MOZIONI SULLA VACCINAZIONE CONTRO LA «BLUE TONGUE»
La Camera,
premesso che:
a partire dal mese di agosto del 2000 si sono verificati focolai di febbre catarrale degli ovini, inizialmente in Sardegna e poi in molte regioni meridionali e centrali;
con ordinanza ministeriale dell'11 maggio 2001 il Ministro della sanità, in attuazione della direttiva 2000/75/CE del Consiglio dell'Unione europea del 20 novembre 2000 e delle decisioni della Commissione europea 2001/138/CE e 2001/141/CE, disponeva un programma obbligatorio di controllo della febbre catarrale degli ovini, basato su misure di profilassi e principalmente sulla vaccinazione pianificata sia degli ovini che dei bovini allevati nei territori sottoposti a rischio di propagazione dell'infezione;
la legge n. 388 del 2000, all'articolo 129, come modificato dalla legge n. 448 del 2001, ha disposto il finanziamento di 10,329 milioni di euro per ciascuno degli anni 2002 e 2003 per interventi strutturali, di indennizzo e di prevenzione per gli allevamenti siti nelle zone dove sia accertata la presenza dell'infezione, mentre per il 2004 non risulta alcuna disponibilità nella legge finanziaria per il 2004;
le campagne di vaccinazione che si sono susseguite e che hanno interessato sia gli ovini che i bovini, secondo quanto denunciato dagli allevatori e dalle loro organizzazioni, hanno provocato gravissimi effetti collaterali, evidentemente non attesi, che hanno causato notevoli danni alle aziende zootecniche in termini di aborti, riduzione della produzione, morte degli animali e blocco della movimentazione degli animali, che ha prodotto effetti particolarmente gravi alle aziende zootecniche bovine;
il Sottosegretario per la salute, senatore Cesare Cursi, nel rispondere ad un'interrogazione a risposta immediata in Commissione agricoltura presentata nel mese di dicembre 2003, ha fornito dati sconcertanti, affermando che, in seguito alla vaccinazione contro la blue tongue, i servizi veterinari hanno segnalato per il 2001 n. 21 aborti tra gli ovini e n. 318 tra i bovini, mentre per il 2002 si sono registrati n. 32 aborti tra gli ovini e n. 121 tra i bovini;
i dati forniti dal Governo sono in totale contrasto con quanto denunciato dagli allevatori e dimostrano in maniera evidente che il fenomeno sfugge totalmente alle rilevazioni delle autorità veterinarie, a causa di procedure inadeguate e penalizzanti per gli allevatori già danneggiati dai postumi della vaccinazione;
la totale dissonanza tra i dati forniti dal Governo e quelli diffusi dai media nazionali sconcertano e disorientano l'opinione pubblica, che, invece, proprio sui temi della qualità e della sicurezza alimentare, avrebbe bisogno di certezze e rassicurazioni;
le campagne di vaccinazione condotte nei due anni passati hanno mirato essenzialmente a coinvolgere la totalità degli animali presenti nel territorio, indipendentemente dal loro stato di salute, in termini di debilitazione, stato di gravidanza, allattamento, periodo precedente alla rimonta;
la vaccinazione è stata condotta utilizzando un vaccino vivo attenuato e, quindi, dotato di particolare forza, che ha generato fondati sospetti di sieroconversione e, quindi, di propagazione della malattia a causa proprio della vaccinazione;
