TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 384 di Mercoledì 5 novembre 2003

MOZIONI SULLA MORATORIA UNIVERSALE DELLE ESECUZIONI CAPITALI


La Camera,
premesso che:
dall'inizio del 2003 Nessuno tocchi Caino ha messo a disposizione del Governo italiano e del Governo greco, presidente di turno dell'Unione europea, un «piano» dettagliato delle cose da fare per vincere la battaglia all'Onu a favore di una moratoria universale delle esecuzioni capitali, piano comprensivo anche delle informazioni, stime e valutazioni in un voto all'Assemblea generale;
nel corso dei dieci mesi passati e a seguito anche di numerose missioni compiute in Africa, Centro-Asia e Asia del Sud, volte a rafforzare lo schieramento a favore dell'adozione della risoluzione all'Assemblea generale, Nessuno tocchi Caino ha continuato ad aggiornare il suddetto piano, giunto nel frattempo alla quarta edizione, e a metterlo a disposizione, oltre che del Governo italiano, divenuto il 1o luglio 2003 presidente dell'Unione europea, anche di tutti i Governi dei Paesi membri dell'Unione europea;
in base ai dati di Nessuno tocchi Caino, una risoluzione «per la moratoria, in vista dell'abolizione» avrebbe in Assemblea generale il seguente esito: voti a favore tra i 95 e i 101, astensioni tra le 22 e le 31 e voti contrari tra i 60 e i 65; mentre un eventuale emendamento sulla «sovranità nazionale», avanzato da Paesi mantenitori della pena di morte, potrà contare su 61 co-sponsor e sarà respinto con 96 voti contrari, 77 voti a favore, 14 astensioni e 4 Paesi indecisi tra voto contrario e astensione;
dopo un primo annuncio fatto il 5 maggio 2003 dal Vicepresidente del Consiglio dei ministri, onorevole Gianfranco Fini, il 2 luglio 2003 anche il Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Silvio Berlusconi, in occasione della presentazione al Parlamento europeo del programma italiano di presidenza dell'Unione europea, ha dichiarato di voler presentare una risoluzione pro moratoria nell'Assemblea generale del 2003;
il 4 settembre 2003 il Parlamento europeo ha «invitato la presidenza italiana a concretizzare il suo impegno a fare adottare una moratoria universale sulle esecuzioni capitali durante la prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite»; a favore di tale iniziativa si è espresso anche il Parlamento italiano, con le mozioni approvate il 29 luglio 2003 dalla Camera dei deputati e il 25 settembre 2003 dal Senato della Repubblica;
il 29 settembre 2003, il presidente della Commissione europea Romano Prodi ha dichiarato di condividere la posizione del Parlamento europeo e ha chiesto che la campagna «ormai decennale per una moratoria mondiale delle esecuzioni trovi la giusta conclusione in Assemblea generale»;
dopo un primo parere contrario all'iniziativa pro moratoria in Assemblea generale, espresso il 21 luglio 2003, il Consiglio dei Ministri degli affari esteri dell'Unione europea ha deciso di riaprire la discussione sulla proposta italiana nelle riunioni del 29 settembre 2003 a Bruxelles e del 13 ottobre 2003 a Lussemburgo;
le conclusioni della riunione del 29 settembre 2003 sono state presentate dal Ministro Franco Frattini, presidente di turno del Consiglio, in questi termini: l'obiettivo della moratoria mondiale è condiviso dai partner europei, ma ci sono divergenze tattiche sull'opportunità e sui tempi di una proposta di risoluzione all'Onu; in particolare, ha reso noto il Ministro Frattini, «c'è preoccupazione da parte di alcuni Ministri che un possibile esito negativo di una risoluzione abbia un significato ancora più negativo per quanto riguarda l'abolizione, che è il nostro obiettivo»; il tema, ha concluso il Ministro Frattini, «resta nell'agenda europea» e «stiamo valutando come affrontarlo, anche tecnicamente»;
secondo quanto riferito dal Ministro Frattini, la riunione del 13 ottobre 2003 si è conclusa con l'impegno della presidenza italiana dell'Unione europea a «informare con una nota scritta» gli altri Governi dell'Unione europea sul risultato dei colloqui bilaterali che sta intraprendendo sulla proposta avanzata dall'Italia di presentare una risoluzione all'Assemblea generale delle Nazioni Unite;
con questo ulteriore rinvio non solo si è accumulato un gravissimo ritardo politico rispetto all'adozione della risoluzione pro moratoria da parte dell'Assemblea generale dell'Onu in corso, tant'è che da parte dei delegati al Palazzo di vetro si sta dando per acquisito che non vi sarà quest'anno un'iniziativa italiana contro la pena di morte, ma rischia di consumarsi del tutto anche il tempo tecnico della stessa presentazione della risoluzione, essendo l'Assemblea generale iniziata ormai dal mese di settembre 2003 e dovendo le risoluzioni sui diritti umani essere state depositate da un pezzo;
dopo mesi in cui si è fatta eco di timori manifestamente falsi e di valutazioni pessimistiche del tutto infondate, la ricerca da parte della presidenza italiana di un consenso europeo rischia ormai, giorno dopo giorno, di compromettere un obiettivo ed una causa assolutamente vincenti;
è stata fatta cadere l'offerta di Nessuno tocchi Caino e del Partito radicale transnazionale di una disponibilità di Emma Bonino ad accettare lo stesso incarico di guida della delegazione italiana all'Assemblea generale affidatole dal Governo italiano nel 1994, con riguardo alla moratoria delle esecuzioni;

