TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 309 di Mercoledì 14 maggio 2003

PROGETTI DI LEGGE DI CUI SI PROPONE L'ASSEGNAZIONE A COMMISSIONE IN SEDE LEGISLATIVA

II Commissione permanente (Giustizia):

BONITO ed altri: «Disposizioni per la deflazione del contenzioso e per l'abbreviazione dei tempi del processo civile» (538)

MARTINAT: «Modifica dell'articolo 149 del codice di procedura civile, in materia di notificazione degli atti a mezzo del servizio postale». (672)

RIVOLTA: «Introduzione degli articoli 496-bis e 496-ter del codice di procedura civile in materia di collaborazione del debitore nel pignoramento». (1508)

PISAPIA: «Modifiche al codice di procedura civile in materia di espropriazione forzata immobiliare». (2092)

«Modifiche urgenti al codice di procedura civile». (2229)

NICOTRA: «Introduzione dell'articolo 190-bis del codice di procedura civile, in materia di durata dei procedimenti». (2302)
(La Commissione ha elaborato un testo unificato).

LUCIDI ed altri: «Modifica all'articolo 342-bis del codice civile, in materia di ordini di protezione contro gli abusi familiari». (1495)



MOZIONI SUL COSTO DELLA VITA

La Camera,
premesso che:
il cosiddetto «collegato fiscale», recante la delega al Governo per la riforma fiscale statale, recentemente approvato non prevede «il costo della vita» come criterio per l'adozione di deduzioni dal reddito complessivo;
in occasione della discussione del disegno di legge finanziaria per l'anno 2002, in aula è stato accolto dal Governo, come raccomandazione, l'ordine del giorno n. 9/1984/30, che impegna il Governo, in considerazione del diverso tenore di vita esistente nel Paese, ad utilizzare criteri correlati al costo della vita nell'applicazione delle misure fiscali, al fine di agevolare le fasce meno abbienti ed introdurre il fattore costo della vita nella determinazione dell'indicatore socio-economico per l'accesso ai servizi sociali agevolati;
nel rapporto del Fondo monetario internazionale, elaborato a conclusione della recente missione nel nostro Paese, si evidenzia il fenomeno delle differenziazioni di salari, occupazione e redditi nell'ambito delle regioni interne del Paese, differenziazioni che richiedono l'applicazione di idonee misure per correggerne le distorsioni conseguenti; a tal proposito, il rapporto del Fondo monetario internazionale contiene espressamente l'invito al Governo a concedere «le indennità di carovita», sulla base del diverso costo della vita a livello regionale;

impegna il Governo

ad adottare iniziative normative finalizzate ad introdurre il criterio del «costo della vita» ai fini delle deduzioni da applicare nella tassazione dei redditi dei contribuenti residenti in regioni con un costo della vita più elevato, al fine di sostenere ed equiparare i redditi nelle diverse regioni del Paese.
(1-00093) (Nuova formulazione) «Sergio Rossi, Cè, Caparini, Pagliarini, Polledri, Rizzi, Martinelli, Guido Giuseppe Rossi, Fontanini, Francesca Martini, Didonè, Bricolo».
(4 luglio 2002)

