la situazione di grave crisi in cui versa la Fiat auto rischia di determinare la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese, con pesanti e gravissime ricadute sull'occupazione in tutto il comprensorio di Termini Imerese e nel territorio delle Madonie;
tale decisione, oltre al venir meno di circa 3.000 posti di lavoro con conseguenze sull'indotto e su tutta l'economia della zona, sta provocando gravi preoccupazioni in tutto il tessuto sociale e grande apprensione nelle famiglie;
le istituzioni civili e religiose sono tutte mobilitate per scongiurare o comunque sollecitare rapide soluzioni alla chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese;
al momento non è dato di conoscere soluzioni che in prospettiva possano garantire il futuro dei lavoratori -:
quali provvedimenti intenda adottare in merito il Governo al fine di far fronte alla grave condizione di crisi della Fiat auto, che investe particolarmente lo stabilimento di Termini Imerese, e quali iniziative a tutela dei livelli occupazionali si intendano assumere, anche al fine di evitare la cassa integrazione per i 1.800 lavoratori attualmente occupati nello stabilimento siciliano e la perdita del lavoro per i circa 1.500 operai dell'indotto.
(3-01530)
(29 ottobre 2002)
il decreto-legge n. 195 del 6 settembre 2002 prevede la possibilità di regolarizzare i lavoratori dipendenti extracomunitari irregolari impiegati nei tre mesi antecedenti alla data di entrata in vigore del decreto stesso, ossia dal 10 giugno al 10 settembre 2002;
la normativa suddetta non contiene alcuna previsione relativa al lavoro eventualmente svolto dal lavoratore extracomunitario nel periodo antecedente al 10 giugno 2002, in relazione al quale c'è il rischio che si crei un eccesso di contenzioso tra lavoratore regolarizzato e datore di lavoro;
appare invece opportuno intervenire sul punto, prevedendo la possibilità di sanare, con il pagamento di una somma una tantum, anche l'eventuale periodo pregresso rispetto a quello indicato dal decreto suddetto;
inoltre, non è chiaro a quali adempimenti contabili siano tenuti i datori di lavoro nel periodo che intercorre tra la denuncia e l'effettiva regolarizzazione;
con una nota del 27 settembre 2002, l'Inail richiedeva alle aziende di provvedere nei termini di legge (almeno 5 giorni prima della data di effettivo inizio dell'attività lavorativa) ad aprire una specifica posizione assicurativa per i lavoratori regolarizzati, cosa che appare un'inutile complicazione a carico dei datori di lavoro che sarebbero costretti ad effettuare una nuova vidimazione di libri paga e matricola;
anche se, con successiva nota dal 7 ottobre 2002, l'Inail chiariva che le aziende già in possesso dei libri obbligatori non sono tenute ad effettuare una nuova vidimazione, è evidente che queste previsioni contrastano con la circolare n. 50 del ministero del lavoro e delle politiche sociali, dalla quale risulta chiaro che il momento della regolarizzazione si concretizza con la sottoscrizione del contratto di lavoro presso le prefetture competenti e, di conseguenza, in quel momento si devono compiere i vari adempimenti amministrativi;
si ritiene che, anche su questo punto, sia necessario un intervento chiarificatore, prevedendo, per esempio, l'inserimento nei libri contabili già tenuti dalle aziende di una posizione provvisoria da confermare al momento dell'effettiva regolarizzazione -:
quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di evitare il sorgere dei problemi esposti e di colmare le lacune normative evidenziate in tema di regolarizzazione del rapporto di lavoro degli extracomunitari.
(3-01531)
(29 ottobre 2002)
secondo notizie di stampa (Il Sole 24 ore del 23 ottobre 2002), nella seduta del pre-Cipe del 22 ottobre 2002 sarebbe stata accolta la proposta del Ministro interrogato di costruire sia il passante che il tunnel di Mestre;
il giorno 31 ottobre 2002 il Cipe dovrebbe deliberare in merito, attivando così i finanziamenti pubblici per la realizzazione del tunnel;
la realizzazione del tunnel impedirebbe, nei fatti, la costruzione del passante attraverso lo strumento della finanza di progetto, poiché verrebbe reso vano il piano finanziario già concordato tra l'Anas e le società concessionarie della realizzazione e della gestione del passante;
il presidente della regione Veneto, Giancarlo Galan, ha preannunciato le sue dimissioni nel caso si realizzasse il tunnel, chiedendo nel contempo al Presidente del Consiglio dei ministri un chiarimento sulle intenzioni del Ministro interrogato -:
quale decisione intenda adottare il Governo al fine di poter realizzare il passante.