impegna il Governo:

a compiere i passi conclusivi, ormai urgenti e necessari, per la presentazione e l'adozione nell'Assemblea generale in corso di una risoluzione a favore della moratoria universale delle esecuzioni capitali, in adempimento dei suoi proclamati impegni e dei mandati del Parlamento europeo e del Parlamento italiano;
ad avvalersi, come già avvenuto nel 1994, dell'offerta di impegno e collaborazione di Nessuno tocchi Caino, del Partito radicale transnazionale e, in particolare e formalmente, di Emma Bonino.
(1-00276) «Buemi, Giachetti, Lion, Milioto, Bulgarelli, Nigra, Spini, Pinotti, Carra, Potenza, Zanella, Grignaffini, Cima, Pistone, Ladu, Panattoni, Mazzuca Poggiolini, Nicolosi, Mancini, Filippo Mancuso, Craxi, Pisicchio, Grotto, Ceremigna, Zeller, Vigni, Intini, Pappaterra, Rocchi, Brugger, Acquarone, Luigi Pepe, Biondi, Albertini, Carli, Loiero, Bertucci, Cento, Dameri, Damiani, Molinari, Benvenuto, Widmann, Collè, Boato, Grandi, Di Gioia, Caldarola».
(15 ottobre 2003)

La Camera,
premesso che:
dopo un primo annuncio fatto il 5 maggio 2003 dal Vicepresidente del Consiglio dei ministri, onorevole Gianfranco Fini, il 2 luglio 2003 anche il Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Silvio Berlusconi, in occasione della presentazione al Parlamento europeo del programma italiano di presidenza dell'Unione europea, ha dichiarato di voler presentare una risoluzione pro moratoria nell'Assemblea generale del 2003;
il 29 luglio 2003 la Camera dei deputati ha approvato tre mozioni in appoggio all'azione del Governo per la moratoria;
il 4 settembre 2003, il Parlamento europeo ha «invitato la presidenza italiana a concretizzare il suo impegno a far adottare una moratoria universale sulle esecuzioni capitali durante la prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite»;
dopo un primo parere contrario all'iniziativa pro moratoria in Assemblea generale, espresso il 21 luglio 2003, il Consiglio dei Ministri degli affari esteri dell'Unione europea ha deciso di riaprire la discussione sulla proposta italiana nelle riunioni del 29 settembre 2003 a Bruxelles e del 13 ottobre 2003 a Lussemburgo;
le conclusioni della riunione del 29 settembre 2003 sono state presentate dal Ministro Franco Frattini, presidente di turno del Consiglio, in questi termini: l'obiettivo della moratoria mondiale è condiviso dai partner europei, ma ci sono divergenze tattiche sull'opportunità e sui tempi di una proposta di risoluzione all'Onu;
secondo quanto riferito dal Ministro Frattini, la riunione del 13 ottobre 2003 si è conclusa con l'impegno della presidenza italiana dell'Unione europea a «informare con una nota scritta» gli altri Governi dell'Unione europea sul risultato dei colloqui bilaterali che sta intraprendendo sulla proposta avanzata dall'Italia di presentare una risoluzione all'Assemblea generale delle Nazioni Unite;
la presidenza italiana sta lavorando per arrivare ad un consenso europeo ampio, superando le perplessità e le incertezze esistenti;