il vaccino utilizzato è raccomandato per i soli ovini, non risulta testato sui bovini, è privo dell'autorizzazione dell'Unione europea ed è privo, addirittura, dell'obbligatorio foglio illustrativo contenente le controindicazioni;
impegna il Governo:
ad attivarsi affinché siano stanziate risorse finanziarie adeguate per sostenere le aziende zootecniche che risultino danneggiate, sia direttamente che indirettamente, in seguito alla vaccinazione contro la febbre catarrale degli ovini, al fine di accelerare le procedure di liquidazione dei danni diretti e indiretti subiti dalle aziende in seguito alle precedenti campagne di vaccinazione;
ad avviare un costruttivo confronto con gli allevatori - oggi messi in ginocchio anche a causa dei danni subiti in conseguenza della vaccinazione - volto al rilancio della zootecnia di qualità, a partire dalle razze autoctone fino alla chiusura del processo di filiera;
ad intensificare gli sforzi per rendere disponibili al più presto vaccini inattivati;
a disporre, d'intesa con gli istituti zooprofilattici e con le organizzazioni degli allevatori, un approfondito monitoraggio sull'intero territorio interessato dalle precedenti campagne vaccinali, al fine di accertare l'effettiva situazione nelle aziende zootecniche;
tenendo conto della necessità di combattere l'endemizzazione della malattia, a farsi promotore in sede europea di una proposta di cambiamento delle attuali direttive in materia di movimentazione di animali, con particolare riferimento alla rimozione di alcune restrizioni penalizzanti per la zootecnia del nostro Paese, ad ulteriore modifica di quanto già previsto dalla decisione CE del 25 novembre 2003, previa istituzione di uno specifico sistema di sorveglianza;
a sviluppare e migliorare la collaborazione tra tutti gli istituti zooprofilattici per contrastare con maggiore efficacia la blue tongue;
a provvedere allo studio entomologico e ad avviare un programma di lotta contro gli insetti vettori, anche tramite la formazione degli operatori interessati, attivandosi perché siano destinate allo scopo apposite risorse finanziarie;
a rivedere il nuovo protocollo appena definito dal ministero della salute, affinché siano garantite effettivamente l'impossibilità di sieroconversione e la minimizzazione dei danni per gli allevatori;
a sospendere la campagna di generalizzata vaccinazione di imminente avvio, fatta salva la vaccinazione richiesta dagli allevatori che, volontariamente o per stato di necessità, devono ricorrere alla movimentazione del bestiame.
(1-00336)
«Marcora, Borrelli, Rava, Franci, Rossiello, Sedioli, Preda, Oliverio, Ruggieri, Paola Mariani, Buglio, Lettieri, Grandi, Zanella, Santagata, Luongo, Merlo, Albonetti, Abbondanzieri, Sandri, Nannicini, Soro, Pasetto, Ciani, Pisapia, Quartiani, Panattoni, Frigato, Realacci, Rosato, Villari, Franceschini, Meduri, Reduzzi, Rusconi, Volpini, Stradiotto, Potenza, Micheli, Mantini, Morgando, Ladu, Iannuzzi, Boato, Fioroni, Fanfani, Carbonella, Lusetti, Monaco, Boccia, Delbono, Fistarol, Carli, Sasso, Olivieri, Zunino, Angioni, Tidei, Tolotti, Duca, Kessler, Chianale, Raffaella Mariani, Cazzaro, Piscitello, Banti, Innocenti, Ruzzante, Maran, Bimbi, Colasio, Grillini, Guerzoni, Motta, Maurandi, Nieddu, Tonino Loddo, Molinari, Sandi».
