TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 337 di Mercoledì 9 luglio 2003

DISEGNI DI LEGGE DI CUI SI PROPONE L'ASSEGNAZIONE A COMMISSIONE IN SEDE LEGISLATIVA

II Commissione permanente (Giustizia):

«Nuove disposizioni in materia di visto di controllo sulla corrispondenza dei detenuti». (2675)
(La Commissione ha elaborato un nuovo testo).

VII Commissione permanente (Cultura):

«Concessione di un contributo all'Agenzia mondiale antidoping» (3918)
(La Commissione ha elaborato un nuovo testo).


MOZIONI SULLA SITUAZIONE DELL'ORDINE PUBBLICO A NAPOLI E NELLE AREE LIMITROFE

La Camera,
premesso che:
assai preoccupante è lo stato della sicurezza dei cittadini nella città di Napoli e nella sua provincia, come emerge dagli allarmi più volte lanciati dai mezzi d'informazione e, soprattutto, dalla crescita del numero complessivo dei reati e di quelli di maggior allarme sociale;
la situazione è resa ancora più grave dalla presenza di forti organizzazioni camorristiche e di altrettanto forti organizzazioni del riciclaggio, che sono alle spalle degli scippi e dei furti che colpiscono, rispettivamente, i turisti e le private abitazioni;
l'attuale situazione genera assuefazione all'illegalità, specie nelle generazioni più giovani, e fa nascere un clima di sfiducia nei confronti delle istituzioni;
l'insicurezza dei cittadini dipende anche dallo stato comatoso dell'amministrazione della giustizia a Napoli e provincia, determinato principalmente dall'insufficienza degli organici della magistratura e dell'apparato amministrativo, in particolare a Nola, a Torre Annunziata e a Napoli;
la responsabilità per la crisi dell'amministrazione della giustizia ricade prevalentemente sul Ministro della giustizia, che non ha dato applicazione alle norme, già approvate dal Parlamento, che istituiscono le sezioni distrettuali, snelliscono i concorsi in magistratura, prevedono l'assunzione di altri 1.000 magistrati;
è essenziale potenziare le forze di polizia, garantire una dignitosa sistemazione dei commissariati e delle caserme, assicurare i mezzi economici per la riparazione delle autovetture, molte delle quali sono obsolete o non possono essere utilizzate proprio per la mancanza di risorse economiche;
è altrettanto essenziale assicurare un'equa retribuzione degli straordinari a tutte le forze di polizia;
si considera con particolare allarme che sembra emergere in alcune città un tentativo di forte limitazione della libertà di voto da parte delle organizzazioni camorristiche, imponendo a molti elettori di fotografare con videotelefoni la scheda votata;
si valuta positivamente l'invio a Napoli da parte del Ministro dell'interno di mille unità, che, però, dovrebbero fermarsi solo sino all'inizio del mese di luglio 2003;

impegna il Governo:

ad attivarsi affinché:
a) i mille appartenenti alle forze di polizia restino almeno sino a fine 2003;
b) si completino nel frattempo gli organici della polizia di Stato, che vede carenze di organico per ben 500 uomini;
c) si dia attuazione al piano per costruire 15 caserme in provincia di Napoli e Caserta e si ristrutturino i commissariati della città di Napoli, iniziando da quelli che sono in condizioni incompatibili con il prestigio di cui devono godere le forze di polizia;
d) si riprenda in via prioritaria l'attacco ai patrimoni della camorra e delle organizzazioni della ricettazione;
e) si attuino entro il 2003 le norme che istituiscono le sezioni distrettuali e snelliscono le procedure per il concorso in magistratura e si completino i concorsi per l'assunzione di 1.000 nuovi magistrati;
f) si assicurino le registrazioni immediate dei carichi pendenti e si diano disposizioni perché i rapporti di polizia giudiziaria informino l'autorità giudiziaria di tutte le denunce già presentate a carico della stessa persona;
g) siano inserite nel documento di programmazione economico-finanziaria e nel disegno di legge finanziaria per il 2004 previsioni e disposizioni per una migliore garanzia della sicurezza dei cittadini e del lavoro delle forze dell'ordine;
h) si garantisca la libertà di voto, in particolare a Giugliano, Casoria, Melito, Quarto, Casal di Principe, anche emanando circolari che vietino di portare nella cabina elettorale videotelefoni.
(1-00208)
«Violante, Cennamo, Siniscalchi, Ranieri, Bonito, Petrella, Marone, Roberto Barbieri, Diana».