impegna il Governo

a continuare l'azione diplomatica e politica per arrivare a passi definitivi per la presentazione e l'adozione nell'Assemblea generale in corso di una risoluzione a favore della moratoria universale delle esecuzioni capitali, in adempimento dei suoi proclamati impegni e dei mandati del Parlamento europeo e del Parlamento italiano.
(1-00278) «Ronchi, Anedda, Landolfi, Patarino, Gamba, Saglia, Malgieri, Meroi, Ascierto, Airaghi, Alboni, Leo, Pezzella, Migliori, Taglialatela».
(22 ottobre 2003)

La Camera,
premesso che:
il 4 settembre 2003, il Parlamento europeo ha «invitato la presidenza italiana a concretizzare il suo impegno a far adottare una moratoria universale sulle esecuzioni capitali durante la prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite;
il 29 settembre 2003 il presidente della Commissione europea Romano Prodi ha dichiarato di condividere la posizione del Parlamento europeo e ha chiesto che la campagna «ormai decennale per una moratoria mondiale delle esecuzioni trovi la giusta conclusione in Assemblea generale»;
dopo un primo parere contrario alle iniziative pro moratoria in Assemblea generale, espresso il 21 luglio 2003, il Consiglio dei Ministri degli affari esteri dell'Unione europea ha deciso di riaprire la discussione nelle riunioni del 29 settembre 2003 a Bruxelles e del 13 ottobre 2003 a Lussemburgo;
secondo quanto riferito dal Ministro Frattini, la riunione del 13 ottobre 2003 si è conclusa con l'impegno della presidenza italiana dell'Unione europea a «informare con una nota scritta» gli altri Governi dell'Unione europea sul risultato dei colloqui bilaterali che sta intraprendendo sulla proposta avanzata dall'Italia di presentare un risoluzione all'Assemblea generale delle Nazioni Unite;
si è accumulato un gravissimo ritardo politico rispetto all'adozione della risoluzione pro moratoria da parte dell'Assemblea generale dell'Onu in corso, tant'è che da parte dei delegati al Palazzo di vetro si sta dando per acquisito che non vi sarà quest'anno un'iniziativa italiana contro la pena di morte; inoltre, rischia di consumarsi del tutto anche il tempo tecnico per la stessa presentazione della risoluzione, essendo l'Assemblea generale iniziata ormai dal mese di settembre 2003 e dovendo le risoluzioni sui diritti umani essere state già depositate;
a favore della moratoria si è espresso in più occasioni anche il Parlamento italiano, da ultimo con le mozioni approvate il 29 luglio 2003 dalla Camera dei deputati e il 25 settembre 2003 dal Senato della Repubblica;

impegna il Governo

a compiere i passi conclusivi, ormai urgenti e necessari, per la presentazione e l'adozione nell'Assemblea generale in corso di una risoluzione a favore della moratoria universale delle esecuzioni capitali.
(1-00280) «Calzolaio, Violante, Fassino, Agostini, Bogi, Innocenti, Magnolfi, Montecchi, Nicola Rossi, Ruzzante, Cabras, Crucianelli, Folena, Fumagalli, Melandri, Ranieri, Sereni, Spini, Vigni».
(29 ottobre 2003)