(4 marzo 2004)
La Camera,
premesso che:
a partire dall'anno 2000 si sono verificati in Italia diversi focolai di febbre catarrale degli ovini, in particolare in Sardegna e nelle regioni meridionali e centrali;
con ordinanza dell'11 maggio 2001 del Ministro della sanità, in attuazione della direttiva 2000/75/CE del Consiglio dell'Unione europea del 20 novembre 2000 e delle decisioni della Commissione europea 2001/138/CE e 2001/141/CE, veniva disposto un programma obbligatorio di controllo della febbre catarrale degli ovini, basato, principalmente, sulla vaccinazione pianificata sia degli ovini che dei bovini allevati nei territori ritenuti a rischio di propagazione dell'infezione;
le campagne di vaccinazione che hanno interessato sia gli ovini che i bovini avrebbero provocato, come più volte denunciato dagli allevatori, gravissimi danni economici diretti ed indiretti, questi ultimi a causa di un generalizzato blocco delle movimentazioni imposto alle aziende zootecniche delle aree interessate alle azioni di profilassi;
le campagne di vaccinazione sono state avviate in assenza di uno specifico protocollo operativo e non hanno tenuto in conto adeguato lo stato di salute degli animali trattati in termini di debilitazione, stato di gravidanza, allattamento, periodo precedente alla rimonta;
la vaccinazione condotta utilizzando un vaccino vivo attenuato, peraltro non sperimentato sui soggetti di specie bovina, ha generato fondati sospetti di sieroconversione e, quindi, di propagazione della malattia;
per la nuova campagna di vaccinazione, di imminente avvio, che, tra l'altro, dovrà riguardare più sierotipi, il Ministro della salute ha recentemente ufficializzato un protocollo di vaccinazione;
impegna il Governo:
ad attivarsi affinché siano stanziate risorse finanziarie adeguate per sostenere le aziende zootecniche che risultino danneggiate, sia direttamente che indirettamente, a seguito della vaccinazione contro la febbre catarrale degli ovini, oltre che dal blocco delle movimentazioni;
ad intensificare gli sforzi per rendere disponibili al più presto vaccini inattivati;
a farsi promotore, in sede europea, di una proposta di modifica delle attuali direttive in materia di movimentazione degli animali, con particolare riferimento alla rimozione di alcune ingiustificate restrizioni, penalizzanti per la zootecnia delle aree centro-meridionali del nostro Paese;
a sviluppare e migliorare la collaborazione tra gli istituti zooprofilattici per contrastare con maggiore efficacia la blue tongue;
ad attivarsi affinché siano stanziate apposite risorse finanziarie per avviare un programma di lotta contro gli insetti vettori, anche tramite la formazione degli operatori interessati;
a sospendere la campagna di generalizzata vaccinazione fino al reperimento di nuove risorse finanziarie necessarie per far fronte ai danni arrecati alle aziende zootecniche, fatta salva la vaccinazione richiesta volontariamente dagli allevatori che per stato di necessità, in attesa della modifica delle attuali direttive in materia di movimentazione degli animali recettivi, debbano ricorrere alla movimentazione del bestiame;
ad avviare un costruttivo confronto con gli allevatori volto al rilancio della zootecnia di qualità e del processo di filiera;
ad attivarsi affinché siano finanziati progetti, anche locali, volti a favorireazioni per il miglioramento della filiera zootecnica.
(1-00330)
«de Ghislanzoni Cardoli, Ricciuti, Misuraca, Masini, Marinello, Meroi, Burani Procaccini, Savo, Collavini, Jacini, Zama, Marras».
(1o marzo 2004)
La Camera,
premesso che:
in diverse regioni italiane, dall'agosto 2000, sono stati riscontrati focolai di febbre catarrale degli ovini (Blue Tongue), grave infezione virale che può colpire i capi ovini, caprini e bovini;
tale patologia è dovuta al contagio da Blue Tongue Virus, del quale si conoscono, nel mondo, ben ventiquattro ceppi diversi;
l'agente virale infettante si trasmette non già per contagio diretto tra animali sieropositivi, ma perché inoculato dagli insetti vettori (Culicoidi);
