INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
GASPERONI, INNOCENTI, RUZZANTE, AGOSTINI, BUFFO, CORDONI, DIANA, GUERZONI, MOTTA, NIGRA, SCIACCA e TRUPIA. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
le dichiarazioni pubbliche rilasciate recentemente dal Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Berlusconi, e supportate da interviste e dichiarazioni di tecnici ed esperti dell'area di Governo, relative a modifiche da apportare al sistema pensionistico italiano, si discostano, in senso peggiorativo, dai contenuti della proposta di legge delega del Governo in materia, sui quali l'opposizione ha già espresso la propria netta opposizione;
in particolare, sia l'opposizione che i sindacati esprimono ferma contrarietà sulle ipotesi avanzate dal Governo in ordine alla decontribuzione e all'uso obbligatorio del trattamento di fine rapporto;
tra le ipotesi elaborate dal Governo, che l'opposizione ritiene ulteriormente peggiorative, sembrerebbe emergere, tra l'altro, l'intenzione di introdurre forme di disincentivo per allungare la permanenza al lavoro e di innalzamento dell'età pensionabile, rispetto a quanto già previsto dalla normativa vigente -:
quali iniziative intenda adottare il Governo per dare certezze e garanzie ai lavoratori che maturano il diritto alla pensione con le attuali norme.
(3-02279)
(13 maggio 2003)
LA RUSSA, STRANO, AIRAGHI, ALBONI, AMORUSO, ANEDDA, ARMANI, ARRIGHI, ASCIERTO, BELLOTTI, BENEDETTI VALENTINI, BOCCHINO, BORNACIN, BRIGUGLIO, BUONTEMPO, BUTTI, CANNELLA, CANELLI, CARDIELLO, CARRARA, CARUSO, CASTELLANI, CATANOSO, CIRIELLI, COLA, GIORGIO CONTE, GIULIO CONTI, CORONELLA, CRISTALDI, DELMASTRO DELLE VEDOVE, FASANO, FATUZZO, FIORI, FOTI, FRAGALÀ, FRANZ, GALLO, GAMBA, GERACI, GHIGLIA, ALBERTO GIORGETTI, GIRONDA VERALDI, LA GRUA, LA STARZA, LAMORTE, LANDI DI CHIAVENNA, LANDOLFI, LEO, LISI, LO PRESTI, LOSURDO, MACERATINI, MAGGI, MALGIERI, GIANNI MANCUSO, LUIGI MARTINI, MAZZOCCHI, MENIA, MEROI, MESSA, MIGLIORI, MUSSOLINI, ANGELA NAPOLI, NESPOLI, ONNIS, PAOLONE, PATARINI, ANTONIO PEPE, PEZZELLA, PORCU, RAISI, RAMPONI, RICCIO, RONCHI, ROSITANI, SAGLIA, SAIA, GARNERO SANTANCHÈ, SCALIA, SELVA, SERENA, TAGLIALATELA, TRANTINO, VILLANI MIGLIETTA, ZACCHEO e ZACCHERA. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
ai sensi dell'articolo 13 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 e successive modificazioni, l'Inps ha provveduto a cedere i propri crediti contributivi ad una società per azioni, la Scci, appositamente costituita sotto il Governo D'Alema, la quale ha a sua volta inviato ai debitori, in particolare alle aziende ed ai datori di lavoro agricoli, cartelle esattoriali fondate su crediti errati, incerti ed incongrui;
a seguito dell'invio delle cartelle esattoriali, sono state fatte pervenire ai debitori preavvisi di riscossione coattiva, procedure esecutive, iscrizioni di ipoteche e pignoramenti, che stanno portando le imprese al collasso e al rischio di fallimenti diffusi, soprattutto per l'impossibilità degli stessi di regolarizzare la propria posizione debitoria;
il comma 2 dell'articolo 13 della legge 23 dicembre 1999, n. 448 e successive modificazioni, dispone che il Ministro dell'economia e delle finanze, con uno o più decreti, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, determina le tipologie dei crediti ceduti a titolo oneroso ed in massa;
già nella prima tranche di cessione, con i decreti interministeriali che portarono alla stipula del primo contratto di cessione, in particolare quello del 5 novembre 1999, vennero specificate le tipologie dei crediti oggetto di cessione, tra i quali i contributi agricoli unificati;
a breve partirà la quarta tranche di cartolarizzazione, relativa ai crediti contributivi contabilizzati nel 2002, che rischia di compromettere ulteriormente la già precaria situazione economica descritta, allarmando ulteriormente le imprese agricole e le relative associazioni di categoria -:
in quale modo intenda intervenire al riguardo e se non ritenga opportuno sottrarre i contributi agricoli unificati dalla tipologia dei crediti oggetto della quarta tranche di cartolarizzazione, tale da lasciarne la piena disponibilità all'Inps e permettere che le imprese interessate definiscano direttamente con questo ente il giusto dovuto e regolarizzino così la propria posizione debitoria.