La Camera,
premesso che:
in occasione della discussione del disegno di legge finanziaria per l'anno 2002, in aula è stato accolto dal Governo, come raccomandazione, l'ordine del giorno n. 9/1984/30, che impegna il Governo, in considerazione del diverso tenore di vita esistente nel Paese, ad utilizzare criteri correlati al costo della vita nell'applicazione delle misure fiscali, al fine di agevolare le fasce meno abbienti ed introdurre il fattore costo della vita nella determinazione dell'indicatore socio-economico per l'accesso ai servizi sociali agevolati;
tale misura è del tutto inadeguata, in quanto, invece di introdurre il costo della vita come criterio da adottare nell'applicazione delle misure fiscali, il Governo dovrebbe impegnarsi per contenere l'aumento del costo della vita stesso;
permane una differente valutazione tra l'Istat e numerose associazioni di consumatori, in merito all'incremento reale del costo della vita;
le predette associazioni hanno chiesto all'Istat una documentazione riguardante il «paniere», che, però, non è mai giunta;
appare inderogabile una modificazione dei criteri di rilevazione sull'incremento dei prezzi che incidono sul costo della vita, dal momento che sono cambiati bisogni e stili di vita della popolazione;
l'Istat ha clamorosamente sbagliato nella valutazione dell'ultimo aumento del costo della vita, senza che nessun provvedimento sia stato preso nei confronti dei dirigenti dell'istituto;
l'inflazione programmata, su cui vengono calcolati gli aumenti retributivi dei prossimi rinnovi contrattuali, risulta essere comunque pari a circa la metà di quella statisticamente rilevata, la quale, per le ragioni suddette, viene messa in dubbio da parte di autorevoli ricerche;
può, quindi, determinarsi una diminuzione reale del potere d'acquisto per milioni di lavoratori, addirittura come conseguenza non voluta dei rinnovi contrattuali;
la liberalizzazione di molti servizi un tempo pubblici ha provocato una lievitazione dei prezzi e dei costi per i cittadini, abbassando ulteriormente la capacità d'acquisto delle famiglie italiane, che, secondo le principali associazioni dei consumatori, hanno perduto 2000 euro nel periodo che va dal 1o gennaio 2002;
il nuovo sistema di «mercato condizionato», reso operativo dal 1996 dal Governo per il monitoraggio dell'andamento dei prezzi basati sul metodo price-cap (che è determinato dal tasso di inflazione programmato, indicato nel documento di programmazione economico-finanziaria e nella relazione previsionale programmatica, al quale si sottrae la percentuale di recupero di produttività che l'autorità competente ritiene possibile ed utile da parte della società e degli enti erogatori dei servizi di pubblica utilità), non ha prodotto gli effetti desiderati. D'altro canto, il «blocco dei prezzi» promesso dal Governo è stato ridotto per portata, quantità ed entità dallo stesso al punto da renderlo inefficace;

impegna il Governo

a garantire con appositi criteri che con l'imminente rinnovo del consiglio dell'Istat si pervenga ad una composizione dell'organismo che rappresenti la pluralità di approcci tecnici e scientifici al tema, in grado così di porre sotto osservazione e di rilevare nel modo migliore l'andamento reale del costo della vita;
a sostenere la necessità di una revisione dei sistemi di rilevazione attraverso l'individuazione di indici del costo della vita differenziati per le diverse fasce sociali, abitudini di consumo e capacità di spesa;
a sostenere la necessità di un rafforzamento dell'indagine sui consumi delle famiglie, per determinare in modo più rispondente al vero il peso all'interno del paniere delle sue componenti;
ad adottare iniziative volte all'istituzione di una commissione nazionale per la gestione dell'indice del costo della vita e del paniere, che sia rappresentativa delle parti sociali e delle associazioni dei consumatori;
a sostenere l'introduzione di un meccanismo automatico, che, almeno, permetta il riallineamento annuale dell'inflazione programmata a quella reale, con conseguente obbligo per i datori di lavoro pubblici e privati di reintegrare le retribuzioni della differenza;
ad attivarsi perché sia garantito il diritto di ogni famiglia di avere prezzi molto più contenuti per «i beni e i servizi di pubblica utilità», assicurando, tramite tale via, alcuni dei diritti negati dalle liberalizzazioni;
a far sì che nell'erogazione dei beni e dei servizi di pubblica utilità vi sia una quota che non risponda alla logica del prezzo di mercato, bensì a quella di un prezzo formato dal puro costo del bene o del servizio, fermo restando che per «prezzo di costo» va inteso il prezzo comunemente definito «di mercato», con l'esclusione della quota finanziaria riconducibile all'investimento necessario per la costruzione delle reti ed ai suoi ammortamenti, della quota fiscale diretta o accessoria attribuibile all'esercizio del servizio, nonché della quota riconducibile al profitto delle imprese;
ad attivarsi affinché la quantità del servizio da sottoporre a prezzi di costo sia rapportata alla sua natura di necessità e calcolata proporzionalmente al numero dei soggetti che costituiscono un nucleo familiare, escludendo quei nuclei familiari che hanno un reddito superiore agli 80 milioni di vecchie lire annue;
a far sì che siano definiti come beni e i servizi di pubblica utilità per il consumo familiare in primo luogo i seguenti: energia elettrica, gas per riscaldamento e alimentazione, acqua e depurazione della stessa, comunicazioni telefoniche fisse, raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, trasporti.
(1-00174) «Alfonso Gianni, Giordano, Mascia, Russo Spena, Deiana, Titti De Simone, Mantovani, Valpiana, Vendola, Pisapia».
(24 marzo 2003)



INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

GASPERONI, INNOCENTI, RUZZANTE, AGOSTINI, BUFFO, CORDONI, DIANA, GUERZONI, MOTTA, NIGRA, SCIACCA e TRUPIA. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
le dichiarazioni pubbliche rilasciate recentemente dal Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Berlusconi, e supportate da interviste e dichiarazioni di tecnici ed esperti dell'area di Governo, relative a modifiche da apportare al sistema pensionistico italiano, si discostano, in senso peggiorativo, dai contenuti della proposta di legge delega del Governo in materia, sui quali l'opposizione ha già espresso la propria netta opposizione;
in particolare, sia l'opposizione che i sindacati esprimono ferma contrarietà sulle ipotesi avanzate dal Governo in ordine alla decontribuzione e all'uso obbligatorio del trattamento di fine rapporto;
tra le ipotesi elaborate dal Governo, che l'opposizione ritiene ulteriormente peggiorative, sembrerebbe emergere, tra l'altro, l'intenzione di introdurre forme di disincentivo per allungare la permanenza al lavoro e di innalzamento dell'età pensionabile, rispetto a quanto già previsto dalla normativa vigente -:
quali iniziative intenda adottare il Governo per dare certezze e garanzie ai lavoratori che maturano il diritto alla pensione con le attuali norme.
(3-02279)
(13 maggio 2003)

LA RUSSA, STRANO, AIRAGHI, ALBONI, AMORUSO, ANEDDA, ARMANI, ARRIGHI, ASCIERTO, BELLOTTI, BENEDETTI VALENTINI, BOCCHINO, BORNACIN, BRIGUGLIO, BUONTEMPO, BUTTI, CANNELLA, CANELLI, CARDIELLO, CARRARA, CARUSO, CASTELLANI, CATANOSO, CIRIELLI, COLA, GIORGIO CONTE, GIULIO CONTI, CORONELLA, CRISTALDI, DELMASTRO DELLE VEDOVE, FASANO, FATUZZO, FIORI, FOTI, FRAGALÀ, FRANZ, GALLO, GAMBA, GERACI, GHIGLIA, ALBERTO GIORGETTI, GIRONDA VERALDI, LA GRUA, LA STARZA, LAMORTE, LANDI DI CHIAVENNA, LANDOLFI, LEO, LISI, LO PRESTI, LOSURDO, MACERATINI, MAGGI, MALGIERI, GIANNI MANCUSO, LUIGI MARTINI, MAZZOCCHI, MENIA, MEROI, MESSA, MIGLIORI, MUSSOLINI, ANGELA NAPOLI, NESPOLI, ONNIS, PAOLONE, PATARINI, ANTONIO PEPE, PEZZELLA, PORCU, RAISI, RAMPONI, RICCIO, RONCHI, ROSITANI, SAGLIA, SAIA, GARNERO SANTANCHÈ, SCALIA, SELVA, SERENA, TAGLIALATELA, TRANTINO, VILLANI MIGLIETTA, ZACCHEO e ZACCHERA. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
ai sensi dell'articolo 13 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 e successive modificazioni, l'Inps ha provveduto a cedere i propri crediti contributivi ad una società per azioni, la Scci, appositamente costituita sotto il Governo D'Alema, la quale ha a sua volta inviato ai debitori, in particolare alle aziende ed ai datori di lavoro agricoli, cartelle esattoriali fondate su crediti errati, incerti ed incongrui;
a seguito dell'invio delle cartelle esattoriali, sono state fatte pervenire ai debitori preavvisi di riscossione coattiva, procedure esecutive, iscrizioni di ipoteche e pignoramenti, che stanno portando le imprese al collasso e al rischio di fallimenti diffusi, soprattutto per l'impossibilità degli stessi di regolarizzare la propria posizione debitoria;
il comma 2 dell'articolo 13 della legge 23 dicembre 1999, n. 448 e successive modificazioni, dispone che il Ministro dell'economia e delle finanze, con uno o più decreti, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, determina le tipologie dei crediti ceduti a titolo oneroso ed in massa;
già nella prima tranche di cessione, con i decreti interministeriali che portarono alla stipula del primo contratto di cessione, in particolare quello del 5 novembre 1999, vennero specificate le tipologie dei crediti oggetto di cessione, tra i quali i contributi agricoli unificati;
a breve partirà la quarta tranche di cartolarizzazione, relativa ai crediti contributivi contabilizzati nel 2002, che rischia di compromettere ulteriormente la già precaria situazione economica descritta, allarmando ulteriormente le imprese agricole e le relative associazioni di categoria -:
in quale modo intenda intervenire al riguardo e se non ritenga opportuno sottrarre i contributi agricoli unificati dalla tipologia dei crediti oggetto della quarta tranche di cartolarizzazione, tale da lasciarne la piena disponibilità all'Inps e permettere che le imprese interessate definiscano direttamente con questo ente il giusto dovuto e regolarizzino così la propria posizione debitoria.
(3-02280)
(13 maggio 2003)