La Camera
premesso che:
nel 1994 l'Unione europea, su iniziativa del Governo italiano, presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Silvio Berlusconi, presentò all'Assemblea generale dell'Onu una risoluzione per la sospensione della pena di morte, battuta poi per otto voti;
l'impegno a presentare una risoluzione per la moratoria Assemblea generale dell'Onu è stato annunciato il 6 maggio 2003 dal Vicepresidente del Consiglio dei ministri, onorevole Gianfranco Fini, in occasione della visita in Italia dell'ex Governatore dell'Illinois George Ryan;
nel corso del dibattito sul programma del semestre italiano dell'Unione europea, il Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Silvio Berlusconi, ha ribadito l'impegno a presentare una richiesta condivisa dal Parlamento europeo;
il 29 luglio 2003 la Camera dei deputati ha approvato tre mozioni in appoggio all'azione del Governo per la moratoria;
dalla riunione del Consiglio dei Ministri degli affari esteri dell'Unione europea del 29 settembre 2003 è emerso che l'obiettivo della moratoria mondiale è condiviso dai partner europei, ma ci sono divergenze tattiche sull'opportunità e sui tempi di una proposta di risoluzione all'Onu, mentre una successiva riunione del 13 ottobre 2003, secondo quanto riferito dal Ministro Frattini, si è conclusa con l'impegno della presidenza italiana dell'Unione europea a «informare con una nota scritta» gli altri Governi dell'Unione europea sul risultato dei colloqui bilaterali che sta intraprendendo sulla proposta avanzata dall'Italia di presentare una risoluzione all'Assemblea generale delle Nazioni Unite;

impegna il Governo

a proseguire nell'azione diplomatica volta ad arrivare al più presto ad un consenso europeo il più ampio possibile che permetta la presentazione e l'adozione nell'Assemblea generale dell'Onu di una risoluzione a favore della moratoria universale delle esecuzioni capitali, in adempimento dei suoi proclamati impegni e dei mandati del Parlamento europeo e del Parlamento italiano.
(1-00282) «Naro, Volontè, Ciro Alfano, Emerenzio Barbieri, Dorina Bianchi, Riccardo Conti, Cozzi, D'Agrò, D'Alia, Degennaro, De Laurentiis, Di Giandomenico, Filippo Maria Drago, Giuseppe Drago, Follini, Giuseppe Gianni, Grillo, Anna Maria Leone, Liotta, Lucchese, Maninetti, Mazzoni, Mereu, Mongiello, Peretti, Ranieli, Romano, Rotondi, Tabacci, Tanzilli, Tucci».
(3 novembre 2003)



INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

CAMINITI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
secondo un'indagine effettuata dall'Istituto superiore di sanità, sarebbero oltre 7.600 gli ultrasessantacinquenni deceduti per effetto del caldo eccezionale verificatosi nell'estate 2003 nel nostro Paese;
tutto questo è certamente dipeso da circostanze climatiche eccezionali, che hanno provocato gli effetti più pesanti, soprattutto, nei centri medio-grandi del Nord, evidentemente meno attrezzati a fronteggiare lunghi periodi di caldo torrido;
è possibile, anzi probabile, che siamo di fronte ad un processo di cambiamento profondo del clima, per cui sono da attendersi altre estati molto calde ed è, quindi, opportuno, tra l'altro, attrezzare diffusamente le strutture sanitarie pubbliche con impianti di climatizzazione -:
quali misure si siano adottate e si intendano adottare per prevenire il ripetersi in futuro di eventi negativi come quelli verificatisi nell'estate 2003.
(3-02826)
(4 novembre 2003)

