A)
B)
C)
D)
E)
il 6 luglio 2002 è stato inaugurato il nuovo aeroporto di Venezia;
per tutto quanto riguarda l'assistenza al volo, torre di controllo, sistemi ed apparati, non sono ancora stati effettuati i necessari, dovuti rinnovi tecnologici;
risulta agli interroganti che l'amministratore unico dell'Enav starebbe ritardando le attività per il rinnovo dell'aeroporto di Venezia Tessera per dirottare investimenti su altri aeroporti, anche minori, come quello di Parma -:
quali urgenti iniziative intendano intraprendere per impedire che investimenti pubblici e privati già varati, importanti per il turismo e l'economia di un'area di rilievo storico ed artistico, quale quella veneziana, siano ridimensionati, o peggio vanificati, da decisioni unilaterali dall'Enav;
quali controlli stiano altresì esercitando sulla correttezza della programmazione degli investimenti Enav.
(3-01236)
(17 luglio 2002)
l'amministrazione comunale di Manfredonia, su pressante istanza della marineria sipontina, ha pubblicamente denunciato un grave stato di disagio della stessa, causato dalle continue avversità meteorologiche e marine, che si protraggono in maniera eccezionale ormai dai primi giorni di dicembre 2001;
tale situazione è ormai nota alla amministrazione regionale, nonché alle competenti capitanerie di porto pugliesi, che confermano, anche in atti pubblici, l'impossibilità di svolgere le normali battute di pesca;
il forte abbassamento della temperatura delle acque ha causato, infatti, lo spostamento dei banchi di pesce lontano dalla costa, dove le imbarcazioni di medio tonnellaggio non possono arrivare;
notevoli sono quindi i disagi economici e sociali non solo per le categorie interessate, ma per l'intera popolazione della zona -:
se il Governo sia a conoscenza dei fatti descritti, nonché se intenda promuovere interventi specifici e straordinari per evitare ulteriori danni economici alle famiglie e alle stesse città coinvolte;
se il Governo non intenda riconoscere lo stato di calamità naturale per l'area sipontina.
(3-00604)
(24 gennaio 2002)
la Commissione europea ha proposto di ridurre massicciamente il contenuto minimo di pomodoro nelle conserve in Europa e di abrogare una serie di norme che definiscono i requisiti per pelati, polpe e passate;
tale proposta avanzata dalla Commissione europea rischia di provocare un ingiustificato scadimento qualitativo dell'offerta, che fatalmente aprirà le porte ad importazioni a basso prezzo;
è bene ricordare che l'Italia è leader europeo del settore, con una produzione di 48 milioni di quintali di pomodoro da industria, coltivati su circa 91.000 ettari di superficie;
la proposta prevede la riduzione dal 12 per cento al 7 per cento del contenuto minimo di sostanza secca nei concentrati di pomodoro, con corrispondente aumento dell'acqua presente nel prodotto;
la conseguenza più immediata - se passasse la proposta della Commissione europea - non potrebbe che essere una diminuzione netta del sapore e del gusto in piatti che, col tempo, sono diventati il simbolo della cucina italiana, come la pizza e la pasta al sugo;
è persino difficile comprendere come possano nascere proposte tanto irragionevoli, oltre tutto contrastanti con l'elevatissimo gradimento che i nostri piatti al pomodoro suscitano in tutti gli europei, che per ragioni turistiche soggiornano nel territorio nazionale -:
quali urgenti iniziative intenda assumere per contrastare quella che sembra un'aggressione europea al pomodoro, per la tutela dei nostri produttori, per il mantenimento del livello qualitativo delle conserve, dei pelati, delle polpe e delle passate e, infine, per il diritto intangibile e sacrosanto dei consumatori, italiani ed europei, al gusto inimitabile delle nostre pizze e delle nostre paste al sugo, consacrato dal tradizionale pomodoro italiano e non dall'acqua «corretta al pomodoro», sponsorizzata dalla bizzarria europea.
(3-00955)
(13 maggio 2002)
il segretario regionale calabrese del Sappe (sindacato autonomo di polizia penitenziaria), Damiano Bellucci, con riferimento alla situazione esistente nella casa circondariale di Cosenza, ha dichiarato che «la situazione è esplosiva»;
Damiano Bellucci ha dichiarato inoltre: «Da tempo denunciamo la grave situazione determinatasi nell'istituto penitenziario cosentino, dove negli ultimi anni l'organico del personale del corpo è stato ridotto di oltre 50 unità: tale condizione determina la continua violazione dei più elementari princìpi costituzionali che disciplinano il rapporto di lavoro, in particolare per quanto attiene al riposo settimanale e le ferie» (Adnkronos del 22 gennaio 2002);
il segretario generale aggiunto del sindacato, Giovanni Battista Durante, ha già provveduto a segnalare al Sottosegretario per la giustizia, onorevole Jole Santelli, la grave condizione in cui è costretta ad operare la polizia penitenziaria nella casa circondariale di Cosenza, chiedendo che venga implementato l'organico -:
se ritenga oggettivamente fondato l'allarme lanciato dal segretario regionale calabrese del sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe), per le carenze di organico nella casa circondariale di Cosenza, e se ritenga, in caso affermativo, che si debba sollecitamente intervenire per un forte rafforzamento del corpo di polizia penitenziaria.
(3-00624)
(30 gennaio 2002)
gli agenti del corpo di polizia penitenziaria in servizio nella casa circondariale di Cosenza da tempo denunziano, con iniziative individuali e di categoria, una grave carenza di organico che pregiudica l'espletamento, rendendolo assai difficile, delle delicate funzioni e compiti che vanno dall'ordine alla sicurezza all'interno dell'istituto, al piantonamento, alle traduzioni alla scorta ed alla partecipazione al trattamento di rieducazione dei detenuti;
in particolare, l'attuale pianta organica presenta diversi vuoti, ai quali la direzione della casa circondariale cerca di ovviare con l'introduzione di turni più lunghi ed ore di straordinario, che sono accettati e svolti dal personale, che dimostra grande spirito di servizio e di abnegazione, ma che ancora non sono stati retribuiti dal ministero della giustizia -:
se e quali iniziative intenda prendere per risolvere una situazione assai grave, che incide negativamente su un settore importante dell'amministrazione della giustizia, nei confronti del quale poca attenzione è stata finora dedicata dal Governo e le cui inefficienze non possono non ripercuotersi negativamente anche sul trattamento dei detenuti, nei cui confronti deve essere riconosciuto un regime detentivo rispettoso dei diritti individuali della persona e rispondente al principio rieducativo della pena.
(3-00767)
(6 marzo 2002)