(3-02280)
(13 maggio 2003)
COLLÈ, BRUGGER, ZELLER, WIDMANN e DETOMAS. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il giorno 17 marzo 2003 uno tra gli interroganti ha svolto una visita istituzionale presso la casa circondariale di Brissogne (Aosta), nell'ambito di un'iniziativa nazionale finalizzata ad una conoscenza più approfondita della situazione all'interno del penitenziario;
durante la visita guidata dalla direttrice della struttura e con la scorta dei responsabili della sicurezza, si è avuto modo di accedere a tutti i locali della casa circondariale, nonché di parlare con la polizia penitenziaria, il personale medico ed i detenuti stessi;
il carcere di Brissogne, inizialmente concepito per accogliere un numero di detenuti sulle 140 unità, si trova attualmente ad avere 263 detenuti (quasi il doppio di quanto previsto), secondo la recente relazione fornita dalla Commissione giustizia del Senato della Repubblica. Si sono registrate nel carcere fino al 60 per cento di presenze di extracomunitari, più del 90 per cento dei detenuti proviene da altre regioni d'Italia;
l'attuale organico del personale amministrativo ammonta complessivamente a 9 unità, in luogo delle 17 previste per la struttura di Brissogne, escludendo il personale medico, che oggi consiste in una sola persona, anziché le quattro unità previste. Tale carenza è causata principalmente da due fattori fondamentali:
1. l'ultimo concorso risale al 1993;
2. il personale della polizia penitenziaria è regolato da un concorso regionale, autorizzato dal ministero della giustizia, che prevede la possibilità che il personale chieda il trasferimento, dopo sette anni di attività presso la casa circondariale di Brissogne, in qualsiasi altra casa circondariale sul territorio nazionale;
nonostante l'encomiabile volontà dimostrata dalla polizia penitenziaria, costretta dagli eventi a fare una quantità notevole di «straordinari» (purtroppo si è arrivati a fare tre turni giornalieri rispetto ai quattro previsti), la carenza di personale di custodia - 142 unità disponibili invece delle 232 previste - sta creando notevoli difficoltà all'amministrazione -:
quale sia l'intenzione e l'impegno del Governo in tal senso, tenuto conto anche della relazione sulla situazione delle carceri italiane divulgata dalla Commissione giustizia del Senato della Repubblica, quale siano gli intendimenti del Governo per risolvere il serio problema della carenza di personale in generale e, in particolare, presso la casa circondariale di Brissogne e quale sia il tempo stimato dal Ministro interrogato per indire un nuovo concorso che ponga rimedio alle gravi carenze della citata amministrazione penitenziaria valdostana.
(3-02281)
(13 maggio 2003)
RUGGERI. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:
il cosidetto «decreto legislativo Gasparri» (n. 198 del 2002) sulle antenne per la telefonia mobile sta creando su gran parte del territorio nazionale gravissime situazioni di disagio e di ribellione dei cittadini, come il caso di molti comuni della provincia di Mantova, a causa dello strapotere degli operatori del settore, che decidono da soli dove, come e quando installare i loro ripetitori;
i problemi irrisolti sono sostanzialmente di due ordini: la mancanza di risultati definitivi di studi medico-scientifici sull'esposizione della popolazione alle onde elettromagnetiche e, soprattutto, la mancanza di partecipazione e ruolo democratico dei cittadini e dei comuni. Questi ultimi pare che non abbiano strumenti in grado di regolare l'installazione delle antenne e consentire un'ordinata pianificazione urbanistica;
nella città di Mantova, grazie a molti comitati di quartiere, con la raccolta di numerosissime firme di cittadini ad opera dell'associazione di Lunetta «Vivere la città», i problemi sollevati riguardano l'installazione di ripetitori proprio nei centri abitati accanto ad asili, scuole e impianti sportivi;
il cosiddetto «decreto legislativo Gasparri» pare svuotare ogni potere costituzionale dei comuni, che non riescono neppure ad aggrapparsi al principio di «precauzione» per incidere sui siti dove si installano le antenne e rimangono in «scacco» rispetto ai cittadini, che non sanno più a chi rivolgersi per farsi rappresentare e tutelare;
operatori del settore pagano bene l'uso dei suoli, sia di proprietà pubblica che privata, e fanno quello che vogliono, coperti proprio dal «decreto Gasparri», tanto che se un operatore del settore decidesse di installare un'antenna, ad esempio a Mantova, davanti la basilica di San Andrea o al centro di piazza Sordello, nessuno potrebbe impedirlo;
pare ormai assodata l'assenza di una normativa che tuteli la salute degli abitanti e la fisionomia dell'arredo urbano -:
se intenda chiarire l'effettiva portata politica e tecnica del decreto legislativo, se non ravvisi la necessità di modificare il decreto per stabilire dei criteri per la scelta dei siti da concordare con i comuni e se non ritenga che sia opportuno intervenire con urgenza per anticipare i blocchi che molti comuni stanno facendo invocando il principio di «precauzione» e per anticipare le vie giudiziarie che diverse regioni hanno intrapreso davanti la Corte costituzionale, al fine di giungere alla dichiarazione illegittimità costituzionale del decreto.