ALFONSO GIANNI. - Al Ministro delle politiche agricole e forestali. - Per sapere - premesso che:
un'ordinanza del tribunale di Grosseto del 21 agosto 2003 ha accolto, in via cautelare e in attesa del giudizio di merito, la richiesta della società proprietaria di rilascio dell'azienda agricola di Castiglioncello Bandini, in comune di Cinigiano, da parte della cooperativa agricola Eughenia;
da quattro anni e mezzo la cooperativa conduce un progetto di valorizzazione dell'azienda e del borgo omonimo, in via di progressivo spopolamento, con il sostegno del territorio e delle amministrazioni locali;
la cooperativa è stata immessa nel possesso dell'azienda con un contratto di affitto triennale e un compromesso di compravendita, che prevedeva l'intervento dell'Ismea (ex Cassa per la formazione della proprietà contadina);
per motivi indipendenti dalla volontà della cooperativa, l'erogazione di tale finanziamento è stato deliberato, così come è avvenuto per molte altre aziende italiane, successivamente alla scadenza del compromesso;
per tutelare gli investimenti già profusi, i posti di lavoro dei soci e dei dipendenti, gli animali allevati e i miglioramenti apportati all'azienda, la cooperativa ha intrapreso un'azione legale volta al riconoscimento della natura agraria dell'affitto e della sua durata quindicennale, in merito al quale pende un giudizio presso la Corte di Cassazione;
la cooperativa ha costantemente dimostrato la volontà di non abbandonare gli impegni progettuali pubblicamente assunti, anche coinvolgendo altri partner, che permetterebbero di affrontare una maggiorazione del prezzo per addivenire ad una soluzione transattiva;
in seguito a una mozione (n. 550, prot. 1936/2104.4 del 28 febbraio 2003), votata all'unanimità dal consiglio regionale della Toscana, la presidenza della giunta regionale della Toscana ha costituito un tavolo di trattativa, cui la società proprietaria ha aderito il 2 luglio 2003 e che è tuttora attivo;
un comitato di solidarietà, promosso da associazioni agricole, ambientaliste e sindacali, si è già impegnato a intraprendere azioni di mobilitazione a sostegno della cooperativa Eughenia;
un appello è stato rivolto al prefetto di Grosseto, al fine di scongiurare l'intervento della forza pubblica in un'eventuale esecuzione dell'ordine di sfratto e per adoperarsi per un buon esito di una soluzione transattiva -:
cosa il Governo intenda fare rispetto alla possibilità di riordino del sistema fondiario, nella direzione di garantire a giovani e contadini il diritto alla terra a prezzi socialmente equi e sostenibili dal punto di vista produttivo, e se non intenda intervenire con urgenza nelle situazioni che rischiano concretamente di vedere realizzati sfratti o abbandono di terreni da parte di aziende contadine, che hanno contratti di uso di varia natura, con misure di «sospensione delle procedure di sfratto» del tipo di quelle che si fanno per gli affitti delle abitazioni civili.
(3-02827)
(4 novembre 2003)

ANNA MARIA LEONE. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
è prevista a Verona la realizzazione di un'opera pubblica di superficie, la cosiddetta «metrotranvia»;
attraverso questo sistema di trasporto pubblico si può invertire l'attuale situazione di paralisi del traffico cittadino, destinata altrimenti a peggiorare, con grave danno alla salute dei cittadini, oltre che al patrimonio artistico e monumentale della città;
la legge n. 211 del 1992 prevede finanziamenti per il trasporto pubblico su sede fissa;
il comune di Verona ha presentato istanza di finanziamento per la costruzione della tramvia nel 1994;
per la realizzazione della prima linea, da San Michele alla stazione di Porta Nuova (cosiddetta «tramvia est-ovest»), è stato assegnato un primo finanziamento, di circa 120 miliardi di vecchie lire, con delibera del Cipe;
il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con riferimento a questo primo finanziamento, ha approvato i progetti ed impegnato le risorse;
il comune di Verona ha presentato un altro progetto inerente una seconda linea (cosiddetta «tramvia nord-sud»), cui il Cipe ha assegnato risorse per oltre 170 miliardi di vecchie lire;
anche il secondo progetto è stato approvato e sono state impegnate, nel 2002, le relative risorse da parte del ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
il comune di Verona ha chiesto, al ministero di cui sopra, all'inizio del 2003 una rimodulazione dell'intero intervento -:
quale sia lo stato attuale della procedura e quali siano le iniziative che il ministero delle infrastrutture e dei trasporti intenda adottare in merito.
(3-02828)
(4 novembre 2003)