COLLÈ, BRUGGER, ZELLER, WIDMANN e DETOMAS. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il giorno 17 marzo 2003 uno tra gli interroganti ha svolto una visita istituzionale presso la casa circondariale di Brissogne (Aosta), nell'ambito di un'iniziativa nazionale finalizzata ad una conoscenza più approfondita della situazione all'interno del penitenziario;
durante la visita guidata dalla direttrice della struttura e con la scorta dei responsabili della sicurezza, si è avuto modo di accedere a tutti i locali della casa circondariale, nonché di parlare con la polizia penitenziaria, il personale medico ed i detenuti stessi;
il carcere di Brissogne, inizialmente concepito per accogliere un numero di detenuti sulle 140 unità, si trova attualmente ad avere 263 detenuti (quasi il doppio di quanto previsto), secondo la recente relazione fornita dalla Commissione giustizia del Senato della Repubblica. Si sono registrate nel carcere fino al 60 per cento di presenze di extracomunitari, più del 90 per cento dei detenuti proviene da altre regioni d'Italia;
l'attuale organico del personale amministrativo ammonta complessivamente a 9 unità, in luogo delle 17 previste per la struttura di Brissogne, escludendo il personale medico, che oggi consiste in una sola persona, anziché le quattro unità previste. Tale carenza è causata principalmente da due fattori fondamentali:
1. l'ultimo concorso risale al 1993;
2. il personale della polizia penitenziaria è regolato da un concorso regionale, autorizzato dal ministero della giustizia, che prevede la possibilità che il personale chieda il trasferimento, dopo sette anni di attività presso la casa circondariale di Brissogne, in qualsiasi altra casa circondariale sul territorio nazionale;
nonostante l'encomiabile volontà dimostrata dalla polizia penitenziaria, costretta dagli eventi a fare una quantità notevole di «straordinari» (purtroppo si è arrivati a fare tre turni giornalieri rispetto ai quattro previsti), la carenza di personale di custodia - 142 unità disponibili invece delle 232 previste - sta creando notevoli difficoltà all'amministrazione -:
quale sia l'intenzione e l'impegno del Governo in tal senso, tenuto conto anche della relazione sulla situazione delle carceri italiane divulgata dalla Commissione giustizia del Senato della Repubblica, quale siano gli intendimenti del Governo per risolvere il serio problema della carenza di personale in generale e, in particolare, presso la casa circondariale di Brissogne e quale sia il tempo stimato dal Ministro interrogato per indire un nuovo concorso che ponga rimedio alle gravi carenze della citata amministrazione penitenziaria valdostana.
(3-02281)
(13 maggio 2003)

