in diverse parti del territorio nazionale stanno emergendo segnali inquietanti di una possibile ripresa di attività terroristiche, come potrebbe indicare anche l'episodio specifico dell'inseguimento di cui è stato recentemente oggetto il direttore del quotidiano Il Sole 24 Ore, Guido Gentili;
il peggioramento della situazione internazionale, le dichiarazioni di esponenti legati ad Al Qaeda sul nostro Paese e le crescenti tensioni nel Medio Oriente rinnovano l'allarme per possibili azioni terroristiche di matrice esterna -:
quali misure di carattere generale siano state adottate per prevenire azioni terroristiche di qualsiasi matrice e natura, per accrescere il livello di sicurezza generale dei cittadini, ed in particolare di coloro che si ritengono più esposti, e quali ulteriori provvedimenti si intendano adottare per scongiurare i pericoli che possono presentarsi. (3-01786)
(14 gennaio 2003)
nella notte tra l'11 e il 12 gennaio 2003, in coincidenza con la commemorazione dell'amministrazione comunale e delle associazioni dei partigiani, a Genova sono state imbrattate con svastiche e croci celtiche le lapidi dei partigiani Giuseppe Spataro e Enrico Jurse;
analoghe scritte con svastiche sono apparse sui muri della sede della sezione Togliatti del Pdci di Pachino, in provincia di Siracusa, e a Trento presso la sede della Margherita accompagnate da scritte quali: «bruciamo il Corano», «Dellai ebreo», «boia chi molla» e «Forza Nuova rinascerà»;
a Bari il 23 dicembre 2002 esponenti del gruppo estremista neofascista Forza Nuova hanno manifestato, con striscioni e insulti, di fronte ad una radio locale, dove Michele Bellomo, presidente dell'Arci gay di Bari, stava rilasciando un'intervista e nella notte tra il 26 e il 27 dicembre 2002 sono stati lasciati messaggi minacciosi dietro la porta dell'abitazione dell'esponente dell'Arci gay di Bari;
venerdì 10 gennaio 2003, presso gli studi di Telenuovo a Verona, un gruppo di circa trenta militanti di Forza Nuova ha interrotto una trasmissione televisiva, lanciando uova e colpendo con pugni e calci gli ospiti dell'emittente locale. Su questo episodio esponenti politici della maggioranza hanno espresso solidarietà agli esponenti di Forza Nuova -:
quali misure il Ministro interrogato intenda mettere in atto per garantire la sicurezza dei singoli, il controllo delle sedi dei partiti politici e per colpire movimenti politici che fanno della violenza il proprio modo di agire politico, in palese contraddizione con la Costituzione della Repubblica italiana e con i contenuti della cosiddetta legge Mancino. (3-01787)
(14 gennaio 2003)
le principali strutture carcerarie sarde risalgono alla metà del XIX secolo e sono ancora operative, con adattamenti che non ne hanno modificato l'impianto e che non sono sufficienti a renderle adeguate alla loro funzione, soprattutto in relazione all'indispensabile azione di recupero dei detenuti, che richiedono spazi ed attrezzature non collocabili all'interno delle strutture esistenti;
il carcere cagliaritano di Buoncammino, visitato dal Ministro della giustizia il 15 agosto 2002, che ha una capacità di 118 detenuti, con possibilità di punte massime di 225, ha registrato e registra tuttora un numero di presenze di gran lunga superiore alla disponibilità massima prevista;
il Ministro interrogato ha affermato alla Camera dei deputati, nell'ambito dell'informativa urgente svoltasi nella seduta del 3 ottobre 2002: «il numero dei detenuti... non è destinato a diminuire, poiché la politica del Governo mira a garantire la sicurezza dei cittadini e il rigore nell'espiazione della pena, ma l'attuale capacità dei penitenziari è inadeguata e per questo motivo abbiamo approntato un grande piano di edilizia carceraria»;
lo stesso Ministro ha evidenziato, nell'ambito della medesima informativa, che nei vecchi penitenziari, per motivi oggettivi, non è possibile attuare in pieno quelle ristrutturazioni che il regolamento carcerario prevede, ed il carcere di Buoncammino appartiene certamente a quella categoria;