risulta altresì che i diversi ceppi del virus sarebbero diffusi da ben individuabili Culicoidi specializzati. Il Terzo Simposio Internazionale sul tema ha ad esempio evidenziato che il ceppo BTV 2 è trasmesso, in Nord America, dal Culicoides in signis, mentre non può essere trasmesso dal Culicoides sonorensis, pur capace, a sua volta, di inoculare nell'animale ospite i ceppi BTV 10, 11, 13 e 17;
in attuazione della direttiva 2000/175/CE del Consiglio e delle decisioni 2001/138/CE e 2001/141/CE della Commissione europea, nel maggio 2001 il Ministero della Salute disponeva, per i territori ritenuti a rischio di propagazione della malattia, un piano di profilassi obbligatoria, incentrato sulla vaccinazione pianificata dei capi ovicaprini e bovini allevati in quelle zone;
la vaccinazione obbligatoria dei capi sensibili alla predetta patologia è stata attuata durante le campagne di prevenzione degli anni scorsi con un «vaccino vivo attenuato», l'unico esistente in commercio nelle quantità richieste per fronteggiare le epidemie, peraltro neppure adeguatamente sperimentato in precedenza sui bovini. Tuttora non risultano invece disponibili, per tali esigenze, i vaccini «inattivati»;
i risultati conseguiti nelle due campagne di vaccinazione già realizzate facendo ricorso ai suddetti «vaccini vivi attenuati» non appaiono certo tranquillizzanti;
infatti, sono stati segnalati dagli allevatori i numerosi e gravissimi effetti collaterali del vaccino, capace di indurre, su animali già in ottima salute, drastica riduzione della produzione di latte, sterilità, aborti e, in molti casi, addirittura la morte dell'esemplare trattato;
si ha ragione di temere, addirittura, che il ricorso a tali vaccini vivi attenuati abbia favorito la diffusione della malattia, anche attraverso lo sviluppo di ceppi virali mai prima individuati nelle zone interessate dalla profilassi. In Sardegna, ad esempio, nel 2002 e nel 2003 la vaccinazione era praticata con il sierotipo BT 2, in quanto questa era l'unica variarnte del virus riscontrata, nell'isola; durante l'estate del 2003, tuttavia, all'esito di una campagna profilattica che aveva coinvolto il 97,7 per cento del patrimonio ovicaprino, si è registrata una recrudescenza dell'infezione e si è scoperto che essa era dovuta all'azione dei ceppi BT 4 e BT 16, fino ad allora non riscontrati;
nella campagna vaccino profilattica per l'anno in corso dovrà impiegarsi un vaccino vivo attenuato polivalente, non adeguatamente sperimentato, che espone gli animali a rischi ancor più gravi, per i devastanti effetti collaterali, e che, per questo, sembra ingenerare perplessità anche nelle autorità sanitarie e nei servizi veterinari incaricati di procedere al trattamento;
in Sardegna, nell'anno in corso le vaccinazioni hanno avuto inizio alla fine del mese di febbraio e gli allevatori denunciano quotidianamente, con forza, i drammatici inconvenienti che paiono conseguire, come inevitabili effetti collaterali, a questa pratica sanitaria;
da ultimo, essendosi evidentemente acquisita piena consapevolezza dei danni connessi alla profilassi, un'ordinanza adottata dal Ministro della Salute dì concerto con il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali ha previsto l'erogazione di indennizzi agli allevatori, non solo per gli animali abbattuti nelle zone individuate quali focolai della malattia, ma anche per mortalità, aborti e determinati altri pregiudizi, accertati dalle Autorità regionali competenti;
anche in conseguenza del blocco della movimentazione dei capi le aziende interessate hanno risentito, e risentono, ingenti danni, più marcati nei periodi, quali quelli prossimi alle festività, nei quali è maggiore, sul mercato, la richiesta di carni ovine e caprine;
la campagna di vaccinazione per l'anno in corso, avviata con notevole ritardo, dovrebbe concludersi entro il 30 aprile prossimo e la ristrettezza dei tempi a disposizione dei servizi veterinari competenti non consentirebbe di raggiungere la percentuale di capi vaccinati utile per assicurare l'efficacia preventiva della misura;