RUGGERI. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
il cosidetto «decreto legislativo Gasparri» (n. 198 del 2002) sulle antenne per la telefonia mobile sta creando su gran parte del territorio nazionale gravissime situazioni di disagio e di ribellione dei cittadini, come il caso di molti comuni della provincia di Mantova, a causa dello strapotere degli operatori del settore, che decidono da soli dove, come e quando installare i loro ripetitori;
i problemi irrisolti sono sostanzialmente di due ordini: la mancanza di risultati definitivi di studi medico-scientifici sull'esposizione della popolazione alle onde elettromagnetiche e, soprattutto, la mancanza di partecipazione e ruolo democratico dei cittadini e dei comuni. Questi ultimi pare che non abbiano strumenti in grado di regolare l'installazione delle antenne e consentire un'ordinata pianificazione urbanistica;
nella città di Mantova, grazie a molti comitati di quartiere, con la raccolta di numerosissime firme di cittadini ad opera dell'associazione di Lunetta «Vivere la città», i problemi sollevati riguardano l'installazione di ripetitori proprio nei centri abitati accanto ad asili, scuole e impianti sportivi;
il cosiddetto «decreto legislativo Gasparri» pare svuotare ogni potere costituzionale dei comuni, che non riescono neppure ad aggrapparsi al principio di «precauzione» per incidere sui siti dove si installano le antenne e rimangono in «scacco» rispetto ai cittadini, che non sanno più a chi rivolgersi per farsi rappresentare e tutelare;
operatori del settore pagano bene l'uso dei suoli, sia di proprietà pubblica che privata, e fanno quello che vogliono, coperti proprio dal «decreto Gasparri», tanto che se un operatore del settore decidesse di installare un'antenna, ad esempio a Mantova, davanti la basilica di San Andrea o al centro di piazza Sordello, nessuno potrebbe impedirlo;
pare ormai assodata l'assenza di una normativa che tuteli la salute degli abitanti e la fisionomia dell'arredo urbano -:
se intenda chiarire l'effettiva portata politica e tecnica del decreto legislativo, se non ravvisi la necessità di modificare il decreto per stabilire dei criteri per la scelta dei siti da concordare con i comuni e se non ritenga che sia opportuno intervenire con urgenza per anticipare i blocchi che molti comuni stanno facendo invocando il principio di «precauzione» e per anticipare le vie giudiziarie che diverse regioni hanno intrapreso davanti la Corte costituzionale, al fine di giungere alla dichiarazione illegittimità costituzionale del decreto.
(3-02282)
(13 maggio 2003)

DEIANA e ALFONSO GIANNI. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
grande enfasi è stata data dal Governo italiano all'invio in Iraq di una delegazione della Croce Rossa italiana con la scorta dei carabinieri e con lo scopo di allestire un ospedale da campo;
il delegato del comitato internazionale per la Croce Rossa in Iraq, Giuseppe Renda, ha fortemente criticato l'iniziativa del Governo italiano e della Croce Rossa italiana, giudicando l'invio dell'ospedale da campo inutile e rispondente esclusivamente a fini propagandistici;
il Manifesto del 10 maggio 2003 riporta un'intervista a Renda, nella quale il delegato del comitato internazionale sostiene che quella messa in piedi della sezione italiana è un'azione unilaterale, che viola tutte le normali procedure della Croce Rossa internazionale a cui sono vincolate le singole sezioni nazionali della medesima;
Renda, per spiegarsi come un simile fatto sia potuto accadere, avanza anche l'ipotesi che l'operazione sia parte di un progetto del Governo italiano negoziato prima della guerra e, comunque, esprime e spiega che il comitato internazionale si dissocia nettamente dalla decisione del Governo italiano -:
se la critica del delegato Renda corrisponda o meno a verità, quale sia stato il ruolo del Governo nell'adozione di una procedura che appare gravemente lesiva dell'immagine della sezione italiana della Croce Rossa e quali ne siano le ragioni.
(3-02283)
(13 maggio 2003)