La Camera,
premesso che:
le città di Napoli e Caserta e le loro province vivono una costante emergenza sicurezza;
l'elevato numero di crimini e di episodi di violenza sono da addebitarsi anche ad una forte incidenza della criminalità organizzata nel territorio;
le forze dell'ordine che operano a Napoli e Caserta fanno tutto ciò che è nelle loro possibilità per assicurare ai cittadini un efficace controllo del territorio ed un adeguato contrasto alla criminalità;
nelle città di Napoli e Caserta, come purtroppo in altre realtà ad alto tasso di criminalità, gli organici delle forze di polizia risultano essere non sufficienti ed i mezzi a disposizione degli operatori risultano spesso inadeguati alle esigenze;
tale situazione è stata ereditata dalla XIII legislatura, in cui, tra l'altro, si erano assunti impegni di spesa per il potenziamento degli organici fino al 2004;
questo Esecutivo ha, inoltre, verificato l'esistenza di un debito pregresso per locazioni passive per i presidi delle forze di polizia sul territorio pari a 700 miliardi di vecchie lire e di un debito pregresso di 200 miliardi di vecchie lire per spese telefoniche;
ad avviso dei firmatari della mozione, gli stessi operatori di polizia della Campania sono stati fortemente turbati dai provvedimenti assunti dall'autorità giudiziaria dopo gli incidenti di Napoli del marzo 2001, che hanno suscitato negli agenti la convinzione di non poter più prestare il proprio servizio in Campania con la stessa serenità di prima ed hanno ingenerato sfiducia nella magistratura locale;
moltissimi operatori di polizia sono impegnati quotidianamente in sempre maggiori servizi proprio su delega della locale autorità giudiziaria, come notifiche, interrogatori ed esercizio del ruolo di pubblico ministero nei dibattimenti;
il Governo, a testimonianza dell'attenzione che riserva alla questione sicurezza, è intervenuto in modo concreto, inviando a Napoli e Caserta 1200 unità di polizia in servizio provvisorio con l'operazione «alto impatto»;

impegna il Governo:

a potenziare in modo progressivo l'organico della polizia di Stato delle questure di Napoli e di Caserta fino a raggiungere un aumento di organico pari almeno alla vacanza esistente, procedendo al trasferimento del personale di origine campana in servizio nelle diverse regioni italiane, che consentirebbe di evitare ogni spesa riguardante la sistemazione logistica e amministrativa;
ad attivarsi per risanare le situazioni debitorie pregresse, attraverso la previsione nei prossimi disegni di legge finanziaria delle risorse economiche per gli organici, gli straordinari, i mezzi e i nuovi apparati tecnologici necessari per un sempre maggiore ed efficace contrasto alla criminalità;
ad assumere ogni iniziativa utile ad evitare che le forze dell'ordine vengano ancora impegnate in servizi impropri;
ad effettuare un'azione di monitoraggio sulla corretta applicazione - nei territori ad alta densità criminale, quale quello partenopeo - della legge 31 maggio 1965, n. 575, come modificata dalla legge 7 marzo 1996, n. 109, in tema di amministrazione e vendita dei beni confiscati alla malavita organizzata.
(1-00236)
«Ascierto, Pezzella, Coronella, Landolfi, Cardiello, Taglialatela, Cola, Nespoli, Bocchino, Mussolini, Cannella, Giorgio Conte, Gamba, Geraci, Maceratini, Menia, Gianni Mancuso».
(3 luglio 2003).