il recentissimo provvedimento ministeriale sopra richiamato fra l'altro autorizza le Regioni e le Province autonome a prorogare al 31 maggio p.v. il termine finale della campagna di vaccinazione, tenendo conto, però, dei risultati della sorveglianza entomologica, del clima e delle condizioni fisiologiche degli animali. Tali parametri, peraltro, in molti casi sconsiglieranno di procedere alla vaccinazione oltre la data del 30 aprile originariamente stabilita e, comunque, nemmeno entro il successivo mese di, maggio si potrebbe sottoporre al trattamento immunizzante il previsto 80 per cento dei capi sensibili all'infezione;
pertanto, la campagna profilattica in corso potrà risultare sostanzialmente inefficace, oltre che dannosa;
impegna il Governo:
a sospendere la campagna di vaccinazione in corso, facendo salva la possibilità dì sottoporne al trattamento gli animali sensibili all'infezione (ovini, caprini, bovini) dietro specifica richiesta degli allevatori, anche in vista della movimentazione dei capi;
ad assicurare il costante, capillare e tempestivo monitoraggio della diffusione del virus della Blue Tongue e degli effetti collaterali della vaccinazione, finché essa sarà eseguita;
a stanziare le risorse finanziarie adeguate a sostenere economicamente le aziende danneggiate dal contagio del virus della Blue Tongue e dalle misure adottate per contrastare 1'epidemia;
ad accelerare le procedure per l'erogazione degli indennizzi in favore degli allevatori, in relazione ai danni cagionati dal virus e dalle cautele profilattiche a tal proposito imposte;
a riconsiderare - eliminandole o sospendendole, almeno in coincidenza delle prossime festività - le restrizioni adottate per la movimentazione degli animali, promuovendo, se necessario, la modifica delle attuali norme comunitarie in materia, laddove impongano ingiustificate limitazioni, penalizzanti per la zootecnia, soprattutto in determinate aree del territorio nazionale;
a promuovere fin d'ora la più larga sperimentazione dei vaccini che dovranno utilizzarsi nella campagna profilattica per l'anno 2005 (che dovrebbe effettuarsi dal 1 dicembre 2004 al 30 aprile 2005), affinché siano esclusi, o almeno minimizzati, gli effetti collaterali e i rischi di sieroconversione;
a promuovere la ricerca, la sperimentazione e la produzione, per l'immissione sul mercato dei vaccini inattivati, ritenuti meno insidiosi per il bestiame trattato;
a favorire la lotta contro gli insetti vettori (Culicoidi), innanzitutto con misure di carattere economico, pianificando eventuali disinfestazioni e incentivando le aziende a dotarsi delle strutture adeguate a proteggere gli animali dall'aggressione di tali insetti, quindi con lo studio dei meccanismi di trasmissione dei diversi ceppi virali da parte dei vettori specializzati;
ad adottare ogni utile iniziativa per il rilancio della zootecnia di qualità, ricercando, allo scopo, la collaborazione degli allevatori.
(1-00352)
«Onnis, Porcu, Anedda, Losurdo, Bellotti, Catanoso, Franz, La Grua, Patarino, Villani Miglietta».
(6 aprile 2004)
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
BUEMI. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
il nuovo regolamento, cosiddetto «anti-raccomandati», voluto dal Ministro Moratti, sarà applicato per la prima volta il 20 aprile 2004, durante le prove di ammissione dei medici alle scuole di specialità della Regione Piemonte;
per decisione del Ministero le fotocopie con i 60 quiz ministeriali (estrapolati da un maxi questionario di 6 mila domande, che i neo laureati in Medicina hanno potuto consultare circa un mese fa), da distribuire agli 800 candidati, saranno consegnate ai commissari 24 ore prima di ogni prova;
tale decisione ha sollevato l'immediata protesta dei direttori di specialità che hanno fatto notare che tale meccanismo di distribuzione delle domande consentirà, ad eventuali commissari in malafede, di potersi vendere prima le fotocopie, con la conseguenza che la nuova norma, che avrebbe dovuto interrompere gli scandali dei raccomandati e il nepotismo universitario, rischia di creare una situazione ancora peggiore rispetto a prima;