VOLONTÈ, MONGIELLO, PERETTI, GIUSEPPE DRAGO e DORINA BIANCHI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
ad oggi, sono oltre due milioni i morti e cinque milioni i profughi delle ostilità in corso in Sudan;
gli osservatori parlano di un ritorno della schiavitù su larga scala, di stupri pianificati per imbastardire l'etnia, di mutilazioni e torture tra le più orrende;
di fronte a questa strage di innocenti, soprattutto di religione cattolica e di etnia nuba, non sembra esserci una mobilitazione comune dei Governi, delle istituzioni internazionali, delle organizzazioni umanitarie e dei media -:
quali iniziative abbia adottato o intenda adottare al fine di favorire il processo di pace all'interno del Sudan e per mettere fine a questo sterminio, che, sino ad oggi, è passato sotto un imbarazzante silenzio.
(3-02284)
(13 maggio 2003)

CÈ, GUIDO GIUSEPPE ROSSI, DARIO GALLI, LUCIANO DUSSIN, BALLAMAN, BIANCHI CLERICI, BRICOLO, CAPARINI, DIDONÈ, ERCOLE, FONTANINI, GIBELLI, GIANCARLO GIORGETTI, LUSSANA, MARTINELLI, FRANCESCA MARTINI, PAGLIARINI, PAROLO, POLLEDRI, RIZZI, RODEGHIERO, SERGIO ROSSI, STUCCHI e VASCON. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
è in corso nel Paese un ampio dibattito sulla legislazione in materia di detenzione di armi da fuoco;
vi è molta confusione ingenerata dai recenti gravi fatti di sangue, confusione che rischia di mettere sullo stesso piano episodi profondamente diversi fra loro, come quelli relativi a gesti di follia rispetto a quelli derivati da disperata e legittima difesa della propria incolumità fisica;
la procedura riguardante la concessione di permessi di porto d'armi o detenzione di armi per uso sportivo o di caccia è già molto costosa e burocraticamente complicata;
non è legittimo criminalizzare chi per sport o diletto voglia possedere un'arma da fuoco;
si ritiene necessario concentrare gli sforzi per impedire la diffusione di armi detenute illegalmente dalla malavita e dalla delinquenza di origine extracomunitaria -:
se non ritenga che le misure preannunciate in materia di detenzione di armi da fuoco debbano essere rispettose dei diritti dei cittadini, non discriminatorie e non gravanti economicamente (con tasse e balzelli vari) sui soggetti sottoposti a tali misure.
(3-02285)
(13 maggio 2003)

SPINA DIANA e ANTONIO LEONE. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nei giorni scorsi sono stati arrestati dai carabinieri i componenti di un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di bambini, alla loro riduzione in schiavitù, all'induzione alla prostituzione e, forse, anche al traffico d'organi. Fra le persone arrestate, figurano alcune cittadine ucraine, che avrebbero venduto bambini appena nati per un importo di circa 50.000 euro;
l'organizzazione, operante prevalentemente nel Sud ed in particolare nel foggiano, induceva alla prostituzione le ragazze dell'est europeo e, in caso di gravidanza, organizzava la vendita dei neonati;
la scoperta di questo ignobile traffico mette in luce la precaria condizione in cui versano molte ragazze extracomunitarie, strumentalizzate e ridotte pressoché in schiavitù da criminali senza scrupoli, spesso loro connazionali -:
quali misure il Governo intenda adottare, nell'ambito delle iniziative intraprese per combattere il fenomeno dello sfruttamento delle persone e dell'immigrazione clandestina, per rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto di questa odiosa forma di criminalità.
(3-02286)
(13 maggio 2003)