CÈ, GUIDO GIUSEPPE ROSSI, DARIO GALLI, LUCIANO DUSSIN, BALLAMAN, BIANCHI CLERICI, BRICOLO, CAPARINI, DIDONÈ, GUIDO DUSSIN, ERCOLE, FONTANINI, GIBELLI, GIANCARLO GIORGETTI, LUSSANA, FRANCESCA MARTINI, PAGLIARINI, PAROLO, POLLEDRI, RIZZI, RODEGHIERO, SERGIO ROSSI, STUCCHI e VASCON. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
gravissimo è stato il danno arrecato a centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori italiani (per un totale di oltre 14 miliardi di euro) dal mancato rimborso dei bond argentini a partire dalla crisi del 2001;
è da considerare il ruolo esercitato dal sistema bancario nel suo complesso, che, a prescindere dal rischio-Paese, ovviamente non prevedibile né evitabile, ha consentito il collocamento di tale titoli ad una platea di piccoli risparmiatori, forse non sufficientemente consci del rischio che stavano correndo investendo in titoli di Stato di un Paese emergente come l'Argentina;
devastante è la prospettiva, per i risparmiatori, di vedersi rimborsati a mala pena il 25 per cento del capitale investito;
vi è il pericolo che, durante la fase di ristrutturazione del debito estero argentino, possa essere prevista una corsia privilegiata per le grandi istituzioni bancarie mondiali, a discapito dei piccoli risparmiatori;
la Lega Nord Padania ha presentato una proposta emendativa per istituire un fondo di solidarietà a favore dei piccoli risparmiatori italiani travolti dal crack argentino -:
quali iniziative il Governo intenda adottare, sia in sede internazionale che in sede nazionale, per cercare di limitare il danno subito da centinaia di migliaia di famiglie di questo Paese.
(3-02829)
(4 novembre 2003)

BULGARELLI. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
in Iraq gli scontri armati non sono cessati. Tra le truppe della coalizione, le vittime della «pace» hanno già abbondantemente superato quelle della fase che ha portato alla deposizione del Governo di Saddam Hussein: le vittime nella coalizione sono salite a 434, di cui 378 americani, il numero di feriti statunitensi è di 2149, per non parlare degli oltre seimila rimpatriati per «ragioni di salute»;
gli attacchi da parte della guerriglia irachena sono aumentati, settimana dopo settimana, sino ad arrivare a circa trenta al giorno, e la spirale di violenza non sembra ancora aver raggiunto l'apice;
come dimostrano inequivocabilmente ed inesorabilmente le crude cifre, la guerra in Iraq è, quindi, lungi dall'essere conclusa e i media di tutto il mondo iniziano a paragonare l'Iraq al Vietnam;
è stato detto che il contingente italiano in Iraq veniva inviato in una missione di pace, ma, secondo gli interroganti, nelle attuali condizioni, questa missione appare impraticabile ed è, quindi, venuto meno il senso della presenza italiana in questo contesto -:
se non ritenga di dover ritirare urgentemente le nostre truppe.
(3-02830)
(4 novembre 2003)