oltre a ciò, i direttori delle scuole di specialità hanno fatto notare come molte tra le 6 mila domande ministeriali siano mal poste, a volte incomprensibili e che la tendenza sia stata quella di preferire il nozionismo al ragionamento ed infine, cosa ancora più grave, i direttori denunciano il criterio seguito per assegnare alle varie discipline i 277 posti in palio e le quindici borse di studio, si è scelto cioè di dividere i posti per il numero di scuole e non si è tenuto in nessun conto la carenza dei vari specialisti nel servizio sanitario regionale; nella Regione Piemonte, ad esempio, mancano anestesisti, neurochirurghi, radiologi e ortopedici e con i criteri adottati nella divisione dei posti nelle varie scuole di specialità non si riuscirà a coprire neanche le attuali carenze esistenti e si rischia, al contrario, di creare un soprannumero di specializzati in altre settori della Medicina -:
come si intenda rimediare agli errori commessi in merito ai criteri e ai meccanismi di distribuzione dei quiz per le prove di ammissione dei medici alle scuole di specialità, e se non si ritenga necessario aprire immediatamente un confronto con gli operatori e i direttori delle stesse scuole affinché non si perpetui il malcostume della raccomandazione e vi sia una distribuzione dei medici neo laureati legata più alle necessità del servizio sanitario nazionale che non ad una semplice distribuzione matematica degli stessi. (3-03271)
(20 aprile 2004)
EMERENZIO BARBIERI, GIUSEPPE GIANNI e MONGIELLO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
nonostante da circa un anno siano in carica un nuovo consiglio di amministrazione, un nuovo amministratore delegato ed un nuovo direttore generale, 1'Enav non ha provveduto ancora a nominare i nuovi capi sala operativa nei centri regionali e nelle torri di controllo dei maggiori aeroporti in sostituzione dei controllori del traffico aereo posti in quiescenza, mentre si registrano nuove assunzioni esterne di quadri nel settore amministrativo con retribuzioni svincolate dal contratto collettivo nazionale di lavoro (peraltro scaduto da due anni e mezzo e ancora non rinnovato);
il settore tecnico avrebbe, altresì, riscontrato notevoli difficoltà a controllare l'operato delle ditte esterne preposte alla manutenzione dei sistemi di controllo, a causa dell'esiguità del personale, assente in alcuni impianti e ridotto drasticamente in altri;
non sarebbe stato presentato ancora alcun piano strategico, né un piano di investimenti adeguato, né dato seguito all'organizzazione interna pubblicata dall'amministratore delegato nel mese di gennaio 2004, che, peraltro, non avrebbe posto al centro gli aspetti operativi e tecnici, bensì avrebbe potenziato i settori amministrativo-contrattuale e relazioni esterne, che evidentemente non costituiscono la missione principale dell'Enav -:
se quanto esposto corrisponda al vero, come intenda procedere a riguardo, atteso che l'Enav avrebbe come missione primaria quella di garantire la sicurezza del traffico aereo, e se non ritenga che l'approccio del nuovo management risulti, dopo i fatti riportati, non adeguato alla realtà operativa dell'ente. (3-03272)
(20 aprile 2004)
FIORONI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere:
in merito all'articolo pubblicato dal quotidiano La Repubblica il 16 aprite scorso, a firma Giuseppe D'Avanzo, se corrisponda al vero la ricostruzione secondo la quale la notizia dell'uccisione dell'ostaggio italiano Fabrizio Quattrocchi sarebbe stata a conoscenza del ministro molto prima che venisse comunicata in diretta durante le trasmissione «Porta o Porta» e se il Ministro intenda spiegare i motivi per i quali i familiari di Quattrocchi abbiano appreso della sorte dall'ostaggio solo tramite la televisione. (3-03273)
(20 aprile 2004)
DEIANA. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
il Corriere della sera di lunedì 19 aprile 2004 in seconda pagina riporta le dichiarazione di alcuni soldati sui drammatici scontri del 6 aprile scorso in quella che viene chiamata la battaglia dei ponti tra i militari italiani e i miliziani del leader religioso sciita Moqtada Al Sadr e da tali dichiarazioni si apprende che lo scontro è stato ben più cruento di quanto l'informativa del Governo e le prime dichiarazioni dei responsabili militari in zona abbiano fatto intendere;
nello stesso articolo il generale Gian Marco Chiarini, riferendosi ai morti iracheni afferma testualmente« Non li abbiamo potuti contare» -:
