ad accentuare la lotta all'antisemitismo, adottando misure efficaci per la prevenzione di tale esecrabile fenomeno;
a promuovere e sostenere, anche avvalendosi della collaborazione di istituzioni pubbliche e private operanti in tali attività, iniziative volte a diffondere la conoscenza e la memoria della Shoah al fine di rafforzare ed arricchire costantemente la cultura della tolleranza e dell'integrazione tra i popoli già a partire dalla giovani generazioni, attraverso l'individuazione e la realizzazione di specifici strumenti didattici per tutti i gradi della formazione scolastica, nonché per favorire visione diretta dei luoghi della tragedia dello sterminio;
premesso che:
negli ultimi anni si è registrato in molti Paesi europei un significativo e preoccupante aumento di fenomeni di antisemitismo e di ostilità verso i componenti delle comunità ebraiche;
dal rapporto commissionato dall'Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e di xenofobia di Vienna emerge che dopo l'inizio della seconda Intifada si sono moltiplicati gli atti antisemiti, alimentati e promossi dall'opera congiunta di gruppi di estrema sinistra e di fondamentalisti islamici;
i tragici eventi del passato dimostrano che il virus dell'antisemitismo può portare a conseguenze drammatiche in tutte le società democratiche;
la sempre crescente diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, in particolare di internet, fa sì che le attività di gruppi isolati razzisti non siano più confinate all'interno di un singolo Paese, rendendo accessibile materiale antisemita e di negazione dell'Olocausto a un pubblico potenzialmente vastissimo e senza alcun controllo;
dai risultati di un sondaggio del novembre 2003 risulta che la maggioranza assoluta degli italiani ritiene che gli ebrei, oltre ad avere una religione diversa, «hanno in comune caratteristiche sociali, culturali e politiche che li distinguono dal resto degli italiani», mentre il 20 per cento pensa che gli ebrei «non sono dei veri italiani»;
da un altro sondaggio, pubblicato nel gennaio 2004, emerge che l'11 per cento degli italiani non crede che la shoa abbia provocato effettivamente sei milioni di vittime e il 3 per cento nega addirittura che l'Olocausto sia effettivamente avvenuto;
questi dati dimostrano che anche nel nostro Paese determinati pregiudizi e stereotipi contro gli ebrei non appartengono a un periodo storico ormai lontano, ma sono ancora attuali;
autorevoli rappresentanti della comunità ebraica italiana hanno espresso un senso di disagio dettato dalla consapevolezza che molti italiani percepiscono l'ebreo come soggetto estraneo alla realtà nazionale;
la distinzione tra gli ebrei e gli altri cittadini italiani costituisce un pregiudizio diffuso, ma privo di qualsiasi fondamento storico, in quanto gli ebrei italiani hanno un'identità nazionale italiana molto radicata, come dimostra, in particolare, il ruolo di primo piano assunto da cittadini di cultura e fede ebraiche nella storia del nostro Paese;
la lotta all'antisemitismo non è stata ancora vinta, ma costituisce una priorità all'interno di numerosi Paesi della comunità internazionale;
i risultati delle ricerche sopra citate dimostrano che la propaganda xenofoba è oggi particolarmente diffusa in frange radicali ed estremistiche dell'Islam, che sono presenti con una certa consistenza anche in Europa e che utilizzano l'antisemitismo come un vero e proprio strumento di lotta politica contro lo Stato di Israele e le democrazie occidentali;
la violenza contro gli ebrei e le manifestazioni di xenofobia in tutte le forme pregiudicano la democrazia, il pluralismo e la pace in Europa e nel mondo;
l'assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) ha dimostrato una costante attenzione verso il tema e ha espresso più volte la propria preoccupazione in merito al ripetersi dei fenomeni antisemiti, considerandoli come una minaccia non per i soli ebrei, ma per lo sviluppo armonioso e stabile della società nel suo complesso;
l'assemblea parlamentare Osce ha invitato ripetutamente i Paesi membri ad avviare un'azione comune e coordinata di lotta contro l'antisemitismo e a promuovere sforzi congiunti da parte dei Governi, degli educatori e dei media per combattere il razzismo xenofobo e per promuovere all'interno dei rispettivi Parlamenti nazionali l'adozione di una serie di misure specifiche di contrasto, tra cui l'adozione di risoluzioni per condannare esplicitamente ogni forma di antisemitismo;
sono da condannare ogni forma di antisemitismo e l'allarmante intensificazione delle manifestazioni di ostilità e intolleranza verso gli ebrei recentemente avvenuti in Italia e in altri Paesi europei;
a promuovere nelle scuole medie inferiori e superiori, in coincidenza con la Giornata della memoria, l'approfondimento da un lato dell'antisemitismo contemporaneo e dall'altro del contributo fornito dagli ebrei italiani alla storia nazionale, con specifico riferimento alla lotta al fascismo e alla costruzione della Repubblica.