il carcere di Buoncammino è l'unico carcere presente nell'area di Cagliari, dove gravita oltre un terzo della popolazione sarda; incrementi di presenze non sono oggettivamente possibili ed il trasferimento dei detenuti in altre strutture, necessariamente molto distanti, crea gravi difficoltà nei rapporti dei detenuti con i propri familiari;
a ciò si aggiunge una situazione degli organici di grave sottodimensionamento - già evidenziato dall'interrogante in precedenti atti di sindacato ispettivo - che costringe il personale a turni logoranti, ai quali l'insorgere di situazioni di tensione all'interno delle strutture è strettamente legato;
fatti di cronaca, anche recenti, testimoniano che la situazione può degenerare in qualsiasi momento, creando situazioni difficilmente ricomponibili in breve periodo ed un ulteriore senso di frustrazione nel personale;
si rende, pertanto, necessario intervenire con urgenza sia sulle strutture che sulla dotazione del personale in servizio;
è stata individuata nell'area metropolitana di Cagliari una zona dove poter realizzare una nuova struttura carceraria che risponda agli standard europei per nuovi modelli detentivi, come verificato nel sopralluogo effettuato il 20 maggio 2002 nel comune di Uta (Cagliari) dall'apposita commissione convocata, ex articolo 6 della legge n. 1133 del 1971, dal procuratore generale di Cagliari;
è stata offerta al ministero della giustizia, da parte di privati, la disponibilità a realizzare la struttura carceraria nel comune di Uta con risorse proprie, con il sistema dell'affitto o del leasing;
tale sistema di realizzazione di opere pubbliche, per altro già collaudato da altri ministeri per la realizzazione, ad esempio, delle questure e delle caserme dei carabinieri, è stato preso in considerazione anche dal ministero della giustizia, che starebbe valutando quali strutture realizzare utilizzando questo strumento -:
quali iniziative abbia promosso o intenda promuovere a riguardo della situazione del carcere di Buoncammino di Cagliari e, più in generale, del sistema carcerario in Sardegna, soprattutto relativamente all'idoneità delle strutture, all'incremento dell'organico ed ai tempi di realizzazione delle strutture stesse. (3-01788)
(14 gennaio 2003)
gravi dichiarazioni sono state rilasciate ai mass media dal dottor Papalia, procuratore della Repubblica di Verona, che - ancora una volta - denotano, ad avviso degli interroganti, un chiaro intento di utilizzare strumentalmente la legislazione vigente, al fine di reprimere manifestazioni politiche;
tale atteggiamento non è stato egualmente utilizzato nei confronti del signor Zucchi, che ha aggredito il professor Pelanda in una trasmissione televisiva su una rete locale veneta;
tale atteggiamento di censura e di rigore non viene tenuto nei confronti della galassia dei centri sociali e dell'estremismo legato ai movimenti della sinistra (utilizzati per impedire, addirittura, a Ministri della Repubblica di poter intervenire a manifestazioni pubbliche), protagonisti poche settimane fa di un caso di interruzione delle trasmissioni in diretta del telegiornale regionale del Piemonte;
è da tener presente l'estrema facilità con cui i militanti di Forza Nuova sono penetrati negli studi televisivi luogo degli scontri, eludendo la sorveglianza delle forze dell'ordine, in modo così palese da ravvisare una precisa responsabilità dei responsabili delle forze dell'ordine locali;
è necessario colpire unicamente fatti o comportamenti violenti, escludendo tassativamente la persecuzione di ogni manifestazione politica in quanto tale -:
se il Governo intenda assumere iniziative legislative dirette a modificare la normativa vigente (con particolare riferimento alla cosiddetta legge Mancino) al fine di impedirne un uso distorto e politicamente orientato da parte di organi dello Stato. (3-01789)
(14 gennaio 2003)