(3-01532)
(29 ottobre 2002)
il decreto-legge n. 154 del 25 marzo 1996, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 1996 e successivamente convertito in legge, in materia di «abusivismo edilizio», prevede, all'articolo 4, che il Ministro dei lavori pubblici, oggi delle infrastrutture e dei trasporti, pubblichi annualmente, per tramite di un osservatorio nazionale sull'abusivismo edilizio appositamente istituito, un rapporto sull'andamento del fenomeno dell'abusivismo articolato per regione, avvalendosi, tra l'altro, di rilievi aerofotogrammetrici;
il precedente Governo, presieduto dal Presidente Giuliano Amato, ha istituito presso l'allora ministero dei lavori pubblici una direzione generale preposta alla repressione dell'abusivismo edilizio;
nel 2001 la Sicilia è diventata la prima regione italiana per reati relativi all'abusivismo sulle aree demaniali costiere. E non solo: i reati per abusivismo edilizio sul demanio marittimo siciliano sono aumentati di oltre il 78 per cento, come si evince dai dati forniti dalla guardia di finanza, dal corpo forestale dello Stato e dalle capitanerie di porto;
sempre in riferimento alla regione Sicilia si sono verificati episodi che pongono in rilievo un'incapacità degli organi preposti a porre in essere le demolizioni, come nel caso delle demolizioni appaltate dal prefetto di Agrigento Lo Mastro e relative ad immobili ricadenti nel comune di Licata, in area costiera, la cui esecuzione, dopo cinque abbattimenti, si è inspiegabilmente arenata e bloccata;
sempre nella regione Sicilia si è registrato il clamoroso caso della villa abusiva sequestrata dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Agrigento ed intestata all'ex sindaco di Agrigento, oggi senatore, Calogero Sodano ed alla sua consorte;
il comune di Agrigento nell'agosto 2001 ha chiesto la collaborazione del ministero delle infrastrutture e dei trasporti per reprimere una vasta lottizzazione abusiva in zona Timpa dei Palombi, dove l'autorità giudiziaria aveva operato il sequestro di trenta cantieri -:
quali funzioni abbia svolto, nei casi in precedenza citati, la direzione generale per la repressione dell'abusivismo presso il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, se, in particolare, la medesima abbia redatto e pubblicato il rapporto annuale previsto dal decreto-legge n. 154 del 1996 e se abbia proceduto ad effettuare i rilievi aerofotogrammetrici nelle suddette «aree sensibili», tra cui è ricompresa l'intera regione Sicilia.
(3-01533)
(29 ottobre 2002)
due giovani kosovari giovedì 24 ottobre 2002 hanno scambiato il corso centrale di Chiampo, cittadina in provincia di Vicenza, per un rettilineo di «formula uno», ingaggiando, a bordo di due potenti autovetture, un duello a colpi di sorpassi e di brusche accelerazioni;
nel corso della folle gara i due automobilisti, che procedevano secondo i testimoni ad almeno 120 chilometri all'ora, hanno travolto ed ucciso un imprenditore di 57 anni, che stava semplicemente passeggiando in compagnia della moglie, rimasta anche lei gravemente ferita;
il pover'uomo era in convalescenza e quella di giovedì sera era la sua prima uscita dopo la malattia;
i due automobilisti hanno rischiato il linciaggio da parte di una folla inferocita e sono stati salvati soltanto dall'arrivo della polizia stradale;
poiché, secondo la ricostruzione degli inquirenti, la corsa era stata decisa poco prima al bar, la locale procura della Repubblica ha contestato ai due responsabili addirittura il reato di omicidio volontario, scelta che non si intende contestare sotto il profilo giuridico, ma che paradossalmente, nell'ipotesi di suo accoglimento, rischia di tradursi in una beffa per i danneggiati, ai quali verrebbe negato il risarcimento da parte delle compagnie assicurative;
il fenomeno delle corse automobilistiche clandestine è ormai molto diffuso nel nostro Paese e si ripetono con tragica fatalità episodi nei quali vengono coinvolti terzi estranei -:
quali iniziative intenda assumere il Governo per reprimere tale grave fenomeno, arrestando la scia di sangue che sconsiderati automobilisti provocano ai danni di vittime innocenti.
(3-01534)
(29 ottobre 2002)
è in corso il dibattito, conseguente all'approvazione in Irlanda del referendum sul trattato di Nizza, sull'allargamento dell'Unione europea e sulla necessità di consentire ai cittadini di potersi esprimere attraverso una consultazione elettorale su questi temi;
è in corso lo svolgimento dei lavori della Convenzione europea, che dovrà cercare di definire l'assetto istituzionale della nuova Europa;
appare non compatibile la richiesta della Turchia di entrare a far parte dell'Unione europea con la possibilità di costruire un'Europa coesa dal punto di vista politico, economico, storico-culturale ed in grado di valorizzare le libertà di tutti i popoli europei;
è da sottolineare la sostanziale estraneità della Turchia al mondo europeo, così come è stato conosciuto sino ad oggi, estraneità approfondita dal fatto che oltre 65 milioni di abitanti di religione islamica vorrebbero far parte di un'entità politica culturalmente e religiosamente cristiana, così come sottolineato in più riprese da Giovanni Paolo II;
sono da apprezzare le dichiarazioni in merito rilasciate dall'ex cancelliere tedesco Helmut Kohl, gradito ospite della Camera dei deputati il 30 maggio 2002;
sono da tener presenti le dichiarazioni del sottosegretario per gli affari esteri, senatore Roberto Antonione, in audizione presso le Commissioni riunite affari esteri e politiche dell'Unione europea di Camera e Senato, rese il 23 ottobre 2002 -:
quale sia la posizione del Governo italiano sulla possibile adesione della Turchia all'Unione europea.