se non ritenga che le testimonianze da Nassyria degli stessi militari italiani che hanno partecipato agli scontri, oltre a contraddire apertamente la natura umanitaria della missione, tolgano validità all'informativa svolta dal Governo nei giorni immediatamente successivi e se non consideri necessario e urgente, per mettere il Parlamento nella condizione di accertare la verità dei fatti e per porre fine alle edulcorate rappresentazioni che il Governo continua a proporre, che vengano messi a disposizioni delle Camere i video integrali che documentano l'azione bellica svolta dai militari italiani. (3-03274)
(20 aprile 2004)
CÈ, GUIDO GIUSEPPE ROSSI, DARIO GALLI, LUCIANO DUSSIN, BALLAMAN, BIANCHI CLERICI, BRICOLO, CAPARINI, DIDONÈ, GUIDO DUSSIN, ERCOLE, FONTANINI, GIBELLI, GIANCARLO GIORGETTI, LUSSANA, FRANCESCA MARTINI, PAGLIARINI, PAROLO, POLLEDRI, RIZZI, RODEGHIERO, SERGIO ROSSI, STUCCHI e VASCON. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. - Per sapere - premesso che:
ancora una volta si è riproposto con intensa gravità nella regione Campania il problema della gestione dei rifiuti;
tre, infatti, sono i nodi principali del problema rifiuti in Campania: la mancanza di una raccolta differenziata, il sovraccarico di lavoro degli impianti di preparazione di combustibile derivato dai rifiuti (Cdr), ai quali viene inviato ogni genere di rifiuti, e l'assenza di termoutilizzatori;
a fronte di questa situazione di emergenza, le autorità competenti sembrano incapaci di adottare rimedi che consentano di offrire una soluzione di medio-lungo periodo al problema;
nel 2003 l'emergenza rifiuti ha dato origine a situazioni di vera e propria emergenza non solo sanitaria ed ambientale, ma anche sociale, a causa della ricorrente protesta dei cittadini;
la questione sembra essere ulteriormente complicata dal coinvolgimento della criminalità organizzata nel sistema di gestione dei rifiuti: nel 2003, in relazione ai «roghi di immondizia» verificatisi a Napoli e provincia, le stesse forze dell'ordine hanno parlato chiaramente di episodi camorristici;
a fronte di questa situazione di profonda confusione, l'unico rimedio che continua ad essere messo in atto dalle autorità competenti è quello del conferimento dei rifiuti ad altre regioni o addirittura a Paesi stranieri, con conseguente aumento dei costi di smaltimento;
le deficienze politico-amministrative mostrate dalle autorità locali nella gestione e nella risoluzione dell'emergenza rifiuti della regione Campania, per di più alimentate dalla protesta dei cittadini campani, non possono periodicamente gravare su altre regioni -:
quali misure il Governo intenda adottare per risolvere il problema senza scaricarne la responsabilità sulle altre regioni quali misure sostitutive il Governo intenda adottare nei confronti della Regione Campania in caso di inadempimento, specificando in particolare se effettivamente, come emerso da alcune notizie degli ultimi giorni, l'Esecutivo abbia stanziato e a valere su quali fondi a favore della regione Campania un contributo straordinario di 15 milioni di euro. (3-03275)
(20 aprile 2004)
VIOLANTE, DUCA, RAFFALDINI, BERSANI, INNOCENTI, RUZZANTE, AGOSTINI, MUSSI, ADDUCE, ALBONETTI, DE LUCA, MAZZARELLO, PANATTONI, ROGNONI, SUSINI, TIDEI, TOCCI MELANDRI, LEONI, AMICI, RUGGHIA, FUMAGALLI, GRANDI, SCIACCA, QUARTIANI, TOLOTTI, CAPITELLI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
le organizzazioni sindacali dei lavoratori Alitalia hanno proclamato una serie di iniziative di lotta contro il piano industriale 2003-2005 Alitalia, trasmesso per parere dal Governo alle competenti commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica unitamente al progetto di privatizzazione della società;
la scorsa settimana uno dei consiglieri di amministrazione dell'Alitalia si è dimesso dall'incarico motivando tale decisione per le pressioni esterne alla società che ne minerebbero le possibilità di ripresa;
la rissa tra i Ministri che blocca ogni decisione può portare la compagnia a divenire una piccola compagnia regionale mentre gli accordi siglati prevedono uno sviluppo di un grande vettore internazionale in sinergia con altre compagnie di volo;