con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 27 novembre 2002, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 dicembre 2002, è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il comitato per il libro;
il comitato è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o, in sua vece, dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega per l'informazione, la comunicazione e l'editoria;
i membri del comitato, come è stabilito dal comma 3 dell'articolo 1 del decreto del presidente del Consiglio dei ministri in questione, sono vincolati a mantenere riservate le informazioni acquisite e «a non utilizzarle per fini estranei a quelli propri della loro attività istituzionale» -:
se il Governo non ravveda un evidente conflitto di interessi nel fatto che il comitato - che deve «favorire un organico sviluppo del settore» dell'editoria libraria - sarà presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Silvio Berlusconi, che certamente ha competenze e interessi ramificati in materia, essendo editore egli stesso di case editrici e di emittenti televisive. (3-01790)
(14 gennaio 2003)
l'articolo 62 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria per il 2003), ha recepito ed integrato quanto disposto dal decreto legge 12 novembre 2002, n. 253, recante disposizioni in materia tributaria, che rendeva immediatamente efficace fino al 31 marzo 2003 la sospensione del diritto ad utilizzare il credito di imposta sugli investimenti nelle aree svantaggiate di cui all'articolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, facendo partire da subito sia il monitoraggio degli investimenti per ottenere il bonus, sia le nuove procedure per l'accesso all'agevolazione;
tale articolo della legge finanziaria per il 2003, introducendo rispetto al citato decreto legge ulteriori modalità di fruizione del bonus per i nuovi investimenti nelle aree svantaggiate del Paese e maggiori dettagli legati alla procedura di monitoraggio e controllo sulla fruizione dell'incentivo, dispone, a decorrere dall'entrata in vigore della legge n. 289 del 2002, il blocco dell'utilizzo del bonus fiscale fino al 10 aprile 2003, in attesa dell'emanazione di ulteriori provvedimenti nazionali e comunitari;
i soggetti coinvolti dalla sospensione del credito di imposta sono coloro che hanno ottenuto il diritto al contributo prima dell'entrata in vigore del decreto legge n. 138 del 2002 (ossia prima dell'8 luglio 2002, data a partire dalla quale l'utilizzo dell'agevolazione non è più automatico) e quelli che dopo il varo del decreto legge n. 138 del 2002 hanno ottenuto dalle agenzie delle entrate l'assenso alla spettanza del credito, a seguito dell'istanza telematica presentata al centro operativo di Pescara, secondo la nuova procedura dettata dallo stesso decreto, nonché coloro che hanno presentato l'istanza ma non ne hanno ottenuto l'accoglimento per esaurimento dei fondi disponibili nel 2002 e coloro che per la prima volta presenteranno istanza per il bonus a decorrere dal 1o gennaio 2003;
per i soggetti che prima dell'8 luglio 2002 hanno ottenuto in maniera automatica il diritto al credito di imposta e per i soggetti che dopo tale data hanno ricevuto l'assenso alla spettanza del bonus, la sospensione della fruizione dei crediti maturati si accompagna anche all'obbligo di una dettagliata comunicazione dei dati occorrenti per la ricognizione degli investimenti realizzati da inviare all'agenzia delle entrate, a pena di decadenza del beneficio conseguito, entro il 31 gennaio 2003, cosicché, non solo chi ha maturato il diritto al bonus non potrà utilizzarlo prima del 10 aprile 2003, ma rischierà addirittura di perderlo definitivamente se non provvederà tempestivamente a tale adempimento -:
quali misure si intendano adottare affinché le imprese meridionali non vengano ad essere svantaggiate dalla sospensione del diritto ad avvalersi del credito di imposta. (3-01791)
(14 gennaio 2003)