La Camera,
premesso che:
il problema della crescita della criminalità diffusa e organizzata nella città e nelle provincia di Napoli e in quella di Caserta ha conosciuto negli ultimi anni una impressionante escalation, ripetutamente denunciata dai mezzi di informazione, tale da pregiudicare pesantemente le condizioni di sicurezza dei cittadini;
tale problema endemico non ha trovato fino ad oggi da parte dello Stato risposte adeguate, tali da contrastare efficacemente e da estirpare quelle forme di criminalità organizzata o anche di semplice attuazione o assuefazione ad un regime di diffusa illegalità, che pervadono e soffocano la vita dei cittadini e comprimono e inquinano il tessuto sociale;
gli effetti positivi pur registrati di recente derivanti dalla decisione, a seguito della denuncia di fatti criminosi da parte della stampa e dell'opposizione parlamentare, di inviare per alcuni mesi un supplemento straordinario di forze dell'ordine con l'operazione «alto impatto» rischiano, qualora si trattasse di una misura isolata e temporanea, di costituire un intervento episodico, anziché la fase iniziale di un intervento organico e strutturale teso a combattere e a rimuovere radicalmente il fenomeno;
l'operazione «alto impatto» ha registrato un effetto positivo soprattutto nella città di Napoli, ma non altrettanto nell'intera area metropolitana, di cui la provincia rappresenta, con i suoi due milioni di abitanti, la fortissima conurbazione ed il degrado ambientale, la parte più esposta e trascurata;
un intervento organico e strutturale richiede sforzi e disponibilità finanziarie adeguate per incrementare e motivare gli organici che operano nel settore dell'amministrazione della giustizia e delle forze dell'ordine, per garantire un'adeguata formazione del personale e un'adeguata e aggiornata strumentazione e per rinforzare e incrementare le strutture di controllo sul territorio, in particolare nell'area di fortissima conurbazione e di degrado ambientale nella provincia di Napoli;
desta perplessità il ritardo con cui il Ministro della giustizia sta dando seguito alle norme già approvate dal Parlamento che prevedono l'assunzione di altri 1000 magistrati;

impegna il Governo:

a proseguire l'operazione «alto impatto», con lo stesso impegno quantitativo e qualitativo di mezzi e di uomini messo in campo nei mesi scorsi, fino a che se ne registri la necessità;
ad adottare le opportune iniziative affinché siano immediatamente poste in essere le deroghe al blocco di assunzioni nella pubblica amministrazione, in modo tale da consentire l'immissione di nuovo personale negli organici delle forze di polizia, prevedendo una specifica destinazione dello stesso al rafforzamento degli organici di Napoli e in particolar modo della provincia;
a dare tempestiva attuazione alle norme che istituiscono le sezioni distrettuali, snelliscono le procedure per i concorsi in magistratura e prevedono l'assunzione di altri 1000 magistrati;
ad adottare tutte le iniziative necessarie affinché sia risolto in modo definitivo il problema dell'individuazione della sede e della realizzazione del terzo tribunale in provincia di Napoli e a provvedere a far fronte immediatamente a situazioni di emergenza ai limiti della insostenibilità, come per quel che riguarda la carenza di organici a fronte dell'enorme carico di pendenze per il settore penale e civile del tribunale di Nola;
a dare attuazione al piano per la costruzione di caserme in provincia di Napoli e di Caserta e a ristrutturare i commissariati della città o a individuare nuovi allocazioni, laddove quelle esistenti risultino essere in condizioni molto compromesse dal punto di vista dell'agibilità e, talvolta, della decenza;
a riprendere, in via prioritaria e senza esitazioni, l'attacco ai patrimoni e al dominio sul territorio delle organizzazioni criminose;
a prevedere nel documento di programmazione economico-finanziaria adeguate risorse in favore delle forze dell'ordine e del settore della giustizia, in vista della predisposizione della legge finanziaria per il 2004.
(1-00237)
«Castagnetti, Tuccillo, Gerardo Bianco, Gambale, Squeglia, Villari».
(7 luglio 2003).

La Camera,
premesso che:
l'allarme criminalità nelle province di Napoli e Caserta rimane a livelli molto elevati con continui scontri tra organizzazioni malavitose, ma anche con numerosi episodi di microcriminalità, che colpiscono i cittadini e danneggiano anche il turismo e le attività economiche;
molto diffusa è anche la presenza di attività criminali legate ad interventi nei settori di tutela ambientale e della raccolta, dello stoccaggio e dello smaltimento dei rifiuti, con effetti devastanti per la tutela del territorio e per la salute dei cittadini;
l'operazione «alto impatto» ha dato buoni risultati in termini di repressione, ma poco è stato fatto dal Governo in termini di prevenzione in un territorio che necessita, in primo luogo, di servizi per contrastare la diffusa cultura dell'illegalità;
le forze dell'ordine continuano a dover sopperire senza adeguate risorse umane e strumentali a gravi carenze governative nel settore;
la magistratura è gravemente sotto dimensionata rispetto all'illegalità diffusa, che si manifesta in tutte le gradazioni dell'agire violento, dallo scippo alla rapina, dal furto in appartamento alle «gambizzazioni», fino ad arrivare agli omicidi: pesanti risultano i ritardi del ministero della giustizia;
occorrono iniziative governative di lotta alla disoccupazione e alle forme di disagio sociale;

