, non sia proprio l'aeroporto Sant'Anna a dover scontare le conseguenze della crisi dell'Alitalia, che per tale scalo riceve dallo Stato il contributo per gli oneri di servizio;
quali interventi intenda intraprendere per evitare che la continua soppressione di voli da e per l'aeroporto di Crotone possa arrecare forti disagi agli utenti e faccia ricadere lo scalo nella precarietà, dalla quale si pensava di uscire con collegamenti stabili e senza oneri per la società di gestione.
(2-01146) «Dorina Bianchi, Baiamonte, Emerenzio Barbieri, Brusco, Buontempo, Caligiuri, Caminiti, Caruso, Giulio Conti, Riccardo Conti, Cuccu, De Laurentiis, Degennaro, Di Virgilio, Fallica, Grimaldi, Anna Maria Leone, Lisi, Loiero, Maninetti, Massidda, Meduri, Mereu, Mondello, Mormino, Parodi, Ranieli, Ricciotti, Stagno d'Alcontres, Camo».
(1o aprile 2004)

I)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere premesso che:
martedì 20 aprile, alle 10.30, un aereo MD80 dell'Alitalia con 91 passeggeri a bordo, atterrato da pochi minuti all'aeroporto regionale di Ronchi dei Legionari, mentre si stava dirigendo verso il piazzale, ha urtato con un'ala un autocarro che si trovava nella zona fra la pista di atterraggio e il piazzale;
nell'incidente un pezzo dell'ala dell'aeromobile è rimasto seriamente danneggiato e sul piazzale antistante la palazzina dell'aeroporto si è riversato molto carburante, che avrebbe potuto, ovviamente, esplodere;
i passeggeri sono stati fatti sbarcare «con procedura di emergenza», ovvero con gli scivoli;
sono rimasti contusi 11 passeggeri;
l'area è stata immediatamente interdetta e l'aeroporto chiuso al traffico per diverse ore, con evidenti ripercussioni sui collegamenti da e per il Friuli-Venezia Giulia;
la procura della Repubblica ha disposto il sequestro dell'autocarro, del cantiere aperto, dello scalo e della «pista Bravo», che è la pista di collegamento fra quella di atterraggio e decollo degli aerei e il piazzale di sosta degli aeromobili -:
se tutte le norme di sicurezza siano state rispettate, se le risorse assegnate al settore aereo, anche per quanto riguarda la sicurezza negli aeroporti, siano adeguate a garantire gli standard di sicurezza e se, sulla scorta di quanto è accaduto, il Ministro interpellato ritenga di adottare iniziative affinché siano introdotte nuove misure atte a regolamentare in maniera più precisa e sicura la movimentazione dei veicoli a terra, tenuto conto che l'incidente rende particolarmente evidente una situazione di crisi dell'aeroporto di Ronchi dei Legionari, sia nella gestione dello scalo, sia per i collegamenti, nonostante il ruolo particolare che riveste lo scalo del Friuli-Venezia Giulia.
(2-01171) «Damiani, Boato, Maran, Romoli, Fontanini, Menia, Rosato, Lenna».
(20 aprile 2004)

L)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle attività produttive, per sapere - premesso che:
il gruppo Finmeccanica rappresenta un raggruppamento di imprese strategiche per l'economia del Paese e per la relativa tenuta del sistema industriale italiano nella competizione internazionale;
nei diversi Paesi avanzati la presenza di raggruppamenti industriali forti, nei quali si integrano le produzioni militari e quelle civili, è considerata un patrimonio da rafforzare e da non disperdere;
in un tale quadro si assiste ad una crescente aggressività di gruppi stranieri, che, di fronte alla debolezza della strategia di Finmeccanica, puntano ad intese capaci di mettere in discussione il ruolo delle nostre aziende;
da diversi mesi un clima di confusione determinato dalle impostazioni contraddittorie dei gruppi dirigenti e dagli scontri interni provoca pericoli per migliaia di posti di lavoro;
l'assenza di ogni indirizzo strategico del Governo verso queste imprese ad alta intensità tecnologica e l'assoluta mancanza di investimenti, in particolare nel settore civile, determina già difficoltà molto serie ad aziende importanti del raggruppamento -:
quali siano gli indirizzi del Governo per salvaguardare l'unitarietà di un raggruppamento pubblico fondamentale per la presenza industriale italiana nei settori tecnologicamente avanzati e quando il Governo stesso intenda aprire un confronto con le organizzazioni sindacali attorno ad un piano industriale di sviluppo.
(2-01147) «Mazzarello, Violante, Bersani, Burlando, Labate, Pinotti, Rognoni».
(1o aprile 2004)