i recenti incidenti verificatisi in montagna hanno causato un allarmante numero di vittime e sembra che in buona parte potessero essere evitati con comportamenti più prudenti delle vittime stesse, o di alcune di esse, che non hanno osservato le opportune regole precauzionali;
gli agenti di polizia, i carabinieri, i finanzieri e gli addetti al soccorso alpino in servizio sulle piste da sci e sui percorsi di montagna, sebbene prestino la propria opera con coraggio e abnegazione, come testimoniano i numerosi salvataggi portati a compimento con successo, sono numericamente insufficienti a presidiare l'intero territorio montano;
numerosi di essi hanno osservato come, essendo gli sport invernali diventati negli ultimi anni sport di massa, sia conseguentemente aumentata la presenza di persone poco attente al rispetto delle norme di sicurezza e di buon senso e che l'incremento di sanzioni comminate (numerosi anche i ritiri di ski-pass ai più spericolati) non risolva il problema sostanziale della carenza normativa e della non adeguatezza numerica degli addetti al controllo e prevenzione;
tali incidenti hanno allarmato la pubblica opinione, con conseguente rischio per le attività turistiche e alberghiere delle zone montane di veder diminuire il movimento turistico e sportivo invernale -:
se il Ministro interrogato intenda presentare un organico disegno di legge che regolamenti i comportamenti necessari da un lato per prevenire gli incidenti e per garantire il più possibile la sicurezza degli sportivi e degli appassionati della montagna, dall'altro per reprimere con idonei strumenti gli imprudenti e gli spericolati e se non intenda, sin d'ora, in via amministrativa, determinare, anche con il concorso degli enti locali, la netta separazione delle piste adibite ai vari livelli di preparazione sportiva e alle varie specialità, distinguendo, in particolare, le piste destinate allo sci da quelle destinate allo snow-board. (3-01792)
(14 gennaio 2003)
la missione del contingente degli alpini in Afghanistan è iniziata nell'assenza più totale di qualsiasi ragguaglio, contrariamente a quanto il Governo aveva assicurato, come dimostra l'avvenuta partenza dei primi ufficiali e del cosiddetto «gruppo di avanguardia», il cui trasferimento in Afghanistan sarà completato a febbraio 2003 e diventerà operativo a marzo 2003;
l'intervento degli alpini, che andranno a sostituire i ranger britannici, ritirati da qualche mese in vista dell'intervento in Iraq, sarà direttamente sotto la guida del comando americano e a supporto delle truppe speciali dell'esercito Usa, con compiti molto diversi da quelli di peacekeeping con cui sono stati presentati finora i nostri interventi militari;
gli alpini andranno ad occupare i territori tribali pashtun, al confine tra il Pakistan e l'Afghanistan, al fine non solo di impedire l'ingresso di bande terroristiche, ma anche di contrastare i traffici illeciti del commercio dell'oppio, totalmente nelle mani dei signori della guerra, in zone di estrema pericolosità;
in quella regione sono state ben 400 le vittime, tra morti e feriti, tra i marine americani, soprattutto lungo la linea di Durand, dove si dovrebbe schierare il contingente degli alpini;
per stessa ammissione del generale Richard Mayers, capo di stato maggiore a Bagram, il 90 per cento degli attacchi contro gli americani avvengono in quel territorio e, quindi, la zona della frontiera del Pakistan resta la più pericolosa e difficile da controllare;
il Governo italiano aveva dato in Parlamento assicurazione che il trasferimento di autorità del contingente di mille alpini sarebbe avvenuto con attenta valutazione e chiara definizione dei compiti, delle regole di ingaggio e dei limiti di impiego -:
quali siano regole di ingaggio, finalità e modalità della partecipazione del contingente italiano alla missione e se non ritenga che si configuri la possibilità per il nostro Paese di un coinvolgimento in un'operazione militare con evidenti aspetti di criminalità bellica e in aperta violazione di tutte le regole del diritto internazionale. (3-01793)
(14 gennaio 2003)