impegna il Governo:

ad attivare un osservatorio per il monitoraggio dei traffici criminali e dei clan camorristi, anche per quanto riguarda le cosiddette «ecomafie», che consenta di fornire tempestivamente alle forze dell'ordine strumenti adeguati alla prevenzione, alla repressione e al controllo;
ad incentivare l'adozione da parte degli enti competenti di iniziative di prevenzione sociale sul territorio, quali valorizzazione di centri sociali, di centri di aggregazione giovanile, di ludoteche, cinema e di altri strumenti di arricchimento culturale e sociale, soprattutto nelle periferie urbane e nei comuni della provincia di Napoli e di Caserta, dove ai giovani spesso non rimane alcuna alternativa alla vita di strada, di modo da lavorare per sradicare alle radici la cultura dell'illegalità, che continua gravemente a diffondersi in queste aree;
a destinare a uso sociale e alla realizzazione di strutture per le forze dell'ordine i numerosi beni che ogni anno vengono confiscati alla malavita organizzata;
a promuovere una campagna informativa che possa aiutare i turisti ad evitare le «strade della pericolosità»;
a favorire l'immissione in ruolo dei mille magistrati, che tuttora attendono l'assunzione, per accelerare i processi e favorire la certezza della pena, in modo che siano evitate le scarcerazioni facili o prescrizioni, che, oltretutto, fanno venir meno il rispetto per la giustizia da parte della maggioranza dei cittadini onesti, che rispettano sempre tutte le regole;
a valutare la possibilità di proseguire l'operazione «alto impatto» incrementando i controlli anche nelle zone periferiche delle città e nei comuni più a rischio.
(1-00238)
«Pecoraro Scanio, Boato, Bulgarelli, Cento, Cima, Lion, Zanella».
(8 luglio 2003).


INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

ONNIS, GIULIO CONTI, MUSSOLINI, GARNERO SANTANCHÈ, PORCU, TAGLIALATELA, CASTELLANI, ANGELA NAPOLI, LISI, CANNELLA, GIANNI MANCUSO, STRANO, PAOLONE, LA RUSSA e CATANOSO. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
il 4 luglio 2003 un'altra giovane dottoressa, Roberta Zedda, è stata brutalmente uccisa a coltellate, dopo un tentativo di violenza sessuale, mentre svolgeva il suo turno di guardia medica nel piccolo ambulatorio di Solarussa, in provincia di Oristano, aggiungendosi alla triste lista dei camici bianchi vittime del proprio lavoro;
i precedenti sono purtroppo agghiaccianti e numerosi, come l'omicidio della dottoressa Maria Monteduro nel Salento nel 1999, il tentato omicidio della donna guardia medico in Abruzzo, l'accoltellamento di un giovane medico a Porto Cesareo nel 1988, l' aggressione e la violenza in un ambulatorio in provincia di Cagliari nel 1984;
da anni la Federazione degli ordini dei medici non perde occasione per denunciare le condizioni di assoluta insicurezza in cui lavorano i medici della guardia medica, obbligati per legge a fornire le proprie prestazioni a qualsiasi ora della notte a chiunque si presenti nel presidio medico e, tuttavia, soli ed in balia di ogni squilibrato, malvivente o tossicodipendente in cerca di psicofarmaci;
nel 1985 le unità sanitarie locali si avvalevano di un vigilante in ciascun punto di guardia, sorveglianza abolita nel 1990 come conseguenza dei tagli alla sanità;
i medici operanti nel servizio di guardia della provincia di Catania hanno sollevato lo stato di agitazione per sollecitare interventi volti ad incrementare il livello di sicurezza del servizio, ricordando l'importanza fondamentale che riveste il loro operato nell'attività di tutela della salute del cittadino -:
quali iniziative urgenti il Ministro interrogato intenda adottare affinché siano assicurati vigilanza e controllo per questi medici che nelle ore notturne e festive sono l'unico riferimento per il cittadino e se non ritenga opportuno, vista la precarietà dei presidi ambulatoriali, adottare tempestivamente iniziative idonee affinché gli enti competenti provvedano a presidiare tutte le sedi della guardia medica. (3-02490)
(8 luglio 2003).