(1-00308)
«Pacini, Zacchera, Azzolini, Ricciotti, Rizzi, Muratori, Michelini, Rivolta, Cristaldi, Burani Procaccini, Palumbo, Naro, Paoletti Tangheroni, Orsini, Garagnani».
(21 gennaio 2004)
premesso che:
a 59 anni dalla liberazione dei sopravvissuti del campo di sterminio di Auschwitz, data assunta come simbolo della tragedia dello sterminio del popolo ebraico e di altre minoranze etniche, culturali, politiche e religiose, la malapianta dell'antisemitismo, del razzismo e dell'odio xenofobo non solo non risulta definitivamente estirpata nelle società europee, ma sembra - come dimostrano i risultati delle indagini demoscopiche svolte sia a livello europeo che nazionale - ancora ampiamente diffusa e radicata nella coscienza di vasti settori della popolazione;
gli episodi di intolleranza e di vera e propria violenza nei confronti di rappresentanti delle comunità ebraiche si susseguono con frequenza crescente in diversi paesi dell'Unione: anche in Italia non mancano casi di intimidazione ed oltraggio sia verso le persone che verso i simboli della memoria, della religione e della cultura ebraica;
desta viva preoccupazione la presenza e la diffusione nel nostro paese di «gruppuscoli» e movimenti che si rifanno alle deliranti tesi del nazi-fascismo e dell'odio antisemita e xenofobo, che attraverso volantini, siti internet e scritte ingiuriose sui muri delle città e negli stadi, tentano di fare opera di proselitismo soprattutto tra i giovani;
le lodevoli iniziative assunte a livello legislativo con la celebrazione della giornata della memoria e l'istituzione del museo nazionale della Shoah, rappresentano importanti strumenti per la conoscenza e la divulgazione della tragedia che ha segnato la storia del ventesimo secolo in Europa e di lotta a tutte le forme di discriminazione, purché siano accompagnate da una costante iniziativa e impegno da parte di tutte le amministrazioni sia a livello statale che locale;
nonostante la dovuta approvazione fin dai primi anni cinquanta da parte del nostro Parlamento di leggi finalizzate al riconoscimento alle vittime delle leggi razziali di vitalizi e del diritto al risarcimento dei danni subiti, a tutt'oggi un'ottusa applicazione burocratica ne ha, nella gran parte dei casi, vanificato gli effetti;
anche in sede europea il rilievo di tali tematiche ha determinato l'assunzione di più provvedimenti in materia di lotta alla discriminazione razziale e alla xenofobia, tra cui un'importante proposta di decisione quadro finalizzata a potenziare le misure di diritto penale volte a ravvicinare le disposizioni legislative degli Stati membri in materia di delitti razzisti e xenofobi, nonché ad agevolare ed incentivare la cooperazione tra Stati membri per contrastare tali reati;
tuttavia, proprio la radicale opposizione espressa - con gravi argomentazioni - dal Ministro della Giustizia Castelli, nel febbraio 2003, ha fatto sì che tale proposta di decisione quadro non sia ancora stata approvata, privando così i cittadini europei di un indispensabile strumento nella lotta contro l'antisemitismo e l'intolleranza razziale;
appare, infine, di cruciale importanza, nel contesto generale, il delicato ruolo di tutti gli organi di informazione, chiamati non solo a svolgere un'opera di denuncia e testimonianza degli orrori del passato, ma anche a favorire una costante sensibilizzazione su tali tematiche, al fine di contribuire ad arginare il rischio di nuove e pericolose forme e di violenza antisemita e xenofoba;
a promuovere specifiche campagne di informazione, in primo luogo attraverso la concessionaria pubblica di emittenza radiotelevisiva, volte a contrastare ogni forma di antisemitismo e di intolleranza culturale, religiosa, sociale e sessuale;
a rivedere, prontamente, l'orientamento che ha sin qui impedito che in sede europea si potesse varare una disciplina penale più rigorosa in materia di condanna e contrasto dei delitti razzisti e xenofobi;
a potenziare l'opera investigativa volta al monitoraggio e alla prevenzione dell'azione dei gruppi che si rifanno all'ideologia nazi-fascista e ad ogni forma di antisemitismo ed odio razziale;
a dare, finalmente, tempestiva e definitiva risposta alle attese di risarcimento delle vittime delle infamanti leggi razziali ed in particolare degli espropri subiti nei periodi 1938-43 e 1943-45.
(1-00313)
«Violante, Agostini, Bogi, Innocenti, Montecchi, Calzolaio, Magnolfi, Nicola Rossi, Ruzzante, Leoni, Grignaffini, Chiaromonte, Caldarola».
(29 gennaio 2004)