MILANA. - Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
sul cosiddetto decreto «salva - calcio» (decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, convertito, con modificazioni dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27 si profila il rischio di due diverse procedure da parte della Commissione europea: una del Commissario per la concorrenza, Mario Monti, relativa all'indagine per sospetta violazione delle norme in materia di aiuti di stato, e l'altra, per contrarietà alla direttiva europea sulla contabilità aziendale, per iniziativa del Commissario al mercato interno, fiscalità e unione doganale, Frits Bolkestein;
la notizia sta creando forte allarme nel mondo sportivo, anche perché i benefici previsti dal provvedimento potrebbero essere sospesi già dalle prossime settimane, con la decisione formale dell'apertura dell'inchiesta;
già durante il dibattito presso le Camere l'opposizione aveva fortemente contestato queste disposizioni e voci critiche si erano sollevate anche fuori dal Parlamento, dal presidente della Ferrari e vicepresidente onorario del Bologna calcio, Luca Cordero di Montezemolo, al fiscalista Victor Uckmar -:
quali iniziative siano allo studio e quali provvedimenti il Governo intenda conseguentemente assumere a tutela del mondo del calcio professionistico.
(3-02831)
(4 novembre 2003)

FOLENA, INNOCENTI, RUZZANTE, FUMAGALLI, CRUCIANELLI, LEONI, LOLLI, PANATTONI, MAGNOLFI, MUSSI, SASSO, CHIAROMONTE, GRILLINI, MONTECCHI, GRANDI, BENVENUTO, SCIACCA, ZUNINO, BOVA, RANIERI, GIULIETTI, DI SERIO D'ANTONA, MOTTA, PINOTTI, SANDI, SINISCALCHI, GRIGNAFFINI, NIGRA, MARTELLA, MARONE, CALZOLAIO, BONITO, GAMBINI, CAZZARO, CAPITELLI, ADDUCE, ZANOTTI, MAURANDI, DIANA, GIACCO, DUCA, TOCCI, PREDA, OTTONE, ANGIONI, MELANDRI, TRUPIA, ROTUNDO, CRISCI, BORRELLI, MARIOTTI, ROSSIELLO, CENNAMO, GASPERONI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Per sapere - premesso che:
a quanto si apprende dagli organi di stampa, il giorno 15 ottobre 2003 l'Alitalia e l'Enac avrebbero firmato un'intesa con l'ambasciata degli Stati Uniti in Italia, riguardo l'accesso alle banche dati della compagnia di bandiera da parte delle autorità americane;
secondo tale accordo, il Custom board security americano potrà avere accesso alla banca dati della compagnia italiana e, in un primo tempo, per ragioni tecniche, le autorità americane potranno accedere all'intera banca dati dell'Alitalia, in attesa di rendere operativo un criterio che permetta di selezionare solo i dati relativi ai passeggeri diretti negli Stati Uniti;
tra i dati accessibili alle autorità statunitensi vi sarebbero, oltre alle generalità, il numero telefonico di casa, l'e-mail, la data di prenotazione e del viaggio, il nome dell'agenzia di viaggio, tutte le informazioni sul biglietto (data di emissione, tipo di biglietto ed altre), l'indirizzo del titolare della carta di credito, l'indicazione del numero dei bagagli, imprecisate informazioni «sensibili per la sicurezza» e tutte le eventuali modifiche intervenute nel tempo a tali dati;
contro le richieste degli Usa, in difesa del diritto alla privacy dei cittadini europei, si è espresso il Parlamento europeo con la risoluzione 0429 del 2003;
già nel marzo del 2003 il caso aveva suscitato l'allarme da parte dell'Autorità italiana garante per la protezione dei dati personali, la quale, nell'apprendere gli sviluppi della vicenda, ha dichiarato di non essere stata consultata e di riservarsi di esaminare la coerenza dell'accordo con la legislazione italiana e comunitaria, nonché con la citata risoluzione del Parlamento europeo;
nella medesima dichiarazione, l'Autorità garante per la protezione dei dati personali sottolinea, inoltre, che «in materia sono in corso a Washington negoziati tra il Commissario europeo Bolkenstein ed il responsabile del Department of homeland security, Tom Ridge, per individuare garanzie adeguate che soddisfino insieme le esigenze di sicurezza e la tutela dei diritti dei cittadini» -:
quali misure intenda adottare il Governo al fine di tutelare la privacy dei passeggeri italiani e, in particolare, se il Governo non intenda adoperarsi affinché sia annullato l'accordo intervenuto tra Alitalia, Enac e ambasciata statunitense di cui in premessa o, quanto meno, affinché sia sospeso per permettere un accurato esame da parte dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali.
(3-02832)
(4 novembre 2003)