M)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle attività produttive, per sapere - premesso che:
l'Enel sta installando milioni di nuovi contatori elettronici;
tale contatore elettronico si è dimostrato non preciso ed esposto a variazioni di voltaggio, con frequenti interruzioni nell'erogazione di energia;
l'attuale contatore non esprime una tecnologia che sia la migliore nel garantire non soltanto erogazioni, ma la giusta misurazione dell'energia consumata;
questi fatti creano non soltanto una cattiva immagine per l'Enel, ma soprattutto dimostrano scarsa trasparenza tra gli utenti e l'ente stesso con una caduta di credibilità, non certezza dei prezzi stabiliti e un chiaro disservizio;
è disponibile nel mercato un dispositivo elettronico che ovvia a tutti gli inconvenienti descritti -:
se ciò corrisponda al vero e se non ritenga il Governo di dover invitare l'Enel a soprassedere all'installazione di tali contatori, finché non venga data la garanzia all'utenza che il suo operato sia preciso ed efficiente;
quali accorgimenti l'ente intenda prendere, anche utilizzando nuove tecnologie, per garantire fiducia e trasparenza ai cittadini.
(2-01149) «Galeazzi, Agostini, Roberto Barbieri, Caldarola, Calzolaio, De Luca, Diana, Filippeschi, Fumagalli, Gambini, Giulietti, Grandi, Guerzoni, Lolli, Maran, Mariotti, Maurandi, Nannicini, Ottone, Piglionica, Raffaldini, Ranieri, Ruzzante, Sandri, Sedioli, Stramaccioni, Susini, Tocci, Tolotti, Zunino, Abbondanzieri, Adduce, Cazzaro, Coluccini, Crisci, Gasperoni, Raffaella Mariani, Martella, Motta, Nieddu, Olivieri, Pisa».
(1o aprile 2004)

N)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle attività produttive, per sapere - premesso che:
l'azienda multinazionale Exide ha avviato le procedure per la cessazione di attività dello stabilimento sito in Casalnuovo di Napoli e per la messa in mobilità di 172 dipendenti, con gravi e drammatiche ricadute sull'indotto;
tale azienda ha beneficiato di condizioni di agevolazione per l'assunzione di lavoratori consentite dalla nostra legislazione, attraverso un accordo siglato nel febbraio 2003 con le organizzazioni sindacali, finalizzato al rilancio dell'azienda e specificamente dello stabilimento di Casalnuovo di Napoli, accordo disatteso dalla sopravvenuta decisione di cessazione di attività;
l'azienda Exide, produttrice di batterie elettriche e industriali, usufruisce di numerose commesse di Stato (in particolare, per la marina militare e per le Ferrovie dello Stato) e, anche per questo, non dovrebbe risentire di alcuna crisi di mercato nel settore: per di più, lo stabilimento di Casalnuovo risulta tutt'altro che in perdita dal punto di vista finanziario e della produzione;
da incontri recenti, alcuni dei quali tenuti anche in presenza del Ministro interpellato, era stata data indicazione dal Ministro stesso affinché, in attesa della cessione ad altro soggetto imprenditoriale del ramo di azienda o, quanto meno, in mancanza di una disponibilità dell'azienda, della definizione di un piano di reindustrializzazione da avviare d'intesa con la regione e con Sviluppo Italia per l'area interessata, non si procedesse ad alcuna decisione che mettesse a rischio il destino dei lavoratori;
anche tale indicazione è stata ulteriormente disattesa dall'azienda, che, nella giornata del 19 aprile 2004, ha di fatto reso impossibile l'accordo con le organizzazioni sindacali sugli ammortizzatori sociali alternativi al licenziamento e alla messa in mobilità;
a partire, dunque, dalla giornata del 20 aprile 2004, l'azienda, in dispregio di tutti gli accordi sottoscritti e degli impegni ripetutamente assunti in sede ministeriale, può, senza subire alcuna conseguenza, procedere al licenziamento di tutti i lavoratori, con enormi e drammatiche ricadute su un'area territoriale già pesantemente provata da una crisi industriale in atto (l'episodio avviene in concomitanza con la crisi dello stabilimento Montefibre della confinante Acerra), nonché da una cronica disoccupazione -:
quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere per scongiurare le drammatiche conseguenze che scaturirebbero da decisioni, secondo gli interpellanti, improvvide dell'azienda Exide e per costruire tempestivamente un quadro di certezze, entro cui collocare il destino dei lavoratori e dell'indotto coinvolto nella vicenda.
(2-01170) «Tuccillo, Castagnetti».
(20 aprile 2004)