GIUSEPPE GIANNI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
l'eruzione dell'Etna dell'ottobre del 2002, come è noto, ha duramente colpito i comuni che sorgono alle pendici del vulcano, provocando notevoli disagi alla popolazione residente, nonché ingenti danni all'agricoltura e alle attività turistiche e commerciali, con gravi ripercussioni sull'economia locale;
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 29 ottobre 2002 è stato dichiarato lo stato di emergenza in ordine ai gravi fenomeni eruttivi dell'Etna nella provincia di Catania;
una prima risposta alle esigenze delle popolazioni colpite è stata data dal Governo con il decreto legge 4 novembre 2002, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2002, n. 286;
l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2002, n. 3254, è intervenuta successivamente a disciplinare e definire le modalità degli interventi di emergenza, sebbene solo in parte risolva i problemi relativi al ripristino e alla ricostruzione delle strutture danneggiate dall'eruzione del vulcano;
la grave situazione venutasi a determinare a seguito dell'eruzione dell'Etna ha interessato non solo i comuni della provincia di Catania, ma anche quelli delle province di Siracusa, Ragusa, Enna e Messina;
con l'accoglimento dell'ordine del giorno n. 9/3200-bis/182 presentato al disegno di legge finanziaria per il 2003, il Governo si era impegnato ad estendere le provvidenze previste per i comuni della provincia di Catania anche a quelli delle province limitrofe;
con deliberazioni n. 156 e 157 del 30 maggio 2003 la giunta regionale siciliana ha deliberato di estendere la dichiarazione dello stato di calamità per i gravi danni causati dall'eruzione dell'Etna con la conseguente emissione di ceneri vulcaniche anche alle province di Enna (parte), Messina e Siracusa (parte) -:
quali iniziative abbia adottato o intenda adottare per rispettare gli impegni assunti con l'accoglimento dell'ordine del giorno n. 9/3200-bis/182. (3-02491)
(8 luglio 2003).

LOIERO. - Al Ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione. - Per sapere - premesso che:
nel documento sulla verifica della maggioranza «Agenda di governo - semestre luglio 2003 - dicembre 2003», come diffuso dalla stampa, si afferma che «verrà presentato e votato in Parlamento un disegno di legge di modifica costituzionale, che, nel rispetto dei principi fondamentali di unitarietà dell'ordinamento giuridico della nazione, comprenderà il Senato delle regioni, la Corte costituzionale federale, la devoluzione, il rafforzamento della forma di governo»;
il Ministro interrogato è titolare della delega «alle riforme istituzionali elettorali, con particolare riferimento alla normativa di rango costituzionale» -:
quando intenda presentare questo disegno di legge costituzionale, con quali tempi auspichi che avvenga la sua approvazione da parte del Parlamento e se ritenga il ritorno al sistema elettorale proporzionale compatibile con l'impianto istituzionale prefigurato. (3-02492)
(8 luglio 2003).

VIGNI, BERSANI, ABBONDANZIERI, BANDOLI, CHIANALE, DAMERI, RAFFAELLA MARIANI, PIGLIONICA, SANDRI, VIANELLO, ZUNINO, AGOSTINI, INNOCENTI e RUZZANTE. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
in molte regioni del Sud anche quest'anno si registra una situazione sempre più difficile per la mancanza di acqua;
la situazione sta diventando critica anche in diverse parti del Centro e del Nord a causa delle ridotte precipitazioni degli ultimi mesi;
nel 2002, in occasione dell'emergenza idrica che colpì la Sicilia ed altre regioni del Sud, il Presidente della Repubblica, onorevole Carlo Azeglio Ciampi, invitò il Governo, in particolare il Ministro interrogato, ad «adottare misure concrete per l'acqua»;
sempre nel 2002, la Camera dei deputati approvò una mozione che impegnava il Governo ad affrontare in modo risoluto il problema, chiedendo di «destinare risorse straordinarie (almeno il 15 per cento delle risorse previste dalla cosiddetta "legge obiettivo") ad interventi per le reti idriche»;
il 12 luglio 2002 il Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Silvio Berlusconi, annunciò «stanziamenti decisi dal Governo di 2700 miliardi di lire per la Sicilia, 2600 per la Sardegna, 600 per il Molise, 1700 per la Calabria»;
la delibera Cipe del 21 dicembre 2001 aveva previsto 64 interventi per le reti idriche, per un costo di 4,6 miliardi di euro;
ad oggi, tutti questi impegni risultano clamorosamente disattesi: le risorse annunciate dal Presidente del Consiglio dei ministri non sono mai state stanziate; per stessa ammissione del Governo il Cipe ha deliberato il finanziamento solo di 5 interventi (2 in Sicilia, 1 in Puglia e 2 in Basilicata), per un modesto importo di circa 140 milioni di euro, e questi interventi non risultano peraltro, ad oggi, concretamente avviati; né si è provveduto ad approvare il piano degli schemi irrigui e il piano degli interventi idrogeologici prioritari;
anche quest'anno il Governo, dunque, si trova impreparato di fronte ad una situazione di emergenza annunciata, visto che quasi nulla si è fatto per avviare un'efficace azione di ammodernamento e potenziamento delle reti idriche e per riordinare la gestione dei bacini idrici -:
come il Governo giustifichi queste sconcertanti inadempienze rispetto agli impegni necessari per fronteggiare l'emergenza idrica e garantire l'approvvigionamento di acqua ai cittadini ed alle attività produttive. (3-02493)
(8 luglio 2003).