ANEDDA, PEZZELLA, AIRAGHI, ALBONI, AMORUSO, ARMANI, ARRIGHI, ASCIERTO, BELLOTTI, BENEDETTI VALENTINI, BOCCHINO, BORNACIN, BRIGUGLIO, BUONTEMPO, BUTTI, CANELLI, CANNELLA, CARDIELLO, CARRARA, CARUSO, CASTELLANI, CATANOSO, CIRIELLI, COLA, GIORGIO CONTE, GIULIO CONTI, CORONELLA, CRISTALDI, DELMASTRO DELLE VEDOVE, FASANO, FATUZZO, FIORI, FOTI, FRAGALÀ, FRANZ, GALLO, GAMBA, GERACI, GHIGLIA, ALBERTO GIORGETTI, GIRONDA VERALDI, LA GRUA, LA RUSSA, LA STARZA, LAMORTE, LANDI DI CHIAVENNA, LANDOLFI, LEO, LISI, LO PRESTI, LOSURDO, MACERATINI, MAGGI, MALGIERI, GIANNI MANCUSO, LUIGI MARTINI, MAZZOCCHI, MENIA, MEROI, MESSA, MIGLIORI, MUSSOLINI, ANGELA NAPOLI, NESPOLI, ONNIS, PAOLONE, PATARINO, ANTONIO PEPE, PORCU, RAISI, RAMPONI, RICCIO, RONCHI, ROSITANI, SAGLIA, SAIA, GARNERO SANTANCHÈ, SCALIA, SELVA, SERENA, STRANO, TAGLIALATELA, TRANTINO, VILLANI MIGLIETTA, ZACCHEO e ZACCHERA.- Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
Trenitalia s.p.a., società del gruppo Ferrovie dello Stato, ha deciso la dismissione di 57 vagoni letto di vecchia generazione, senza prevederne la sostituzione, e, come risulta dal nuovo prospetto organizzativo, ha fissato i nuovi orari, che comporteranno la perdita di 13.000 corse e la soppressione di 21 servizi;
l'operazione comporterà un esubero strutturale di circa 168 lavoratori nella Compagnie des wagon lits, società appaltatrice a livello nazionale dei servizi vagoni letto di proprietà delle Ferrovie dello Stato;
la grave decisione di Trenitalia s.p.a. avrà negative ripercussioni non solo sulla situazione occupazionale, per la quale sono già previste delle agitazioni sindacali, ma anche e soprattutto nei confronti di quei passeggeri, che, per comodità o per necessità, non fruiscono di altri mezzi di trasporto pubblico, se non quello ferroviario;
comunque, le aziende del gruppo Ferrovie dello Stato, nello stesso bacino di utenza dell'accompagnamento notte wagon lits, espletano servizi similari a quelli oggetto di dismissione, come la scorta sulle vetture cuccette, con l'impiego di personale stagionale e/o a tempo determinato;
dunque, coesistono società, con esubero di personale non ricollocabile e senza possibilità di utilizzare ammortizzatori sociali, e il gruppo Ferrovie dello Stato, che, per sopperire a carenza di organico, assume personale stagionale e temporaneo, che potrebbe essere diversamente collocato -:
se i ministri interrogati siano a conoscenza di tale anomala situazione e quali misure intendano adottare a tutela sia dei passeggeri che dei lavoratori a rischio.
(3-02833)
(4 novembre 2003)