(3-02282)
(13 maggio 2003)
DEIANA e ALFONSO GIANNI. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
grande enfasi è stata data dal Governo italiano all'invio in Iraq di una delegazione della Croce Rossa italiana con la scorta dei carabinieri e con lo scopo di allestire un ospedale da campo;
il delegato del comitato internazionale per la Croce Rossa in Iraq, Giuseppe Renda, ha fortemente criticato l'iniziativa del Governo italiano e della Croce Rossa italiana, giudicando l'invio dell'ospedale da campo inutile e rispondente esclusivamente a fini propagandistici;
il Manifesto del 10 maggio 2003 riporta un'intervista a Renda, nella quale il delegato del comitato internazionale sostiene che quella messa in piedi della sezione italiana è un'azione unilaterale, che viola tutte le normali procedure della Croce Rossa internazionale a cui sono vincolate le singole sezioni nazionali della medesima;
Renda, per spiegarsi come un simile fatto sia potuto accadere, avanza anche l'ipotesi che l'operazione sia parte di un progetto del Governo italiano negoziato prima della guerra e, comunque, esprime e spiega che il comitato internazionale si dissocia nettamente dalla decisione del Governo italiano -:
se la critica del delegato Renda corrisponda o meno a verità, quale sia stato il ruolo del Governo nell'adozione di una procedura che appare gravemente lesiva dell'immagine della sezione italiana della Croce Rossa e quali ne siano le ragioni.
(3-02283)
(13 maggio 2003)
VOLONTÈ, MONGIELLO, PERETTI, GIUSEPPE DRAGO e DORINA BIANCHI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
ad oggi, sono oltre due milioni i morti e cinque milioni i profughi delle ostilità in corso in Sudan;
gli osservatori parlano di un ritorno della schiavitù su larga scala, di stupri pianificati per imbastardire l'etnia, di mutilazioni e torture tra le più orrende;
di fronte a questa strage di innocenti, soprattutto di religione cattolica e di etnia nuba, non sembra esserci una mobilitazione comune dei Governi, delle istituzioni internazionali, delle organizzazioni umanitarie e dei media -:
quali iniziative abbia adottato o intenda adottare al fine di favorire il processo di pace all'interno del Sudan e per mettere fine a questo sterminio, che, sino ad oggi, è passato sotto un imbarazzante silenzio.
(3-02284)
(13 maggio 2003)
CÈ, GUIDO GIUSEPPE ROSSI, DARIO GALLI, LUCIANO DUSSIN, BALLAMAN, BIANCHI CLERICI, BRICOLO, CAPARINI, DIDONÈ, ERCOLE, FONTANINI, GIBELLI, GIANCARLO GIORGETTI, LUSSANA, MARTINELLI, FRANCESCA MARTINI, PAGLIARINI, PAROLO, POLLEDRI, RIZZI, RODEGHIERO, SERGIO ROSSI, STUCCHI e VASCON. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
è in corso nel Paese un ampio dibattito sulla legislazione in materia di detenzione di armi da fuoco;
vi è molta confusione ingenerata dai recenti gravi fatti di sangue, confusione che rischia di mettere sullo stesso piano episodi profondamente diversi fra loro, come quelli relativi a gesti di follia rispetto a quelli derivati da disperata e legittima difesa della propria incolumità fisica;
la procedura riguardante la concessione di permessi di porto d'armi o detenzione di armi per uso sportivo o di caccia è già molto costosa e burocraticamente complicata;
non è legittimo criminalizzare chi per sport o diletto voglia possedere un'arma da fuoco;
si ritiene necessario concentrare gli sforzi per impedire la diffusione di armi detenute illegalmente dalla malavita e dalla delinquenza di origine extracomunitaria -:
se non ritenga che le misure preannunciate in materia di detenzione di armi da fuoco debbano essere rispettose dei diritti dei cittadini, non discriminatorie e non gravanti economicamente (con tasse e balzelli vari) sui soggetti sottoposti a tali misure.
(3-02285)
(13 maggio 2003)
SPINA DIANA e ANTONIO LEONE. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nei giorni scorsi sono stati arrestati dai carabinieri i componenti di un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di bambini, alla loro riduzione in schiavitù, all'induzione alla prostituzione e, forse, anche al traffico d'organi. Fra le persone arrestate, figurano alcune cittadine ucraine, che avrebbero venduto bambini appena nati per un importo di circa 50.000 euro;
l'organizzazione, operante prevalentemente nel Sud ed in particolare nel foggiano, induceva alla prostituzione le ragazze dell'est europeo e, in caso di gravidanza, organizzava la vendita dei neonati;
la scoperta di questo ignobile traffico mette in luce la precaria condizione in cui versano molte ragazze extracomunitarie, strumentalizzate e ridotte pressoché in schiavitù da criminali senza scrupoli, spesso loro connazionali -:
quali misure il Governo intenda adottare, nell'ambito delle iniziative intraprese per combattere il fenomeno dello sfruttamento delle persone e dell'immigrazione clandestina, per rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto di questa odiosa forma di criminalità.
(3-02286)
(13 maggio 2003)