CÈ, GUIDO GIUSEPPE ROSSI, DARIO GALLI, LUCIANO DUSSIN, BALLAMAN, BIANCHI CLERICI, BRICOLO, CAPARINI, DIDONÈ, GUIDO DUSSIN, ERCOLE, FONTANINI, GIBELLI, GIANCARLO GIORGETTI, LUSSANA, MARTINELLI, FRANCESCA MARTINI, PAGLIARINI, PAROLO, POLLEDRI, RIZZI, RODEGHIERO, SERGIO ROSSI, STUCCHI e VASCON. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
dai dati regionalizzati della copertura dei costi previdenziali risulta che la stessa è assicurata soprattutto nelle regioni del Nord: Veneto 105 per cento; Trentino Alto Adige 101 per cento; Lombardia 98 per cento; mentre risulta drammaticamente scoperta nelle regioni del Sud: Calabria 27 per cento; Sicilia 32 per cento; Campania 40 per cento; Basilicata 40 per cento; Puglia 43 per cento;
la media nazionale di copertura risulta del 75 per cento, con una punta di copertura del Lazio del 110 per cento;
le diversità sembrerebbero derivare, da una parte, dalla minore industrializzazione di queste regioni, ma dall'altra, soprattutto, dalla diversa composizione (per cui, ad esempio, in Sardegna su 100 pensioni erogate 41 sono di invalidità, 30 di reversibilità, 23 di vecchiaia e soltanto 5 di anzianità) e dal dilagante fenomeno del lavoro nero, che non rende ovviamente né tasse sul reddito, né contributi all'Inps -:
se, parallelamente a tutte le riflessioni sulla riforma del sistema pensionistico, per far quadrare i conti Inps non si ritenga in primo luogo di dover affrontare a tutti i livelli il problema del lavoro sommerso e della conseguente evasione contributiva. (3-02494)
(8 luglio 2003).

PAPPATERRA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. - Per sapere - premesso che:
è in corso da parte della VIII Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei deputati un'indagine conoscitiva sul sistema di gestione amministrativa degli enti parco nazionali;
nel corso di diverse audizioni e nell'ambito di alcuni sopralluoghi effettuati dalla Commissione presso alcuni parchi nazionali, è emerso che tra gli elementi di difficoltà alcuni sono riconducibili alla mancata definizione degli assetti politico-gestionali;
in particolare, dall'audizione di rappresentanti dell'Associazione italiana direttori aree protette, svolta in data 11 giugno 2003, è emerso che in molti parchi il posto di direttore è vacante e in altri si è provveduto con incarichi a termine o sostituzioni, ad avviso dell'interrogante, di dubbia legittimità;
dal 2 luglio 2002 il ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ha provveduto a bandire il concorso per l'iscrizione all'albo degli idonei all'esercizio dell'attività di direttore di parco e i termini per la presentazione delle domande sono abbondantemente scaduti;
con riferimento ai vertici degli enti parco, è altresì scaturito dall'indagine conoscitiva, che ancora quattro sono commissariati e in altri due, pur essendo stati nominati i presidenti, non si è ancora proceduto alla nomina dei consigli direttivi;
a solo titolo di esempio, si cita il Parco nazionale del Pollino, dove il presidente è stato nominato il 9 ottobre 2002 e i componenti della comunità del parco sono stati indicati il 6 novembre 2002 con delibera n. 11/2002;
tali ritardi negli adempimenti da parte del ministero dell'ambiente e della tutela del territorio risultano assolutamente ingiustificati e rischiano di aumentare i problemi e le inefficienze degli enti di gestione -:
in quali tempi si provvederà alla pubblicazione dell'albo dei direttori di parco, alla nomina dei consigli direttivi nei parchi tuttora sprovvisti e al superamento delle gestioni commissariali negli altri parchi (appennino tosco-emiliano, arcipelago toscano, Circeo e Cilento e Vallo di Diano). (3-02495)
(8 luglio 2003).