(3-01535)
(29 ottobre 2002)
nel territorio dell'alto Lazio insiste il più grande concentramento di potenza d'Europa, dato dalla presenza di ben tre centrali elettriche per circa 7100 megawatt complessivi;
il 21 dicembre 2001 l'Enel spa ha presentato al comune di Civitavecchia una proposta di riconversione a carbone della centrale elettrica di Torre Valdaliga Nord di 2640 megawatt;
il 18 giugno 1989 si è tenuto un referendum comprensoriale che ha chiesto, tra l'altro, l'utilizzo del metano nel polo energetico Civitavecchia-Montalto di Castro;
le popolazioni, con oltre l'80 per cento di affluenza, si dichiararono d'accordo per l'uso del metano, perché notoriamente meno inquinante dell'olio combustibile e del carbone;
i comuni di Civitavecchia (Roma) e Tarquinia (Viterbo) hanno deliberato l'effettuazione di un referendum consultivo per il 6 ottobre 2002;
contro tale pronunciamento Enel, Assocarboni e Federlazio hanno presentato un ricorso bocciato dal tribunale amministrativo regionale del Lazio;
i citati ricorrenti hanno proposto un appello al Consiglio di Stato sostenuto, sorprendentemente, da un intervento ad adiuvandum del ministero delle attività produttive;
negli anni '80 e '90 due indagini effettuate dall'osservatorio epidemiologico della regione Lazio evidenziarono per Civitavecchia un'alta incidenza di malattie respiratorie ed allergie, specialmente nei soggetti più deboli, in particolare nei bambini;
una rilevazione effettuata nel 2000 dalla fondazione Conti Curzia di Civitavecchia su circa 150 bambini delle scuole medie inferiori della città ha, purtroppo, riconfermato il dato dell'osservatorio epidemiologico della regione Lazio;
stanno, probabilmente, giungendo a maturazione i danni prodotti da decenni di «lecito» inquinamento. Basti pensare che fino al 1995 le centrali hanno potuto immettere in atmosfera sino a 2900 mg/mm3 di anidride solforosa (SO2) e che soltanto nel 1998 è stata applicata la normativa Cee con il limite dei 400 mg/mm3 di SO2;
la presenza Enel, a fronte dell'occupazione fornita ed oggi pesantemente messa in discussione, ha fortemente condizionato ogni ipotesi di sviluppo diverso e più legato alle potenzialità del territorio, tant'è che si parla di monocultura -:
se non ritenga che il ministero delle attività produttive stia contravvenendo alle procedure previste dalla legislazione vigente in materia di coinvolgimento di regioni ed enti locali nelle decisioni da assumere e, viste le numerose prese di posizioni di cittadini e di amministrazioni locali e tenuto conto del piano energetico della regione Lazio, se non ritenga di negare l'autorizzazione per la riconversione della centrale di Torre Valdaliga Nord a olio combustibile e carbone e, contestualmente, di valutare la proposta di riconversione della stessa a metano.
(3-01536)
(29 ottobre 2002)
nella notte di sabato 26 ottobre 2002, a quindici mesi dall'ultima eruzione, l'Etna ha ripreso con inaudita violenza la sua attività, minacciando i centri che sorgono alle sue pendici e provocando disagi in tutta la provincia di Catania;
l'eruzione - che ha visto l'apertura di numerose bocche di lava e l'elevarsi in cielo di densissime colonne di fumo - è stata accompagnata da centinaia di scosse di terremoto che hanno colpito gran parte del litorale ionico e, in particolare, il versante nord del vulcano;
l'eruzione dell'Etna, ancora in corso, non solo sta determinando forti preoccupazioni nella popolazione, ma ha anche causato gravi danni alla viabilità, agli insediamenti produttivi e alle strutture turistiche;
la pioggia di sabbia vulcanica - composta da gas, vapore e materiale lavico e trasportata dal vento - ha raggiunto anche l'aeroporto Fontanarossa di Catania, tuttora chiuso per la coltre di cenere nera che ha ricoperto la pista impedendo la viabilità degli aerei;
l'intensa attività esplosiva ai crateri sommitali e la rapità del fronte lavico hanno già distrutto decine e decine di ettari di bosco e vegetazione, con gravi danni per l'ambiente e il territorio;
le colture e le produzioni agricole della zona, già in passato colpite da eccezionali eventi atmosferici, risultano fortemente danneggiate a causa delle ripetute piogge di ceneri vulcaniche, sabbia lavica e lapilli -:
quali immediate iniziative il Governo intenda assumere per fronteggiare un evento che rischia di mettere in ginocchio l'economia locale, se non ritenga, in particolare, condivisibile il riconoscimento dello stato di calamità naturale e se non ritenga opportuno, non appena i tecnici del dipartimento della protezione civile di Catania avranno compiuto una prima valutazione dei danni, autorizzare a carico del fondo per la protezione civile i finanziamenti necessari per far fronte agli interventi urgenti.
(3-01537)
(29 ottobre 2002)