mentre sarebbe indispensabile una politica di rilancio e di organizzazione di tutto il comparto aereo italiano e di Alitalia per consentire di riconquistare una quota preponderante nel mercato italiano si agitano ipotesi inaccettabili quali la liquidazione la svendita, lo smembramento della settima compagnia aerea del mondo nonché il suo commissariamento -:
se intenda finalmente attivare una reale concertazione con le organizzazioni sindacali dei lavoratori premettendo misure di sostegno al reddito e gli ammortizzatori sociali che da ben tre anni vengono proposte alla Camera e al Senato dai parlamentari del centrosinistra e se intenda onorare gli impegni finanziari nei confronti di Alitalia S.p.A. per 160 milioni di euro nel 2002 e 160 milioni di euro nel 2003 nonché di 60 milioni di euro per gli extra costi assicurativi seguenti ai nefasti fatti dell'11 settembre 2001 somme che, una volta erogate, toglierebbero Alitalia S.p.A dalla pressante carenza di liquidità e se intenda modificare il piano di privatizzazione e il piano di impresa per sviluppare alleanze da subito nel trasporto domestico e per un nuovo piano di sviluppo che sia imperniato in nuovi aerei, nuovi collegamenti e per lo sviluppo di un vettore globale in grado di realizzare alleanze in modo paritario sul piano europeo e internazionale. (3-03276)
(20 aprile 2004)
MURATORI e TESTONI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
non sono ancora del tutto definiti gli strumenti che si intendono adottare in relazione al problema del risanamento e del rilancio dell'Alitalia, che rappresenta un'azienda di fondamentale importanza per il nostro sistema paese e che, come tale, non può essere abbandonata al declino;
il deterioramento dei conti economici della nostra Compagnia di bandiera rende ancora più urgenti le scelte concrete per scongiurare una crisi grave, che porterebbe alla perdita di tanti posti di lavoro;
quali iniziative siano state intraprese e quali ulteriori misure si intendono adottare per avviare l'Alitalia sulla via del risanamento dei conti economici, del miglioramento della produttività, della competitività e del rilancio operativo. (3-03277)
(20 aprile 2004)
FRAGALÀ, CRISTALDI, LA GRUA, LO PRESTI, COLA e MESSA. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
sin dal 1998, anno di immissione in servizio nel Comune di Palermo, presso il Palazzo di Giustizia, i lavoratori socialmente utili (L.S.U.), in attesa di una prospettiva occupazionale, hanno collaborato in maniera professionale e proficua, svolgendo gli incarichi loro assegnati negli Uffici giudiziari del Tribunale di Palermo e dimostrando professionalità, dedizione e affidabilità, anche con riferimento a mansioni di grande responsabilità;
il giorno 4 marzo 2004 il descritto personale di lavoratori socialmente utili ha indetto uno sciopero per auspicare una stabilizzazione e regolamentazione del ruolo occupazionale da esso ricoperto;
il Comune di Palermo, di contro, si è dimostrato disponibile ad un eventuale accordo tra le parti (Comune, lavoratori, Ministero), finalizzato alla realizzazione di un percorso volto alla reale stabilizzazione dei lavoratori in questione;
il Comune si è altresì impegnato a farsi carico degli oneri dei lavoratori (come previsto dalla legge regionale e dal decreto-legge n. 144 del 28 febbraio 2000) per tutto il corso del processo di stabilizzazione, a patto che il Ministero assorba tutto il personale L.S.U. che presta servizio presso il Tribunale di Palermo;
tuttavia, anche se questo accordo doveva configurare una naturale collaborazione tra il Ministero e il Comune di Palermo, ciò non è avvenuto;
attualmente il Ministero della giustizia, in considerazione delle norme vigenti previste ai sensi della legge del 24 aprile 1941, n. 392 (personale comunale salariato che svolge attività di custodia, pulizia e manutenzione degli uffici giudiziari), ha comunicato alla Presidenza della Corte di Appello di Palermo l'allontanamento immediato dei «lavoratori socialmente utili» dagli Uffici giudiziari -:
quali provvedimenti intenda adottare il Ministro competente per tutelare la posizione dei «lavoratori socialmente utili», affinché sia garantita una stabilizzazione della loro situazione lavorativa, anche in considerazione del grave disagio occupazionale che vive la città di Palermo. (3-03278)
(20 aprile 2004)