DEIANA e VENDOLA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. - Per sapere - premesso che:
da alcune settimane in Sardegna cresce l'allarme tra la popolazione a causa delle notizie che indicano l'isola quale sede di deposito di scorie nucleari;
infatti, secondo un documento elaborato dal gruppo di lavoro presieduto dal generale Jean, con lo scopo di individuare il sito del deposito nazionale delle scorie radioattive provenienti dalle centrali nucleari disattivate, la Sardegna, con le sue numerose miniere non più attive, è stata indicata come probabile sito;
il movimento di opposizione a questa ipotesi è in Sardegna ogni giorno più forte e più attivo: ogni giorno si svolgono manifestazioni di protesta e l'isola appare ormai tappezzata di striscioni con la scritta «no alle scorie»;
un decreto del 7 maggio 2001 affidava alla Sogin s.p.a. la disattivazione di tutti gli impianti elettronucleari: il vicepresidente della Sogin s.p.a. è attualmente anche il capo gabinetto del ministero dell'ambiente e della tutela del territorio;
il giorno 6 luglio 2003, nel corso di una cerimonia di inaugurazione di un'opera pubblica a Olbia, il Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Silvio Berlusconi, ha dichiarato pubblicamente che le scorie in Sardegna non ci saranno mai;
anche il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, professor Pietro Lunardi, parlando durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi il 3 luglio 2003, ha dichiarato che il deposito di scorie nucleari in Sardegna è un'ipotesi destituita di ogni fondamento e che questa è una rassicurazione data dal Presidente del Consiglio dei ministri durante la firma del protocollo d'intesa per le infrastrutture in Sardegna;
l'individuazione dei siti per lo stoccaggio delle scorie nucleari, al contrario di quanto contenuto nell'ordinanza del 21 marzo 2003 del commissario delegato per la sicurezza dei materiali nucleari, deve avvenire nell'ambito della conferenza Stato-regioni, con la partecipazione di tutte le strutture interessate (Apat, Enea, Iss, Sogin), nonché delle organizzazioni sociali (sindacali, politiche e ambientaliste) -:
quali atti intenda porre in essere con la massima urgenza, sempre nell'ambito della conferenza Stato-regioni, per dare concretezza alle affermazioni del Presidente del Consiglio dei ministri, per rimuovere le cause di allarme tra la popolazione della Sardegna e per risolvere lo stridente conflitto di interessi riguardante la doppia funzione del vice presidente della Sogin s.p.a. (3-02496)
(8 luglio 2003).

PINTO. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. - Per sapere - premesso che:
da notizie stampa (si veda L'Unione Sarda di domenica 29 giugno 2003), risulterebbe che, nel corso degli ultimi tre mesi, sono stati depositati in Sardegna circa 70.000 fusti di rifiuti radioattivi;
in particolare, esisterebbe documentazione fotografica in grado di dimostrare che i predetti rifiuti radioattivi sarebbero stati interrati in varie zone dell'isola;
gli episodi denunciati intervengono ad alimentare un clima di forte polemica esistente in Sardegna, anche alla luce della possibile scelta di una località sarda quale sede del deposito unico nazionale dei rifiuti nucleari;
tale clima tende a determinare inquietudini e proteste da parte della popolazione interessata;
la Sardegna è una regione a grande vocazione turistica, tale da non poter sostenere gli effetti di eventuali decisioni di deposito di materiale radioattivo, a pena di una clamorosa perdita di immagine, sia a livello nazionale che internazionale;
appare fondamentale preservare la sicurezza di tutti i cittadini sardi, evitando di porre in essere misure poco trasparenti, che potrebbero minare la fiducia della popolazione -:
se risponda a verità la notizia, riportata in premessa, dell'avvenuto interramento di materiale radioattivo in diversi siti della Sardegna e, in caso affermativo, quali provvedimenti intenda adottare per verificare le relative responsabilità e per porre in atto misure di rimozione dei materiali stessi. (3-02497)
(8 luglio 2003).